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Il Blog

Lo slogan? Agli studenti

di gcavallaro

lettere Parola agli studenti. Non è un assemblea d’ateneo, ma una campagna di comunicazione. Succede all’università di Macerata dove, la campagna pubblicitaria è firmata in tutto e per tutto dalla creatività di chi l’ateneo lo vive tutti i giorni. E può raccontarlo senza filtri.
I giovani selezionati hanno ideato immagini e slogan: “Collega la mente“, “Connetti le idee“, “Accendi il pensiero” dove il tramite sono “innovazione, forma mentis, messaggio, motivazione“, perché l’umanesimo innova tanto quanto la tecnologia.
Umanesimo che innova” è stato proprio il brief di partenza intorno al quale è stata impostata l’intera campagna pubblicitaria. Ed in concomitanza con la campagna pubblicitaria estiva, l’ateneo approda,come ormai tutti i “concorrenti” del resto, sui social network. Per comunicare e informare, ma anche per ricevere feedback, commenti e proposte, l’UniMc sarà presente sui più popolari strumenti sociali della Rete, aprendo propri canali ufficiali su Facebook, Twitter e YouTube.

Data: 15 luglio 2011

Social matricole

di gcavallaro

libri Dedicato alle future matricole, che bazzicano su Facebook e non sanno che il social network può essere anche fonte di informazioni pratiche per la sopravvivenza, specie iniziale, nelle aule d’ateneo. L’idea nasce dal portale Liveunict.com che raccoglie sul web tutte le curiosità e le notizie che gravitano intorno all’universo dell’ateneo siciliano. Ebbene sul social network più popolato del web,ecco che arriva la pagina “Numero chiuso e Test d’Ammissione”. Creata con l’intento di fornire le dritte necessarie sui test di ammissione e sul numero programmato . Quindi si potranno trovare informazioni su ciò che riguarda l’accesso ai corsi a numero programmato per quanto riguarda l’anno accademico 2011/12. Sulla bacheca gli utenti potranno “intrufolarsi” in web discussioni circa le prove di ammissione, gli esiti delle stesse e di tutto quello che riguarda il test di ammissione. Il tutto gestito da studenti universitari, che già hanno maturato esperienza nel settore, per le giovani leve piene di dubbi da risolvere. Un’iniziativa lodevole che dovrebbe impedire di arrivare impreparati. Non solo agli esami.

Data: 29 giugno 2011

Google is better

di gcavallaro

Google Gli studenti italiani scelgono Google. E’ questo, in sintesi, il risultato finale della ricerca che anche quest’anno ha condotto Universum Group (http://www.universumglobal.com), gruppo mondiale leader nel campo dell’employer branding.
Sul target degli studenti universitari nelle facoltà di Economia, Ingegneria e Scienze Umanistiche e Giuridiche di più di 26 tra i principali atenei nostrani, l’indagine “Universum Student Survey” produce come risultato la graduatoria delle aziende preferite dalla popolazione studentesca.
Ebbene, l’indagine 2011 dice, tra l’altro per la prima volta dal 2008, che Ferrari non è più l’azienda ideale per gli universitari di ingegneria, IT e scienze naturali. A prendere il suo posto è Google, internet company ed azienda della conoscenza. Nella classifica degli studenti di Economia, UniCredit rimane saldamente al comando , come nel 2010. Seguono al secondo e terzo posto Intesa San Paolo e Google, anche per questo segmento in forte crescita.
“Il fatto che Google abbia battuto per la prima volta la Ferrari da sempre nei desideri degli studenti universitari italiani rappresenta un cambiamento non di poco conto. Le aziende della produzione industriale iniziano a perdere appealing come datori di lavoro” svela Davide Scialpi, senior employer branding advisor per l’Italia. “Quello che si nota, inoltre è che le aziende più attrattive e che stanno scalando i ranking sono quelle presenti nei luoghi dove i giovani studenti vivono gran parte del loro tempo, ovvero nei social network.

Data: 29 aprile 2011

Arriva Cliclavoro, il portale social

di Maria Teresa Melodia

1518Duecento milioni di euro per diffondere l’utilizzo del contratto di apprendistato, orientare e accompagnare in percorsi di inserimento lavorativo gli studenti delle scuole superiori e dell’università, e per istituire nelle scuole una giornata della ‘cultura previdenziale’, con l’obiettivo di informare i giovani ed educarli alla costruzione della pensione. Queste alcune delle azioni individuate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, attraverso l’Unità operativa per l’occupazione giovanile composta dalle direzioni competenti, da Isfol, Italia Lavoro e Inps.
Un supporto nella ricerca del lavoro è offerto dalla piattaforma ‘clic lavoro’ (www.cliclavoro.gov.it) che raccoglie opportunità di lavoro e curricula con lo scopo di far incontrare domanda e offerta in Italia e in Europa. Attivo anche il profilo Twitter, la pagina Facebook e il gruppo su Linkedin.

Data: 27 dicembre 2010

La proposta di Gasparri? Anticostituzionale!

di cgalleani

gasparriSdegno e rabbia tra i ragazzi per la proposta di Gasparri di sottoporre ad arresto preventivo chi scende in strada per manifestare contro la riforma Gelmini. I ragazzi rispondono dai principali social network: «vogliono toglierci la libertà di manifestare…pian piano ci vogliono ammutolire ma noi non staremo mai zitti» (Rete Universitaria Attiva – Ferrara). Da Bari gli studenti dell’Udu ricordano che «tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».  Da più parti la soluzione prospettata da Gasparri è bollata come anticostituzionale, e da Taranto c’è chi commenta, alzando un po’ i toni, che le parole del capogruppo del Pdl al Senato esemplificano bene «lo Stato di polizia che vuole imporre il Governo».

Data: 20 dicembre 2010

Università: il giro del mondo delle proteste

di Claudia Cervini

UPR_4Le proteste universitarie fanno il giro del mondo: dai Balcani ai Caraibi. Dopo lo sciopero della fame degli studenti serbi che, accampati con tende e picchetti davanti al Palazzo del Governo, hanno ottenuto 500mila euro di fondi pubblici per lo storico ateneo di Belgrado (78mila studenti iscritti), è la volta di Porto Rico.

Gli studenti dell’isola caraibica hanno intensificato le proteste contro il taglio dei sussidi (borse di studio per merito e borse per reddito agli umanisti e agli sportivi) che proseguono da oltre un mese tra manifestazioni dimostrative e occupazioni. Ieri la polizia è entrata nel campus della Universidad de Puerto Rico (UPR) per arrestare l’occupazione e far uscire gli studenti dal campus. Erano vent’anni che le forze dell’ordine non facevano irruzione nell’università, per l’esattezza dal lontano 1981. Gli studenti intanto davanti all’ateneo, non potranno rientrare fino all’uscita della polizia.
Gli universitari portoricani sono attivissimi sui principali social network, dove hanno aperto pagine Facebook e Twitter per denunciare la loro condizione e continuano a far sentire la loro voce antigovernativa nel web aprendo blog e forum di discussione.

Data: 9 dicembre 2010

Unical: volantini e tam-tam in rete

di Claudia Cervini

unical protestaE all’Unical ad essere occupato è niente meno che il luogo più solenne dell’ateneo:  l’aula magna. Notizia di qualche minuto fa come si evince dal tam-tam che gli studenti più “agguerriti” stanno organizzando su tutti i principali social network e in particolare sulla loro pagina Facebook Ateneo controverso. L’obiettivo? Pianificare l’assemblea delle 15.30 e attirare nuovio adepti. Gli studenti calabresi sono tra i più organizzati: il loro è un vero e proprio piano di comunicazione che prevede anche un sistematico volantinaggio non solo attorno al campus di Arcavacata ma per tutta la città di Rende e persino a Cosenza. Ma gli studenti non sono soli. I docenti della facoltà di Scienze politiche si dichiarano pronti a dimettersi.

Data: 26 novembre 2010

I social network: una cosa serissima

di Maria Teresa Melodia

Occhio alla vostra reputazione digitale! Tradotto: prima di postare qualcosa online direttamente associabile al vostro nome, pensateci. Che sia un blog, twitter, la vostra pagina Facebook con relative foto, l’azienda alla quale avete mandato il curriculum potrebbe consultarlo e fare un primo screening sulla base delle informazioni disponibili su di voi.

Ne ha scritto, tra il serio e il faceto, Valerio Mariani su La Stampa.it, in un articolo nel quale il giornalista racconta di aver ricevuto dei comunicati sull’argomento: “Reputazione online e ricerca del lavoro: molte le aziende che consultano i Social Network per le referenze dei candidati” sunto di una ricerca congiunta Adecco, 123People e Digital Reputation. E un altro: “Social network e business: l’Italia è in ritardo” , altro sunto di una ricerca commissionata da Regus.

Da Linkedin, come conferma il giornalista de La Stampa, sempre più spesso le agenzie di ricerca lavoro contattano i potenziali candidati, nonostante spesso dimostrino poca conoscenza del mezzo, soprattutto per ricercare profili nuovi richiesti dalle aziende clienti di cui spesso neanche loro sanno tracciare le linee guida.

Secondo la ricerca Adecco, citata dal quotidiano torinese, il 36% dei responsabili delle Human Resources dice di ricorrere all’online per approfondimenti e verifiche su referenze e contatti professionali, ma anche per scoprire informazioni private sul candidato. E benchè, secondo la ricerca di Regus, solo il 22% delle aziende italiane ha stanziato un budget per specifiche attività di marketing sui social network (contro la media del 27% nel mondo), se anche voi come Mariani vi chiedete cosa siano i social network per un’azienda, nel dubbio, tra un giochetto per recruiter curiosi o uno strumento potente di self-marketing, magari da oggi, controllate che il vostro profilo su Facebook non sia totalmente aperto, ed evitate foto in qualche modo compromettenti… gli head hunter potrebbero sguazzarci.

Sul tema qui potete vedere Overexposed, il video vincitore del 2010 Trend Micro Internet Safety Video Competition, che, ironizzando su un verosimile colloquio di lavoro tra un giovane candidato “sprovveduto” e un selezionatore “spione” si conclude con un monito: Next time you’ll apply for a job, remember: don’t overexpose yourself online! La prossima volta che ti candidi per un lavoro, ricorda, evita di sovraesporti online.

Insomma, una buona reputazione online è sempre più importante in un mondo sempre più connesso. Candidato avvisato, mezzo salvato!

Data: 19 luglio 2010

Passaparola! Fatti il tuo network su Linkedin

di Maria Teresa Melodia

linkedin1Quanto contano le conoscenze nel mondo del lavoro? Senza ombra di dubbio molto. E non parliamo di spintarelle, ma di contatti lavorativi che possono essere utili alla carriera lavorativa in virtù del curriculum, delle esperienze e delle competenze accumulate.

E allora perchè non sfruttare i social network in modo strategico? Uno su tutti? LinkedIn, il social network professionale che da poco più di un mese parla italiano. Come dichiara il Corriere.it le presenze su Linkedin si attestano intorno a un milione solo in Italia, e a quasi 70 milioni di utenti sparsi in 200 nazioni, di cui più di 14 milioni in Europa. U.S.A., India e U.K sono quelle col maggior numero di membri.
Tre curiosità su LinkedIn in Italia: le 5 città più connesse sono Milano, Roma, Bologna, Torino, Venezia, mentre le 5 aziende che in Italia hanno il maggior numero di utenti connessi sono Accenture, Telecom Italia, Studio Tike, Unicredit, Ibm e l’università italiana più connessa è La Sapienza di Roma.

Chi c’è su LinkedIn? Oltre 12 milioni di professionisti di piccole imprese, e soprattutto più di 1 miliardo di cacciatori di teste . Tra i 500,000 profili professionali registrati su LinkedIn, i più rappresentati sono i dipendenti delle grandi aziende, mentre ancora pochi, soprattutto in Italia, sono i liberi professionisti. Gli uomini (61%) superano di gran lunga le donne e il 51% degli utenti ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. I settori più rappresentati risultano essere l’hi-tech (16%), la finanza (12%) e la manifattura (10%), mentre i lavori più citati sono quelli relativi all’ingegneria (15%), alle vendite (11%), all’amministrazione (9%).

L’errore da non commettere? Secondo l’esperto Chris Brogan quello di usare una rete professionale come Linkedin al pari di Facebook o Twitter, aggiornando il proprio stato di continuo e comunicando a persone interessate solo al fronte professionale anche informazioni troppo personali. Invece è bene rendere disponibili online le proprie presentazioni e le ricerche frutto del proprio lavoro; altrettanto consigliato è il rispondere alle domande collegate al proprio lavoro, e partecipare alle discussioni nei gruppi; e poi, oltre a dedicare al network un po’ del proprio tempo costantemente, provare a coinvolgere i propri contatti interessanti che ancora in LinkedIn un profilo non lo hanno.

Cosa state aspettando?

Data: 27 maggio 2010

Il lavoro è social

di Maria Teresa Melodia

social-networkPer la serie: gli amici fanno curriculum! Anche i social network aiutano a trovare lavoro, se hai 150 amici su Facebook,100 contatti su LinkedIn e 50 follower su Twitter: sono questi i prerequisiti per essere assunto come Social Media Specialist da www.casa.it, il portale immobiliare con oltre 600.000 annunci e 2.300.000 utenti unici al mese. Meglio ancora se sei anche il gestore di almeno una fan page su FB o sei autore di un blog.

Il progetto di recruitment innovativo lanciato da Casa.it si chiama youwork ed è realizzato in partnership con Monster e UannaBe. Attraverso un minisito dedicato, puoi candidarti postando un cv e una video-risposta con cui puoi metterti in gioco e descriverti per dimostrare di essere il Social Media Specialist ideale. Una volta assunto con un contratto di un anno dovrai occuparti di sviluppare le dinamiche web 2.0 e di curare la presenza di Casa.it sui social network e sui blog, creando contenuti ad hoc e gestendo il dialogo costante con utenti, blogger e web influencer.

Sempre in tema di lavoro e social network, Ericsson invece ha aperto dei veri e propri canali, come quello su Twitter (http://twitter.com/EricssonCareers) in cui cerca di scovare nuovi talenti. “Utilizziamo il mondo sociale 2.0 per creare, allargare e sviluppare la nostra rete – spiegano dall’azienda di telecomunicazioni – ma anche per attrarre nuovi cervelli con modalità attuali e innovative”.

In bocca al lupo con il recruitment 2.0.

Data: 17 maggio 2010

I gruppi della protesta su facebook

“Beata ignoranza”Negli anni dei social network, che costituiscono senza dubbio uno dei fenomeni più rilevanti in Rete, la protesta degli studenti universitari, come è già stato evidenziato su questo blog in un precedente post, passa naturalmente anche attraverso questi nuovi strumenti che permettono ai ragazzi di comunicare in tempo reale e che offrono loro sempre maggiori possibilità di aggregazione e organizzazione.

Basta entrare su facebook, il social network di maggior successo che conta ormai qualche milione di utenti in Italia, per rendersi conto della grande quantità di gruppi che i ragazzi stessi hanno creato per discutere della legge 133 e della riforma universitaria. All’interno di questi gli studenti hanno la possibilità di lasciare messaggi pubblici in una bacheca e di inserire interviste, foto e video delle manifestazioni.

(leggi il resto del post…)

Data: 24 novembre 2008

In uno studio della Bicocca gli studenti e il digitale

L’osservatorio nuMedia BiOs dell’Università degli Studi di Milano Bicocca ha analizzato in una ricerca quali-quantitativa la “dieta mediale” di un campione di studenti universitari evidenziando che i consumi culturali si sono spostati sul web e verso il digitale con il cellulare, gli instant messenger, Internet, i social network, i siti di video e i blog al posto di televisione, radio e le biblioteche.

Sono emersi tre profili: inter@attivati (30,1%), neo-analogici (22,4%) e digital mass (47,5%). I primi sono “creativi tecnologici” attivi in Rete e che contribuiscono attivamente alla creazione di contenuti all’interno del web, i secondi hanno consumo mediale e tecnologico e interazione poco elevata e i terzi, pur avendo un profilo di consumo molto elevato, presentano ancora una certa diffidenza nella creazione o nelle partecipazione attiva all’interno della rete e si mostrano più passivi degli inter@ttivati.

Data: 17 novembre 2008
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