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La graticola dei berluscones

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L’avevamo scritto in tempi non sospetti: ai primi d’agosto, quando la portata dell’allora decreto 112, messo a punto da Giulio Tremoni, riservava all’università italiana una cura da cavallo. Un pezzo di stampa italiana avrebbe fatto la festa ai docenti universitari.

Al primo dissenso che aveva osato levarsi dall’accademia, la stampa più vicina al Governo, nel caso specifico il Giornale del fratello del presidente del Consiglio, Paolo Berlusconi, aveva sparato una bella prima pagina contro i professori universitari del Bel Paese, i più pagati, i meno efficienti ecc ecc. E prevedevamo un’estate caldissima per la classe docente, che sarebbe finita sulla graticola.

Previsione sbagliata di pochi mesi. E’ bastato che dalle università partisse la protesta antiGelmini, che i giornali d’area pdl hanno aperto le danze.

Ieri è arrivata puntuale la copertina di Panorama, targata Belpietro (piuttosto bruttarella, da un punto di vista giornalistico, ma questa è un’altra storia) e un servizio da battaglia di Antonio Rossitto, sugli sprechi degli atenei.

Rossitto, oltre a riesumare la solita statistica delle classi senza studenti (la cui attendibilità veniva messa in dubbio, ieri sera a Matrix, dallo scrupoloso Mentana), inanellava una serie di esempi di malauniversità. Con un particolare curioso: gli atenei citati o erano governati da rettori notoriamente di centrosinistra o si trovavano in città amministrate dal centrosinistra: Firenze, Siena, La Sapienza, L’Aquila, Genova, Federico II, Messina.

Gli opposti estremisti sono a lavoro. Ci perderemo tutti.

Data: 25 ottobre 2008

Nature vs Berlusconi

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“Il Governo Berlusconi può anche pensare che tagli draconiani ai finanziamenti siano necessari, ma i suoi attacchi alla ricerca di base italiana sono stolti e miopi”. Parola di Nature, insieme a Science forse la più nota rivista scientifica internazionale, sull’ultimo editoriale.

In un editoriale intitolato New law threatens italian research jobs, ovvero una nuova legge minaccia i posti della ricerca italiana, si aggiunge che 2.000 ricercatori lasceranno “le posizioni stabili promesse”.

Accusati, oltre il capo del governo, la ministra Gelmini e il responsabile della Funzione pubblica, Brunetta, responsabile, secondo Nature, dei tagli fra i ricercatori precari degli enti di ricerca.

Secondo la rivista, “il Governo ha trattato la ricerca esattamente come qualsiasi spesa da tagliare, mentre in realtà deve essere considerata un investimento per la costruzione dell’economia della conoscenza del ventunesimo secolo” e ricorda come l’Italia, sottoscrivendo l’Agenda di Lisbona 2000 dell’Unione Europea, si impegnava ad innalzare gli investimenti in Ricerca e Sviluppo al 3% del Pil. L’Italia, con il suo 1,1%, ricorda Nature, è molto indietro nell’area del G8, “meno di metà di Paesi comparabili come Francia e Germania”.

Non fa una grinza il Nature-pensiero. O meglio, una la fa: lo scivolamento dei nostri indicatori di spesa verso il basso è da ascrivere anche ai predecessori di Berlusconi, almeno nell’ultimo decennio. Tutti, chi più chi meno, hanno fatto macelleria scientifica.

Sul sito di Nature molti ricercatori italiani hanno dato vita a un acceso dibattito.

L’editoriale è stato subito rilanciato da Dica33 e gli altri siti che stanno coagulando la protesta universitaria contro il provvedimento di Giulio Tremonti che introduce forti tagli all’area scientifica e accademica.

Data: 18 ottobre 2008

Drink UniMoRe

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Oltre le frontiere del merchandising, l’Università di Modena e Reggio ha lanciato con un’azienda di bevande,  la General Drink, una bibita ufficiale dell’ateneo. Ne ha dato notizia, sabato, ItaliaOggi, nell’inserto Marketing.

Il primo official drink di un ateneo italiano sarà un succo Ace.

General Drink punta a diffondere, presso altre università, le sue altre specialità fra cui la PepperRed, bibita al peperoncino.

Imperando Tremonti – cui si deve il megataglio agli atenei italiani di settembre – non ci sono dubbi che l’iniziativa è destinata a replicarsi altrove.

Chissà che non spunti il Parmigiano-Reggiano dell’UniPr, il tonno in scatola marcato UniPa o il Chianti dell’Università di Siena.

Data: 13 ottobre 2008
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