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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; Università di Perugia</title>
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		<title>Start Cup a &#8220;Mille&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 21:36:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campus]]></category>
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		<category><![CDATA[Associazione italiana degli incubatori universitari e delle Business plan competition]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Bistoni]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Start-cup-Marche.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3414" title="Start cup Marche" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Start-cup-Marche.jpg" alt="Start cup Marche" width="120" height="116" />Torna la business plan competition <strong>Umbria-Marche 2011</strong> organizzata dalle <strong>Università di Perugia</strong> e<strong> Camerino</strong>. Una novità  accompagnerà quest&#8217;edizione della <strong>Start cup</strong> in occasione del 150 dell&#8217;Unità d&#8217;Italia: si tratta del <strong>Tour dei Mille</strong>, altra competizione organizzata da <strong>Telecom Italia</strong> e <strong>PNICube</strong> (Associazione italiana degli incubatori universitari e delle Business plan competition) volta a selezionare le migliori idee innovative e di ricerca orientate al mercato.</p>
<p>A presentare questo grande <strong>evento</strong> all&#8217;insegna dell&#8217;innovazione che fa da trait d&#8217;union tra l&#8217;<strong>accademia</strong> e l&#8217;<strong>impresa </strong> gli esperti riuniti all&#8217;Università di Perugia. Una conferenza (Sala ex Senato di Palazzo Murena, ore 12) aperta dal magnifico di Perugia <strong>Francesco Bistoni</strong>, alla quale parteciperanno <strong>Loris Nadotti</strong> &#8211; professore delegato al trasferimento tecnologico e presidente PNICube e <strong>Nicola Martina</strong> di Working Capital &#8211; Telecom Italia.</p>
<p>Idee alla mano e che vinca il&#8230; più innovativo.</p>
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		<title>Più PEC per tutti (o quasi)</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2010/05/26/piu-pec-per-tutti-o-quasi/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 11:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campus]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/PEC.gif]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="alignleft size-full wp-image-1183" title="PEC" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/PEC.gif" alt="PEC" width="155" height="85" />Casella di posta certificata (<strong>PEC</strong>) in arrivo per gli studenti di informatica dell’Unicam. In via del tutto sperimentale i ragazzi potranno quindi inviare messaggi di posta elettronica che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale. Ricordiamo che la PEC è il nuovo servizio di dialogo con le Pubbliche amministrazioni che ha visto il via lo scorso 26 aprile per opera del ministro <strong>Brunetta </strong>al fine di facilitare la comunicazione tra cittadini e P.A. Il servizio non è semplicemente utile e funzionale, ma ha obbligo di legge per le Pubbliche amministrazioni. È noto che la PEC può aggiungere la certificazione del contenuto del messaggio solo se in combinazione con un certificato digitale; per questo agli studenti di informatica della <strong>Unicam </strong>sarà data in dotazione la <em><strong>Carta Raffaello</strong></em>, uno strumento di identificazione che permette di accedere ai servizi on-line della Pubblica amministrazione semplicemente digitando il codice pin della smart card dopo averla inserita nel lettore. Grazie all’abbinamento Carta Raffaello- firma elettronica gli studenti potranno avere una PEC legalmente riconosciuta in tutto lo Stato italiano. Gli informatici potranno così comunicare in maniera ufficiale domande di lavoro, domande per concorsi e altro, con un notevole risparmio di tempo e in tutta comodità. Il servizio è sicuramente ottimo, anche perché, come il buon senso comanda, totalmente gratuito.</p>
<p style="text-align: left;">Finalmente l’università italiana si mette al passo coi tempi e agevola la comunicazione tra gli enti pubblici, creando un linguaggio condiviso, semplificando passaggi burocratici e promuovendo una rete comune. Ampliamo però il quadro e facciamo notare che il 20 aprile 2010 è stato comunicato sul portale del ministero per la Pubblica amministrazione e per l’innovazione che soltanto<strong> 17</strong> università su <strong>93</strong> avevano passato “l’esame PEC”: il DigitPA ha controllato quanti atenei  avessero pubblicato una o più PEC nel proprio sito istituzionale così come nell&#8217;Indice delle Pubbliche Amministrazioni (<a href="http://www.indicepa.gov.it/">www.indicepa.gov.it</a>).</p>
<p style="text-align: left;">Tra i virtuosi ci sono <strong>Pavia</strong> (con ben <strong>147</strong> PEC), Firenze (95), Roma Tre (54), Brescia (21), Udine (2), Cagliari (1), Calabria (1), &#8220;Federico II&#8221; di Napoli (1), Seconda Università di Napoli (1), Perugia (1), &#8220;Mediterranea&#8221; di Reggio Calabria (1), Sannio di Benevento (1), Teramo (1), Torino (1), Trento (1), Trieste (1) e Verona (1). Questa “classifica” ci aiuta a riflettere sulle difficoltà e sui ritardi, ovviamente non solo universitari, che l’Italia ha ad affrontare cambiamento e semplificazione. Tornando al discorso Unicam: d’accordo che il progetto è stato appena lanciato e si trova in una fase del tutto sperimentale, una domanda però sorge spontanea: perché soltanto per gli informatici? Riconosciamo il buon punto di partenza, la speranza però è che non si proceda a passo di gambero, ma che il progetto venga esteso a tutti gli universitari in tempi ragionevoli. L’Università di Camerino con il gruppo di ricerca UeG (Unicam E-Gov research group) si è dimostrata attenta ai processi di innovazione della Pubblica amministrazione, a cui ha collaborato, nel caso discusso, anche il gruppo PF Informatica della Regione Marche.</p>
<p style="text-align: left;">Ciò che si auspica è che tutte le università facciano lo stesso, in modo da creare realmente un sistema comune e condiviso. Insomma non solo un sasso nello stagno, ma l’inizio di un processo di semplificazione.</p>
<p style="text-align: left;">
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