Bamboccioni con le tasche vuote è il titolo dell’articolo, forse troppo polemico, pubblicato da l’Unionesarda.it a commento del dato sulle partenze Erasmus 2010 all’Università di Cagliari.
Il motivo di questo articolo? Su 1.047 borse erasmus messe a disposizione dall’ateneo ne sono state utilizzate soltanto 480, il che significa che sono partiti meno della metà degli studenti che avrebbero potuto usufruire di questa opportunità.
“Ma avere 500 studenti Erasmus che partono per andare a studiare all’estero è già un buon dato”, spiega Anna Maria Aloi, responsabile del servizio Erasmus d’ateneo, soprattutto perché alcune di queste borse sono destinate ai dottorandi, le cui partenze non vengono conteggiate in questa somma”.
500 partenze su un totale di circa 32mila studenti, secondo la testata sarda sono invece pochine, soprattutto se messe in relazione al numero di borse disponibili.
Ma la causa di questa “defezione” risiede davvero solo nella pigrizia, come dichiara Unionesarda.it? Le paure e i problemi logistici possono essere diversi: innanzitutto i fondi vengono erogati dalla stragrande maggioranza delle università italiane (e anche da Cagliari) soltanto alla fine del percorso e non tutti gli studenti hanno la possibilità di anticipare il malloppo. Inoltre, è vero che l’Erasmus è uno dei programmi più cheap che esistano, ma non in tutti i Paesi. In Uk, per esempio, con una borsa di 550 euro al mese è difficile sbarcare il lunario. E poi c’è la questione della congruità dei piani di studio e degli esami: il timore covato da molti è infatti di non riuscire a farsi approvare gli esami e di perdere così almeno un’intera sessione oppure di non passarli, avendo poca dimestichezza con la lingua e non conoscendo affatto il sistema del Paese ospitante. Insomma: l’Erasmus è duro, ma offre una serie di opportunità in termini accademici e professionali, ma anche personali; è un’esperienza ricca, divertente, internazionalizzante e che sprovincializza gli animi oltre a rafforzare la conoscenza linguistica. Quindi vale la pena tentare, farsi meno scrupoli e buttarsi..
“L’Università di Cagliari sta facendo tutto il possibile per incentivare le partenze, in un panorama in cui l’internazionalizzazione è davvero importante”, spiega Anna Maria Aloi, “l’ateneo intanto mette a disposizione una borsa di mobilità che è tra le più altre d’Europa, poche università erogano 550 euro mensili (la media dei finanziamenti è di circa la metà ndr); inoltre ci sono alcune facoltà, per esempio Economia, che mettono a disposizione un premio Erasmus“, continua la responsabile, “grazie al quale non si tiene conto del ritardo nel laurearsi dello studente che ha speso un semestre all’estero e in quell’occasione è rimasto indietro di qualche esame. Lo stesso vale per la facoltà di Lingue che sta attuando lo stesso progetto”.
Quello dell’ateneo sardo sembra un buon piano, grazie al quale una maggior quantità di studenti potrebbe decidere di partire in Erasmus la prossima stagione. Per il 2011/2012 le borse di studio sono addirittura aumentate passando da 1.047 a 1.230. “Per questo effettuamo due selezioni: la prima a febbraio e la seconda a giugno, nella quale riassegneremo le borse di studio rimaste. Speriamo così che un maggior numero di studenti colga questa occasione “, conclude Aloi.
Insomma, non tutti bamboccioni né pantofolai, forse spaventati da difficoltà e ritardi, ma con il piano di Cagliari, anche le partenze diverranno un po’ più semplici. Una serie di incentivi che non stonerebbe anche negli altri atenei.
Data: 18 febbraio 2011
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