Gelmini: “Giovani non scappate”
Il ministro dell’ Istruzione Mariastella Gelmini dice no all’esodo di giovani dall’Italia. “I giovani devono restare e lottare insieme a noi per combattere l’immobilismo e lo stato di conservazione che sembra impossibile da scalfire” ha dichiarato il Ministro in un’intervista al Giornale, elencando cinque motivi per cui gli studenti possono scegliere di non scappare all’estero.
In primis, gli accordi per Mirafiori e Pomigliano, “una rivoluzione che consentirà a Fiat di crescere cosicchè ci saranno nuovi posti di lavoro e stipendi più alti”. Oltre al fatto che “imprenditori e lavoratori non sono più categorie contrapposte ma hanno identici interessi”. “Poi il Mezzogiorno”, aggiunge Gelmini, spiegando che “il piano per il Sud del governo” darà risorse “non solo per le infrastrutture materiali” ma anche per quelle “immateriali. I talenti devono restare sul territorio”. A seguire ci sono la “ricerca e l’ innovazione” che hanno bisogno di puntare sul capitale umano. E la riforma dell’università, che “vieta le assunzioni di parenti fino al quarto grado, toglie potere ai baroni, aumenta la flessibilita, l’internazionalizzazione e il turn over, inverte la fuga di cervelli per attrarre dall’estero”. Un “grande segnale di cambiamento” insieme a “un governo di giovani, con ministri under 40 come la sottoscritta, la Carfagna, la Meloni, Fitto, Alfano“. Appello di fine d’anno concluso. Ora tocca ai giovani crederci o meno.
A Milano il corteo di protesta anti-riforma è già cominciato: il ritrovo era previsto per le 9 davanti alla sede della Statale in Festa del perdono.
Anche il presidente Napolitano incontra, per caso, gli studenti e firma loro un assegno simbolico di 300 milioni di euro, come riporta Il Corriere della sera Milano.
Un po’ ovunque gli atenei del Belpaese stanno inaugurando l’anno accademico, che quest’anno per partire ha bisogno forse di una benedizione più che di un augurio. Tra le manifestazioni, gli scioperi e le 

È stato lanciato qualche fumogeno e sui muri è stato disegnato il volto di Anna Adamolo, personaggio virtuale simbolo della protesta.