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Unisi: un master con l’Unione consumatori

di Claudia Cervini

economia_homeEtica degli affari, del consumo e della responsabilità sociale. È questo il titolo del master indetto dall’Università di Siena in collaborazione con l’Unione nazionale consumatori, per formare esperti in etica d’impresa, in gestione dei sistemi di responsabilità sociale e consulenti di direzione per il programma etico aziendale e i rapporti con consumatori e utenti.

“L’obiettivo del master”, spiega Paolo Piccari, docente dell’Università di Siena, “è quello di formare esperti non solo in grado di redigere un bilancio o di gestire sistemi di responsabilità sociale, ma anche di elaborare codici etici, carte dei valori e codici di comportamento all’interno di imprese ed enti pubblici o privati”. Per questo particolare attenzione sarà dedicata all’etica applicata, al diritto dei consumatori, alle tecniche di negoziazione e conciliazione, ai codici etici e ai bilanci sociali.

Il master è annuale , costa 3mila euro e prevede sette borse di studio a copertura totale. Al termine del corso è previsto uno stage che potrà essere svolto presso il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, l’Unione nazionale consumatori, l’Associazione bancaria italiana e il Consumers forum.

Per iscriversi alla nuova edizione del master (entro il 18 febbraio) o semplicemente per approfondire cliccare il portale d’ateneo.

Data: 4 febbraio 2011

Fondi al merito: Firenze pesca il jolly

Dall’inferno al paradiso nel volgere di una settimana. L’Università di Firenze, ancora venerdì scorso, era sotto shock per l’esclusione dalla ripartizione del 7% del fondo di finanziamento ordinario che la ministro Gelmini aveva voluto legare al merito.

L’ateneo fiorentino, come aveva spiegato la Gelmini a caldo, era stato escluso per non avere avuto i conti in ordine. In particolare Firenze (assieme ad altri atenei come Pisa, Siena e Trieste) era stata esclusa per aver destinato agli stipendi – di docenti e non – più del 90% del finanziamento dell’anno precedente.

A nulla erano valse le rimostranze del rettore uscente, Augusto Marinelli. Invano, il rettore aveva richiamato una recente comunicazione del Tesoro che attestava la discesa dell’ateneo sotto la fatidica percentuale e quindi il rientro, a buon diritto, fra le università virtuose.

Dopo nemmeno sette giorni, la Gelmini torna sui suoi passi e dichiara che Firenze è stata “rivalutata” e che quindi può accedere al 7%. Anzi, per effetto delle buone performance nella ricerca e nella didattica, Firenze si piazzerebbe al quarto posto assoluto, dietro Trento e i due politicnici (Torino e Milano), ottenendo il 3% dello stanziamento complessivo, pari a 19 milioni di euro, “tre in più a quanto ricevuto nel 2008″, ha sottolineato il rettore uscente.

Decisivo sarebbe stato un incontro fra lo stesso Marinelli e la ministro, avvenuto mercoledì scorso a Roma. E come ha fatto, il rettore ad incontrare in trafinefatta la responsabile dell’Istruzione che ha notoriamente un agenda piuttosto blinadata?

A favorire il chiarimento è stato un giovane deputato fiorentino del Pdl, Gabriele Toccafondi, che aveva tentato un ruolo di mediatore anche nell’autunno scorso, fra l’approvazione del Dpef e la stesura della Finanziaria 2009.

Già rappresentante degli studenti nel Cda dell’università fiorentina a metà degli anni ‘90, eletto nella lista Ateneo studenti (vicina a Cl), Toccafondi ha rappresentato il jolly pescato dall’università fiorentina.

E proprio la Matta del poker fu il simbolo elettorale scelto dal giovane deputato all’epoca della sua campagna studentesca, come documenta uno dei primi post di questo blog.

Data: 31 luglio 2009

Concorsi truccati, condannata moglie del presidente Crui

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Un’altra tegola cade, violentissima, sull’immagine dell’università italiana. La Corte d’Appello di Firenze, ribaltando una sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Siena, ha condannato la scorsa settimana due docenti universitari, Fernanda Caizzi e Walter Leszl, rei di aver pilotato un concorso universitario per un posto di associato in Storia della Filosofia presso l’Università di Siena, nel 2001.

I due ordinari, assolti in primo grado, sono stati giudicati colpevoli di abuso d’ufficio e condannati a un anno di reclusione nonché a risarcire i danni morali alla candidata che, ritenendosi ingiustamente esclusa, aveva sporto denuncia.

La professoressa Caizzi, oltre ad essere un ordinario della Statale di Milano, è anche moglie del rettore di quell’ateneo, Enrico Decleva, attualmente presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane-Crui

Data: 27 gennaio 2009

Un’Onda ideologica?

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Non sarà che quest’Onda sia stata sopravvalutata? Gli ultimi passi del movimento anti-133 (cui dedichiamo la maggior parte della sezione Politics di Campus che sarà in edicola da martedì 16) lasciano davvero perplessi.

Prendiamo, per esempio, la contestazione del sottosegretario Gianni Letta a Siena. A leggere le email del terminale senese della protesta di lancio della manifestazione, c’era da riflettere. “Letta è la persona con la quale  il rettore dell’università di Siena, Silvano Focardi, ha istituito un canale privilegiato per la gestione della  crisi dell’ateneo”, si è scritto.

Di nuovo, Letta “è colui che ha avallato il vergognoso piano di ‘risanamento’”. Ancora, secondo l’Onda senese  è stato il Governo “nella persona di Gianni Letta, a imporre la  nomina  del nuovo direttore amministrativo della nostra università”, al quale il rettore, Focardi “renda conto  esclusivamente”, piuttosto che “a quelle componenti dell’ateneo toccate  dalla crisi, pur non avendola generata: studenti e precari che da mesi si  stanno battendo per la tutela dei propri diritti”.

Piccolo dettaglio: l’ateneo ha scoperto recentemente un colossale buco di bilancio (250 milioni di contributi previdenziali non versati), che il rettore sta tentando disperatamente di ripianare.

Si addebita a Focardi il voler risanare? Il fatto che, per questo, si raccordi alla presidenza del Consiglio? E, ancora più sorprendente, avrebbe dovuto nominare il nuovo dirittore amministrativo indicendo una bella assemblea? 

Posizioni, queste, che lasciano trasparire un ideologismo agghiacciante. Lo stesso che emerge quando si programmano la autoriduzioni agli spettacoli teatrali, ai concerti ecc. Cose già viste nel lontano 1977. E non finì troppo bene

Data: 12 dicembre 2008

La graticola dei berluscones

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L’avevamo scritto in tempi non sospetti: ai primi d’agosto, quando la portata dell’allora decreto 112, messo a punto da Giulio Tremoni, riservava all’università italiana una cura da cavallo. Un pezzo di stampa italiana avrebbe fatto la festa ai docenti universitari.

Al primo dissenso che aveva osato levarsi dall’accademia, la stampa più vicina al Governo, nel caso specifico il Giornale del fratello del presidente del Consiglio, Paolo Berlusconi, aveva sparato una bella prima pagina contro i professori universitari del Bel Paese, i più pagati, i meno efficienti ecc ecc. E prevedevamo un’estate caldissima per la classe docente, che sarebbe finita sulla graticola.

Previsione sbagliata di pochi mesi. E’ bastato che dalle università partisse la protesta antiGelmini, che i giornali d’area pdl hanno aperto le danze.

Ieri è arrivata puntuale la copertina di Panorama, targata Belpietro (piuttosto bruttarella, da un punto di vista giornalistico, ma questa è un’altra storia) e un servizio da battaglia di Antonio Rossitto, sugli sprechi degli atenei.

Rossitto, oltre a riesumare la solita statistica delle classi senza studenti (la cui attendibilità veniva messa in dubbio, ieri sera a Matrix, dallo scrupoloso Mentana), inanellava una serie di esempi di malauniversità. Con un particolare curioso: gli atenei citati o erano governati da rettori notoriamente di centrosinistra o si trovavano in città amministrate dal centrosinistra: Firenze, Siena, La Sapienza, L’Aquila, Genova, Federico II, Messina.

Gli opposti estremisti sono a lavoro. Ci perderemo tutti.

Data: 25 ottobre 2008

Drink UniMoRe

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Oltre le frontiere del merchandising, l’Università di Modena e Reggio ha lanciato con un’azienda di bevande,  la General Drink, una bibita ufficiale dell’ateneo. Ne ha dato notizia, sabato, ItaliaOggi, nell’inserto Marketing.

Il primo official drink di un ateneo italiano sarà un succo Ace.

General Drink punta a diffondere, presso altre università, le sue altre specialità fra cui la PepperRed, bibita al peperoncino.

Imperando Tremonti – cui si deve il megataglio agli atenei italiani di settembre – non ci sono dubbi che l’iniziativa è destinata a replicarsi altrove.

Chissà che non spunti il Parmigiano-Reggiano dell’UniPr, il tonno in scatola marcato UniPa o il Chianti dell’Università di Siena.

Data: 13 ottobre 2008
Campus
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