
“Sono un medico, madre di una partecipante al quiz d’ammissione svoltosi il 3 settembre”: inizia così l’accorata missiva ai giornali di un genitore. A tema, ancora una volta, i test di Medicina. La mamma-medico rivela che “almeno una delle risposte del quiz è indiscutibilmente sbagliata”. Si tratterebbe del quesito numero 54. Citando trattati medici, la signora documenta il clamoroso errore degli esperti del ministero.
E poi apre il cuore: “Tenete presente”, scrive, “che per l’alto numero di partecipanti e la difficoltà dei test, anche una sola domanda considerata errata fa perdere la possibilità di essere ammessi. Ci sono migliaia di ragazzi che forse non entreranno a medicina per l’incompetenza e la superficialità di chi ha compilato questi test”.
La lettera, aldilà del merito della protesta, apre uno squarcio sull’Italia inchiodata, dove ormai tutti fanno il mestiere dei padri (e delle madri), perché non ci sono altre chance.
E siamo pieni di medici e dentisti che fanno pazzie e che si indignano, s’inalberano, protestano, affinché il bambino superi il maledetto test e il radioso futuro gli si apra, garantendogli lavoro, danaro, status sociale. Probabilmente anche spendendo, a questo scopo, il loro capitale di conoscenze e relazioni professionali. Se non, come ha fatto qualcuno in passato (ma anche a questo giro una banda è stata sgominata), pagando migliaia di euro per avere le soluzioni in anticipo.
L’anno scorso, in un paio di sedi, medici di mezza età si erano iscritti ai test, confidando di poter dare una mano al figlio cui, per effetto del medesimo cognome, sarebbero finiti vicini durante la prova.
Alla Cattolica di Roma non avevano mangiato la foglia e avevano messo in quarantena un plotoncino di senatori, a fare il test in solitaria, lontano dai pupi.
Se l’Italia non rimette nell’agenda politica la mobilità sociale e la necessità di creare, per i giovani, un accesso autentico al mondo delle professioni e del lavoro, questo Paese declinerà sempre di più, zavorrato dalle corporazioni.
Data: 11 settembre 2009
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