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Università a nudo

di gcavallaro

pirati Continua a tenere banco, specie sul terreno della “contesa”, ovvero il web, il caso hacker – università. Come vi abbiamo anticipato (se ne può leggere qui) le banche dati di numerosi atenei sarebbero state attaccate da un misterioso gruppo di hacker. I diciotto sotto l’occhio dell’attacco informatico sarebbero stati, secondo la Polizia Postale, Bologna, Cagliari, Milano (Politecnico, Bocconi e Bicocca), Bari, Foggia, Lecce, Messina, Modena, Napoli, Pavia, Roma, Salerno, Siena, Torino e Urbino.
Ebbene, in un primo momento molti organi di comunicazione degli atenei citati si sono limitati a smorzare l’effetto delle polemiche. “Nulla è compromesso” si diceva da più parti. Tra queste, agli organi d’informazione, è giunta per esempio la precisazione dell’università di Salerno. “In riferimento alla notizia riportata dagli organi di informazione relativamente all’attacco di hacker ai portali di 18 atenei italiani, si precisa che non si è compiuta nessuna intrusione nei dati sensibili di docenti, studenti e personale tecnico amministrativo registrati nei sistemi informativi e nei database centrali dell’Università degli Studi di Salerno. Le informazioni rese pubbliche dagli hacker sono state tratte da un sistema periferico contenente dati relativi a studenti laureati e laureandi, gestito localmente. In nessun modo è stata compromessa l’integrità dei dati presenti nelle banche date centrali d’ateneo.
Nessun danno quindi? Il mistero s’infittisce, tanto che però lo stesso ateneo campano, nello scusarsi per gli eventuali disagi procurati “invita gli utenti registrati nella procedura di placement a modificare le proprie password, anche nelle altre procedure informatiche d’ateneo se coincidenti.
Se però avete davvero il sospetto che qualcosa non vi torni, l’ Unione degli Studenti ha istituito un indirizzo mail (attaccomail@unionedegliuniversitari.it) per aiutare e dare informazioni a chi, eventualmente, si renda conto che la propria identità informatica sui siti d’ateneo sia stata violata.

Data: 12 luglio 2011

Ca’ Foscari segna il primo goal

di Claudia Cervini

statutoTempo di statuti. Dopo i vari manuali, opuscoli, vademecum creati dalle associazioni studentesche, da Link (coordinamento nazionale studenti), dalla Run (Rete universitaria nazionale e dall’Udu – il sindacato studentesco – per orientare studenti e precari della ricerca nella nuova giungla legislativa e più spesso per rallentare l’applicazione della riforma Gelmini, arriva il primo risultato dagli atenei: Ca’ Foscari ha infatti annunciato l’approvazione del nuovo Statuto (che verrà presentato in mattinata dal rettore Carlo Carraro e dalla Commissione che ha elaborato il testo).

Da Venezia fanno sapere che il nuovo “codice d’ateneo” è ispirato a meritocrazia, internazionalizzazione e soprattutto prevede una maggiore partecipazione degli studenti nei vari organi e la creazione di una consulta dei dottorandi, prima non rappresentati.

Senza entrare troppo nel merito (sarà possibile giudicare il nuovo statuto solo quando sarà reso noto il testo e presentato in toto) un traguardo c’è: la conclusione in tempi ragionevoli dell’iter legislativo interno. E la prima sconfitta delle iniziative sorte dopo l’approvazione della 240/2010 come www.stopgelmini.blogspot.com (Link), o come Statuto qui. Come evitare le trappole della legge Gelmini, un opuscolo “con analisi e proposte per affrontare al meglio la battaglia contro l’attuazione della riforma”, come specificava sul portale la Rete della conoscenza, al momento della creazione.

Il messaggio da Ca’ Foscari arriva forte e chiaro: la riforma c’è e va attuata, meglio se in tempi brevi. E Carlo Carraro è convinto che la ridefinizione dello statuto cafoscarino “darà un nuovo e decisivo impulso al processo di rinnovamento in cui l’università veneziana s’impegna ormai da un anno e mezzo”.

Data: 28 marzo 2011

Tax gate all’Università del Salento

di Claudia Cervini

Locandina-Udu2Dalle assemblee studentesche al Palazzo del Comune. La questione tasse all’Università del Salento non si esaurisce, ma lievita.

Sono ormai settimane che nell’ateneo salentino si porta avanti la battaglia contro l’incremento delle tasse (di cui abbiamo dato notizia qui).

E mentre continuano le assemblee e i seminari in ateneo, anche il sindaco Paolo Perrone risponde all’appello degli studenti, che si erano rivolti nei giorni scorsi, niente meno che al primo cittadino.

Il sindaco, pur ritenendo le richieste “sacrosante”, ha dichiarato che non stanzierà fondi per  l’Università del Salento, promettendo però un maggior impegno proprio sui servizi agli studenti.. (anche se non sono chiari i termini dell’intervento).

L’Udu infatti non ha gradito: “Ci sembra che il Comune abbia una visione irrealistica della nostra università e del contesto in cui è inserita: è vero che qualcosa è stato fatto, ma la strada per considerare Lecce una vera città universitaria, è ancora lunga”, commentano dal sindacato studentesco. “A giugno è prevista, per l’università, una rata di 1,5 milioni di euro che finirà nelle casse del Comune: il primo cittadino dimostri con i fatti di sostenere l’ateneo e il diritto allo studio nel proprio territorio cancellando parte del pagamento e permettendo così di usare quella cifra per coprire le lievitate rette a carico degli studenti”.

L’ultima parola sulla vicenda tasse spetterà al Cda dell’ateneo salentino che si riunirà il 28 marzo (e non oggi come era stato deciso nei giorni scorsi).

Intanto continuano le assemblee al polo scientifico.

Data: 15 marzo 2011

Il rettore non apre sulle tasse

di gcavallaro

LaForgia1A proposito della protesta studentesca seguita agli aumenti delle tasse universitarie, di cui abbiamo già dato notizia qui, riceviamo e pubblichiamo alcuni stralci di una lettera che gli stessi rappresentanti dell’Udu Lecce hanno voluto inoltrare agli organi di informazione e che circola anche su Facebook.
Al centro dell’attenzione, in base a quanto riferiscono gli studenti pugliesi, la posizione del rettore, il diritto allo studio ed il merito. Si comincia dal Laforgia pensiero.
“Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi del prorettore Pasimeni che riteneva i tagli necessari ma era pronto al dialogo con gli studenti, oggi invece il Rettore prende una posizione nettamente contraria: l’aumento è necessario, niente passi indietro.”
Quindi gli studenti si soffermano sul problema del diritto allo studio. “Il rettore parla anche di un’ università che non debba occuparsi di diritto allo studio, perché, a suo avviso, ci sono altri organi predisposti a farlo. Ma cosa vuol dire diritto allo studio? Sicuramente è riduttivo parlare di questo diritto semplicemente in termini di borse di studio, alloggi e mense. Il diritto allo studio è molto di più. Vuol dire avere dei sistemi tali da poter consentire a chiunque di poter continuare gli studi e con un sistema di tassazione come questo molti saranno costretti a lasciare il percorso universitario non riuscendo a superare quest’ostacolo economico insormontabile. Se poi si considera come i sistemi di sostegno (borse di studio, alloggi, mense e biglietti a tariffa ridotta per i trasporti) nella nostra regione siano largamente insufficienti, l’ amministrazione dell’ateneo ha la responsabilità e il dovere di mettere gli studenti nelle condizioni più favorevoli possibili per facilitare il loro percorso di formazione. Come fa uno studente che rientra nelle prime due fasce di reddito a dover lavorare e studiare per poter sopperire alle mancanze di un sistema di diritto allo studio carente?”
Ed infine, una valutazione sul merito . “Pesanti sono le accuse anche sul merito. Secondo il rettore infatti molti studenti userebbero l’università come parcheggio. Ma come fa uno studente a laurearsi in tempo con una didattica scadente, una burocrazia lenta e con i grandi problemi tecno-amministrativi caratteristici del nostro ateneo? Prima di pensare a modelli di tassazione analoghi a questo, responsabilmente il rettore dovrebbe pensare a risolvere i problemi. Ad esempio nel nostro ateneo non esiste lo stato amministrativo di studente a tempo parziale (studente lavoratore) che, per necessità, non può concentrare tutte le energie sullo studio, e quindi non può superare i filtri meritocratici imposti dal sistema di tassazione. Vorremmo che l’amministrazione considerasse lo studente il centro dell’università e non solo una risorsa da cui trarre fondi.” Il contraddittorio, comunque, è destinato a continuare.

Data: 22 febbraio 2011

Riforma, via libera

di gcavallaro

gelmini- Approvata la riforma dell’università. La votazione al Senato ha visto 161 voti favorevoli 98 contrari e 6 astenuti. I voti a favore sono arrivati da Pdl, Lega e Fli, quelli contro da Pd e Idv. Astenuti invece Udc, Api, Svp e Union Valdotaine. Ora per il testo di legge l’iter prevede il passaggio dal presidente della Repubblica e quindi la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale prima di entrare effettivamente in vigore.
Soddisfazione nelle dichiarazioni del ministro Gelmini per cui “la riforma verrà attuata a partire dal prossimo anno accademico” sottolineando anche che entro i prossimi sei mesi tutti gli adempimenti e i decreti attuativi saranno approvati.
Dall’altra parte, anche dopo l’approvazione, i collettivi studenteschi non mollano la presa. “Sapevamo che non c’erano più margini” sono le prime parole degli studenti di Link-Coordinamento Universitario, “ma la battaglia non è finita. In questi mesi è successo un fatto storico: un’intera generazione di studenti e lavoratori ha deciso di prendere in mano il proprio destino, è intervenuta con una forza e una determinazione senza precedenti sullo scenario politico, è riuscita a bloccare l’Italia per porre i temi dell’università pubblica, della precarietà del lavoro, del futuro rubato al centro del dibattito pubblico. ” E dalle pagine di Facebook lancia la foto petizione “Io non mi fido della riforma Gelmini”
Sulla stessa lunghezza d’onda l’opinione a caldo dell’Udu: “L’approvazione della riforma rappresenta il segno del continuo isolamento a cui il governo sta portando il Parlamento. Dopo la straordinaria giornata di mobilitazione studentesca di ieri, che ha mostrato tutta la responsabilità di un movimento maturo e capace di isolare il governo, dopo l’apertura all’ascolto e al dialogo fatta dal presidente Napolitano, che ha aperto le porte del Quirinale ad una protesta che il Parlamento non ha ascoltato fin dall’inizio, il governo si accanisce nel suo isolamento dal Paese“.

Data: 24 dicembre 2010

A Napoli ci si riorganizza…

di Claudia Cervini

Udu NapoliSi è concluso alle 12.30 il corteo partito stamani alle 9.30 da Piazza del Gesù. Giuseppe dell’Udu di Napoli parla di 5mila studenti per le vie della città partenopea.

Alcune tensioni, ma niente scontri. “Il corteo è stato pacifico, solo qualche manifestante ha creato qualche disordine davanti al Palazzo della Regione, dove il corteo si è sciolto. Ma nulla di grave, tutto è rientrato”, spiega Giuseppe. “Ora aspettiamo il verdetto. Se non arriverà entro oggi”, continua lo studente del sindacato: “Organizzeremo rapidamente un’assemblea nella notte, per decidere cosa fare nella giornata di somani. Di certo”, conclude, “le proteste continueranno anche dopo Natale“.

Data: 22 dicembre 2010

A Palermo scontri davanti alla Regione

di Claudia Cervini

UduUn corteo che doveva essere pacifico, di circa 2mila persone (secondo Citarda dell’Udu Palermo), si è trasformato in scontro provocato da minoranza, sembra, di ragazzi provenienti dai  collettivi studenteschi.

Il corteo è iniziato stamani alle ore 10, davanti alla sede pricipale dell’Università di Palermo, per poi proseguire in via Tucoli e arrestarsi davanti al Palazzo della presidenza della Regione. Qui un gruppo di manifestanti ha cercato di entrare, ma sono stati subito bloccati dalle forze dell’ordine.

Lo scontro ha provocato otto feriti, dei quali cinque poliziotti, due studenti e un giornalista.

Data: 22 dicembre 2010

In 8mila sfilano a Roma

di Claudia Cervini

giorgio paternaA Roma sono in 8mila a manifestare. Lo dice Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell’Udu. La stima è approssimativa, ce la confermerà Paterna in giornata, certo è “che il corteo ha superato le aspettative, non ci si attendeva un’affluenza così alta, specie in periodo di vacanze natalizie”.

In questo momento il corteo è a San Lorenzo, il quartiere universitario romano, tra il centro e la periferia.

Non ci sono stati scontri, per il momento la manifestazione è tranquilla. “Crediamo che il ddl verrà approvato oggi. Sfileremo fino alla fine”.

Data: 22 dicembre 2010

“Siamo tutti in-daspo-nibili”

di Claudia Cervini

udu dicembrejpgMentre la discussione in parlamento è momentaneamente sospesa (cliccare http://webtv.senato.it/ per credere), gli studenti si riorganizzano per le manifestazioni di domani.

L’Unione degli universitari annuncia cortei,  flash mob itineranti e presidi sotto lo slogan “siamo in-daspo-nibili”, con riferimento alla frase del capogruppo Pdl Gasparri, che in questi giorni ha evocato una nuova misura anti-manifestazione, come quella introdotta nell’ 89 per arginare la violenza negli stadi.

Intanto gli studenti annunciano manifestazioni a sorpresa, due sicure a Roma, dichiarando di non aver chiesto autorizzazioni, ma rassicurando sul fatto di non voler varcare la zona rossa.

Ma le prime performance sono già iniziate: a Trieste alcuni studenti si sono arrampicati su una vecchia gru del porto per appendere lo striscione “Neanche l’ursus si fida più” e gridare al mare la loro sfiducia in questo provvedimento.

Data: 22 dicembre 2010

Riforma, si accelera

di Claudia Cervini

SenatoPer timori di scontri in piazza, in parlamento si accelera sulla riforma nel tentativo di licenziarla in giornata.  Già ieri al Senato si era verificata un’accelerazione, nella speranza di anticipare la votazione; tentativo arrestatosi per la mancanza del numero legale. La discussione sulla riforma è ormai una corsa all’approvazione dettata da “misure eccezionali di polizia“.

Mentre in aula si tenta di spiazzare la protesta bruciandola sui tempi, fuori dall’aula il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri invita i genitori a “tenere a casa i figli perché le manifestazioni sono abitate da violenti e  potenziali assassini”.

La risposta dei manifestanti non si fa attendere e l’Udu, i collettivi, la Rete 29 Aprile, l’Adu, l’Andu e Cisl-Università redigono insieme comunicati e rispondono così: “Si vuole criminalizzare e reprimere un movimento di protesta che vuole impedire lo smantellamento dell’università pubblica”, e continuano: “vige una lettura semplicistica e tradizionale del movimento degli studenti; e anche coloro che concedono al movimento di avere alcune buone ragioni, non riconoscono quella della critica al ddl che sarebbe un mero pretesto per manifestare disagio”, e concludono: “Certamente c’è anche altro nel movimento studenti, ma principale è il disagio per un’università ridotta in macerie”.

Data: 21 dicembre 2010

Da Milano le ragioni del no

di Claudia Cervini

nave-affonda-300x199A Milano gli studenti non si arrendono. Non appena arriva la notizia del voto alla Camera, alle ore 20.00 parte un nuovo corteo da Corso Venezia. “In queste giornate le manifestazioni si sono tenute in diversi luoghi della città: da Rogoredo a Duomo, da Cadorna a Porta Venezia”, spiega Michele del Collettivo Città Studi. “I diversi collettivi si sono uniti per assistere alle assemblee, ma poi si sono organizzati per manifestare seguendo itinerari divesi. Non ci fermiamo”, continua Michele, “adesso che il Ddl ha superato l’esame alla Camera. Ieri sera abbiamo fatto partire un nuovo corteo, sono state occupate l’Accademia di Brera, la Facoltà di Lettere in Statale e domani ci sarà una nuova assemblea a Fisica organizzata dal Collettivo, ma aperta a tutti”. Cosa non funziona di questa Riforma? “Una cosa è la Riforma, una la Finanziaria. Ma il punto è che non si può fare una vera riforma senza le risorse. Quindi è una riforma un po’ finta e un po’ sbagliata. I punti che non ci piacciono sono inerenti al Diritto allo studio, che viene ammazzato”, spiega Michele, che riporta il parere di tutto il Collettivo. “Le borse di studio, già rare scompaiono, viene attuato il meccanismo dei prestiti d’onore, il Fondo nazionale per il merito è inesistente, o meglio c’è, ma di che fondi si avvale? E poi”, conclude lo studente, “prima si mette in condizione di studiare chi non ne ha la possibilità e poi si stanziano fondi per i meritevoli”. Oltre a questo che è il punto nevralgico anche per la Run, l’Udu e i Giovani democratici c’è la questione dei ricercatori con cui gli studenti hanno solidarizzato. “Non dovrebbe riguardarci il fatto che questa riforma inreoduce la figura del ricercatore precario? Questo provvedimento non avrà ricadute sulla didattica? Non dobbiamo interessarci del futuro della ricerca in Italia? Per me siamo tutti potenziali ricercatori”.

Data: 1 dicembre 2010

Diretta radio dai cieli universitari

di Claudia Cervini

on airUltimo aggiornamento dai cieli parmensi. Gli studenti hanno montato lo studio di RadiorEvolution, la radio d’ateneo, sul tetto della facoltà di Matematica. “Seguiteci, vi racconteremo la protesta in diretta!” scrivono gli studenti isctitti all’Udu (Unione degli universitari) sulla pagina Facebook.

La protesta è comunicata e seguita in tempo reale non solo a Parma. Foto della manifestazione vengono caricate direttamente dal cellulare, sui tetti oltre agli iPhone ci sono netbook per documentare le giornate di agitazione. Anche se le vecchie tecniche non vengono dimenticate, soprattutto al Sud dove si continua con volantinaggio e passa parola, non solo in rete.

Data: 26 novembre 2010
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