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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; Rete</title>
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		<title>Diretta radio dai cieli universitari</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 19:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2258" title="on air" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/11/on-air.gif" alt="on air" width="158" height="83" />Ultimo <strong>aggiornamento</strong> dai cieli parmensi. Gli studenti hanno montato lo studio di RadiorEvolution, la <strong>radio d&#8217;ateneo</strong>, sul tetto della facoltà di Matematica. &#8220;Seguiteci, vi racconteremo la protesta in diretta!&#8221; scrivono gli studenti isctitti all&#8217;<strong>Udu</strong> (Unione degli universitari) sulla pagina <a href="http://www.facebook.com/#!/uduparma">Facebook</a>.</p>
<p>La protesta è comunicata e seguita in tempo reale non solo a Parma. Foto della manifestazione vengono caricate direttamente dal cellulare, sui tetti oltre agli <strong>iPhone</strong> ci sono<strong> netbook</strong> per documentare le giornate di agitazione. Anche se le vecchie tecniche non vengono dimenticate, soprattutto al <strong>Sud</strong> dove si continua con volantinaggio e passa parola, non solo in <strong>rete</strong>.</p>
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		<title>E voi, pensate di emigrare?</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 22:13:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Teresa Melodia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.oswego.edu/student/residential/images/suitcase.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.oswego.edu/student/residential/images/suitcase.jpg"><img alt="" src="http://www.oswego.edu/student/residential/images/suitcase.jpg" class="alignnone" width="119" height="145" /></a></p>
<p>Secondo l&#8217;ultimo rapporto sul mercato del lavoro diffuso dall&#8217;<em>Istat</em> l&#8217;aumento della disoccupazione in Italia fra i ragazzi <strong>fra i 15 e i 24 ann</strong>i è salito a maggio <strong>al 29,2%</strong> dal 29,1% di aprile e si tratta del dato più elevato dal 2004.</p>
<p>E se l&#8217;Italia sembra non offrire molto ai più giovani, e molte delle cronache recenti riportano gli italiani tra coloro che, più di altri, sono costretti, ma anche pronti, a &#8220;fuggire&#8221; all&#8217;estero, da una recente indagine di <strong>Eurobarometro</strong>  (il servizio della Commissione europea, che misura ed analizza le tendenze dell&#8217;opinione pubblica in tutti gli Stati membri e nei paesi candidati) condotta su un campione di <strong>27 mila europei</strong>, traspare un risultato inaspettato: i più &#8220;mobili&#8221; sono i danesi, mentre i meno pronti gli italiani.  Infatti <strong>solo il 4 per cento </strong>degli italiani dice di immaginarsi in un lavoro in un&#8217;altra nazione. La percentuale più bassa di tutti e 27 i paesi coinvolti, come riporta anche il quotidiano <em>La Repubblica.it</em>.</p>
<p>Inoltre, nella classifica delle mete ambite per il lavoro<strong> l’Italia si piazza all&#8217;ottavo posto</strong>, superata dalla Spagna che, con la quarta posizione, è il primo paese &#8220;latino&#8221; tra le mete ideali degli europei. <strong>Il top nella testa </strong>degli europei è costituito dagli <strong>Stati Uniti (preferito dal 21% </strong>degli europei intervistati), nonostante il crollo finanziario abbia avuto origine proprio nel cuore tradizionale del capitalismo mondiale; seguono, un poco distanziati, il <strong>Regno Unito (scelto dal 16%) e poi l&#8217;Australia (15%). </strong></p>
<p>Entra <strong>nella top 5 anche la Germania</strong> con il 12 per cento, e l&#8217;Italia viene preceduta dalla Francia e dal Canada, mentre con il 9 per cento delle preferenze, il nostro Paese supera mete come l&#8217;Olanda, la Nuova Zelanda, la Svezia e la Norvegia.</p>
<p><strong>La molla principale</strong> per cambiare paese? La possibilità di guadagnare di più (lo dice il 35 per cento) e a guidare chi cerca un impiego fuori dai confini nazionali sono soprattutto <strong>i contatti personali</strong>, ma molti altri (il 43 per cento) fanno riferimento a Internet e a tutte le informazioni che possono recuperare attraverso la Rete. Circa uno su cinque invece chiede aiuto ai servizi pubblici per l&#8217;impiego o cerca da sé, quando riesce, un contatto diretto con un datore di lavoro all&#8217;estero.</p>
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		<title>Il prof. Di Pietro al Cepu</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[StranoCampus]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-836" title="DiPietro" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/DiPietro.jpg" alt="DiPietro" width="107" height="114" /></p>
<p>Fu <strong>Antonio Di Pietro</strong> a tenere praticamente a battesimo la nascita del Cepu nel 1995. Lo ricorda la terza punta della storia del Gruppo Polidori proposta da <em>Campus</em>, in edicola mercoledì prossimo.</p>
<p>Fra l&#8217;allora ex-magistrato e il patron del Gruppo, <strong>Francesco Polidori</strong>, nacque una forte sintonia che portò Di Pietro a prestare la sua immagine al Cepu per le sue campagne pubblicitarie e a svolgere <a href="http://www.radioradicale.it/scheda/172205/di-pietro-lezione-al-cepu-di-bologna-su-le-indagini-difensive">conferenze</a> di Tecnica processuale nelle sue sedi.</p>
<p>Una sintonia che continuò anche quando, nel 1996,  l&#8217;ex-pm di <em>Mani pulite</em> divenne ministro per i Lavori pubblici del Governo <strong>Prodi</strong> e che gli valse alcune critiche da parte di esponenti della Rete, il movimento di <strong>Leoluca Orlando</strong> fondato proprio in quel periodo.</p>
<p>Un altro severo critico di Di Pietro per la sua frequentazione di Polidori e soci &#8211; culminata, nel marzo 1998,  nella fondazione di <strong><em>Italia dei Valori </em></strong>proprio nell&#8217;hotel di San Sepolcro appartenente al Gruppo &#8211; fu <strong>Beppe Grillo</strong>, i cui <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lm3V0R28eAw">frammenti</a> di spettacolo si trovano ancora su YouTube.</p>
<p>Nella terza punta dell&#8217;inchiesta anche un approfondimento su una vicenda del 2001 che vide i responsabili della sede Cepu di Urbino finire sotto processo per la vendita di tesi universitarie, vicenda da cui il Gruppo prese le distanze da subito, senza però costituirsi parte civile.</p>
<p><em>Campus</em> ha scoperto che i protagonisti di quella storia, condannati nel giugno del 2007, lavorano ancora nel gruppo.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.campus.it/news/152935-affari-a-ripetizione-2.html">qui</a> la prima puntata della <strong><em>Storia di Cepu</em></strong>, pubblicata da <em>Campus </em>Novembre 2009.<br />
Clicca <a href="http://www.campus.it/news/136939-i-compagni-della-val-tiberina-2.html">qui</a> per leggere la seconda puntata, pubblicata sul numero  di Dicembre 2009</p>
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