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Traduttori in Europa

di gcavallaro

traduzionePrima di partire per le vacanze, se l’obiettivo a stretto giro di posta è quello della ricerca del lavoro, provate la strada dell’Europa. Sino al 15 agosto, infatti, è possibile fare domanda per un periodo di tirocinio retribuito di tre mesi, rinnovabile eccezionalmente per altri tre, in funzione di traduttore al Parlamento Europeo. L’opportunità permetterà di arricchire le conoscenze acquisite e di venire a contatto con il funzionamento dell’Europarlamento.
Il periodo di lavoro inizierà con il primo gennaio 2012, sede del tirocinio sarà Lussemburgo. Potranno accedere alle selezioni neodottori che dimostrino una perfetta padronanza di una delle lingue ufficiali dell’ Unione Europea o di uno dei paesi candidati o di cui è già decisa l’ammissione ed una conoscenza profonda di altre due lingue ufficiali dell’ UE, oltre a studi di livello universitario o equiparati.
La borsa di tirocinio si attesta sui 1.200 euro. L’assicurazione sanitaria e contro gli incidenti, obbligatoria, viene coperta per i due terzi dall’organizzazione. Prima di prenotare per il mare, volete provarci? Per maggiori informazioni cliccate su www.europarl.europa.eu

Data: 22 luglio 2011

Cervelli universitari in Europa

di Claudia Cervini

cervello2Unifi, Polito, Unipv: atenei che non solo usano il cervello, ma che hanno scelto di riprodurlo artificialmente su computer. É questo il mega progetto europeo Ict fet flagships initiative che coinvolgerà le università citate e altri istituti di ricerca italiani (tra cui il Cnr, quello delle scienze e delle tecnologie della cognizione di Roma, di Biofisica a Palermo e delle ricerche sulla popolazione della capitale).

Un miliardo di euro in dieci anni, da dividere tra due dei sei progetti selezionati dall’Ue  che parteciperanno alla competizione scientifica.

Human Brain Project il nome del progetto made in Italy teso a riproporre il primo modello completo di cervello artificiale in grado di simulare  risposte, reazioni ed emozioni. L’obiettivo? Trovare nuove cure alle principali malattie neurologiche come l’alzheimer, il parkinson, l’epilessie e la schizofrenia.

La presentazione ufficiale avverrà domani a Torino (Castello del Valentino, viale Mattioli 39, ore 11,15). Tra i relatori anche il promotore dell’iniziativa Henry Markram del Brain Mind Institute, École Polytechnique Fédérale di Losanna.

Data: 20 maggio 2011

Università: Firenze-New York andata e ritorno

di Claudia Cervini

usa_flag_mapCorsa delle università alla mobilità internazionale. Se l’Europa stipula accordi e cerca di intensificare e agevolare gli scambi tra il vecchio continente e il Canada, ogni singolo ateneo si muove nella direzione dell’internazionalizzazione stipulando patti di collaborazione, scambio, perfezionamento e addirittura  double degree con varie realtà extra europee.

L’Università di Firenze ha scelto gli Usa come partner privilegiato dove inviare, per uno o più semestri, i propri studenti a frequentare corsi o a fare ricerche per la tesi di laurea o di dottorato.

La prima meta è New York. C’è tempo fino al 25 marzo per iscriversi al programma di scambio con destinazione New York University. Tutte le facoltà sono coinvolte tranne Medicina e chirurgia, esclusa dall’accordo di mobilità. Il bando è aperto a tutti gli studenti dell’Unifi giunti almeno al secondo anno di corso di una laurea triennale, specialistica o a ciclo unico, requisito indispensabile la conoscenza della lingua inglese e una certificazione internazionale: Toefl, Ielts o International baccalaureate higher level english exam, con i punteggi stabiliti dalle università ospitanti.

Per tutte le info e per scaricare il bando cliccate qui.

Data: 3 marzo 2011

Erasmus fantasma e nuovi incentivi

di Claudia Cervini

erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellest-erasmus-prima-in-spagna-poi-in-europa-dellestBamboccioni con le tasche vuote è il titolo dell’articolo, forse troppo polemico, pubblicato da l’Unionesarda.it a commento del dato sulle partenze Erasmus 2010 all’Università di Cagliari.

Il motivo di questo articolo? Su 1.047 borse erasmus messe a disposizione dall’ateneo ne sono state utilizzate soltanto 480, il che significa che sono partiti meno della metà degli studenti che avrebbero potuto usufruire di questa opportunità.

“Ma avere 500 studenti Erasmus che partono per andare a studiare all’estero è già un buon dato”, spiega Anna Maria  Aloi, responsabile del servizio Erasmus d’ateneo, soprattutto perché alcune di queste borse sono destinate ai dottorandi, le cui partenze non vengono conteggiate in questa somma”.

500 partenze su un totale di circa 32mila studenti, secondo la testata sarda sono invece pochine, soprattutto se messe in relazione al numero di borse disponibili.

Ma la causa di questa “defezione” risiede davvero solo nella pigrizia, come dichiara Unionesarda.it? Le paure e i problemi logistici possono essere diversi: innanzitutto i fondi vengono erogati dalla stragrande maggioranza delle università italiane (e anche da Cagliari) soltanto alla fine del percorso e non tutti gli studenti hanno la possibilità di anticipare il malloppo. Inoltre, è vero che l’Erasmus è uno dei programmi più cheap che esistano, ma non in tutti i Paesi. In Uk, per esempio, con una borsa di 550 euro al mese è difficile sbarcare il lunario.  E poi c’è la questione della congruità dei piani di studio e degli esami: il timore covato da molti è infatti di non riuscire a farsi approvare gli esami e di perdere così almeno un’intera sessione oppure di non passarli, avendo poca dimestichezza con la lingua e non conoscendo affatto il sistema del Paese ospitante. Insomma: l’Erasmus è duro, ma offre una serie di opportunità in termini accademici e professionali, ma anche personali; è un’esperienza ricca, divertente, internazionalizzante e che sprovincializza gli animi oltre a rafforzare la conoscenza linguistica. Quindi vale la pena tentare, farsi meno scrupoli e buttarsi..

“L’Università di Cagliari sta facendo tutto il possibile per incentivare le partenze, in un panorama in cui l’internazionalizzazione è davvero importante”, spiega Anna Maria Aloi, “l’ateneo intanto mette a disposizione una borsa di mobilità che è tra le più altre d’Europa, poche università erogano 550 euro mensili (la media dei finanziamenti è di circa la metà ndr); inoltre ci sono alcune facoltà, per esempio Economia, che mettono a disposizione un premio Erasmus“, continua la responsabile, “grazie al quale non si tiene conto del ritardo nel laurearsi dello studente che ha speso un semestre all’estero e in quell’occasione è rimasto indietro di qualche esame. Lo stesso vale per la facoltà di Lingue che sta attuando lo stesso progetto”.

Quello dell’ateneo sardo sembra un buon piano, grazie al quale una maggior quantità di studenti potrebbe decidere di partire in Erasmus la prossima stagione. Per il 2011/2012 le borse di studio sono addirittura aumentate passando da 1.047 a 1.230. “Per questo effettuamo due selezioni: la prima a febbraio e la seconda a giugno, nella quale riassegneremo le borse di studio rimaste. Speriamo così che un maggior numero di studenti colga questa occasione “, conclude Aloi.

Insomma, non tutti bamboccioni né pantofolai, forse spaventati da difficoltà e ritardi, ma con il piano di Cagliari, anche le partenze diverranno un po’ più semplici. Una serie di incentivi che non stonerebbe anche negli altri atenei.

Data: 18 febbraio 2011

Lavoro under 30: tra Neet e poorly integrated

di Claudia Cervini

internship-1 Off to a good start? Jobs for youth è l’ultimo rapporto Ocse che riporta i riflettori, in realtà mai spenti, sul problema della disoccupazione giovanile che a dicembre in Italia ha raggiunto il 29 per cento, contro la media europea del 20 per cento. Lo studio, ripreso e ampiamente commentato da lavoce.it,  mostra soprattutto come l’incidenza dei disoccupati under 30 di lungo periodo sia maggiore rispetto a quella dei Paesi dell’Unione europea.

Bisogna distinguere però i giovani in difficoltà in due categorie: da un lato ci sono i Neet (neither in employment nor in education and training) percentuale tra le più alte nei Paesi sviluppati (solo la spagna ci ha superato nel secondo trimestre 2010) e dall’altra i cosiddetti poorly integrated, diplomati e laureati che si barcamenano tra contratti di lavoro autonomo con partita iva svantaggiosissimi (l’Italia ha il tasso più alto di giovani lavoratori autonomi), diversificati contratti a progetto (che non superano i sei mesi), stage sotto o zero pagati e periodi di inattività.

Questa situazione occupazionale può essere combattuta soltanto con una riforma del mercato del lavoro e della formazione come sottolineano sia il rapporto Ocse che l’Annual Growth Survey della Commissione europea e uno strumento efficace potrebbe essere lo stage, naturalmente riformato e impiegato correttamente sia dagli attori del mondo del lavoro pubblico che nel settore privato.

Come sottolinea anche lavoce.it, non si tratta di una provocazione, ma dalla presa di coscienza che in alcuni Paesi, come Francia, Belgio e Inghilterra, dove il tirocinio è regolamentato, retribuito e con una durata assolutamente limitata esso rappresenta un efficace anello di congiunzione tra scuola e lavoro. In Belgio il servizio per l’impiego ha creato un database di offerte di stage (remunerate) e lavori per studenti e il governo riduce le tasse di 400 euro a trimestre per le imprese che forniscono un tutor allo stagista, in modo che l’esperienza sia realmente formativa. In Francia i tirocini che superano i due mesi di durata devono essere retribuiti per almeno 400 euro mensili. In Inghilterra tagliano la testa al toro e prevedono gli stage solo all’interno di un percorso formativo.

Da noi invece quasi si vive di stage tra gli under 30: il rapporto Excelsior-Unioncamere della scorsa estate registrava 321.850 tirocini nel settore privato nel 2009. La convinzione è che gli stage stiano erodendo posti di lavoro e sostituendo forme contrattuali assai più corpose e stabili, anche se statisticamente è ancora presto per dirlo.

L’Italia purtroppo è in buona compagnia, ci sono Paesi come la Grecia, la Spagna, Portogallo e in parte – bisogna riconoscerlo – anche la Francia che hanno un mercato del lavoro segmentato come il nostro e assolutamente diviso tra categorie iper protette e contratti vantaggiosi e lavoratori precari a vita.

Data: 16 febbraio 2011

ItaliaCamp e le tue idee per il Paese

di Claudia Cervini

La tua idea per il Paese. Questo il progetto dell’associazione ItaliaCamp, composta da giovani laLuiss_homeureati, ricercatori, imprenditori e liberi professionisti. Obiettivo: creare e raccogliere idee per l’innovazione, sfruttando la metodologia BarCamp.

Che cos’è BarCamp? Una rete internazionale di conferenze aperte, dove i contenuti sono proposti direttamente dai partecipanti durante il corso degli eventi. Il BarCamp è il metodo più aperto per la circolazione del libero pensiero, per la divulgazione ed è arrivato in Italia nel 2006.

In questo modo verranno creati progetti per quattro città diverse:  Roma, Milano, Lecce e Bruxelles, anche se ci sembra strano che la capitale del Belgio rientri nel progetto La tua idea per il Paese. Ma Bruxelles è anche la capitale dell’Unione europea e forse è un segnale che gli organizzatori intendono dare, di unione non solo economica, ma anche politica.

L’iniziativa sarà presentata oggi a Palazzo Chigi. A illustrarne i dettagli ci penseranno Fabrizio Sammarco, giovane ideatore del progetto, Pier Luigi Celli, amministratore delegato e direttore generale della Luiss e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta,  che è anche presidente onorario di ItaliaCamp.

Un auspicio: speriamo che l’iniziativa non sia solo uno specchietto per le allodole, un’operazione di marketing e comunicazione, ma sia davvero finalizzata allo sviluppo del Paese e porti un risultato concreto.

Data: 22 giugno 2010

Trento prima in Italia per la raccolta di fondi europei

EuropaL’Università degli Studi di Trento sarebbe prima in Italia per capacità di raccolta di fondi europei. Lo dice uno studio della commissione università del Senato basato sugli indicatori ricavati dai bilanci degli atenei messi a punto dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario.

Trento raccoglie in media 8758,9 euro per ogni docente di ruolo (bilancio 2007). Seguirebbero l’Università della Calabria e Bologna.

Data: 27 febbraio 2009

Il 2009 è l’Anno europeo della Creatività e dell’Innovazione

Anno europeo della Creatività e dell'InnovazioneL’Unione Europea ha proclamato il 2009 Anno europeo della Creatività e dell’Innovazione. Lo slogan è «Immagina, crea, innova».

L’obiettivo è «promuovere approcci creativi e innovativi in settori differenti dell’attività umana e aiutare a equipaggiare l’Unione Europea per le sfide che verranno in un mondo globalizzato».

Ci sono molte opportunità anche per gli studenti nei progetti e con aziende e istituzioni coinvolte. Il sito va spulciato per bene. ;)

Data: 9 gennaio 2009

L’Università della Calabria e la presunta truffa sui fondi Ue

Università della CalabriaL’Università della Calabria, in qualità di persona giuridica, è stata denunciata nell’inchiesta condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro che ha portato al sequestro di 70 immobili per una presunta truffa all’Unione europea.

La denuncia riguarda uno studio di fattibilità elaborato dal docente universitario Alfonso Nastro per la realizzazione di uno stabilimento industriale per la produzione di piastrelle per l’edilizia, mai entrato in funzione. Il progetto è stato realizzato e fatturato per conto dell’ateneo.

Data: 19 novembre 2008
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