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Proteste: the day after

di Claudia Cervini

NASTASINon è ancora tempo di bilanci, il ddl è ancora al Senato, dove sta avvenendo l’attesissima e altrettanto contestata votazione.

Le associazioni studentesche però iniziano a fare riflessioni sul movimento studentesco e, in particolare, sulla giornata di ieri, che ha visto secondo Federico Nastasi, coordinatore nazionale della Run, importanti traguardi: “Ieri è stata una giornata importante almeno per due motivi: innanzitutto ha vinto il carattere pacifico delle manifestazioni. In tutta Italia cortei democratici, senza nessun episodio di rilievo. Solo A Palermo”, continua Nastasi, “si è verificato uno scontro con le forze dell’ordine davanti al Palazzo della presidenza della Regione, provocato da una sessantina di esagitati fuoriusciti dal corteo. Il tutto”, spiega il coordinatore, “si è concluso in una quindicina di minuti. Quindi è stata una vittoria degli studenti. Il secondo grande traguardo“, racconta Federico, “è stato l’incontro con il presidente della Repubblica. Non era assolutamente scontato che Giorgio Napolitano ricevesse una delegazione di studenti e ricercatori. Per noi è stato un grande momento: un’apertura del presidente verso il nostro disagio, le nostre richieste e la necessità di essere ascoltati“. Nastasi continua affermando che gli studenti non si aspettavano nulla di più: “Conosciamo le regole e non siamo visionari. Sappiamo benissimo che il presidente può rifiutarsi di firmare una riforma soltanto in caso di incostituzionalità, non era questo il nostro obiettivo”.

Nastasi conclude affermando che le manifestazioni di dissenso non si fermeranno di certo con l’approvazione della riforma. A gennaio riprenderanno iniziative di pacifica protesta. Intanto sono in corso nella giornata di oggi manifestazioni a Milano.

Data: 23 dicembre 2010

Senato: continua la discussione

di cgalleani

senatoRipresa stamattina, alle nove e mezza, la discussione del ddl Gelmini al Senato. Temporaneamente sospesa per una riunione dei capigruppo, la seduta è da poco ricominciata. Prima della sospensione i senatori stavano discutendo l’articolo 10 del ddl. Fuori da Palazzo Madama, intanto, gli studenti si stanno muovendo in corteo (che dovrebbe tagliare fuori la “zona rossa”), per dimostrare la loro volontà di muoversi “in direzione ostinata e contraria” alla linea del Governo sull’università.

Data: 22 dicembre 2010

Riforma, si accelera

di Claudia Cervini

SenatoPer timori di scontri in piazza, in parlamento si accelera sulla riforma nel tentativo di licenziarla in giornata.  Già ieri al Senato si era verificata un’accelerazione, nella speranza di anticipare la votazione; tentativo arrestatosi per la mancanza del numero legale. La discussione sulla riforma è ormai una corsa all’approvazione dettata da “misure eccezionali di polizia“.

Mentre in aula si tenta di spiazzare la protesta bruciandola sui tempi, fuori dall’aula il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri invita i genitori a “tenere a casa i figli perché le manifestazioni sono abitate da violenti e  potenziali assassini”.

La risposta dei manifestanti non si fa attendere e l’Udu, i collettivi, la Rete 29 Aprile, l’Adu, l’Andu e Cisl-Università redigono insieme comunicati e rispondono così: “Si vuole criminalizzare e reprimere un movimento di protesta che vuole impedire lo smantellamento dell’università pubblica”, e continuano: “vige una lettura semplicistica e tradizionale del movimento degli studenti; e anche coloro che concedono al movimento di avere alcune buone ragioni, non riconoscono quella della critica al ddl che sarebbe un mero pretesto per manifestare disagio”, e concludono: “Certamente c’è anche altro nel movimento studenti, ma principale è il disagio per un’università ridotta in macerie”.

Data: 21 dicembre 2010

Studenti “in lutto” per la riforma Gelmini

di cgalleani

torinoIn Senato va avanti la discussione del ddl Gelmini. Intanto, gli universitari si stanno organizzando per continuare a esprimere il loro dissenso. A Torino è ripartita l’occupazione di Palazzo Campana, sede della facoltà di Matematica, che proseguirà anche domani. A Bari, nel tardo pomeriggio, è prevista una fiaccolata con partenza da piazza Umberto: i giovani, incatenati, percorreranno le strade del centro per dimostrare a Governo e istituzioni che «le idee non si arrestano». Da Facebook invece parte l’iniziativa di alcuni studenti, che invitano i loro colleghi a portare il lutto al braccio mentre a Palazzo Madama si discute «la condanna a morte dell’università pubblica».

Data: 21 dicembre 2010

Ddl Gelmini al Senato: gli studenti si organizzano

di cgalleani

Palazzo-madamaIl ddl di riforma universitaria proposto dal ministro Gelmini torna a Palazzo Madama, dove sarà in discussione da lunedì 20 a mercoledì 22 dicembre, giorno in cui dovrebbe arrivare il voto finale del Senato. Gli studenti, intanto, si stanno organizzando per continuare le proteste. Assemblee già questo pomeriggio in alcune università (tra cui Torino, Siena, Roma, Lecce) per stabilire le mosse dei prossimi giorni. Per domani, martedì 21, è prevista una “giornata di mobilitazione nazionale”, con manifestazioni in diversi atenei italiani. Mercoledì 22, invece, gli studenti si riuniranno in corteo nella capitale. Preoccupazione soprattutto per quest’ultimo appuntamento. L’atmosfera, infatti, si è fatta più tesa a causa soprattutto delle dichiarazioni di Gasparri, che ha parlato di “arresti preventivi” per i manifestanti e che ha invitato i genitori a tenere a casa i propri figli, affermando che nei cortei ci sarebbero “potenziali assassini”.

Data: 20 dicembre 2010

Davanti alla Scala: continuano le proteste

di Claudia Cervini

proteste romaDai tetti alla Scala. Gli studenti, mentre aspettano che il Ddl approdi in Senato, si riorganizzano e continuano a manifeatare. La protesta contro la riforma di scuola e università si allarga fino ai tagli contro la cultura. Gli studenti saranno in piazza durante l’apertura della stagione scaligera insieme ai sindacati e ai lavoratori  per dire no ai tagli al Fus (Fondo unico per lo spettacolo).

“Non è un pretesto per manifestare”, spiega Federico Nastasi, coordinatore nazionale della Run, “le proteste, che sono partite da una riforma dell’università sbagliata,  sono espressione di un disagio della condizione giovanile. Sono un grido d’allarme per un futuro che  non ci è garantito. Inoltre”, aggiunge Domenico Romano dei Giovani democratici di Roma, “gli studenti uniti si battono per scelte che ritengono strategicamente sbagliate. Cultura e università”, continua Romano, “non sono settori per fare cassa, sono settori strategici”.

Data: 6 dicembre 2010

Da Milano le ragioni del no

di Claudia Cervini

nave-affonda-300x199A Milano gli studenti non si arrendono. Non appena arriva la notizia del voto alla Camera, alle ore 20.00 parte un nuovo corteo da Corso Venezia. “In queste giornate le manifestazioni si sono tenute in diversi luoghi della città: da Rogoredo a Duomo, da Cadorna a Porta Venezia”, spiega Michele del Collettivo Città Studi. “I diversi collettivi si sono uniti per assistere alle assemblee, ma poi si sono organizzati per manifestare seguendo itinerari divesi. Non ci fermiamo”, continua Michele, “adesso che il Ddl ha superato l’esame alla Camera. Ieri sera abbiamo fatto partire un nuovo corteo, sono state occupate l’Accademia di Brera, la Facoltà di Lettere in Statale e domani ci sarà una nuova assemblea a Fisica organizzata dal Collettivo, ma aperta a tutti”. Cosa non funziona di questa Riforma? “Una cosa è la Riforma, una la Finanziaria. Ma il punto è che non si può fare una vera riforma senza le risorse. Quindi è una riforma un po’ finta e un po’ sbagliata. I punti che non ci piacciono sono inerenti al Diritto allo studio, che viene ammazzato”, spiega Michele, che riporta il parere di tutto il Collettivo. “Le borse di studio, già rare scompaiono, viene attuato il meccanismo dei prestiti d’onore, il Fondo nazionale per il merito è inesistente, o meglio c’è, ma di che fondi si avvale? E poi”, conclude lo studente, “prima si mette in condizione di studiare chi non ne ha la possibilità e poi si stanziano fondi per i meritevoli”. Oltre a questo che è il punto nevralgico anche per la Run, l’Udu e i Giovani democratici c’è la questione dei ricercatori con cui gli studenti hanno solidarizzato. “Non dovrebbe riguardarci il fatto che questa riforma inreoduce la figura del ricercatore precario? Questo provvedimento non avrà ricadute sulla didattica? Non dobbiamo interessarci del futuro della ricerca in Italia? Per me siamo tutti potenziali ricercatori”.

Data: 1 dicembre 2010

Approvato alla Camera il ddl Gelmini

di cgalleani

cameraIeri sera intorno alle 20 la Camera ha approvato la riforma dell’università voluta dal ministro Gelmini. Ora il disegno di legge torna al Senato per l’ok definitivo, che potrebbe arrivare a metà dicembre. La maggioranza esulta, ma gli studenti promettono di non fermare le proteste. Ieri il Presidente del Consiglio aveva affermato che i manifestanti sarebbero giovani dei centri sociali oppure fuori corso. Questa mattina è comparsa su Facebook la risposta degli studenti di Rete Attiva: “Io non sono comunista, io non provengo da nessun centro sociale, io non sono fuori corso nella mia carriera universitaria, ma manifesto liberamente contro la legge Gelmini. Nessuno può insultarmi per questo” (http://www.facebook.com/home.php?#!/rete.attiva)

Data: 1 dicembre 2010

In 400mila in tutta Italia, ma non bastano…

di Claudia Cervini

napoli0In 400mila hanno manifestato ieri in tutta Italia (stando alle fonti degli organizzatori). Ma non è bastato. La riforma è passata con 307 voti a favore e approderà in Senato per il confronto definitivo.

Da Napoli in Piazza del Plebiscito a Milano in Piazza Duomo, alla stazione di Rogoredo, Porta Garibaldi, Cadorna, Greco passando per le vie di Roma e i binari della stazione Termini. A Torino e Pisa occupano le tangenziali, a Bologna le autostrade, in Veneto, a Parma, a Lecce ancora i binari

Manifestazioni pacifiche in alcune città e scontri con la polizia nella capitale, tensione a Milano, Bologna e Brescia. Bottiglie, sassi, lacrimogeni, cariche: lo scontro peggiore avviene in via della Vite, un vicolo laterale che sbuca su via del Corso, nel centro della capitale. Le forze dell’ordine caricano dopo che un gruppo di ragazzi cerca di ribaltare un blindato: sbucano dal nulla colgono gli studenti impreparati e si scatena il panico tra la folla.

Gli studenti si sentono sconfitti, ma non mollano: “torneremo in piazza il 14 dicembre (giorno dell’approvazione in Senato) per far valere i nostri diritti”.

Data: 1 dicembre 2010

Università: gli studenti irrompono in Senato

di Claudia Cervini

proteste romaDalla Camera al Senato. Non parliamo della riforma universitaria, che è ancora in esame a Montecitorio, ma delle manifestazioni studentesche che, dal sit-in di fronte alla camera dei deputati, si sono spostate a Palazzo Madama. Il tranquillo corteo si è trasformato in una sorta di assedio, alcuni studenti sono riusciti a entrare a Palazzo Madama, la protesta ha assunto le dimensioni di quella inglese, quando gli universitari britannici hanno assalito la sede dei Tory a Londra.

Lanci di uova, spintoni, urla e le forze dell’ordine scattano a respingere gli studenti che, a volto coperto, si sono introdotti nel Palazzo. Nulla di grave, i manifestanti vengono immediatamente respinti, ma il capo della polizia ha un malore e viene chiamato un medico.

Dal Senato il corteo si sposta verso il Lungotevere seguito dalle camionette della polizia, blocca il traffico e soprattutto cerca di entrare nella sede del Pdl. Non ci riesce. La polizia li allontana con i manganelli e gli studenti rispondono tirando caschi. Sette feriti tra le forze dell’ordine, manifestanti arrestati e 27 denunciati.

Arriva la condanna da parte del ministro Gelmini: “Così facendo gli studenti difendono gli interessi dei baroni”, seguita dalla risposta dell’Andu (Associazione nazionale docenti universitari): “Gli studenti, al contrario, sono in prima linea per difendere l’università dal potere baronale, dalle oligarchie accademiche ed economico-politiche”.

Intanto continuano le proteste pacifiche dei ricercatori. Sui tetti romani  ha camminato anche il capo dell’opposizione Bersani in segno di solidarietà.

Data: 25 novembre 2010

Ci ripensi, presidente

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La mail è arrivata in queste ore agli oltre tremila iscritti dell’ateneo telematico eCampus e porta la firma del “rettore”, Lanfranco Rosati: lunedì 19 luglio mattina, il premier Silvio Berlusconi visiterà privatamente il campus di Novedrate  “e parlerà con studenti e docenti”.

Un evento, scrive Rosati a ogni studente telematico, “che arricchirà la tua esperienza formativa”.  Gli iscritti,  cui è richiesta una conferma via mail o telefonica, sono invitati a indossare “l’abbigliamento formale”.

Dunque Berlusconi, seppur privatamente, visita l’università del fondatore di Cepu, Francesco Polidori. Fatto rilevante, perché arriva contemporaneamente alla prime proteste contro i tagli e contro la riforma Gelmini.

Una visita davvero poco opportuna, per diversi motivi, che forse lo stesso premier non conosce. Proviamo a ricordarli.

1) E’ di poche settimane fa, una severa mozione del Cun che segnala al ministro Gelmini molte incongruenze sul funzionamento delle università telematiche in Italia;

2) eCampus è per l’appunto l’unica telematica italiana attivata con il parere contrario del Consiglio universitario nazionale-Cun e del Comitato nazionale della valutazione sull’università-Cnsvu;

3) entro l’anno – anche se non  è stata ancora calendarizzata- è prevista la visita degli esperti Cnsvu a Novedrate, sede di eCampus, per verificare proprio la rispondenza dell’offerta didittica di quell’ateneo agli standard di legge;

4) eCampus, come ha mostrato una lunga e articolata inchiesta di Campus (e scusateci il gioco di parole), è sostanzialmente parte integrante del Gruppo Cepu, leader dell’assistenza universitaria, il cui intricatissimo assetto societario è oggi riconducibile a una fiduciaria lussemburghese, JMD International Sa, di cui non è chiara la proprietà;

5) nelle agenzie Cepu, dove si propone l’iscrizione ai corsi di laurea eCampus, che rilasciano titoli con valore legale, si offrono anche  lauree della Libera università di Herisau, più volte inserita nella lista nera dei titoli falsi dal ministero dell’Università.

Senza contare che questa vicenda rischia fortemente di imbarazzare Mariastella Gelmini: la visita del premier all’ateneo del Cepu, quando la sua la sua tribolata riforma dell’università arriva al Senato per un passaggio piuttosto delicato, rischia davvero di scaldare gli animi, oltre quello che sono già.

Insomma, presidente, chi glielo fa fare di andare a Novedrate?

Data: 16 luglio 2010

Sotto esame gli atenei italiani

Il sistema delle università italiane verrà esaminato nei prossimi mesi dalla VII commissione Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato. È stata annunciata infatti un’indagine conoscitiva che controllerà gli aspetti economico finanziari e che si concentrerà in particolare sui bilanci delle università con l’obiettivo di identificare tutte le aree del sistema universitario italiano che comportano ingenti sprechi delle risorse pubbliche.

A tal fine la commissione, presieduta da Guido Possa, senatore del Pdl, analizzerà, ricorrendo anche al raffronto con i sistemi universitari degli altri paesi europei, l’eccessivo numero dei corsi di laurea e di laurea specialistica e la loro dislocazione negli atenei concentrandosi anche sul numero degli studenti iscritti in ogni corso, sulla quantità eccessiva dei diversi insegnamenti e sul numero elevato di sedi distaccate delle università.

Data: 18 novembre 2008
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