Giovani dem in piazza per il diritto allo studio

Nelle piazze italiane, durante la giornata mondiale per il diritto allo studio (17 novembre), ci saranno i “partigiani della conoscenza” a protestare per i tagli all’università e per la non-riforma (così la chiamano) del ministro Gelmini.
I Giovani democratici (Rete universitaria nazionale e Federazione degli studenti) si definiscono “costruttori di libertà” e indicano gli argomenti di discussione, i loro diktat: innanzitutto il lavoro si paga (tutti gli stagisti, i ricercatori e i dottorandi devono essere retribuiti e il lavoro precario deve costare più del lavoro stabile), studiare è un diritto, non un merito e chiedono infine una riforma vera del sistema sapere, che chiamano 2.0, una legge-quadro nazionale sul diritto allo studio.
“Quest’ultima finanziaria abolisce di fatto il diritto allo studio: il taglio è del 89,55%, riduce i finanziamenti a 25,7 milioni per il 2011. Il montepremi del Superenalotto è di 184 milioni di euro, sette volte il fondo per il diritto allo studio”. E’ quanto dichiarano Michele Grimaldi, responsabile saperi dei giovani del Pd e Federico Nastasi, coordinatore della Run (Rete universitaria nazionale). E concludono: “Il governo prevede di ridurre ulteriormente i fondi a 13 milioni di euro nel 2013, il fondo è di fatto destinato a scomparire. Non ci resterà, piuttosto che pagare le tasse universitarie, unire le nostre risorse per giocare un maxi sistema al superenalotto”.
