Dalla Camera al Senato. Non parliamo della riforma universitaria, che è ancora in esame a Montecitorio, ma delle manifestazioni studentesche che, dal sit-in di fronte alla camera dei deputati, si sono spostate a Palazzo Madama. Il tranquillo corteo si è trasformato in una sorta di assedio, alcuni studenti sono riusciti a entrare a Palazzo Madama, la protesta ha assunto le dimensioni di quella inglese, quando gli universitari britannici hanno assalito la sede dei Tory a Londra.
Lanci di uova, spintoni, urla e le forze dell’ordine scattano a respingere gli studenti che, a volto coperto, si sono introdotti nel Palazzo. Nulla di grave, i manifestanti vengono immediatamente respinti, ma il capo della polizia ha un malore e viene chiamato un medico.
Dal Senato il corteo si sposta verso il Lungotevere seguito dalle camionette della polizia, blocca il traffico e soprattutto cerca di entrare nella sede del Pdl. Non ci riesce. La polizia li allontana con i manganelli e gli studenti rispondono tirando caschi. Sette feriti tra le forze dell’ordine, manifestanti arrestati e 27 denunciati.
Arriva la condanna da parte del ministro Gelmini: “Così facendo gli studenti difendono gli interessi dei baroni”, seguita dalla risposta dell’Andu (Associazione nazionale docenti universitari): “Gli studenti, al contrario, sono in prima linea per difendere l’università dal potere baronale, dalle oligarchie accademiche ed economico-politiche”.
Intanto continuano le proteste pacifiche dei ricercatori. Sui tetti romani ha camminato anche il capo dell’opposizione Bersani in segno di solidarietà.
Data: 25 novembre 2010
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