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Università: all’estero mobilitazione anti riforma

di cgalleani

erasmus9dicFinora hanno manifestato la loro solitarietà agli studenti che protestano nel nostro Paese con iniziative simboliche ma abbastanza slegate. Ora però alcuni studenti italiani che vivono all’estero hanno deciso di coordinarsi per dar vita a una mobilitazione unitaria. Prevista per domenica 12 dicembre, la manifestazione dovrebbe coinvolgere numerose città, sparse in ben sedici Paesi. Per questa data sono previsti presidi nei luoghi più significativi delle città e un’opera di volantinaggio che spieghi ai cittadini locali il significato della manifestazione. Questi  giovani universitari che stanno trascorrendo un periodo di studio fuori dall’Italia intendono dare, in questo modo, il loro appoggio a chi protesta contro il ddl Gelmini e, più in generale, contro il degrado dell’università italiana.

Data: 10 dicembre 2010

La protesta parte dal futuro

di cgalleani

protesta6dicPuò suonare strano ma è così. Le proteste di questi giorni contro il ddl Gelmini – che sarà discusso in Senato dopo il 14 dicembre – partirebbero dalla preoccupazione degli studenti per il loro futuro. Secondo un sondaggio svolto da Demos in collaborazione con Coop, il 38% dei giovani intervistati ritiene che il problema principale dell’università italiana sia lo scarso collegamento con il mondo del lavoro. Non solo: la maggioranza degli intervistati (circa il 60%) ritiene che la situazione di scuola e università italiana sia peggiorata negli ultimi dieci anni, e che le misure previste nel decreto legge non faranno altro che peggiorare le cose (lo pensa più o meno il 50% di chi ha espresso la sua opinione). I tagli previsti dal ddl, andando a peggiorare una situazione già critica, sarebbero dunque “la goccia che ha fatto traboccare il vaso“, in un clima di malcontento e di forte incertezza sul domani. I risultati della ricerca di Demos sono visibili sul sito www.demos.it/a00528.php.

Data: 7 dicembre 2010

In 400mila in tutta Italia, ma non bastano…

di Claudia Cervini

napoli0In 400mila hanno manifestato ieri in tutta Italia (stando alle fonti degli organizzatori). Ma non è bastato. La riforma è passata con 307 voti a favore e approderà in Senato per il confronto definitivo.

Da Napoli in Piazza del Plebiscito a Milano in Piazza Duomo, alla stazione di Rogoredo, Porta Garibaldi, Cadorna, Greco passando per le vie di Roma e i binari della stazione Termini. A Torino e Pisa occupano le tangenziali, a Bologna le autostrade, in Veneto, a Parma, a Lecce ancora i binari

Manifestazioni pacifiche in alcune città e scontri con la polizia nella capitale, tensione a Milano, Bologna e Brescia. Bottiglie, sassi, lacrimogeni, cariche: lo scontro peggiore avviene in via della Vite, un vicolo laterale che sbuca su via del Corso, nel centro della capitale. Le forze dell’ordine caricano dopo che un gruppo di ragazzi cerca di ribaltare un blindato: sbucano dal nulla colgono gli studenti impreparati e si scatena il panico tra la folla.

Gli studenti si sentono sconfitti, ma non mollano: “torneremo in piazza il 14 dicembre (giorno dell’approvazione in Senato) per far valere i nostri diritti”.

Data: 1 dicembre 2010

Giornata di proteste

di cgalleani

protesta30cataniaIl dibattito sul ddl Gelmini alla Camera non è ancora terminato. Fuori dall’aula, intanto, proseguono le proteste degli studenti; cortei e manifestazioni si sono susseguiti per tutta la giornata in molte città d’Italia (nella foto gli studenti catanesi). In alcuni casi, come a Roma, Milano e Genova, ci sono stati anche dei tafferugli, seguiti dall’intervento delle forze dell’ordine. A Torino, uno dei centri più attivi della protesta, gli universitari hanno da poco occupato Palazzo Reale.

Data: 1 dicembre 2010

Cortei in tutta Italia

di cgalleani

protesta30Ci siamo. Oggi il ddl Gelmini, fortemente contestato negli ultimi giorni, dovrebbe ricevere il voto definitivo alla Camera. Piazza Montecitorio è interdetta ai manifestanti, che si stanno tuttavia raccogliendo lì intorno. Intanto gruppi di studenti si stanno muovendo in cortei organizzati in molte città italiane. A Milano i manifestanti si sono raccolti in largo Cairoli e procedono in direzione Cadorna.  A Torino due cortei, provenienti da Palazzo Nuovo (sede delle facoltà umanistiche) e dal dipartimento di Fisica, hanno raggiunto rispettivamente il Rondò della Forca e Piazza Statuto, creando notevoli disagi per la circolazione. A Bari gli universitari si stanno muovendo da piazza Umberto e, percorrendo le vie del centro, sono diretti al fortino di Sant’Antonio. Cortei anche a Napoli, Bologna, Genova e Palermo.

Data: 30 novembre 2010

Notte “di veglia” nelle università

di cgalleani

prot.seraIn molte città italiane gli studenti si stanno organizzando per trascorrere una notte “di veglia” in attesa di domani, giorno per cui è previsto il voto finale della Camera sul ddl Gelmini. Cortei e manifestazioni sono partiti o partiranno a breve a Torino, Parma, Ancona, Bari,  Cagliari, L’Aquila, Catania (nella foto, tratta dal sito http://095.blogdo.net, gli studenti dell’ateneo catanese). Studenti e ricercatori manifestano “perchè questa non sia l’ultima notte dell’Università italiana”.

Data: 30 novembre 2010

Chi scende dal tetto… e chi sale

di cgalleani

AnconaSe a Torino i manifestanti hanno organizzato una serata “giù dai tetti” di Palazzo Nuovo, ad Ancona gli studenti di Ingegneria sono saliti nuovamente sulla sommità dell’edificio che è sede di facoltà per continuare a protestare contro il ddl Gelmini. Alla Sapienza di Roma sono previsti per questo pomeriggio lezioni e convegni sul tetto del dipartimento di Fisica e della facoltà di Architettura. A Parma non mostrano segni di cedimento gli studenti che da giorni manifestano sui tetti dell’università; in serata, anzi, dovrebbero essere raggiunti dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro.

Data: 29 novembre 2010

La protesta non si arresta

di cgalleani

protesta-cataniaLa protesta degli studenti contro il ddl Gelmini, in discussione in questi giorni alla Camera, sembra non arrestarsi più: se a Catania gli studenti hanno preso possesso della facoltà di Scienze Politiche, a Teramo i ricercatori hanno occupato la radio d’Ateneo, Radio Frequenza, provocando l’interruzione delle normali trasmissioni. Hanno poi dato vita a un dibattito tra ricercatori favorevoli e contrari alla riforma, cercando di coinvolgere anche le persone all’ascolto. Intanto si è saputo che il rettore dell’Università Federico II di Napoli, il professor Marelli, ha firmato insieme a studenti e ricercatori un documento in cui si chiede di sospendere la discussione del ddl in Parlamento.

Data: 26 novembre 2010

Siena si mobilita

di cgalleani

protesta_sienaContinua l’occupazione dei luoghi del sapere da parte degli universitari senesi: dopo la facoltà di Lettere, quella di Medicina, il polo Mattioli e  l’Università per Stranieri si mobilita anche la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Al termine di un’affollatissima assemblea generale studenti, ricercatori e professori hanno deciso di occupare gli spazi della facoltà. Obiettivo, come si legge sul comunicato stampa divulgato da coloro che partecipano alla protesta (http://www.facebook.com/#!/notes/link-siena/comunicato-stampa-smfn-occupata/469242289521),  è quello di “liberare un luogo di confronto e dibattito, in netta contrapposizione con il criminale omicidio dell’Università pubblica che si sta perpetrando in questi giorni attraverso il ddl Gelmini”. Gli studenti promettono un fine settimana di lotta ed elaborazione, in preparazione di un lunedì 29 di mobilitazione generalizzata”. Per lunedì è prevista infatti l’assemblea generale della facoltà di Economia, al termine della quale gli studenti pensano di confluire in uno spazio condiviso di lotta.

Data: 26 novembre 2010

E a Bari autogestione…

di Claudia Cervini

catena2--190x130Al Poliba una ventina di studenti hanno occupato la facoltà d’ingegneria e aperto le porte ad altri giovani per poi sbarrarle nuovamente. I servizi però sono garantiti si legge nel forum del Politecnico barese: “La biblioteca sarà aperta e gestita dagli occupanti, così come le altre attività. Anche il test per l’azzeramento del debito d’inglese si svolgerà come previsto. Non vogliamo interrompere le attività didattiche, ma garantirle”. Intanto sempre al Poliba i ricercatori “abbracciano” simbolicamente l’ateneo in un girotondo senza precedenti.

Data: 26 novembre 2010

Università: gli studenti irrompono in Senato

di Claudia Cervini

proteste romaDalla Camera al Senato. Non parliamo della riforma universitaria, che è ancora in esame a Montecitorio, ma delle manifestazioni studentesche che, dal sit-in di fronte alla camera dei deputati, si sono spostate a Palazzo Madama. Il tranquillo corteo si è trasformato in una sorta di assedio, alcuni studenti sono riusciti a entrare a Palazzo Madama, la protesta ha assunto le dimensioni di quella inglese, quando gli universitari britannici hanno assalito la sede dei Tory a Londra.

Lanci di uova, spintoni, urla e le forze dell’ordine scattano a respingere gli studenti che, a volto coperto, si sono introdotti nel Palazzo. Nulla di grave, i manifestanti vengono immediatamente respinti, ma il capo della polizia ha un malore e viene chiamato un medico.

Dal Senato il corteo si sposta verso il Lungotevere seguito dalle camionette della polizia, blocca il traffico e soprattutto cerca di entrare nella sede del Pdl. Non ci riesce. La polizia li allontana con i manganelli e gli studenti rispondono tirando caschi. Sette feriti tra le forze dell’ordine, manifestanti arrestati e 27 denunciati.

Arriva la condanna da parte del ministro Gelmini: “Così facendo gli studenti difendono gli interessi dei baroni”, seguita dalla risposta dell’Andu (Associazione nazionale docenti universitari): “Gli studenti, al contrario, sono in prima linea per difendere l’università dal potere baronale, dalle oligarchie accademiche ed economico-politiche”.

Intanto continuano le proteste pacifiche dei ricercatori. Sui tetti romani  ha camminato anche il capo dell’opposizione Bersani in segno di solidarietà.

Data: 25 novembre 2010

Da oggi nelle sale la storia di Facebook

di Claudia Cervini

mark-zuckerberg-facebook

Oggi sui nostri schermi arriva The social network, il film diretto da David Fincher, che racconta la storia di un mondo (virtuale e non solo) e di Mark Zuckerberg, genio solitario oggi diventato il miliardario più giovane del pianeta.

Un aspetto del plot ci interessa particolarmente: la creatività, il coraggio, l’iniziativa, la capacità imprenditoriale, la sregolatezza di giovani studenti universitari, e come sottolinea Beppe Severgnini sul Corriere di oggi, lo sfondo del college, che fa reagire queste qualità.

Una vicenda che va oltre il capitalismo americano, ma che ricorda come altri giganti dell’informatica siano nati proprio tra le stanze del campus e tra le aule universitarie: Bill Gates e Steve Ballamer si conobbero a Harvard e misero il primo tassello di Microsoft, Google è stato “concepito” a Standford; per citare solo due delle imprese che hanno cambiato il nostro modo di fare ricerca, di approcciare il  mondo e la professione.

Un film che racconta anche il campus americano: quel luogo dove insegnano a pensare sopra le righe, dove le idee si incontrano, dove vige la sregolatezza che caratterizza gli anni universitari. In Italia all’università manca per definizione (e non solo) questo contesto. Gli universitari studiano divisi: in appartamento, i collegi sono pochi e condividere è più difficile. Ma soprattutto manca qualcuno che insegni a “creare”, a mettersi in gioco. Qualcuno che convinca gli studenti che fare una start up, avere un’idea, un progetto, vale di più che fare il “compitino” regolare, senza disturbare nessuno o rompere le scatole. Manca una cultura imprenditoriale giovane. Ma i giovani e le idee non mancano, per fortuna. E qualcuno trova comunque il modo di farle reagire.

Data: 12 novembre 2010
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