Maxi lavoro nel parco dei sogni
3mila possibilità di lavorare a Disneyland Paris. Il gruppo ha infatti aperto una maxi campagna di recruiting ed è alla ricerca di diverse figure che spaziano dall’assistenza nelle aree marketing e comunicazione a quella giuridica, dalle risorse umane al commerciale. Naturalmente altri profili ricercati sono quelli legati all’accoglienza, alla vendita, al settore ristorazione e animazione.
Ce n’è per tutti i gusti e per tutti i curricula: requisito imprescindibile per lavorare nel parco divertimenti per antonomasia è la conoscenza della lingua inglese e del francese. Gli altri skills variano in base alla mansione da ricoprire e al tipo di contratto proposto che spazia dallo stage al contratto a tempo determinato. Soltanto l’anno scorso 400 contratti a tempo determinato si sono trasformati in contratti a tempo indeterminato.
Per facilitare la selezione e scovare i talenti migliori Disneyland Paris ha aperto selezioni in giro per l’Europa: le prossime giornate di screening nel Belpaese si terranno a Roma il 17 marzo, il 14 aprile e il 12 maggio.
Coloro che verranno selezionati non dovranno preoccuparsi della residenza: tutti i collaboratori verranno infatti alloggiati in strutture adiacenti al parco.
Per informazioni e dettagli cliccate il portale di Disneyland Paris.
Si tratta di un capodanno assai particolare, quello che il gruppo di studenti “Cervelli in fuga da Madrid” ha in programma per questa notte davanti al palazzo del Quirinale. Il passaparola naturalmente è nato sulle pagine di
10mila in corteo a Roma, 5mila a Napoli, 2mila a Palermo, 1.500 a Bologna. Questi alcuni dei numeri della protesta che ha attraversato lo stivale da Cagliari a Torino.
A Roma sono in 8mila a manifestare. Lo dice Giorgio Paterna, coordinatore nazionale dell’Udu. La stima è approssimativa, ce la confermerà Paterna in giornata, certo è “che il corteo ha superato le aspettative, non ci si attendeva un’affluenza così alta, specie in periodo di vacanze natalizie”.
Mentre la discussione in parlamento è momentaneamente sospesa (cliccare
In 400mila hanno manifestato ieri in tutta Italia (stando alle fonti degli organizzatori). Ma non è bastato. La riforma è passata con 307 voti a favore e approderà in Senato per il confronto definitivo.
Il dibattito sul ddl Gelmini alla Camera non è ancora terminato. Fuori dall’aula, intanto, proseguono le proteste degli studenti; cortei e manifestazioni si sono susseguiti per tutta la giornata in molte città d’Italia (nella foto gli studenti catanesi). In alcuni casi, come a Roma, Milano e Genova, ci sono stati anche dei tafferugli, seguiti dall’intervento delle forze dell’ordine. A Torino, uno dei centri più attivi della protesta, gli universitari hanno da poco occupato Palazzo Reale.
Se a Torino i manifestanti hanno organizzato una serata “giù dai tetti” di Palazzo Nuovo, ad Ancona gli studenti di Ingegneria sono saliti nuovamente sulla sommità dell’edificio che è sede di facoltà per continuare a protestare contro il ddl Gelmini. Alla Sapienza di Roma sono previsti per questo pomeriggio lezioni e convegni sul tetto del dipartimento di Fisica e della facoltà di Architettura. A Parma non mostrano segni di cedimento gli studenti che da giorni manifestano sui tetti dell’università; in serata, anzi, dovrebbero essere raggiunti dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro.
ureati, ricercatori, imprenditori e liberi professionisti. Obiettivo: creare e raccogliere idee per l’innovazione, sfruttando la metodologia BarCamp.
