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A Torino si approva l’Altrariforma

di cgalleani

torino22dicCirca quattrocento studenti hanno sfilato questa mattina per le vie di Torino. Da palazzo Campana, sede della facoltà di Matematica, si sono diretti a palazzo Carignano. Giunti nella piazza su cui si affaccia l’edificio si sono dapprima arrampicati su un ponteggio, intonando canti della Resistenza ed esponendo una bandiera italiana. I manifestanti si sono poi introdotti nel cortile di palazzo Carignano (edificio altamente simbolico: è stato la sede del primo Parlamento italiano) e  hanno dato vita a un’iniziativa decisamente originale: l’approvazione di quella che hanno chiamato “Altrariforma”. L’obiettivo? Dimostrare che loro non riconoscono la legittimità del ddl Gelmini. Ora il corteo è entrato nella Mole Antonelliana.

Data: 22 dicembre 2010

Studenti “in lutto” per la riforma Gelmini

di cgalleani

torinoIn Senato va avanti la discussione del ddl Gelmini. Intanto, gli universitari si stanno organizzando per continuare a esprimere il loro dissenso. A Torino è ripartita l’occupazione di Palazzo Campana, sede della facoltà di Matematica, che proseguirà anche domani. A Bari, nel tardo pomeriggio, è prevista una fiaccolata con partenza da piazza Umberto: i giovani, incatenati, percorreranno le strade del centro per dimostrare a Governo e istituzioni che «le idee non si arrestano». Da Facebook invece parte l’iniziativa di alcuni studenti, che invitano i loro colleghi a portare il lutto al braccio mentre a Palazzo Madama si discute «la condanna a morte dell’università pubblica».

Data: 21 dicembre 2010

In 400mila in tutta Italia, ma non bastano…

di Claudia Cervini

napoli0In 400mila hanno manifestato ieri in tutta Italia (stando alle fonti degli organizzatori). Ma non è bastato. La riforma è passata con 307 voti a favore e approderà in Senato per il confronto definitivo.

Da Napoli in Piazza del Plebiscito a Milano in Piazza Duomo, alla stazione di Rogoredo, Porta Garibaldi, Cadorna, Greco passando per le vie di Roma e i binari della stazione Termini. A Torino e Pisa occupano le tangenziali, a Bologna le autostrade, in Veneto, a Parma, a Lecce ancora i binari

Manifestazioni pacifiche in alcune città e scontri con la polizia nella capitale, tensione a Milano, Bologna e Brescia. Bottiglie, sassi, lacrimogeni, cariche: lo scontro peggiore avviene in via della Vite, un vicolo laterale che sbuca su via del Corso, nel centro della capitale. Le forze dell’ordine caricano dopo che un gruppo di ragazzi cerca di ribaltare un blindato: sbucano dal nulla colgono gli studenti impreparati e si scatena il panico tra la folla.

Gli studenti si sentono sconfitti, ma non mollano: “torneremo in piazza il 14 dicembre (giorno dell’approvazione in Senato) per far valere i nostri diritti”.

Data: 1 dicembre 2010

Giornata di proteste

di cgalleani

protesta30cataniaIl dibattito sul ddl Gelmini alla Camera non è ancora terminato. Fuori dall’aula, intanto, proseguono le proteste degli studenti; cortei e manifestazioni si sono susseguiti per tutta la giornata in molte città d’Italia (nella foto gli studenti catanesi). In alcuni casi, come a Roma, Milano e Genova, ci sono stati anche dei tafferugli, seguiti dall’intervento delle forze dell’ordine. A Torino, uno dei centri più attivi della protesta, gli universitari hanno da poco occupato Palazzo Reale.

Data: 1 dicembre 2010

Cortei in tutta Italia

di cgalleani

protesta30Ci siamo. Oggi il ddl Gelmini, fortemente contestato negli ultimi giorni, dovrebbe ricevere il voto definitivo alla Camera. Piazza Montecitorio è interdetta ai manifestanti, che si stanno tuttavia raccogliendo lì intorno. Intanto gruppi di studenti si stanno muovendo in cortei organizzati in molte città italiane. A Milano i manifestanti si sono raccolti in largo Cairoli e procedono in direzione Cadorna.  A Torino due cortei, provenienti da Palazzo Nuovo (sede delle facoltà umanistiche) e dal dipartimento di Fisica, hanno raggiunto rispettivamente il Rondò della Forca e Piazza Statuto, creando notevoli disagi per la circolazione. A Bari gli universitari si stanno muovendo da piazza Umberto e, percorrendo le vie del centro, sono diretti al fortino di Sant’Antonio. Cortei anche a Napoli, Bologna, Genova e Palermo.

Data: 30 novembre 2010

Chi scende dal tetto… e chi sale

di cgalleani

AnconaSe a Torino i manifestanti hanno organizzato una serata “giù dai tetti” di Palazzo Nuovo, ad Ancona gli studenti di Ingegneria sono saliti nuovamente sulla sommità dell’edificio che è sede di facoltà per continuare a protestare contro il ddl Gelmini. Alla Sapienza di Roma sono previsti per questo pomeriggio lezioni e convegni sul tetto del dipartimento di Fisica e della facoltà di Architettura. A Parma non mostrano segni di cedimento gli studenti che da giorni manifestano sui tetti dell’università; in serata, anzi, dovrebbero essere raggiunti dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro.

Data: 29 novembre 2010

Udu: in diretta dal tetto

di Claudia Cervini

Udu parma“In diretta dal tetto, dal tramonto all’alba! A breve anche i video…La pioggia non ci ferma, portateci tutti i teli di plastica che avete ” posta l’Udu di Parma  (Unione degli universitari) su Facebook. Continua la protesta studentesca nei cieli e ha raggiunto anche l’ateneo parmense. L’Udu (Unione degli universitari) vive da due giorni sul tetto della facoltà di matematica e da lì scrive comunicati, carica video e foto sui principali social network. Una redazioneen plain air” per raccontare una protesta che è partita in sordina, ma coinvolge ormai tutti gli atenei italiani, da Bari a Torino e non si sa quali dimensioni potrebbe assumere. “Nonostante il freddo e la pioggia siamo qui”, postano i manifestanti sulla pagina Faccebook: “Vai ragazzi! Siamo tutti coinvolti”.

Data: 26 novembre 2010

Under 35 convocati a Torino

di Maria Teresa Melodia

small_logo thinkingpot_jpgIl capoluogo piemontese, capitale dei Giovani per l’anno 2010, dedica cinque giorni ai ragazzi under 35. Dall’8 al 12 settembre, nel centro di Torino, tra il Lingotto, il Politecnico e il cortile di Palazzo Carignano, va in scena infatti “Thinking pot – Diritto al futuro”, meeting aperto ai giovani di tutta Europa.

I protagonisti saranno coloro che reclamano il proprio diritto al futuro, che in questa occasione potranno incontrarsi, parlare e mettersi in gioco attraverso le loro idee e proposte.

In programma eventi ed incontri. Dopo la prima giornata d’accoglienza, il 9 settembre parte con l’intervento Quo vadis Europa? dello storico Donald Sasson, che rifletterà sull’identità dell’Europa passata, presente e futura. La giornata del 10 punta invece l’obiettivo sul lavoro con 3 career day dedicati ai green jobs, ai social jobs e ai web jobs, proseguendo con un business game a squadre con un iPAD in premio per il vincitore. Infine, sabato 11 tocca a personaggi del giornalismo e della letteratura che si interrogheranno sul tema “Diritto al futuro”. Tra gli ospiti spiccano David Bainbridge, docente presso l’Università di Cambridge, e Riccardo Iacona, noto conduttore e giornalista d’inchiesta della televisione italiana.

Per tutte le informazioni, potete visitare il sito www.thinkingpot.eu

Data: 3 settembre 2010

La Cina a Torino con il campus della Xi’an Jiaotong

Università Xi'an JiaotongL’Università Xi’an Jiaotong di Sian (Cina) ha avviato da tre anni una collaborazione con il Politecnico di Torino che adesso si concretizzerà anche nella realizzazione di un campus.

Il rettore Francesco Profumo ha detto ieri che il campus rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento del rapporto di amicizia tra le due università e che sarà una vera e propria seconda casa per tutti gli studenti dell’università cinese che studiano in Italia. Gli studenti italiani potranno realizzare periodi di formazione in Cina.

Data: 19 febbraio 2009

Carlin divide e non impera

Quanto fosse difficile il mondo accademico, Carlin Petrini (nella foto) forse se lo immaginava.
Il guru della sinistra enogastronomica italiana, fondatore di Slow Food di cui è tutt’ora presidente onorario e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo) impegnato anche sui temi della sostenibilità in agricoltura, non pensava però che la sua candidatura, per chiara fama, ad un posto di ordinario in Sociologia dell’ambiente all’Università di Torino, fortemente voluta dal magnifico rettore Pellizzetti, provocasse un tale vespaio di polemiche.

«Petrini», ha dichiarato la sociologa Chiara Saraceno (foto a sinistra), «ha contribuito alla cultura sicuramente più di me. Ma la questione di forma è rilevante: se si chiama un sociologo deve prima essere riconosciuto dai sociologi dell’ ateneo».
Ugo Volli, semiotico assai noto, rincara la dose, spiegando cosa non va: «Petrini è persona degnissima ma non è un sociologo, niente laurea né dottorato, dunque i requisiti per la chiara fama: i requisiti non ci sono». Volli ne ha anche per l’incardinamento a Scienze: «Che c’ entra la sociologia con questa facoltà di scienze e con il progetto strategico di sviluppo compatibile?».
Il numero uno della facoltà, Alberto Conte, sottolinando come l’iter sia solo all’inizio, «manca l’ ok del Senato, del Cun e del ministro», replica già alle obiezioni sulla chiara fama: «Petrini ha quattro lauree honoris causa» e svela che al riguardo sarebbero stati addirittura consultati sociologi del calibro di Morin e Latouche.
Non la pensa allo stesso modo, almeno sul valore dei titoli honoris causa, lo storico Giuseppe Ricuperati, uno dei più noti docenti di Lettere a Torino, che in una lettera aperta a Pellizzetti, si riferisce al futuro, possibile, collega con il titolo di «signore».
Intanto il rettore fa sapere di voler andare avanti e incassa il plauso della governatora Mercedes Bresso: «All’Estero funziona così».
Il cammino è lungo ma, come sentenziava l’adagio popolare, chi va piano, cioè slow, va sano e va lontano.

Data: 5 agosto 2008
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