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Il Blog

L’università dei genitori

di Claudia Cervini

genitoriLa Liuc apre le porte. Ma ai genitori.

Sabato 14 maggio alle 10 l’Università Carlo Cattaneo organizza un incontro di orientamento rivolto a mamme e papà delle future matricole. L’università dopo la riforma, il titolo della mattinata dedicata a istruire i genitori sulle scelte dei figli. A discutere delle opportunità, dei rischi, del sistema, a porsi le domande “giuste”.

Le domande che forse dovrebbero porsi i figli, gli studenti ai quali andrebbe presentata la riforma.

Ma di questi tempi, in cui in università, in collegio, si vedono sempre più studenti accompagnati (e non solo nel Belpaese), la  scelta della Liuc non è in controtendenza (leggi qui).

Quindi tutti a sentire il saluto introduttivo di Andrea Taroni, magnifico di Castellanza, la relazione di Michele Puglisi, direttore del Cared (Centro di ateneo per la ricerca educativo didattica e l’aggiornamento), su università e riforma e la presentazione dei corsi di laurea fatta da Valter Lazzari, preside della facoltà di Economia, Mario Zanchetti, preside di Giurisprudenza e Giacomo Buonanno, preside di Ingegneria.

Nella speranza che allo stesso incontro (o a quello successivo) si presentino anche i diretti interessati, gli studenti.

Data: 3 maggio 2011

Ca’ Foscari segna il primo goal

di Claudia Cervini

statutoTempo di statuti. Dopo i vari manuali, opuscoli, vademecum creati dalle associazioni studentesche, da Link (coordinamento nazionale studenti), dalla Run (Rete universitaria nazionale e dall’Udu – il sindacato studentesco – per orientare studenti e precari della ricerca nella nuova giungla legislativa e più spesso per rallentare l’applicazione della riforma Gelmini, arriva il primo risultato dagli atenei: Ca’ Foscari ha infatti annunciato l’approvazione del nuovo Statuto (che verrà presentato in mattinata dal rettore Carlo Carraro e dalla Commissione che ha elaborato il testo).

Da Venezia fanno sapere che il nuovo “codice d’ateneo” è ispirato a meritocrazia, internazionalizzazione e soprattutto prevede una maggiore partecipazione degli studenti nei vari organi e la creazione di una consulta dei dottorandi, prima non rappresentati.

Senza entrare troppo nel merito (sarà possibile giudicare il nuovo statuto solo quando sarà reso noto il testo e presentato in toto) un traguardo c’è: la conclusione in tempi ragionevoli dell’iter legislativo interno. E la prima sconfitta delle iniziative sorte dopo l’approvazione della 240/2010 come www.stopgelmini.blogspot.com (Link), o come Statuto qui. Come evitare le trappole della legge Gelmini, un opuscolo “con analisi e proposte per affrontare al meglio la battaglia contro l’attuazione della riforma”, come specificava sul portale la Rete della conoscenza, al momento della creazione.

Il messaggio da Ca’ Foscari arriva forte e chiaro: la riforma c’è e va attuata, meglio se in tempi brevi. E Carlo Carraro è convinto che la ridefinizione dello statuto cafoscarino “darà un nuovo e decisivo impulso al processo di rinnovamento in cui l’università veneziana s’impegna ormai da un anno e mezzo”.

Data: 28 marzo 2011

Ca’ Foscari & tasse: sconti a fratelli e sorelle

di Claudia Cervini

cattaneo2Mentre alcuni atenei incrementano le tasse per far fronte ai tagli subìti (il caso più eclatante e contestato è quello dell’Università del Salento), la Ca’ Foscari stabilisce uno sconto per gli studenti che hanno già un fratello o una sorella nella stessa università. Lo scrive il rettore Carlo Carraro, che nel suo blog, dedica il post Buone notizie per gli studenti ad alcune iniziative di Ca’ Foscari, discusse nell’ultimo Cda in tema di servizi e diritto allo studio.

Lo sconto sarebbe di un minimo di 200 euro e un massimo di 400 euro all’immatricolazione e può essere richiesto dagli studenti con reddito familiare ISEE inferiore ai 40mila euro, (una riduzione che può essere cumulata con le altre già esistenti).

“Si tratta di un gesto piccolo ma, speriamo, significativo, con il quale l’ateneo vuole mostrare la sua vicinanza alle famiglie degli studenti e in particolare a quelle che, con plurime iscrizioni al nostro ateneo, dimostrano un particolare gradimento per Ca’ Foscari”, scrive il lettore dalle colonne di Parliamone.

Data: 15 marzo 2011

Vittadini contro telematiche (e Gelmini)

Vittadini “Si parla tanto di qualità e si riconoscono 11 università telematiche“. Duro intervento dello statistico di Milano Bicocca, Giorgio Vittadini, alla presentazione del XIII Rapporto di AlmaLaurea sull’occupazione dei laureati, in corso a Bologna fino a domani.
“Si spalma il Fondo di finanziamento ordinario su tanti atenei e ora lo si fa con questi, che università non sono”, ha rincarato.
Dichiarazione non rilevante se non fosse che il docente in questione, grande esperto di capitale umano, è il presidente della Fondazione per la sussidiarietà, già fondatore e a lungo presidente della Compagnia delle Opere, nonché uno degli esponenti più in vista di Comunione e liberazione, insomma parte di un’area culturale non certo pregiudizialmente ostile al governo e al ministro Gelmini.
E proprio alla recente riforma, Vittadini ha riservato un riferimento piuttosto polemico: “Non parla di master e di dottorati che sono in tutto il mondo la formazione decisiva per il capitale umano”, ha detto, “mentre così, in Italia, li affidiamo ad agenzie di basso profilo anziché alle università”.

Data: 10 marzo 2011

Carta cantat: dall’Unicam la risposta alla Riforma

di Claudia Cervini

Conv3Dopo le tante polemiche, i vademecum, i manuali e gli opuscoli anti-riforma creati soprattutto dalle assiciazioni studentesche per impedire che la legge Gelmini prenda forma negli atenei,  dalle università arriva un segnale positivo e costruttivio:  L’università che vorremmo, otto tesi per cambiare.

Parte da Camerino la sfida per un sistema universitario che scelga la strada dell’innovazione: “Chiediamo al Paese un nuovo patto, un patto di fiducia, qualcosa che liberi l’università da troppe infrastrutture, che non giovano alla qualità e allontanano dagli studenti e dagli studi. Speriamo che nell’applicazione della nuova legge, che ha tanti limiti, ma ha anche tante possibilità di innovazione, si scelga quella dell’innovazione, non quella della conservazione”, spiega Luciano Modica, accademico e politico che è stato anche sottosegretario al ministero dell’Università e della Ricerca e che ha chiuso i lavori della due giorni di Camerino (24-25 febbraio).

Un convegno, che ha visto la partecipazione di tanti esperti del settore e che si è chiusa con la sottoscrizione della Carta di Camerino. Un “libero movimento di difesa dell’università italiana”, come si legge nel documento, che affronta e indica una linea su temi criciali quali la questione della governance, la necessità di un’autonomia didattica, il reclutamento dei docenti, le risorse pubbliche e private, la dialettica con l’impresa e il territorio, i diritti e i doveri dello studente.

“L’esercizio responsabile dell’autonomia didattica – hanno sottolineato i professori Andrea Stella e Vincenzo Zara – dovrebbe trovare la sua espressione nella progettazione di un’offerta formativa che, tenendo conto delle specificità della sede, ponga al centro del percorso le competenze che devono essere acquisite dallo studente”, i professori infatti lamentano “la stratificazione dei provvedimenti ministeriali che hanno creato vere e proprie gabbie normative” rendendo impossibile l’applicazione di questa autonomia.

A proposito di Governo, partecipazione e gestione, Fulvio Esposito, rettore dell’Unicam, ha parlato del Caso Camerino.  da marzo 2009 l’università ha infatti adottato un innovativo modello di governance. “Superata la separazione tra dipartimenti e facoltà, la nostra università si è articolata in nuove aggregazioni, le Scuole d’ateneo, responsabili tanto della didattica quanto della ricerca”. All’Unicam si è inoltre insediato il Comitato dei sostenitori che raccoglie i responsabili di realtà produttive tra le più significative del territorio”. Il nuovo organo è presente nel Cda “per dar voce a quel settore privato e delle professioni che da sempre lamenta una distanza eccessiva tra università e territorio”, conclude il magnifico.

Organizzatori e partecipanti si sono detti soddisfatti dell’incontro e del gruppo di lavoro che da un lato si è riunito per “indicare in quale direzione ci si può muovere usando la legge e nello stesso tempo prende le distanze dalle cose che non hanno funzionato. L’intenzione è che questo sia un lavoro permanente, che non finisca con la fine del convegno, ma che possa rappresentare un punto di riferimento da cui partire”.

Data: 28 febbraio 2011

Bandi di dottorato in standby

di Claudia Cervini

stopUniversità: tutto fermo. Almeno per quanto riguarda il regolamento e i bandi di dottorato, il ministro Gelmini scrive infatti all’Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani (Adi) che “la materia verrà affrontata in un apposito regolamento sui dottorati di imminente emanazione”. Le università, in mancanza di decreti attuativi, di norme transitorie e anche di linee interpretative bloccano i bandi di concorso e  le procedure per l’assegnazione dei finanziamenti alla ricerca, con il risultato che gli assegnisti dovranno rinunciare, almeno per ora, al proprio lavoro e dovranno aspettare mesi prima di ottenere nuove forme di finanziamento – come racconta l’Adi in un comunicato. A farne le spese oltre ai giovani ricercatori anche i progetti di ricerca già finanziati, che subiscono ritardi, revoche e riduzione del personale.

L’Adi lamenta la mancanza di un quadro normativo chiaro e di linee interpretative che chiariscano la portata dell’articolo 19, quello appunto relativo al dottorato di ricerca, in relazione al quale Valentina Maisto, rappresentante dei dottorandi nel Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) aveva già chiesto specifici chiarimenti al ministro durante l’incontro del 19 gennaio. La risposta della Gelmini è arrivata ora per iscritto, ma  il ministro rimanda tutto a data da destinarsi e per il momento non affronta le questioni sollevate dalla Maisto: con l’articolo 19 verrà eliminato il dottorato senza borsa oppure verrà data agli atenei la possibilità di bandire posti senza borsa senza alcun limite? Con quale tipo di contratto i vincitori dei bandi del Fondo di investimenti per la ricerca di base verranno assunti? E ancora: quale sarà il rapporto numerico tra i ricercatori junior e senior?

Data: 9 febbraio 2011

Inaugurazioni: Marcegaglia alla Liuc

di Claudia Cervini

liuc cerimoniaNo cerimonia no party. Quest’anno le inaugurazioni dell’anno accademico hanno subìto svariati ritardi, visto il dicembre turbolento che ha caratterizzato l’università italiana (e non solo). Le proteste studentesche e il tam tam provocato dalla riforma Gelmini hanno scoraggiato molti atenei, che hanno scelto di slittare le cerimonie al post voto per evitare “imprevisti” e contestazioni.

Il 24 gennaio è la volta della Liuc, che insieme all’anno accademico festeggia il ventesimo compleanno, con un “regalo” speciale: ospite d’onore sarà infatti Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Il messaggio è chiaro: la Carlo Cattaneo si presenta come università nata dalle imprese e per le imprese, tanto che il rettore Andrea Taroni, commenta così:  “Un compleanno che cade a breve distanza dal centenario di Confindustria, realtà alla quale siamo vicini tramite l’Unione degli Industriali della provincia di Varese e”, continua il magnifico, ” con la quale siamo lieti di rinnovare la partnership, testimoniata in questa occasione dalla presenza di Emma Marcegaglia”.

Il rettore, continua sottolineando il fatto che la vicinanza con le imprese favorisce il placement. Secondo i dati forniti dalla Liuc i laureati di Castellanza impiegano meno di due mesi a trovare lavoro e nel 2010 sono stati effettuati oltre 850 stage su un totale di circa 2mila studenti. Un altro tema, che verrà affrontato durante l’inaugurazione, è l’internazionalizzazione: 94 università convenzionate per scambi ed internship in 33 Paesi, 7 accordi di doppio titolo di laurea e summer school in Cina e Arizona. L’ateneo di Castellanza ospita in media all’anno 250 studenti stranieri sia provenienti da università europee che da altri continenti. La storia dell’ateneo è iniziata nel 1991 con 303 studenti; oggi la Carlo Cattaneo ha tre facoltà (Economia, Giurisprudenza e Ingegneria), 13 master universitari tra primo e secondo livello, circa 300 docenti e 6mila laureati.

Questi e altri dati verranno raccontati e analizzati durante l’inaugurazione, dove interverrà anche il rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione Sebastiano Signò. L’appuntamento è per lunedì 24 alle ore 10, aula Bussolati.

Data: 11 gennaio 2011

Capodanno di coscienza

di gcavallaro

fuga-dei-cervelli1Si tratta di un capodanno assai particolare, quello che il gruppo di studenti “Cervelli in fuga da Madrid” ha in programma per questa notte davanti al palazzo del Quirinale. Il passaparola naturalmente è nato sulle pagine di Facebook e adesso, nonostante ormai la riforma Gelmini sia diventata legge, si tramuterà in un ennesimo atto di protesta. “Ci hanno combattuti con l’arroganza, l’ignoranza, con la calunnia, la forza. Siamo stati insultati, strumentalizzati. Ora riprovano a fermarci, con la semplice forza d’un dono di Babbo Natale, approfittando delle imminenti festività. Non ci riusciranno!” dicono gli studenti a capo dell’organizzazione del sit-in.
Si tratterà, si legge ancora, di un “capodanno di coscienza, sarà la conclusione e l’inizio della nostra lotta…riprendiamoci il futuro!
Quale l’obiettivo a monte dell’evento di fine anno? “Il gruppo dei cervelli italiani all’estero, tornato in patria, vuol dar seguito all’ondata di protesta che, seppur inascoltata, è dilagata negli ultimi mesi in Italia quanto in Europa, chiedendo a Napolitano di non firmare il decreto ammazza – cultura.

Data: 31 dicembre 2010

La Crui perde pezzi

Enrico Decleva

“Cosa resta della Crui”  è il titolo della copertina dell’ultimo CampusPRO, consultabile online previa registrazione gratuita. Davamo conto delle profonde divisioni che il ddl di riforma ha prodotto nella Conferenza dei magnifici. Dopo la frattura con Aquis, il raggruppamento degli atenei virtuosi (per ricerca e bilanci), il tortuoso iter della riforma Gelmini ha aperto un nuovo fronte interno: quello dei favorevoli e dei contrari.  Questi ultimi avevano preso forza soprattutto nella fase di dibattito alla Camera del disegno di legge, quando anche la sorte del governo era piuttosto incerta.

Ora, arriva la notizia della prima defezione. La Statale di Torino, come annuncia la Stampa, non rinnoverà l’iscrizione per il 2011. Il rettore Pellizzetti, che non partecipa da quasi un anno ai lavori in disaccordo con la linea filoriformista del numero uno di Piazza Rondanini Enrico Decleva, ha annunciato che il suo ateneo non verserà i 18mila euro di quota associativa.

Nel merito della riforma, Pellizzetti dice che “l’impianto del ddl penalizza gli atenei virtuosi, li incatena e li lascia privi di risorse”.

Data: 27 dicembre 2010

La proposta di Gasparri? Anticostituzionale!

di cgalleani

gasparriSdegno e rabbia tra i ragazzi per la proposta di Gasparri di sottoporre ad arresto preventivo chi scende in strada per manifestare contro la riforma Gelmini. I ragazzi rispondono dai principali social network: «vogliono toglierci la libertà di manifestare…pian piano ci vogliono ammutolire ma noi non staremo mai zitti» (Rete Universitaria Attiva – Ferrara). Da Bari gli studenti dell’Udu ricordano che «tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione».  Da più parti la soluzione prospettata da Gasparri è bollata come anticostituzionale, e da Taranto c’è chi commenta, alzando un po’ i toni, che le parole del capogruppo del Pdl al Senato esemplificano bene «lo Stato di polizia che vuole imporre il Governo».

Data: 20 dicembre 2010

“Aiutini Cepu”, il mini-endorsement del Corriere

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“Gli aiutini a Mister Cepu e alle casse dei partiti” titola oggi il Corriere della Sera. Si tratta di un commento del velenoso Sergio Rizzo, fustigatore stabile, insieme a Gian Antonio Stella, del malcostume politico italiano e spesso anche di quello accademico.

Rizzo cita la denuncia del deputato Pd, Walter Tocci, nel bel mezzo delle votazioni alla Camera sulla Riforma Gelmini. Tocci, con altri colleghi, aveva presentato un emendamento teso ad escludere le telematiche da un fondo ministeriale sul merito a favore degli atenei “non statali”, paventando che quei fondi  potessero finire “all’università del Cepu”.  Il rischio, secondo Tocci, derivava appunto dalla bozza di Decreto programmazione 2010-2012, licenziato dalla Gelmini e di cui CampusPRO e ItaliaOggi hanno per primi parlato.

Come si sa, il decreto prevede che le università a distanza possano trasformarsi in atenei tradizionali anche se eCampus ha smentito decisamente di essere interessato alla possibilità.

In aula, visto che anche i finiani parevano poter votare con l’opposizione, con Luca Barbareschi a guidare i duri, il Governo aveva accantonato del tutto l’articolo in questione.

Oggi il Corrierone, che da qualche tempo sembrava poco sensibile alle vicende delle telematiche in generale e di eCampus in particolare – malgrado le sue pagine, fra agosto e ottobre,  si siano riempite di pubblicità dell’ateneo di Novedrate per quella che chiamammo campagna monstre – arriva  sulla questione.

Buon ultimo, anche perché ieri dell’emendamento di Tocci (e di un subemendamento, approvato anche da Fli, che ritrasferisce il potere al ministro), si era occupata ItaliaOggi.

In ogni caso, un piccolo, timido, endorsement: che il duo Rizzo-Stella sia al lavoro?

Data: 2 dicembre 2010

Approvato alla Camera il ddl Gelmini

di cgalleani

cameraIeri sera intorno alle 20 la Camera ha approvato la riforma dell’università voluta dal ministro Gelmini. Ora il disegno di legge torna al Senato per l’ok definitivo, che potrebbe arrivare a metà dicembre. La maggioranza esulta, ma gli studenti promettono di non fermare le proteste. Ieri il Presidente del Consiglio aveva affermato che i manifestanti sarebbero giovani dei centri sociali oppure fuori corso. Questa mattina è comparsa su Facebook la risposta degli studenti di Rete Attiva: “Io non sono comunista, io non provengo da nessun centro sociale, io non sono fuori corso nella mia carriera universitaria, ma manifesto liberamente contro la legge Gelmini. Nessuno può insultarmi per questo” (http://www.facebook.com/home.php?#!/rete.attiva)

Data: 1 dicembre 2010
Campus
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