
Svelato l’arcano del ritardo nella convocazione del Consiglio nazionale degli studenti universitari-Cnsu, il parlamentino studentesco, eletto a maggio.
Un retroscena di CampusPRO, il nostro quindicinale di politica universitaria (scaricabile gratuitamente registrandosi qui), svela come il ministro non sia disposta ad accettare che la presidenza finisca a un eletto delle Liste Aperte (vicine a Cl), preferendo, per i vertici dell’organismo, un giovane pidiellino napoletano eletto nelle fila degli Studenti per la libertà.
Ma Pietro Smarrazzo – 27enne napoletano, studente della Sum e recordman di preferenze con oltre 10mila voti – può contare solo sugli otto consiglieri eletti sotto le bandiere pidielline, a cui si oppongono gli altrattenti delle Liste aperte e i sette consiglieri della Sinistra che, al contrario, potrebbero votare a favore (o astenersi) di una candidature dei cattolici.
Di qui, secondo CampusPRO, l’impuntatura della Gelmini che, a distanza di mesi, evita di convocare il Consiglio, per quanto la Corte dei Conti abbia registrato da tempo il decreto di elezione dei suoi membri.
Una ritardo che ha già fatto protestare i dottorandi dell’Adi, presentare interrogazioni parlamentari da parte del Pd (su proposta Udu) e segnalare l’anomalia nel corso dell’audizione in Commissione cultura, alla Camera, da parte di esponenti del vecchio Consiglio.
Il ministro però, spiega CampusPRO, non potrà tardare troppo: il parere del Cnsu – che è organo consultivo del suo ministero – è infatti obbligatorio per il decreto sulla programmazione (61 milioni agli atenei), atteso entro i primi di novembre.
Data: 1 ottobre 2010
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