“Aiutini Cepu”, il mini-endorsement del Corriere

“Gli aiutini a Mister Cepu e alle casse dei partiti” titola oggi il Corriere della Sera. Si tratta di un commento del velenoso Sergio Rizzo, fustigatore stabile, insieme a Gian Antonio Stella, del malcostume politico italiano e spesso anche di quello accademico.
Rizzo cita la denuncia del deputato Pd, Walter Tocci, nel bel mezzo delle votazioni alla Camera sulla Riforma Gelmini. Tocci, con altri colleghi, aveva presentato un emendamento teso ad escludere le telematiche da un fondo ministeriale sul merito a favore degli atenei “non statali”, paventando che quei fondi potessero finire “all’università del Cepu”. Il rischio, secondo Tocci, derivava appunto dalla bozza di Decreto programmazione 2010-2012, licenziato dalla Gelmini e di cui CampusPRO e ItaliaOggi hanno per primi parlato.
Come si sa, il decreto prevede che le università a distanza possano trasformarsi in atenei tradizionali anche se eCampus ha smentito decisamente di essere interessato alla possibilità.
In aula, visto che anche i finiani parevano poter votare con l’opposizione, con Luca Barbareschi a guidare i duri, il Governo aveva accantonato del tutto l’articolo in questione.
Oggi il Corrierone, che da qualche tempo sembrava poco sensibile alle vicende delle telematiche in generale e di eCampus in particolare – malgrado le sue pagine, fra agosto e ottobre, si siano riempite di pubblicità dell’ateneo di Novedrate per quella che chiamammo campagna monstre – arriva sulla questione.
Buon ultimo, anche perché ieri dell’emendamento di Tocci (e di un subemendamento, approvato anche da Fli, che ritrasferisce il potere al ministro), si era occupata ItaliaOggi.
In ogni caso, un piccolo, timido, endorsement: che il duo Rizzo-Stella sia al lavoro?
L’Espresso in edicola da venerdì scorso fa un affondo sull’università privata, mescolando atenei convenzionali e a distanza, la San Pio V e la Giustino Fortunato, per spiegare come, sostanzialmente, drenino risorse pubbliche e in grande quantità.
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