Confindustria & studenti
Confindustria insieme agli studenti per cercare il dialogo tra università e impresa. Succede alla fiera di Bergamo, dove il 7 maggio 58 studenti di 13 università, organizzati in 21 team si incontreranno per discutere con gli imprenditori 18 idee risolutive del case study proposto da ImprendiTeam e sostenuto dal Collegio Mazza di Padova.
Il caso di problem solving riguarda il tema della comunicazione e della collaborazione trauniversità, politica locale e aziende.
Già si conoscono i vincitori. La proposta più allettante è stata infatti quella dell’Università di Padova che ha suggerito di portare i consigli comunali in azienda. Giulio Allegro, Alessandro Calabrò e Michele Carpanese i nomi degli studenti patavini della facoltà di Ingegneria.
Un distretto delle idee è stato invece proposto da studenti dell’Unimi, Bocconi e Università di Bergamo: valorizzare le sinergie tra multinazionali presenti sul territorio italiano e la cultura artigiana, l’idea di Alessia Bertoli, Gianluigi Bertoluzzi, Elena Cavalleri e Gioia Ronci e premiata da Zeynep Atac.
Mentre la Bocconi e l’Università di Padova hanno dato vita al circolo dei fuori classe: dove consulenti, specialisti e politici vengono invitati a sedersi tra i banchi di scuola anziché in cattedra.
Mamma e papà insieme all’università, al posto dei figli. Il Corriere della Sera di oggi riporta un fenomeno inedito: alle giornate di orientamento, in fila alle segreterie di facoltà, all’altro capo del ricevitore per richiesta di informazioni ormai ci sono sempre più genitori. Barbara Rosina, responsabile del Cosp, il centro per l’orientamento della Statale di Milano riferisce che il 50% delle telefonate sono di mamma e papà e in Bicocca 7 iscrizioni su 10 arrivano dai genitori. Le segreterie, come i centri orientamento sono bombardati dalle domande degli adulti: “Scusi, mio nipote vorrebbe iscriversi a Medicina, cosa dobbiamo fare?” oppure “Mio figlio vorrebbe iscriversi a Lettere, noi preferiamo Economia, cosa mi consiglia?”. E pensare che solo pochi anni fa al pensiero di farsi pescare in ateneo con mamma e papà si arrossiva di imbarazzo.
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