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Giovani: la Toscana stanzia 300 milioni

di Claudia Cervini

ragazziQuasi 300 milioni verranno stanziati dalla Regione Toscana in tre anni  per studenti e giovani precari che non possono permettersi un affitto, che svolgono stage in azienda, che stanno prestando servizio civile, che vogliono aprire un’azienda. Il progetto si chiama Giovani sì e nasce per aiutare quei 70mila giovani toscani disoccupati, quel 30 per cento di trentenni che vivono ancora in casa con i genitori, quei 20mila che svolgono tirocini senza remunerazione.

150 euro per l’affitto ai giovani (studenti e single) che convivono, mentre 200 euro andranno alle coppie con figli, contributi arriveranno anche per l’acquisto della prima casa, grazie ad accordi stipulati con i costruttori.

Agli stagisti spetteranno invece 400 euro mensili (dei quali 250 a carico dell’azienda). Aumentano anche i fondi per il servizio civile, che nel triennio saranno pari a 45 milioni di euro.

Altre agevolazioni sono previste per l’assunzione di laureati, per i lavoratori atipici e per i giovani imprenditori; mentre un meccanismo di prestiti d’onore è stato istituito per permettere a giovani tra i 18 e i 35 anni di frequentare un programma di studio della durata triennale.

Data: 4 gennaio 2011

Su Facebook stagisti alla riscossa

di Maria Teresa Melodia

50252_173424802670591_3860479_nL’iniziativa è partita da un gruppo di giovani e dal sito Scambieuropei. Parliamo del Manifesto dello stagista:una proposta di raccolta firme mirata ad ottenere una modifica della normativa sugli stage. Nello specifico in tre punti:
- Se lo stage non è curriculare (non è svolto per motivi scolastici o universitari) deve prevedere un rimborso spese
- La somma minima per il rimborso spese deve essere così prevista: 200 euro al mese per studenti di scuola superiore, 400 euro al mese per diplomati con laurea triennale, 500 euro al mese per laureati con laurea specialistica
- Gli stage non possono essere svolti oltre i 18 mesi dalla fine di un corso di studi (scuola superiore, università, master, corso professionale)

Oggi gli stagisti italiani sono più di 300.000 ogni anno: giovani che lavorano senza alcun diritto se non quello di maturare esperienza. Un passaggio praticamente obbligatorio, nonostante nella maggior parte dei casi non ci siano garanzie di assunzione, né contratti che regolino il periodo di tirocinio lavorativo. “Crediamo sia giunto il momento di far sentire la nostra voce.Fino ad ora le nostre piccole battaglie quotidiane le abbiamo fatte in solitaria. Adesso ci siamo contati e abbiamo capito che insieme possiamo far valere le nostre ragioni chiamando in causa chi davvero può cambiare le regole di questo gioco che ci vede sempre perdenti.(…)Chiediamo semplicemente un po’ più di rispetto e la possibilità di giocarcela ad armi pari con chi ci ha preceduto”, sono queste le parole con le quali i promotori presentano l’iniziativa nata su Facebook. “Lo stage, l’ingresso nel mondo del lavoro, diventa qualcosa di elitario, da ricchi. Solo chi ha possibilità economiche può ambire a certi posti, gli altri sono tagliati fuori. È questo ancora più discriminatorio nel caso degli enti pubblici, che sono pagati dalle nostre tasse. Eppure solo i privilegiati possono permettersi il prestigioso stage negli studi di New York della Rai (azienda pubblica italiana) , o il formativo bando MAE in varie sedi nel mondo”, aggiungono. “Se supereremo i 100.000 fan della pagina fb, se riuniremo migliaia di firme, allora avremo i numeri per cambiare le cose”, rivendicano.

Per aderire e partecipare al gruppo basta cliccare qui.

Data: 14 dicembre 2010

“Meglio infermiere che avvocato”

di Maria Teresa Melodia

meloniBuon Lavoro! Questo il titolo della guida voluta dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, per i giovani che muovono i primi passi nel mondo del lavoro. Uno strumento di orientamento che “spieghi quali lavori hanno mercato e quali sono i compensi da attendersi per ogni mestiere che si intenda fare” per porre rimedio al “corto circuito che separa in maniera drammatica il mondo della scuola da quello dell’università e del lavoro e che produce effetti deleteri”, ha dichiarato il Ministro. Un vademecum per conoscere le varie forme di contratto previste: dai tirocini all’apprendistato, dal lavoro in cooperativa alla libera professione, inclusi i diritti e i doveri dei giovani lavoratori e i dati occupazionali sulle varie professioni. In occasione della presentazione della pubblicazione, la Meloni, commentando in una nota i dati del Primo Rapporto sul Mercato italiano dell’Orientamento, esposto a Roma dal Gruppo di rappresentanza Servizi per l’Orientamento di Assoknowledge, ha osservato che “se i ragazzi fossero meglio preparati e orientati all’accesso alle facoltà universitarie, saprebbero che oggi, a un anno dal conseguimento della laurea di secondo livello, il tasso di disoccupazione è del 33,3% per gli avvocati e chi lavora ha uno stipendio medio netto di 958 euro, contro un tasso di disoccupazione pari a zero per infermieri e ostetriche, che già nel primo anno di lavoro vantano uno stipendio medio netto di 1.637 euro”.
Meloni ha ricordato infine “lo stanziamento, fino al 2012, di 4,5 milioni di euro da parte del ministro Sacconi, per ristrutturare il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e contrastare il divario tra formazione e lavoro”.
La guida Buon Lavoro si trova sul sito www.ipotesidilavoro.it, sia in versione sfogliabile che scaricabile.

Data: 13 dicembre 2010

TesiCamp, un’occasione per i nativi digitali

di Maria Teresa Melodia

148282_10150096163920159_121320850158_7239985_7345504_nChe fine fanno le tesi di laurea dopo che vengono discusse davanti a commissioni di professori, spesso assonnate? Molte volte, purtroppo, finiscono negli archivi universitari o in librerie polverose, dove spunti e lavori interessanti vengono dimenticati. Da questa osservazione è nata su iniziativa di tre docenti (Ivan Montis – Università Cattolica di Milano, Alberto D’Ottavi e Luca Galli- NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano)TesiCamp, ovvero una giornata in cui i giovani neolaureati e laureandi discutono una tesi sull’innovazione digitale di fronte ad aziende in cerca di nuove idee. Dopo la prima edizione nel 2009, venerdì 3 dicembre presso Palazzo Turati di Milano si è svolta la seconda edizione, dove studenti e tesisti (età media: 24 anni) hanno esposto le loro tesi per un massimo di 15 minuti ciascuno, secondo la formula del bar-camp. Gli argomenti hanno spaziato da prodotti/servizi innovativi per il territorio, all’editoria on-line, al free business, ai contesti ludici. Un’occasione per dare visibilità ai giovani in gamba in cerca di un’opportunità lavorativa e un’occasione per le aziende in cerca di talenti. E infatti su una bacheca ad hoc alcuni manager hanno lasciato i loro contatti e postato la figura che stanno cercando in azienda.
Performedia, agenzia media on-line di Milano, premierà la migliore tesi sviluppata sui temi della pubblicità on-line con uno stage retribuito con 500 euro/mese per sei mesi presso la loro agenzia.
Si è parlato anche di “eticità” degli stage, che spesso nel campo della comunicazione, del marketing, dei new media sono usati dalle aziende come un modo low cost per avere un costante ricambio di forza lavoro, ma anche di come l’innovazione digitale possa essere un vantaggio competitivo per i ragazzi che ormai sguazzano nelle acque del web. In conclusione, prima regola per i ventenni: continuare ad investire su loro stessi in termini di formazione, specialmente nel campo dell’innovazione digitale dove stanno nascendo nuove figure professionali. Seconda regola: imparare a non farsi fregare da offerte di lavoro che si rivelano specchietti per le allodole. E, a detta dei ragazzi, ce ne sono tante.

Data: 6 dicembre 2010

I precari si mettono in mostra

di Maria Teresa Melodia

L'ideatrice del progetto - ChiaraRitratti di Precari è il nome di un progetto fotografico di Chiara Schiaratura, laureata ventinovenne, di Pesaro, fotografa freelance ed educatrice in lotta con stage e contratti atipici. Ritratti di precari è anche una mostra che il 10 Dicembre, alle ore 17, verrà inaugurata allo scalone Vanvitelliano di Pesaro, dove rimarrà aperta fino al 24 dicembre, dal martedì alla domenica, dalle 18 alle 20. L’esposizione è l’evoluzione del lavoro che Chiara ha iniziato su questo sito web con una photogallery di ritratti di laureati, giovani e meno giovani, in balia del mercato del lavoro. La caratteristica delle foto è un timbro con una data di scadenza stampata sul corpo nudo del soggetto ritratto, proprio a significare l’incertezza del futuro, a causa di condizioni contrattuali instabili.
Chi è grafico, chi archeologo, chi insegnante, chi educatrice, chi ricercatrice, chi psicologa. Minimo comune denominatore: l’esser precario.

“Essere precari non è solo una condizione lavorativa, ma un modo di vivere. Essere precari significa non poter fare progetti, non poter stare tranquilli, non avere diritti…o per lo meno, rinunciarvi, per mantenere il proprio impiego. Non potersi comprare una casa, una macchina, essere alla continua ricerca del lavoro “dopo”. Non avere pensione. Studiare anni e anni e scoprire che quelle lauree non servono a nulla o poco più. Essere disillusi. Rassegnati. Chiudersi. Perdere piano piano la nostra dignità. La nostra Individualità”. E’ questo il testo con cui l’ideatrice del progetto presenta la mostra, sottolineando: “Non parlarne, non cambierà le cose. Alzando la testa e raccontandoci, forse, sì!”

Data: 3 dicembre 2010

Neolaureati & disoccupati

unpaid_internships_jobs-279x300A spasso un giovane su quattro. Lo dice l’Istat: a luglio, fra gli italiani fra i 15 e i 24 anni, era senza lavoro il 26,8%. Esulta il ministro del Welfare, Sacconi, che ricorda come la percentuale sia migliorata dello 0,6% e che i dati europei siano ben più preoccupanti.

Per le migliaia di giovani che il prossimo anno conseguiranno l’agognata laurea, uno scenario preoccupante, anche perché si innesta in un trend – del tutto antecedente alla crisi – in cui le prospettive lavorative si dibattevano già intorno alle varie forme di lavoro precario.

Gli stessi giovani che, quando aprono il giornale, leggono di un accanito dibattito politico spesso incentrato sul nulla di turno: alcove passate-presenti e future, quartierini monegaschi, crisi di coscienza editoriali. Finché dura…

Data: 31 agosto 2010

Addio posto fisso

di Maria Teresa Melodia

HardStudentLifeCertamente per i giovani precari non è una novità. Un’indagine di Gidp, l’associazione dei responsabili delle risorse umane, pubblicata da Repubblica, lo dice chiaramente: il posto fisso è sempre più una chimera, soprattutto per i neolaureati.

Il contratto a tempo indeterminato è stato soppiantato dalle varie forme di flessibilità e la crisi economica ha fatto il resto…Nel 2010 solo il 6% dei neolaureati assunti dalle aziende ha firmato un contratto a tempo indeterminato, mentre nel 2004 la percentuale era del 20%.

Lo stage è diventato la prima modalità di inserimento. Nell’ultimo anno è stato offerto un contratto a tempo determinato al 30% di coloro che hanno superato brillantemente il tirocinio, mentre solo il 17% ha firmato il tanto atteso contratto a tempo indeterminato al termine dello stage. Per chi viene assunto, la prima paga oscilla tra i 22 mila e i 26 mila euro. La migliore retribuzione si registra nel chimico e farmaceutico.

Ciò che emerge dall’indagine di Gidp è anche la rapidità delle ricerche di lavoro: le aziende impiegano sempre meno tempo a trovare le figure professionali che cercano, fino a sfiorare i 15 giorni. In pratica, in un mercato affollato di persone che cercano lavoro, è sempre più importante farsi trovare e farsi scegliere in tempi rapidi.

Le lauree preferite dalle aziende sono quelle in ingegneria ed economia. Seguono, a distanza, informatica e giurisprudenza, mentre tra i requisiti che fanno la differenza si piazzano la conoscenza delle lingue straniere, la disponibilità alla mobilità territoriale,la motivazione, la rapidità con cui si consegue la laurea, le esperienze all’estero e/o un eventuale Master.

L’area aziendale più dinamica, dove si registra il maggior numero di nuove assunzioni è quella dell’amministrazione, finanza e controllo, segnalata dal 15% dei datori di lavoro che hanno partecipato all’indagine del Gidp. Seguono il commerciale, la progettazione e il marketing.

Infine dallo scenario delineato dalla ricerca emerge poco accompagnamento nel percorso di inserimento per le nuove figure assunte. Se è vero che quasi il 30 per cento lo prevede in azienda da almeno un anno, è altrettanto vero che il 35 per cento non ha alcun percorso di inserimento e che un altro 13 per cento lo ha introdotto da appena un anno. Il che si traduce in una riduzione dell’attenzione alla formazione del personale in virtù dell’attenzione ai costi.

Data: 3 agosto 2010

Dopo la stage? A spasso!

di Maria Teresa Melodia

unpaid_internships_jobs-279x300Appena uno stage su 5 fa guadagnare il posto di lavoro. E solo nel 2,3% dei casi a tempo indeterminato. Sono questi i dati di un’indagine condotta dall’Isfol, in collaborazione con Repubblica degli stagisti, su un campione casuale di quasi 3mila stagisti. Tirando le somme: il 52,5% degli stage effettuati da coloro che hanno risposto al sondaggio si sono conclusi con una stretta di mano e nel 17,4% dei casi con una proposta di proroga. La possibilità di un contratto di lavoro sale al 24,3% quando lo stage é stato effettuato dopo la laurea specialistica e al 28,4% se costituisce il completamento di un percorso di qualifica professionale.

Come riporta il Sole24Ore ogni anno in Italia vengono attivati circa 400mila stage, e l’identitkit dello stagista è, prevalentemente, donna (69%), tra i 25 e i 30 anni (68%), con laurea specialistica alle spalle (44,6 per cento).

“Andrebbero regolamentati meglio gli aspetti relativi alla durata degli stage – per Domenico Sugamiele, direttore generale dell’Isfol – limitandone la frequente reiterazione, e attestare le competenze acquisite da poter inserire nel libretto formativo di ciascun ragazzo”. Come se non si sapesse che ci sono aziende che usano la pratica degli stage come porta scorrevole per avere sempre a disposizione nuove risorse, a basso costo. Insomma, non solo un esercito immobile, come dichiarato qui dagli economisti de La Voce, ma pure invisibile!

E come ha scritto recentemente il settimanale Newsweek, i tirocini si rivelano essere un “lusso” per ricchi: spesso non retribuiti, molti giovani vi si sottopongono volontariamente per migliorare le proprie future chances di impiego una volta usciti dalle università. La pratica del tirocinio non retribuito è in aumento esponenziale negli USA, dove è passata dal 9% all’80% (tra gli studenti universitari) dal 1992 al 2008 (fonte National Association of Colleges and Employers), ed è ormai considerata un requisito indispensabile per poter concorrere, una volta laureati, a posizioni lavorative vantaggiose. A farne le spese sono i giovani delle famiglie meno abbienti, che vengono automaticamente tagliati fuori qualora lo stage diventi un “lasciapassare” obbligatorio.
Intanto, in Italia, per ora, ci si chiede sempre più spesso, che stage si voglia fare da grandi…

Data: 9 giugno 2010

Sei stato candidato

di Maria Teresa Melodia

AnonymousBecauseAlzi la mano chi, almeno una volta, non si è imbattuto in domande folli a un colloquio di lavoro. Finalmente è arrivata l’occasione per condividere i quesiti più strani o le situazioni più insolite affrontate. E dove, se non sul web? Infatti, sul sito www.seistatocandidato.it, creato dal team di InfoJobs, è possibile raccontare la propria storia ai colloqui di lavoro, inserire le domande più strane che si sono ricevute, scrivere i consigli utili per superare brillantemente un colloquio. Basta entrare nel portale e pubblicare il proprio contributo. L’obiettivo del progetto è quello di dare vita alla prima user generated guide del mondo del lavoro, la prima guida scritta dagli utenti. Scadenza per partecipare: 15 aprile 2010.

Finora le testimonianze sono davvero molte ed esilaranti. Ecco qualche esempio:
“Ah quindi lei ha 30 anni e vive ancora con i suoi..allora è una bambocciona vero?”
“Ha paura del buio?”
“Ma lei è così sicura di voler lavorare??è cosi giovane!!(candidata di 26 anni)
“Se fosse un personaggio di fantasia quale sarebbe?”
“Ha in progetto, anche se mi ha detto che è single, di fidanzarsi, sposarsi e avere figli?”

E ora? Tocca a voi. Spazio a gioie e dolori dei candidati web 2.0

Data: 21 marzo 2010

A.A.A. laureato cercasi? Roba vecchia

di Maria Teresa Melodia

CBR003863C’è poco da festeggiare (anche) per i laureati d’oltremanica. Infatti, secondo una ricerca, citata dal quotidiano inglese The Guardian, nel 2010 le assunzioni di neolaureati avranno una secca battuta d’arresto. L’88% delle 502 piccole e medie aziende intervistate ha dichiarato di non essere intenzionato a dare lavoro a giovani che hanno appena lasciato le aule universitarie, a causa della recessione economica. E giusto per rincarare la dose, la quasi totalità delle aziende interpellate ha sottolineato di non aver assunto nessun neolaureato nell’ultimo anno.

A fronte di una crescita vertiginosa della disoccupazione fra i giovani tra 18 e i 24 anni in possesso di laurea, il governo inglese aveva già cercato di porre rimedio, creando un piano, demominato The Graduate Talent Pool, che facesse incontrare domanda e offerta, oltre ad istituire fondi per sostenere 10.000 tirocicini nelle piccole imprese. Azioni che però si sono rivelate poco efficaci dal momento che a detta di circa il 48% delle imprese della suddetta ricerca non ci sono offerte di lavoro per nessun livello, mentre il 39% ha espresso chiaramente l’esigenza di un grado d’esperienza nettamente superiore a quello dei neolaureati. L’unica lieve nota di sollievo si presenterebbe, secondo la metà delle imprese intervistate, nel caso in cui il governo si impegnasse a dare delle sovvenzioni alle aziende che accolgono neolaureati, benchè la maggior parte dei potenziali datori di lavoro converga sul fatto che la selezione del candidato è basata più sulle sue competenze e sul livello d’esperienza, che sul tipo di laurea.
Insomma, dove vai se l’esperienza non ce l’hai?

Data: 8 gennaio 2010

Lo stage? A pagamento

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Se per i giovani neolaureati italiani c’è l’incubo degli stage sempre meno retribuiti o rimborsati, fino ai mitici buoni pasto, negli States l’internship, come si chiama il periodo formativo all’interno delle aziende, non solo è gratuito ma c’è da pagare un’agenzia che lo procuri.

Come ha scritto il New York Times nei giorni scorsi, le principali società del settore, come la University of dreams (un nome, un programma), o la Internship.com offrono stage in primarie società, della durata di circa un mese, spesso in Europa, a 8mila dollari (5.588 euro). La cifra è comprensiva di alloggio, vitto (in parte) e altri servizi.

Internship.com – 45 addetti in 13 città che collocano 1.600 studenti all’anno -  ad esempio, propone  otto settimane a New York City, con sistemazione, “cinque pasti alla settimana” ma anche “ seminari e tour nella Grande Mela”. In vetrina ci sono anche un mese a Londra per 9.450 dollari o il Costa Rica a meno di 6mila.

Con la University of Dreams si può anche volare a Barcellona e scegliere se fare 40 giorni circa  alla Edelman (comunicazione), alla BOPAA Arquitectura (architettura) o, ancora, alla catena di alberghi Eurostars Grand Marina, per “soli” 7.999 dollari.

Attenzione però a scegliere bene il corso o a chiarirvi le idee in partenza: l’Ateneo dei sogni chiede 35 dollari semplicemente per esaminare la vostra domanda. Molti meno dello Washington Center, una non profit che esige 60 dollari per application ma potrà offrirvi un internship di 10 settimane ad Amnesty International o all’Ambasciata del Canada per  5.195 che salgono a 8.653 se si desidera anche l’alloggio, come fa il 90 per cento degli studenti.

Secondo il New York Times, le internship a pagamento stanno conoscendo un piccolo boom grazie alla crisi: molte famiglie le considerano un investimento complementare rispetto a quello degli studi. La speranza, per molti, è di rafforzare il curriculum, ottenere contatti e mettersi in mostra, per un’ulteriore opportunità l’anno successivo, se non per un colloquio di lavoro.

Le aziende ospitanti, che non pagano un cent alle agenzie, sono ovviamente molto collaborative. Come ha spiegato al quotidiano Sarah Cirkiel, ceo della  Pitch Control Public Relations, che in quattro anni ha concluso 20 internship con la University of dreams: “Rendono il processo di ricerca e selezione molto più semplice”, ha detto.

Negli career service degli atenei, c’è chi storce il naso: se è vero che le agenzie riescono a collocare anche gli studenti delle università meno blasonate, colmando un gap storico, si scava un altro solco fra chi può permettersi un simile esborso e chi no.

Curiosità: a firmare l’articole era Gerry Shih, uno stagiaire. “Pagato” ha specificato, accanto alla firma, il quotidiano newyorchese.

Infine una domanda: quanto impiegherà questo mini-trend a fare capolino anche in Italia?

Data: 1 settembre 2009

Pubblicato il bando MAE-CRUI per il tirocinio all’estero

È stato pubblicato il nuovo bando del Ministero degli Affari Esteri e della Fondazione CRUI per il tirocinio all’estero.

684 universitari potranno svolgere un periodo di stage di tre mesi (prorogabili fino a quattro, con inizio previsto per il 19 gennaio) presso le sedi ministeriali nazionali ed estere (200 presso le ambasciate, 160 nei consolati, 129 negli istituti di cultura, due nelle rappresentanze diplomatiche, 51 nelle rappresentanze permanenti presso le organizzazioni internazionali e 142 negli uffici di Roma). 293 sedi sono in Europa (Roma inclusa), 47 in Centro e Sud America, 29 in Asia, 47 in Nord America, 39 in Africa, 13 in Medio Oriente e 7 in Oceania. Il bando, che resterà online fino all’8 ottobre, è riservato ai laureati di primo livello e ai laureati e laureandi di specialistica e di vecchio ordinamento delle 67 Università che aderiscono.

Data: 24 settembre 2008
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