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Unicam premia “ideas for biz”

di gcavallaro

PremiazioneProtagoniste le idee giovani, nella Sala Riunioni del Rettorato a Palazzo Ducale dell’università di Camerino. Si è svolta la premiazione di “Research Ideas 4Biz 2011”, una competizione promossa proprio da Unicam e finalizzata alla selezione delle migliori idee di ricerca orientate al mercato da indirizzare alla presentazione del Business Plan nell’ambito della Start Cup Umbria Marche di quest’anno.
Nel corso dell’incontro, presenziato dal professor Flavio Corradini, prorettore alla ricerca internazionale e trasferimento di conoscenze, competenze e tecnologie, sono stati assegnati i tre premi destinati a giovani ricercatori d’ateneo (studenti di dottorato, dottori di ricerca, borsisti, assegnisti, laureandi e neolaureati) che hanno presentato la propria “Research Idea for Business” in collaborazione con docenti e ricercatori dell’ateneo. Il primo premio, di 3.000 euro, è stato assegnato a Jessica Palmucci dche, ha presentato un progetto nel settore scientifico della sintesi di nuovi materiali. Si è classificato secondo, aggiudicandosi un premio di 2.000 euro, Manuel Carloni che ha presentato un progetto nel settore della Clinical Diagnostic. Terza classificata Roberta Censi che è risultata vincitrice di 1.000 euro per il suo progetto dal titolo “Unicondrogel”. Ora queste borse potranno essere utilizzate dai giovani studenti per attività di ricerca e formazione collegate all’idea presentata.

Data: 12 maggio 2011

Start Cup a “Mille”

di Claudia Cervini

Start cup MarcheTorna la business plan competition Umbria-Marche 2011 organizzata dalle Università di Perugia e Camerino. Una novità  accompagnerà quest’edizione della Start cup in occasione del 150 dell’Unità d’Italia: si tratta del Tour dei Mille, altra competizione organizzata da Telecom Italia e PNICube (Associazione italiana degli incubatori universitari e delle Business plan competition) volta a selezionare le migliori idee innovative e di ricerca orientate al mercato.

A presentare questo grande evento all’insegna dell’innovazione che fa da trait d’union tra l’accademia e l’impresa gli esperti riuniti all’Università di Perugia. Una conferenza (Sala ex Senato di Palazzo Murena, ore 12) aperta dal magnifico di Perugia Francesco Bistoni, alla quale parteciperanno Loris Nadotti – professore delegato al trasferimento tecnologico e presidente PNICube e Nicola Martina di Working Capital – Telecom Italia.

Idee alla mano e che vinca il… più innovativo.

Data: 9 maggio 2011

sAs dottorato

di Claudia Cervini

miceliNon è più sos dottorato… almeno non a Camerino, università che, in periodo di magra tra assenza di fondi e instabilità legislativa, bandisce il concorso  Sas 2011 award (cofinanziato dalla Scuola di dottorato).

La School of advanced studies dell’Unicam mette in palio un premio di 1.500 euro (4.500 euro in totale) destinato ai tre migliori dottorandi iscritti al secondo e al terzo anno di corso, che presenteranno i migliori prodotti scientifici.

“Il premio”, spiega Anna Maria Eleuteri, referente Unicam per la Carta europea dei ricercatori e la valutazione e il riconoscimento delle nuove professioni, “rientra nelle azioni di implementazione dei principi della Carta europea dei ricercatori e nel Codice di condotta per il loro reclutamento”.

La selezione avverrà in due momenti e sarà condotta da due diverse commissioni: una interna, nominata all’interno del Consiglio della School of advaced studies e una formata da esperti esterni.

“La valutazione sarà effettuata sulla base del profilo scientifico dei candidati e di un prodotto di ricerca sviluppato durante il programma di dottorato“, racconta Cristina Miceli, direttore della School of sdvanced studies dell’Unicam. “Speriamo in un’ampia partecipazione e ci auguriamo che il premio  continui anche in futuro e sia fin d’ora uno stimolo verso una ricerca di qualità per i più giovani“.

Per partecipare è necessario compilare il modulo scaricabile dal portale d’ateneo  e inviarlo all’indirizzo postlaurea@unicam.it (disponibile anche a fornire informazioni più dettagliate sul concorso).

Data: 28 aprile 2011

Carta cantat: dall’Unicam la risposta alla Riforma

di Claudia Cervini

Conv3Dopo le tante polemiche, i vademecum, i manuali e gli opuscoli anti-riforma creati soprattutto dalle assiciazioni studentesche per impedire che la legge Gelmini prenda forma negli atenei,  dalle università arriva un segnale positivo e costruttivio:  L’università che vorremmo, otto tesi per cambiare.

Parte da Camerino la sfida per un sistema universitario che scelga la strada dell’innovazione: “Chiediamo al Paese un nuovo patto, un patto di fiducia, qualcosa che liberi l’università da troppe infrastrutture, che non giovano alla qualità e allontanano dagli studenti e dagli studi. Speriamo che nell’applicazione della nuova legge, che ha tanti limiti, ma ha anche tante possibilità di innovazione, si scelga quella dell’innovazione, non quella della conservazione”, spiega Luciano Modica, accademico e politico che è stato anche sottosegretario al ministero dell’Università e della Ricerca e che ha chiuso i lavori della due giorni di Camerino (24-25 febbraio).

Un convegno, che ha visto la partecipazione di tanti esperti del settore e che si è chiusa con la sottoscrizione della Carta di Camerino. Un “libero movimento di difesa dell’università italiana”, come si legge nel documento, che affronta e indica una linea su temi criciali quali la questione della governance, la necessità di un’autonomia didattica, il reclutamento dei docenti, le risorse pubbliche e private, la dialettica con l’impresa e il territorio, i diritti e i doveri dello studente.

“L’esercizio responsabile dell’autonomia didattica – hanno sottolineato i professori Andrea Stella e Vincenzo Zara – dovrebbe trovare la sua espressione nella progettazione di un’offerta formativa che, tenendo conto delle specificità della sede, ponga al centro del percorso le competenze che devono essere acquisite dallo studente”, i professori infatti lamentano “la stratificazione dei provvedimenti ministeriali che hanno creato vere e proprie gabbie normative” rendendo impossibile l’applicazione di questa autonomia.

A proposito di Governo, partecipazione e gestione, Fulvio Esposito, rettore dell’Unicam, ha parlato del Caso Camerino.  da marzo 2009 l’università ha infatti adottato un innovativo modello di governance. “Superata la separazione tra dipartimenti e facoltà, la nostra università si è articolata in nuove aggregazioni, le Scuole d’ateneo, responsabili tanto della didattica quanto della ricerca”. All’Unicam si è inoltre insediato il Comitato dei sostenitori che raccoglie i responsabili di realtà produttive tra le più significative del territorio”. Il nuovo organo è presente nel Cda “per dar voce a quel settore privato e delle professioni che da sempre lamenta una distanza eccessiva tra università e territorio”, conclude il magnifico.

Organizzatori e partecipanti si sono detti soddisfatti dell’incontro e del gruppo di lavoro che da un lato si è riunito per “indicare in quale direzione ci si può muovere usando la legge e nello stesso tempo prende le distanze dalle cose che non hanno funzionato. L’intenzione è che questo sia un lavoro permanente, che non finisca con la fine del convegno, ma che possa rappresentare un punto di riferimento da cui partire”.

Data: 28 febbraio 2011

Più PEC per tutti (o quasi)

di Claudia Cervini

PECCasella di posta certificata (PEC) in arrivo per gli studenti di informatica dell’Unicam. In via del tutto sperimentale i ragazzi potranno quindi inviare messaggi di posta elettronica che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento tradizionale. Ricordiamo che la PEC è il nuovo servizio di dialogo con le Pubbliche amministrazioni che ha visto il via lo scorso 26 aprile per opera del ministro Brunetta al fine di facilitare la comunicazione tra cittadini e P.A. Il servizio non è semplicemente utile e funzionale, ma ha obbligo di legge per le Pubbliche amministrazioni. È noto che la PEC può aggiungere la certificazione del contenuto del messaggio solo se in combinazione con un certificato digitale; per questo agli studenti di informatica della Unicam sarà data in dotazione la Carta Raffaello, uno strumento di identificazione che permette di accedere ai servizi on-line della Pubblica amministrazione semplicemente digitando il codice pin della smart card dopo averla inserita nel lettore. Grazie all’abbinamento Carta Raffaello- firma elettronica gli studenti potranno avere una PEC legalmente riconosciuta in tutto lo Stato italiano. Gli informatici potranno così comunicare in maniera ufficiale domande di lavoro, domande per concorsi e altro, con un notevole risparmio di tempo e in tutta comodità. Il servizio è sicuramente ottimo, anche perché, come il buon senso comanda, totalmente gratuito.

Finalmente l’università italiana si mette al passo coi tempi e agevola la comunicazione tra gli enti pubblici, creando un linguaggio condiviso, semplificando passaggi burocratici e promuovendo una rete comune. Ampliamo però il quadro e facciamo notare che il 20 aprile 2010 è stato comunicato sul portale del ministero per la Pubblica amministrazione e per l’innovazione che soltanto 17 università su 93 avevano passato “l’esame PEC”: il DigitPA ha controllato quanti atenei  avessero pubblicato una o più PEC nel proprio sito istituzionale così come nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (www.indicepa.gov.it).

Tra i virtuosi ci sono Pavia (con ben 147 PEC), Firenze (95), Roma Tre (54), Brescia (21), Udine (2), Cagliari (1), Calabria (1), “Federico II” di Napoli (1), Seconda Università di Napoli (1), Perugia (1), “Mediterranea” di Reggio Calabria (1), Sannio di Benevento (1), Teramo (1), Torino (1), Trento (1), Trieste (1) e Verona (1). Questa “classifica” ci aiuta a riflettere sulle difficoltà e sui ritardi, ovviamente non solo universitari, che l’Italia ha ad affrontare cambiamento e semplificazione. Tornando al discorso Unicam: d’accordo che il progetto è stato appena lanciato e si trova in una fase del tutto sperimentale, una domanda però sorge spontanea: perché soltanto per gli informatici? Riconosciamo il buon punto di partenza, la speranza però è che non si proceda a passo di gambero, ma che il progetto venga esteso a tutti gli universitari in tempi ragionevoli. L’Università di Camerino con il gruppo di ricerca UeG (Unicam E-Gov research group) si è dimostrata attenta ai processi di innovazione della Pubblica amministrazione, a cui ha collaborato, nel caso discusso, anche il gruppo PF Informatica della Regione Marche.

Ciò che si auspica è che tutte le università facciano lo stesso, in modo da creare realmente un sistema comune e condiviso. Insomma non solo un sasso nello stagno, ma l’inizio di un processo di semplificazione.

Data: 26 maggio 2010
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