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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; Unione Europea</title>
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		<title>Traduttori in Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 20:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/traduzione.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/07/traduzione.jpg" alt="traduzione" title="traduzione" width="160" height="150" class="alignleft size-full wp-image-3658" />Prima di partire per le vacanze, se l’obiettivo a stretto giro di posta è quello della <strong>ricerca del lavoro</strong>, provate la strada dell’Europa. Sino al <strong>15 agosto</strong>, infatti, è possibile fare domanda per un periodo di <strong>tirocinio retribuito</strong> di tre mesi, rinnovabile eccezionalmente per altri tre, in funzione di traduttore al <strong>Parlamento Europeo</strong>. L’opportunità permetterà di arricchire le conoscenze acquisite e di venire a contatto con il funzionamento dell&#8217;Europarlamento.<br />
Il periodo di lavoro inizierà con il primo gennaio <strong>2012</strong>, sede del tirocinio sarà <strong>Lussemburgo</strong>. Potranno accedere alle selezioni neodottori che dimostrino una<strong> perfetta padronanza</strong> di una delle lingue ufficiali dell&#8217; Unione Europea o di uno dei paesi candidati o di cui è già decisa l&#8217;ammissione ed una conoscenza profonda di altre due lingue ufficiali dell&#8217; UE, oltre a studi di livello universitario o equiparati.<br />
La borsa di tirocinio si attesta sui <strong>1.200</strong> euro. L&#8217;assicurazione sanitaria e contro gli incidenti, obbligatoria, viene coperta per i due terzi dall&#8217;organizzazione. Prima di prenotare per il mare, volete provarci? Per maggiori informazioni cliccate su <a href="http://www.europarl.europa.eu/parliament/public/staticDisplay.do;jsessionid=CFB577CBF0C07C94DC0B1C014C11E569.node1?language=IT&#038;id=147&#038;pageRank=5">www.europarl.europa.eu</a></p>
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		<title>Cervelli universitari in Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 00:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3458" title="cervello2" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/cervello2.jpg" alt="cervello2" width="212" height="178" />Unifi</strong>, <strong>Polito</strong>, <strong>Unipv</strong>: atenei che non solo usano il cervello, ma che hanno scelto di riprodurlo artificialmente su computer. É questo il mega <strong>progetto europeo Ict fet flagships initiative</strong> che coinvolgerà le università citate e altri <strong>istituti di ricerca italiani </strong>(tra cui il Cnr, quello delle scienze e delle tecnologie della cognizione di Roma, di Biofisica a Palermo e delle ricerche sulla popolazione della capitale).</p>
<p><strong>Un miliardo di euro</strong> in dieci anni, da dividere tra due dei sei progetti selezionati dall&#8217;Ue  che parteciperanno alla competizione scientifica.</p>
<p><strong>Human Brain Project </strong>il nome del progetto made in Italy teso a riproporre il <strong>primo modello</strong> completo di <strong>cervello artificiale</strong> in grado di simulare  risposte, reazioni ed emozioni. L&#8217;obiettivo? Trovare nuove <strong>cure</strong> alle principali <strong>malattie neurologiche</strong> come l&#8217;alzheimer, il parkinson, l&#8217;epilessie e la schizofrenia.</p>
<p>La presentazione ufficiale avverrà domani a <strong>Torino </strong> (Castello del Valentino, viale Mattioli 39, ore 11,15). Tra i relatori anche il promotore dell&#8217;iniziativa <strong>Henry Markram</strong> del Brain Mind Institute, <strong>École Polytechnique Fédérale di Losanna</strong>.</p>
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		<title>Università: Firenze-New York andata e ritorno</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 15:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/usa_flag_map.png]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3086" title="usa_flag_map" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/usa_flag_map.png" alt="usa_flag_map" width="181" height="112" />Corsa delle università alla <strong>mobilità internazionale</strong>. Se l&#8217;<strong>Europa </strong>stipula accordi e cerca di intensificare e agevolare gli<a href="http://www.news.unina.it/dettagli_area.jsp?ID=9823"> scambi</a> tra il vecchio continente e il <strong>Canada</strong>, ogni singolo ateneo si muove nella direzione dell&#8217;internazionalizzazione stipulando patti di <strong>collaborazione</strong>, <strong>scambio</strong>, <strong>perfezionamento</strong> e addirittura  <strong>double degree</strong> con varie realtà extra europee.</p>
<p>L&#8217;<strong>Università di Firenze</strong> ha scelto gli <strong>Usa</strong> come partner privilegiato dove inviare, per uno o più semestri, i propri studenti a frequentare corsi o a fare ricerche per la tesi di laurea o di dottorato.</p>
<p>La prima meta è New York. C&#8217;è tempo fino al<strong> 25 marzo</strong> per iscriversi al programma di scambio con destinazione <strong>New York University</strong>. Tutte le facoltà sono coinvolte tranne Medicina e chirurgia, esclusa dall&#8217;accordo di mobilità. Il bando è aperto a tutti gli studenti dell&#8217;Unifi giunti almeno al <strong>secondo anno di corso</strong> di una laurea triennale, specialistica o a ciclo unico, requisito indispensabile la conoscenza della lingua inglese e una <strong>certificazione internazionale</strong>: Toefl, Ielts o International baccalaureate higher level english exam, con i punteggi stabiliti dalle università ospitanti.</p>
<p>Per tutte le info e per scaricare il bando cliccate <a href="http://www.unifi.it/mod-MDNotizie-master-action-view-bid-2949.html">qui</a>.</p>
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		<title>Erasmus fantasma e nuovi incentivi</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 15:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellest-erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellest.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-3019" title="erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellest-erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellest" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellest-erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellest.jpg" alt="erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellest-erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellest" width="196" height="140" />Bamboccioni con le tasche vuote</em> è il titolo dell&#8217;articolo, forse troppo polemico, pubblicato da l&#8217;Unionesarda.it a commento del dato sulle partenze <strong>Erasmus 2010 </strong>all&#8217;Università di Cagliari.</p>
<p>Il motivo di questo articolo? Su <strong>1.047 borse erasmus </strong>messe a disposizione dall&#8217;ateneo ne sono state utilizzate soltanto <strong>480</strong>, il che significa che sono partiti meno della metà degli studenti che avrebbero potuto usufruire di questa opportunità.</p>
<p>&#8220;Ma avere <strong>500 studenti Erasmus</strong> che partono per andare a studiare all&#8217;estero è già un buon dato&#8221;, spiega <strong>Anna Maria  Aloi</strong>, responsabile del servizio Erasmus d&#8217;ateneo, soprattutto perché alcune di queste borse sono destinate ai dottorandi, le cui partenze non vengono conteggiate in questa somma&#8221;.</p>
<p>500 partenze su un totale di circa<strong> 32mila studenti</strong>, secondo la testata sarda sono invece pochine, soprattutto se messe in relazione al numero di borse disponibili.</p>
<p>Ma la causa di questa &#8220;defezione&#8221; risiede davvero solo nella pigrizia, come dichiara Unionesarda.it? Le paure e i problemi logistici possono essere diversi: innanzitutto i fondi vengono erogati dalla stragrande maggioranza delle università italiane (e anche da Cagliari) soltanto alla fine del percorso e non tutti gli studenti hanno la possibilità di anticipare il malloppo. Inoltre, è vero che l&#8217;Erasmus è uno dei programmi più cheap che esistano, ma non in tutti i Paesi. In Uk, per esempio, con una borsa di <strong>550 euro al mese</strong> è difficile sbarcare il lunario.  E poi c&#8217;è la questione della congruità dei <strong>piani di studio</strong> e degli<strong> esami</strong>: il timore covato da molti è infatti di non riuscire a farsi approvare gli esami e di perdere così almeno un&#8217;intera sessione oppure di non passarli, avendo poca dimestichezza con la <strong>lingua </strong>e non conoscendo affatto il sistema del Paese ospitante. Insomma: l&#8217;Erasmus è duro, ma offre una serie di opportunità in termini accademici e professionali, ma anche personali; è un&#8217;esperienza ricca, divertente, internazionalizzante e che sprovincializza gli animi oltre a rafforzare la conoscenza linguistica. Quindi vale la pena tentare, farsi meno scrupoli e buttarsi..</p>
<p>&#8220;L&#8217;Università di Cagliari sta facendo tutto il possibile per incentivare le partenze, in un panorama in cui l&#8217;internazionalizzazione è davvero importante&#8221;, spiega Anna Maria Aloi, &#8220;l&#8217;ateneo intanto mette a disposizione una borsa di mobilità che è tra le più altre d&#8217;<strong>Europa</strong>, poche università erogano 550 euro mensili (la media dei finanziamenti è di circa la metà <em>ndr</em>); inoltre ci sono alcune facoltà, per esempio <strong>Economia</strong>, che mettono a disposizione un <strong>premio Erasmus</strong>&#8220;, continua la responsabile, &#8220;grazie al quale non si tiene conto del <strong>ritardo nel laurearsi</strong> dello studente che ha speso un semestre all&#8217;estero e in quell&#8217;occasione è rimasto indietro di qualche esame. Lo stesso vale per la <strong>facoltà</strong> di <strong>Lingue</strong> che sta attuando lo stesso progetto&#8221;.</p>
<p>Quello dell&#8217;ateneo sardo sembra un buon piano, grazie al quale una maggior quantità di studenti potrebbe decidere di partire in Erasmus la prossima stagione. Per il<strong> 2011/2012</strong> le borse di studio sono addirittura aumentate passando da 1.047 a <strong>1.230</strong>. &#8220;Per questo effettuamo due selezioni: la prima a <strong>febbraio</strong> e la seconda a <strong>giugno</strong>, nella quale riassegneremo le borse di studio rimaste. Speriamo così che un maggior numero di studenti colga questa occasione &#8220;, conclude Aloi.</p>
<p>Insomma, non tutti bamboccioni né pantofolai, forse spaventati da difficoltà e ritardi, ma con il piano di Cagliari, anche le partenze diverranno un po&#8217; più semplici. Una serie di incentivi che non stonerebbe anche negli altri atenei.</p>
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		<title>Lavoro under 30: tra Neet e poorly integrated</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/02/16/lavoro-under-30-tra-neet-e-poorly-integrated/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Feb 2011 23:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/internship-1.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2999" title="internship-1" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/02/internship-1.jpg" alt="internship-1" width="205" height="125" /> Off to a good start? Jobs for youth</strong></em> è l&#8217;ultimo <a href="http://www.oecd.org/document/6/0,3746,en_21571361_44315115_46328479_1_1_1_1,00.html">rapporto </a>Ocse che riporta i riflettori, in realtà mai spenti, sul problema della <a href="http://www.campus.it/blog/2011/02/01/lombardia-diminuisce-la-disoccupazione/">disoccupazione giovanile</a> che a dicembre in Italia ha raggiunto il <strong>29 per cento</strong>, contro la media europea del <strong>20 per cento</strong>. Lo studio, ripreso e ampiamente commentato da lavoce.it,  mostra soprattutto come l&#8217;incidenza dei disoccupati under 30 di lungo periodo sia maggiore rispetto a quella dei Paesi dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>.</p>
<p>Bisogna distinguere però i giovani in difficoltà in due categorie: da un lato ci sono i <a href="http://www.campus.it/blog/2011/01/20/noi-italia-un-paese-di-neet/"><strong>Neet</strong></a> (neither in employment nor in education and training) percentuale tra le più alte nei Paesi sviluppati (solo la spagna ci ha superato nel secondo trimestre 2010) e dall&#8217;altra i cosiddetti <strong>poorly integrated,</strong> diplomati e laureati che si barcamenano tra contratti di lavoro autonomo con <strong>partita iva </strong>svantaggiosissimi (l&#8217;Italia ha il tasso più alto di giovani lavoratori autonomi), diversificati <strong>contratti a progetto</strong> (che non superano i sei mesi),<strong> stage</strong> sotto o zero pagati e periodi di <strong>inattività</strong>.</p>
<p>Questa situazione occupazionale può essere combattuta soltanto con una riforma del mercato del lavoro e della formazione come sottolineano sia il rapporto Ocse che l&#8217;<strong>Annual Growth Survey </strong>della <strong>Commissione europea</strong> e uno strumento efficace potrebbe essere lo <strong>stage</strong>, naturalmente riformato e impiegato correttamente sia dagli attori del mondo del lavoro pubblico che nel settore privato.</p>
<p>Come sottolinea anche lavoce.it, non si tratta di una provocazione, ma dalla presa di coscienza che in alcuni Paesi, come <strong>Francia</strong>, <strong>Belgio</strong> e <strong>Inghilterra</strong>, dove il tirocinio è regolamentato, retribuito e con una durata assolutamente limitata esso rappresenta un efficace anello di congiunzione tra scuola e lavoro. In Belgio il servizio per l&#8217;impiego ha creato un database di offerte di stage (remunerate) e lavori per studenti e il governo riduce le tasse di <strong>400 euro</strong> a trimestre per le imprese che forniscono un <strong>tutor</strong> allo stagista, in modo che l&#8217;esperienza sia realmente formativa. In Francia i tirocini che superano i <strong>due mesi </strong>di durata devono essere retribuiti per almeno 400 euro mensili. In Inghilterra tagliano la testa al toro e prevedono gli stage solo all&#8217;interno di un percorso formativo.</p>
<p>Da noi invece quasi si vive di stage tra gli <strong>under 30</strong>: il rapporto<strong> Excelsior-Unioncamere</strong> della scorsa estate registrava <strong>321.850</strong> tirocini nel settore privato nel 2009. La convinzione è che gli stage stiano erodendo posti di lavoro e sostituendo forme contrattuali assai più corpose e stabili, anche se statisticamente è ancora presto per dirlo.</p>
<p>L&#8217;Italia purtroppo è in buona compagnia, ci sono Paesi come la<strong> Grecia</strong>, la <strong>Spagna</strong>, <strong>Portogallo</strong> e in parte &#8211; bisogna riconoscerlo &#8211; anche la <strong>Francia</strong> che hanno un <strong>mercato</strong> del lavoro <strong>segmentato </strong>come il nostro e assolutamente diviso tra categorie iper protette e contratti vantaggiosi e lavoratori <strong>precari a vita</strong>.</p>
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		<title>ItaliaCamp e le tue idee per il Paese</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2010/06/22/italiacamp-e-le-tue-idee-per-il-paese/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 09:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Luiss_home.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>La tua idea per il Paese</em></strong>. Questo il progetto dell’associazione <strong>ItaliaCamp</strong>, composta da giovani la<img class="alignleft size-full wp-image-1340" title="Luiss_home" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/Luiss_home.jpg" alt="Luiss_home" width="125" height="115" />ureati, ricercatori, imprenditori e liberi professionisti. Obiettivo: creare e raccogliere idee per l’<strong>innovazione</strong>, sfruttando la metodologia <strong>BarCamp</strong>.</p>
<p>Che cos’è BarCamp? Una rete internazionale di conferenze aperte, dove i contenuti sono proposti direttamente dai partecipanti durante il corso degli eventi. Il BarCamp è il metodo più aperto per la circolazione del libero pensiero, per la divulgazione ed è arrivato in Italia nel 2006.</p>
<p>In questo modo verranno creati progetti per quattro città diverse:  <strong>Roma</strong>, <strong>Milano</strong>,<strong> Lecce</strong> e <strong>Bruxelles</strong>, anche se ci sembra strano che la capitale del Belgio rientri nel progetto <em>La tua idea per il Pa</em><em>ese</em>. Ma Bruxelles è anche la capitale dell’<strong>Unione europea</strong> e forse è un segnale che gli organizzatori intendono dare, di unione non solo economica, ma anche politica.</p>
<p>L’iniziativa sarà presentata oggi a Palazzo Chigi. A illustrarne i dettagli ci penseranno <strong>Fabrizio Sammarco</strong>, giovane ideatore del progetto, Pier Luigi Celli, amministratore delegato e direttore generale della Luiss e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta,  che è anche presidente onorario di ItaliaCamp.</p>
<p>Un auspicio: speriamo che l’iniziativa non sia solo uno specchietto per le allodole, un’operazione di marketing e comunicazione, ma sia davvero finalizzata allo sviluppo del Paese e porti un risultato concreto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Trento prima in Italia per la raccolta di fondi europei</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 01:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Campus</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/ue.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/ue.jpg" width="118" height="87" alt="Europa" />L&#8217;<a href="http://www.unitn.it/" target="_blank" title="Sito dell'Università degli Studi di Trento"><strong>Università degli Studi di Trento</strong></a> sarebbe <strong>prima in Italia</strong> per capacità di raccolta di <strong>fondi europei</strong>. Lo dice uno studio della commissione università del <a href="http://www.senato.it/" target="_blank" title="Sito del Senato">Senato</a> basato sugli indicatori ricavati dai bilanci degli atenei messi a punto dal <a href="http://www.cnvsu.it/" target="_blank" title="Sito del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario"><strong>Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario</strong></a>.</p>
<p>Trento raccoglie in media <strong>8758,9 euro per ogni docente di ruolo</strong> (bilancio 2007). Seguirebbero l&#8217;<a href="http://www.unical.it/" target="_blank" title="Sito dell'Università della Calabria"><strong>Università della Calabria</strong></a> e <a href="http://www.unibo.it/" target="_blank" title="Sito dell'Università degli Studi di Bologna"><strong>Bologna</strong></a>.</p>
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		<title>Il 2009 è l&#8217;Anno europeo della Creatività e dell&#8217;Innovazione</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 00:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Administrator</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Anno europeo della Creatività e dell'Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/Ue2009_home.gif]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.create2009.europa.eu/" target="_blank" title="Sito dell'anno europeo della Creatività e dell'Innovazione"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/ue2009.gif" width="250" height="80" alt="Anno europeo della Creatività e dell'Innovazione" border="0" /></a>L&#8217;<a href="http://www.europa.eu/" target="_blank" title="Sito dell'Unione Europea"><strong>Unione Europea</strong></a> ha proclamato il <strong>2009</strong> <a href="http://www.create2009.europa.eu/" target="_blank" title="Sito dell'anno europeo della Creatività e dell'Innovazione"><strong>Anno europeo della Creatività e dell&#8217;Innovazione</strong></a>. Lo slogan è &#171;Immagina, crea, innova&#187;.</p>
<p>L&#8217;<strong>obiettivo</strong> è &#171;promuovere approcci creativi e innovativi in settori differenti dell&#8217;attività umana e aiutare a equipaggiare l&#8217;Unione Europea per le sfide che verranno in un mondo globalizzato&#187;.</p>
<p>Ci sono molte <strong>opportunità anche per gli studenti</strong> nei progetti e con aziende e istituzioni coinvolte. Il sito va spulciato per bene. ;)</p>
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		<title>L&#8217;Università della Calabria e la presunta truffa sui fondi Ue</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 02:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Campus</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/unical_home.gif]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unical.it/" target="_blank" title="Università della Calabria"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/unical.gif" width="190" height="116" alt="Università della Calabria" border="0" /></a>L&#8217;<a href="http://www.unical.it/" target="_blank" title="Sito dell'Università della Calabria"><strong>Università della Cal</strong>abria</a>, in qualità di persona giuridica, è stata <strong>denunciata</strong> nell&#8217;inchiesta condotta dal Nucleo di polizia tributaria della <a href="http://www.gdf.it/" target="_blank" title="Sito della Guardia di Finanza">Guardia di Finanza</a> di Catanzaro  che ha portato al sequestro di 70 immobili per una <strong>presunta truffa</strong> all&#8217;<a href="http://www.europa.eu/" target="_blank" title="Sito dell'Unione europea"><strong>Unione europea</strong></a>.</p>
<p>La denuncia riguarda uno studio di fattibilità elaborato dal docente universitario <strong>Alfonso Nastro</strong> per la realizzazione di uno stabilimento industriale per la produzione di piastrelle per l&#8217;edilizia, mai entrato in funzione. Il progetto è stato realizzato e fatturato per conto dell&#8217;ateneo.</p>
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