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Lavoro under 30: tra Neet e poorly integrated

di Claudia Cervini

internship-1 Off to a good start? Jobs for youth è l’ultimo rapporto Ocse che riporta i riflettori, in realtà mai spenti, sul problema della disoccupazione giovanile che a dicembre in Italia ha raggiunto il 29 per cento, contro la media europea del 20 per cento. Lo studio, ripreso e ampiamente commentato da lavoce.it,  mostra soprattutto come l’incidenza dei disoccupati under 30 di lungo periodo sia maggiore rispetto a quella dei Paesi dell’Unione europea.

Bisogna distinguere però i giovani in difficoltà in due categorie: da un lato ci sono i Neet (neither in employment nor in education and training) percentuale tra le più alte nei Paesi sviluppati (solo la spagna ci ha superato nel secondo trimestre 2010) e dall’altra i cosiddetti poorly integrated, diplomati e laureati che si barcamenano tra contratti di lavoro autonomo con partita iva svantaggiosissimi (l’Italia ha il tasso più alto di giovani lavoratori autonomi), diversificati contratti a progetto (che non superano i sei mesi), stage sotto o zero pagati e periodi di inattività.

Questa situazione occupazionale può essere combattuta soltanto con una riforma del mercato del lavoro e della formazione come sottolineano sia il rapporto Ocse che l’Annual Growth Survey della Commissione europea e uno strumento efficace potrebbe essere lo stage, naturalmente riformato e impiegato correttamente sia dagli attori del mondo del lavoro pubblico che nel settore privato.

Come sottolinea anche lavoce.it, non si tratta di una provocazione, ma dalla presa di coscienza che in alcuni Paesi, come Francia, Belgio e Inghilterra, dove il tirocinio è regolamentato, retribuito e con una durata assolutamente limitata esso rappresenta un efficace anello di congiunzione tra scuola e lavoro. In Belgio il servizio per l’impiego ha creato un database di offerte di stage (remunerate) e lavori per studenti e il governo riduce le tasse di 400 euro a trimestre per le imprese che forniscono un tutor allo stagista, in modo che l’esperienza sia realmente formativa. In Francia i tirocini che superano i due mesi di durata devono essere retribuiti per almeno 400 euro mensili. In Inghilterra tagliano la testa al toro e prevedono gli stage solo all’interno di un percorso formativo.

Da noi invece quasi si vive di stage tra gli under 30: il rapporto Excelsior-Unioncamere della scorsa estate registrava 321.850 tirocini nel settore privato nel 2009. La convinzione è che gli stage stiano erodendo posti di lavoro e sostituendo forme contrattuali assai più corpose e stabili, anche se statisticamente è ancora presto per dirlo.

L’Italia purtroppo è in buona compagnia, ci sono Paesi come la Grecia, la Spagna, Portogallo e in parte – bisogna riconoscerlo – anche la Francia che hanno un mercato del lavoro segmentato come il nostro e assolutamente diviso tra categorie iper protette e contratti vantaggiosi e lavoratori precari a vita.

Data: 16 febbraio 2011

Come studiare da lode

di Claudia Cervini

NewYorkTimesLogoStudiate tanto ma con scarsi risultati? È sempre più difficile preparare gli esami? I ricercatori Usa soccorrono gli studenti poco zelanti con quattro consigli per ottenere un buon risultato.

Primo: cambiare stanza. Il cervello associa i concetti in via di assimilazione a particolari ambientali, quindi è meglio variare l’ambiente di lavoro. Addio  alla stanzetta appartata, silenziosa e ordinata. Non studiare solo una materia per volta ma mescolare i contenuti. O almeno differenziare il tipo di esercizio. Evitare la full-immersion finale e studiare a più riprese; in questo modo i concetti restano più a lungo. Infine sottoporsi a diverse prove, i test servono a migliorare la conoscenza.

È il New York Times a pubblicare i consigli dei ricercatori della  University of California di Los Angeles e riportati dal Corriere della Sera che rilancia le scoperte del gruppo di ricerca. Non tutti sono d’accordo però: Anna Oliviero Ferrarsi, ordinario di Psicologia alla Sapienza di Roma commenta: “l’ambiente esterno conta poco, è meglio darsi una regola interna, sapersi organizzare.” Corretti però gli altri suggerimenti.

Campus ogni mese dà consigli alle matricole sullo studio e sulla vita studentesca. Come affrontare uno scritto? Come superare la prova orale? Come vivere al meglio l’ateneo? Trovate questi e altri suggerimenti in How to: consigli alle matricole, la rubrica curata da Mariateresa Melodia.

Data: 20 settembre 2010

Studiare all’università

Studiare all'università
(foto di Valentina Volavia)

Lo studio dei testi universitari porta spesso gli studenti a scontrarsi con difficoltà di apprendimento e memorizzazione. Ecco alcuni consigli utili per non farsi prendere dallo sconforto, per ottimizzare il tempo dedicato allo studio e per memorizzare in maniera efficace nozioni e conoscenze.

Munirsi di una buona dose di energia positiva, ottimismo e autostima
È fondamentale innanzitutto affrontare lo studio con mentalità positiva e grande motivazione, dimenticare il pessimismo convincendosi di poter fare sempre meglio, di essere in grado di memorizzare tutte le informazioni necessarie e di superare in maniera brillante l’esame.

Pianificare lo studio
La pianificazione della preparazione di un esame consente di distribuire in maniera corretta e ottimale il tempo che si ha a disposizione fra studio, riposo e altre attività.
Dopo avere contato i giorni mancanti all’esame ed essersi fatti un’idea generale della materia e dei testi, in linea di massima è possibile organizzarsi secondo il seguente schema:

  • riservare un giorno a settimana, meglio se nel week-end, allo svago e al divertimento o al ripasso (nella rarissima eventualità che non si abbia nulla di meglio da fare);
  • dedicare il giorno precedente l’esame al riposo in modo tale da permettere l’assimilazione finale e definitiva di quanto studiato;
  • riservare per ogni settimana restante una mezza giornata a eventuali imprevisti e impegni;
  • calcolare in modo approssimativo il numero di pagine da studiare ogni giorno;
  • preparare un argomento a piacere e rivedere gli argomenti e i concetti più complessi nella settimana precedente l’esame;
  • dedicare gli ultimi due giorni al ripasso dei testi.

Rilassare la mente
Occorre affrontare lo studio con mente rilassata, libera da qualunque pensiero e distrazione e concentrata esclusivamente sulla comprensione del testo. Sarebbe quindi opportuno spegnere eventuali fonti di distrazione come radio, televisione e telefonino. (leggi il resto del post…)

Data: 14 ottobre 2008
Campus
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