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Torino, si rivede l’Onda

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Questo pomeriggio, duecento fra ricercatori precari e studenti dell’Onda hanno occupato per alcune ore il rettorato del Politecnico di Torino mentre era in corso una seduta del Senato accademico.

Lo rivela la Rete dei ricercatori precari.

A seguito della manifestazione, il Politecnico ha riaperto il tavolo di trattativa per l’inquadramento di alcune centinaia di giovani ricercatori.

Data: 15 ottobre 2009

La crisi? La paghino gli studenti

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Ci risiamo. La mungitura dello studente come panacea di tutti i mali universitari.

Oggi la propina un economista, Francesco Giavazzi, editoralista del Corriere e consigliere un tempo molto ascoltato di Mariastella Gelmini.

Intervenendo oggi sul quotidiano – Prova di verità per gli atenei – Giavazzi ricorda che, dal prossimo anno accademico, graveranno sulle università italiane svariati milioni di euro di tagli ai trasferimenti: 10% nel prossimo anno, 18% in quello successivo.  Con le attuali regole – dice il professore – “per cui anche i bidelli eleggono i rettori”, gli atenei così a corte di risorse “saranno destinati a chiudere”. Con la governance attuale, l’accademia non sarebbe in grado di adeguarsi, rivoluzionando completamente criteri di ripartizione delle risorse e di spesa.

Giavazzi poi elogia parzialmente il ministro per aver bloccato il reclutamento con le vecchie regole, di aver agganciato il 5% dei fondi dell’anno in corso (in chiusura) alla valutazione e per aver abbozzato una riforma della governance.

Idee che, secondo l’autorevole bocconiano, trovano ostacolo nel gattopardismo degli universitari, dei sindacati e nella durezza di Tremonti nel non voler rivedere i tagli previsti.

Ergo, in questa situazione di stallo, aumentiamo le rette degli studenti che, livellate come sono, ultimamente, non sono che un trasferimento di risorse dai poveri ai ricchi.  Introducendo, contestualmente, “borse di studio di pari valore per i meno abbienti”.

Economista, forse un po’ sofista (molte affermazioni sono piuttosto discutibili), Giavazzi invoca la solita vecchia politichetta: “Agli zoppi? Grucciate”.

La Gelmini non riesce a riformare? I baroni fanno resistenza? I sindacati s’arroccano? Tremonti non sente ragioni? Paghino gli studenti e le loro famiglie.

Data: 24 giugno 2009

Frati vs Montalcini/2

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“I finanziamenti alla ricerca devono essere distribuiti sulla base di un bando e secondo criteri di trasparenza e queste regole valgono anche per un istituto prestigioso quale quello diretto dalla Senatrice Rita Levi Montalcini“. Parola di  Luigi Frati, rettore della Sapienza che precisa così quanto rivelato da CampusPRO e scritto anche da questo blog che ha riportato il resoconto ufficioso di un’assemblea Crui di fine aprile.

Il 29 maggio scorso, poco dopo la diffusione del quinto numero di CampusPRO, l’ufficio stampa della Sapienza ci ha fatto pervenire questa scarna dichiarazione del rettore che si completa con quest’altra affermazione: “Non si seguono queste linee guida, si corre il rischio che i soldi vadano ai mediocri”.

Francamente, avendo avuto modo di lodare in più di un’occasione la brutale schiettezza di Frati, troviamo un po’ deludente questa precisazione, anche perché a quanto ci risulta, il giudizio sulla mediocrità di quei ricercatori non era stato semplicemente ipotizzato.

Data: 3 giugno 2009

Valutazione Yes YOU Can

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Sta facendo discutere la proposta che abbiamo lanciato su Campus in edicola, su Campus.it e tramite Facebook, per dare alla valutazione studentesca un peso maggiore.

“Del giudizio studentesco”, abbiamo scritto, “non c’è traccia nelle Linee guida del ministro Gelmini”. Eppure, la responsabile dell’università ha (giustamente) posto molta enfasi, in molti suoi interventi, sul tema della valutazione in generale.

In questi giorni, tra l’altro, un gruppo di saggi, fra cui Giavazzi, Biggeri, Cuccurullo, sta lavorando per proporre al ministro una nuova articolazione della valutazione che, dicono i beni informati, riprenderà molto dal vecchio Comitato per la valutazione della ricerca-Civr, qualcosa dall’Agenzia nazionale per la valutazione della ricerca-Anvur,  predisposta da Mussi, ed erediterà qualche competenza dal Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario-Cnsvu.

La valutazione della didattica rimarrebbe quindi confinata nelle secche delle singole facoltà – che non paiono tenerne in grande conto – e dei comitati di valutazione.

Eppure, come scrive la nostra Ludovica Zanet, all’estero, specialmente negli Stati Uniti, il giudizio degli studenti conta eccome.

La campagna – inserita su Facebook col titolo “Dillo alla Gelmini: anche NOI valutiamo” – prevede l’affissione nelle facoltà dei manifesti con lo slogan e l’invio a Campus per la pubblicizzazione.

Il manifesto si trova su Campus in edicola o può essere scaricato qui.

Data: 12 febbraio 2009

Due cortei Flc Cgil oggi a Roma

La Flc Cgil ha confermato la manifestazione nazionale di Università, Ricerca ed AFAM contro la legge 133 oggi a Roma. Altri incontri si svolgeranno in alcune città.

Manifestazione nazionale di Università, Ricerca ed AFAM contro la legge 133

A Roma un corteo partirà alle 8:00 da piazza della Repubblica, proseguirà per viale Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali e terminerà a piazza Madonna di Loreto (piazza Venezia). Un secondo corteo partirà alle 9:00 da piazza Bocca della Verità, percorrerà via Petroselli, via del Teatro Marcello, piazza d’Aracoeli, via d’Aracoeli, via delle Botteghe Oscure, via Florida, largo Arenula, via Torre Argentina, largo Torre Argentina, corso Vittorio, piazza S. Pantaleo, via della Cuccagna e terminerà a piazza Navona.

Ieri alcuni esponenti di Azione Studentesca avevano occupato per pochi minuti l’androne di Cgil Scuola a Roma e si erano verificati dei tafferugli alla Stazione Centrale di Milano quando alcuni manifestanti diretti a Roma hanno cercato di occupare i binari per ottenere un prezzo politico.

AGGIORNAMENTO: a Roma la manifestazione si è svolta pacificamente e ha raggiunto Montecitorio, il Senato e Palazzo Chigi, ritirandosi poi verso i luoghi di partenza.

Secondo gli organizzatori hanno sfilato in centomila, secondo le associazioni studentesche mezzo milione. Le cifre sono state ridimensionate dalla Questura che ha stimato 30 mila presenze.

Al termine della manifestazione più di un migliaio di ragazzi arrivati da tutta Italia si sono accampati nei locali della Sapienza. Parteciperanno all’assemblea nazionale degli universitari di domani e dopodomani.

Data: 14 novembre 2008

Barone controcorrente

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Su Luigi Frati, neomagnifico alla Sapienza di Roma, sono state rovesciate colonne di piombo dall’asse Stella-Boeri-Perotti e, quel che non è propriamente elegante, alla vigilia delle decisive tornate elettorali.

Dell’ex-preside di Medicina, si ricordavano ossessivamente le parentele: moglie, figlio e figlia, colleghi di facoltà.

Frati aveva vinto ugualmente, e con un consenso forte, malgrado fosse avversato da una campagna mediatica che probabilmente non aveva eguali nella storia dell’università.

Ora, colui che incarna per alcuni la quintessenza della baronia,  stupisce ancora, presentando la squadra di governo.

Fra i cinque prorettori che lo affiancherenno nella gestione del più grande ateneo d’Europa, c’è infatti Bartolomeo Azzaro, ricercatore di Storia dell’architettura. Si occuperà di  sviluppo della attività formative e di ricerca.

Un ricercatore ai massimi livelli di governo di un ateneo è davvero una rarità in un mondo, quello accademico, dove la suddivisione dei ruoli ricorda talvolta le caste indiane.

Gli altri componenti la squadra di Frati saranno Francesco Avallone, docente di Psicologia del lavoro, prorettore vicario con la responsabilità della riforma dello Statuto, della riorganizzazione e semplificazione organizzativa, delle strategie di comunicazione istituzionale, delle politiche per il personale; Antonello Biagini; professore di storia dell’Europa orientale, prorettore per la cooperazione e i rapporti internazionali; Luciano Caglioti, docente di Chimica organica, prorettore per ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico e rapporti con il mondo produttivo; Giuseppina Capaldo, docente di Diritto privato, prorettore per la pianificazione economica e il controllo finanziario.

Data: 8 novembre 2008

Tremonti-Gelmini, mezzo dietrofront

tremonti_giulio.jpg133 addio. O quasi. Con un decreto d’urgenza, approvato oggi in Consiglio dei ministri, il Governo si rimangia in parte la cura “sangue, sudore e lacrime” messa a punto da Giulio Tremonti.

Grazie alla decisiva mediazione di Gianni Letta e alle pressioni di Alleanza nazionale e Lega, poco propense a vederre rinfocolate le proteste negli atenei, Tremonti ha dato l’ok e Gelmini ha scritto il decreto.

Il blocco del turn over si attenua: una nuova assunzione ogni due pensionamenti (contro il rapporto 1 a 5 precendente) e vincolo di spesa, nella misura del 60%, a favore dei giovani ricercatori.

Rivoluzionati anche gli ingenti tagli (65 milioni) al diritto allo studio. Gli stanziamenti segnano ora un più 135 milioni, con i quali si riuscirà a dare la borsa anche ai 40mila aventi diritto in base ai requisiti, ma oggi esclusi.

Dal 2009, circa 500milioni di Fondo di finanziamento ordinario (su circa 8.000) saranno distribuiti agli atenei con la migliore ricerca, in base alle analisi del Consiglio nazionale per la valutazione universitaria. “Un segnale”, ha chiosato Gelmini.

Immutati i tagli, a partire dal 2010 ma la stessa ministro fa capire che c’è un ampio margine di trattativa.

Contemporaneamente, sui concorsi, bocciata la linea dura che ne chiedeva il blocco: cambiano solo le regole di nomina dei commissari. Anziché essere votati fra i docenti del settore disciplinare, sarano estratti a sorte.

Plaude la Conferenza dei rettori, plaude il neorettore della Sapienza, Luigi Frati mentre da Palermo arriva il grido di dolore (o la minaccia?) degli atenei meridionali, che chiedono condizioni per poter competere con quelli del Centro-Nord. Si parla, esplicitamente, di cartello. Una sorta di contro-Aquis, l’associazione degli atenei eccellenti, che raccoglie una dozzina di università, fra cui Padova, Bologna, Politecnico di Milano, Bicocca.

Forse, la prima vittima di questo scontro fra politica e accademia è proprio la Conferenza dei rettori. Che di fatto pare non esserci più.

Data: 7 novembre 2008

Università 2.0

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“Progettare insieme l’Università del futuro, in Italia”. Vola alto, altissimo, Ibridamenti community  progettata nell’ambito del dottorato in Scienze del Linguaggio, della Cognizione e della Formazione dell’Università Ca’ Foscari (Venezia).

La community virtuale, diventata anche uno dei più importanti blog collettivi d’Italia, è un esempio di generazione di contenuti dal basso, arricchita dalla presenza di specialisti e di saperi non-esperti.

Adesso, si sperimenteranno pratiche collaborative in rete e nuovi modelli di ricerca universitaria, “condividendo idee, discuterle, rifiutarle, caldeggiarle e procedere a momenti di sintesi e riflessione”.

La sfida, dicono quelli di Ibridamenti, “è quella legata alle possibilità creative della Community nell’elaborazione di un modello innovativo di università in Italia”.

Buon lavoro!

Data: 17 ottobre 2008

“La notte dei ricercatori”

Stanotte alcuni dei laboratori di ricerca delle università di tutta Europa rimarranno aperti per La notte dei ricercatori, evento per avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca in un contesto informale e all’insegna del divertimento.

In Italia sono previste iniziative in Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Puglia, Sicilia e Trentino Alto Adige.

Data: 26 settembre 2008
Campus
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