Under 30 in mezza pensione
“Pensioni continuative e flessibilità, scommessa vincente o combinazione fatale per i giovani?” Se l’è chiesto l’Università degli studi di Milano che ha condotto un’analisi sulle pensioni che 20enni e 30enni percepiranno dall’Inps e soprattutto in che termini essi dovranno ricorrere alla previdenza complementare. In altre parole quanto il singolo dovrà versare per avere una pensione che gli consenta di arrivare tranquillamente alla fine del mese?
Per chi non è assunto a tempo indeterminato sono dolori perché bastano cinque anni di contratto atipico per ridurre l’assegno pensionistico dell’8 per cento rispetto all’assegno pieno di chi è assunto per una vita con l’indeterminato. Come affrontare questa situazione? “Un diverso tipo di welfare pubblico, maggiormente retributivo e più previdenza complementare per chi se lo può permettere”, spiega Matteo Jessuola, ricercatore del dipartimento studi sociali della Statale di Milano.
Milano Finanza ha commissionato un’analisi sulle future pensioni di chi oggi ha 20-30 anni alla società Progetica: “A conti pubblici in ordine potranno corrispondere assegni pensionistici pubblici che a fatica copriranno i primi 15 giorni del mese”, afferma Andrea Carbone di Progetica. Per aggiungere mille euro di rendita privata all’assegno pubblico, andranno versati nel fondo pensione 400 euro mensili, spiegano da Progetica. Ma con uno stipendio medio di mille euro al mese (leggi qui) versarne 400 diventa un’impresa. La soluzione del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi, come riporta il quotidiano, chiama in causa i genitori, che, ancora una volta, dovrebbere aiutare i figli a riscattare la laurea e a investire in un fondo pensione: “Tanti anni fa i genitori regalavano ai figli un libretto di risparmio bancario, oggi possono regalare loro un risparmio previdenziale“.
Una circolare dell’Università di Genova porta alla ribalta un tema dibattuto in passato senza risultati rilevanti: l’uso del libretto universitario dello studente. I voti riportati nei singoli esami vanno trascritti sul libretto o questa pratica finisce per penalizzare ingiustamente gli studenti che hanno una media bassina e per aiutare quelli con voti stellari, indipendentemente dal valore della prova sostenuta?
I collettivi avevano annunciato nella città tanto rumore per nulla. Nel senso che il corteo, assolutamente pacifico, doveva essere accompagnato da tamburi, vuvuzelas, pentole, trombette e via discorrendo. Il percorso? In linea con la decisione di Roma: lontano dall’università e dai luoghi caldi.