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Mr. Cepu, più atenei per tutti

polidoriFrancesco Polidori, 65enne, industriale della ripetizione con Cepu e Grandi scuole, fondatore di atenei con la telematica eCampus, è irrefrenabile.

Come scrive stamane ItaliaOggi, si è candidato a sindaco nella sua città natale, Città di Castello, mentre nella vicina Borgo S.Sepolcro (dove ha sede il gruppo Cepu), ha candidato il suo parente e strettissimo collaboratore, Gianluca Polidori.

Con loro, in lista figli, nipoti e dirigenti Cepu. Una sorta di opa politica sulla Valle Tiberina, malgrado un anno fa, la nascita del Federalismo democratico umbro-Fdu, rassemblement in salsa leghista (ma contestato dalla Lega), non fosse stata felicissima, tanto che non era riuscito a presentare le liste alle regionali.

Ma la cosa sorprendente è che, leggendo i  programmi elettorali dei Polidori’s, una delle primissime proposte è aprire una sede universitaria di eCampus, del cui indotto beneficerebbero le economie cittadine.

Chissà che cosa ne pensa il ministro Gelmini o  il neodirettore generale dell’Università, Daniele Livon.

E poi dove apriamo un altro eCampus: a Città di Castello o a Borgo San Sepolcro, che peraltro distano poche decine di chilometri?

Al Cepu non si fanno in genere problemi. Come ha rivelato il rapporto del Cnvsu – di cui parla diffusamente l’ultimo CampusPRO – le sedi di Roma e Massina sono state aperte con una semplice comunicazione a cui il Miur s’è guardato bene dal rispondere.

Leggi qui l’articolo di Italia Oggi

Data: 28 aprile 2011

Gelmini bacchettata sulle telematiche

Addio alla telematica normalizzata.

La Corte dei Conti, esercitando il controllo di legittimità sugli atti ministeriali, affibbia una sonora bacchettata alla Gelmini, “espungendo” dal Decreto programmazione 2010-2012, il celeberrimo articolo 6, quello che prevedeva appunto la trasformazione in università non statali tradizionali da parte di quegli atenei online che lo desiderassero.
Con un decreto dell’8 aprile scorso, la Sezione centrale presieduta dal giudice Pietro De Francisci ha ammesso al visto di legittimità tutto il provvedimento del Miur, a eccezione dell’articolo in questione.
Sgelmini1econdo la Corte, questo articolo “viola il principio della gerarchia delle fonti del diritto”, in quanto stabilisce criteri che, al contrario, devono essere introdotti da un apposito regolamento, quello previsto proprio dalle legge 286/2006, un milleproroghe, al comma 148.
Il ministero, presente alla precedente adunanza di merito, col suo direttore generale Marco Tomasi, aveva dovuto riconoscere subito la fondatezza del rilievo, manifestando la volontà di cassare l’articolo.
All’epoca dell’uscita del Decreto, l’ateneo principalmente indiziato della trasformazione era stato eCampus, università telematica legata al Cepu e che, pochi mesi prima, aveva inziato un programma residenziale, denominato Formula College. Da Novedrate avevano smentito, indignati. Ma le voci si erano ripetute quando un articolo della riforma universitaria aveva introdotto la possibilità di finanziamento ministeriale anche alle università a distanza, tanto che lo stesso Corriere della Sera aveva parlato “di aiutini agli amici del Cepu”.

Data: 24 aprile 2011

e Campus: non useremo la “riforma Cepu”

polidoriForse la decisione è stata presa dopo che in una accalorata puntata di Ballarò, Rosi Bindi l’aveva sparata grossa: “Stiamo votando una riforma dell’università che toglie risorse all’università ed equipara il Cepu di Berlusconi all’Università Cattolica”. Sta di fatto che eCampus ha inviato, come accade raramente, una smentita agli organi di stampa.

L’esponente del Pd, che forse ha ancora il dente avvelenato per le “belle laureate non come la Bindi” che il Premier dichiarò di aver incontrato all’eCampus di Novedrate nella sua visita privata di luglio, in effetti ha fatto confusione: nel ddl di riforma in discussione alla Camera (e su cui anche oggi il Governo è andato in minoranza) non c’è traccia di tutto questo. E’ però invece vero che nel suo Docreto di programmazione 2010-2012, come ha scritto ItaliaOggi riprendendo un’anticipazione di CampusPRO (qui, registrandosi, si può scaricarne una copia), l’aveva chiamata la “riforma Cepu”.

Un errore nella forma ma non nella sostanza, visto che il Decreto è un documento politico nel quale il ministro dell’Università chiarisce gli obiettivi di un triennio.

Ma Polidori è notoriamente uomo di sostanza e per lui ce n’era abbastanza per rompere la proverbiale riservatezza.

“Non abbiamo alcuna intenzione di trasformare la nostra università on line in un’università tradizionale”, esordisce  la nota stampa che prosegue: “Ci teniamo a dirlo per rispondere agli articoli e ai servizi che parlano di un articolo a nostro favore contenuto nel decreto di programmazione 2010-2012″.

Da eCampus chiariscono “la volontà che ci ha spinti a istituire un’università on line, anziché un’università tradizionale: la nostra scelta è frutto della convinzione, maturata per esperienza diretta, che il modello organizzativo delle università on line sia vincente per qualità ed efficienza”.

Segue la rivendicazione della bontà del modello telematico: “Le più grandi università del mondo sono on line”, recita il comunicato e, attenzione,  “hanno sedi locali che gli permettono di assicurare l’assistenza amministrativa, logistica e tutoriale necessaria ad ogni studente (corsivo nostro, ndr)“.

È per questo, conclude il comunicato, ” che abbiamo deciso di realizzare questo modello in Italia, istituendo un’Università on line e ottenendo ottimi risultati“.

Oltre alla novità di eCampus che comunica – era successo solo nel pomeriggio della trionfale visita privata di Berlusconi – che annuncia di non volersi avvalere della possibilità di conversione che verrà offerta dal Decreto, è proprio il passaggio sulle sedi locali quello di maggior interesse.

eCampus ha una sede principale e due sedi distaccate a Roma e a Messina (che peraltro non risultano dal sito del ministero ma questa è un’altra storia).  Altre sedi, non esistono. A meno che, non ci si voglia riferire alle 120 sedi Cepu convenzionate, dove viene commercialmente proposta l’iscrizione a eCampus.

Passi per l’assistenza tutoriale; passi pure quella logistica. Ma è l’assistenza amministrativa che dà da pensare:  non sarà che nelle agenzie Cepu si sbrigano pratiche amministrative dell’ateneo eCampus? Sembra difficile, visto che a Novedrate, Polidori ha chiamato un “capitano di lungo corso” dell’amministrazione universitaria, Silvio Colombo,  già dirigente di Liuc e Cattolica: difficilmente un dirigente navigato accetterebbe che si espletassero altrove pratiche di stretta pertinenza accademica.  Che invece non si parli di un modello che si vuol costruire?

P.s. potenza dell’algoritmo di Google e dei grandi investimenti di Mr. Cepu, al secolo Francesco Polidori, può accadere che cliccando su YouTube il video sul passaggio di Bindi a Ballarò, compaia a fianco una bella pubblicità dell’ateneo di Novedrate.

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Data: 25 novembre 2010

E la Gelmini vara la riforma Cepu

gelmini“Arriva la riforma Cepu”, titola stamane ItaliaOggi, pubblicando un’anticipazione di CampusPRO online lunedì prossimo (previa registrazione gratuita).

Ebbene sì: il Decreto di programmazione 2010-2012 – (scaricabile qui), da poco inviato a Crui, Cnsvu e Cnsu per il parere – prevede nientemeno che la possibilità di convertire le telematiche in “Non statali non telematiche”, ovvero tradizionali.

Sul trampolino di lancio, a quanto risulta a CampusPRO, c’è e Campus, protagonista di un intenso lavoro di lobbing nell’ultimo periodo (sarà per questo che il decreto, dato per pronto a fine settembre, è stato inviato il 27 ottobre?).

Ecco svelati i misteri della Formula College, su cui c’eravamo già soffermati: non era teatro dell’assurdo (studenti “telemataci”, a tempo pieno, addirittura a convitto, in un ateneo a distanza) ma prove tecniche di università tradizionale.

Così Mariastella Gelmini, che forse non riuscirà a fare la sua riforma dell’università, rischia di passare alla storia come il ministro che ha fatto la riforma Cepu: convertendo le telematiche in tradizionali. Proprio lei che aveva fatto della proliferazione delle sedi e degli atenei un vero mantra politico.

Come nel 2006, quando eCampus fu istituita da Letizia Moratti contro il parere di Cnsvu e Cun, Francesco Polidori continua a prediligere i fine legislatura: oggi come allora, le camere erano quasi sciolte.

Data: 18 novembre 2010

Se e Campus studia Cepu

polidoriIl convegno è fissato per domani, 17 novembre, nella sede messinese dell’ateneo e Campus, l’università telematica di Mr. Cepu, alias Francesco Polidori.

Fra i relatori, il presidente del locale ordine degli avvocati, quello dei commercialisti e la preside della facoltà di Economia, la professoressa Elisabetta Bertacchini, fresca vincitrice di concorso da ordinario, proprio nell’ateneo di Novedrate.

Titolo del workshop: Perdite di bilancio e tecniche di ripianamento. Un credito formativo agli studenti che partecipano (ma trattandosi di ateneo online, è prevista lo streming?).

In precedenza, nella sede principale di Novedrate, ci si era occupati de Le soluzioni della crisi dell’impresa diverse dal fallimento, anche qui con un confronto fra accademici – anche in quel caso Bertacchini – e ordini professionali.

D’altra parte, nel gruppo Cepu sono esperti della materia, come testimonia la storia, resa nota da Milano Finanza e da CampusPRO, della Scil Srl, già holding operativa in liquidazione dal 2007, e gravata di svariati milioni di debiti con l’Erario e di contenzioso con gli ex-clienti.

Anzi, considerando il collocamento della quota di controllo della nuova holding del gruppo, la Cesd Srl, nella cassaforte lussemburghese della Jmd International Sa, creata all’uopo, chissà che prossimamente, a Novedrate, non si possa proporre anche un seminario su Le fiduciarie nei paradisi fiscali. La case history da studiare sarebbe, anche in tal caso,  il gruppo del fondatore stesso.

Data: 16 novembre 2010

eCampus, Ionesco in cattedra

FormulaCollege

Svelato l’arcano della formula college dell’università eCampus di Novedrate, l’ateneo del fondatore di Cepu, Francesco Polidori.

“Vivi l’università come in un college americano”, strilla la nuova versione della gigantesca campagna pubblicitaria, oggi presente, a pagina intera, su Repubblica, di cui riproduciamo un dettaglio.

“Con la guida di un tutor”, vi si spiega, “segui tutti i giorni le lezioni preparate dai professori (grassetto nostro, ndr). Il programma è formulato in modo da agevolare l’apprendimento delle materie universitarie e prevede anche attività extradisciplinari a completamento della tua formazione”.

Dunque, un’università che per legge è a distanza, cioè un ateneo telematico, propone la frequenza a tempo pieno e una didattica frontale affidata ai tutor che spiegano le lezioni preparate da docenti universitari.
Avremo degli studenti telematici che studiano fisicamente tutto l’anno a Novedrate, scaricando slide dai loro pc su cui si prepareranno seguiti da alcuni tutor (dell’ateneo o che arriveranno in convenzione con Cepu?), per poi farsi esaminare, in presenza, da quei professori di cui hanno studiato gli appunti e i testi adottati.

Eugène Ionesco, buonanima, non sarebbe riuscito a fare meglio.

Data: 6 settembre 2010

Ecampus e le domande senza risposta

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Anticipiamo l’editoriale di Campus giugno, in edicola domani

Cominciata, a novembre del 2009, con la notizia della vendita del Cepu a una società sconosciuta, la nostra storia del più grande gruppo formativo italiano termina, in questo numero, con un aggiornamento di quel percorso societario: adesso il controllo della Cesd Srl, holding operativa, è nella mani di una società anonima lussemburghese. Nel frattempo abbiamo ripercorso le tappe del successo personale di Francesco Polidori, da microimprenditore a Città di Castello (Perugia), che si arrabattava, alla fine degli anni 60, con i corsi per corrispondenza, a capitano di industria da 100 milioni di fatturato.

Una storia non sempre lineare, anzi con qualche incidente di percorso. Una storia con qualche punto oscuro, che ci sarebbe piaciuto chiarire con lui, il Fondatore, che però non ha ritenuto mai di doverci parlare.

Per questo a pagina 25, pubblichiamo, un po’ malinconicamente, le domande che avremmo voluto sottoporre a Polidori. Domande a cui, chi opera sul mercato non dovrebbe sottrarsi, a maggior ragione se si controlla, di fatto, un’università telematica privata come eCampus, l’ateneo che ha iniziato a operare nel 2006, con decreto dell’allora ministro Letizia Moratti, malgrado il parere contrario di Cun e Cnsvu.

Domande cui, indirettamente, pare porsi anche il Consiglio universitario nazionale-Cun che, il 1° di giugno, ha rilasciato un documento sugli atenei telematici piuttosto severo, in cui rilancia una serie di requisiti minimi di cui un’università, ancorché online, dovrebbe essere dotata. Fra questi, leggiamo, disporre di «di personale proprio, in quantità sufficiente a coprire adeguatamente ciascun corso di studio» ma anche «ricercatori a tempo determinato che non eccedano una determinata percentuale dei professori di ruolo» e, ancora, che anche nelle telematiche si faccia ricerca e che la stessa venga valutata.

Domande che forse dovrebbero porsi al ministero dell’Università, dove siede un ministro che parla di serietà degli studi a ogni piè sospinto.

Data: 15 giugno 2010
Campus
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