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L’Università è truccata?

Roberto Perotti Sta alimentando il dibattito, e non poteva essere altrimenti, il libro del bocconiano Roberto Perotti, L’Università truccata, edito da Einaudi.

Perotti, storico censore della malauniversità e della parentopoli, pubbica da tempo un proprio Bollettino concorsi nel quale, dati alla mano, dimostra che regolarmente non vanno in cattedra i migliori.

Al libro ha tirato la volata un altro castigamatti degli atenei, l’editorialista del Corriere, Gian Antonio Stella e un collega e amico dell’autore, oltre che collega bocconiano, Tito Boeri, animatore con Perotti stesso de LaVoce.info, sito di economisti dell’area riformista.

Perotti o la Einaudi, o tutti e due, hanno poi fatto sfoggio di una tempistaica scientifica per l’uscita del libro che è uscito in concomitanza con il rinnovo rettorale de La Sapienza e di Tor Vergata.

Ai vertici dei due atenei sono andati, secondo le previsioni,  altrettanti docenti spesso discussi per la parantela accademica. Il primo, Luigi Frati, ha una consorte, una figlia e un figlio che insegnano nella sua stessa facoltà, quella di Medicina di cui è preside. Il secondo, Renato Lauro, preside anche’egli a Medicina, ha un figlio-collega.

Alla presentazione di Stella e a un editoriale antiFrati di Boeri su Repubblica, hanno fatto seguito una lunga lettera il prorettore uscente dalla Sapienza, Marietti, che accusa Boeri di ingerenza elettorale,  e un documentato intervento del matematico Figà-Talamanca che obietta proprio sull’uso dei numeri (le statistiche) operato dall’economista.

Su laVoce.info, invece, confuso fra i vari commenti, si può trovare anche un intervento del rettore dell’Università di Trento, Davide Bassi, che  dice: “Non basta combattere il familismo. Dobbiamo aggredire le cause della malattia: le università non sono tutte uguali, così come non lo sono i professori. Bisogna abbandonare i concorsi e gli automatismi di carriera, attivare i contratti di tenure track, ridurre l’età di pensionamento dei docenti e limitare a due mandati le cariche elettive. Perotti propone di liberalizzare il sistema e di affidare al mercato (leggi studenti) il compito di selezionare gli atenei”.

Il rettore poi paventa uno scenario sconfortante: “Io ho molti dubbi sulla bontà della sua ricetta iperliberiste. Chi ci garantisce che gli atenei, per attirare più studenti, non dilapidino risorse in attività di grande impatto mediatico e di scarso contenuto scientifico?”.

E altri interrogativi non mancano.

Perché non abolire i concorsi e aprire ad un sistema “a chiamata”, tale da inchiodare gli atenei alle loro responsabilità? Chi mette le capre in cattedra ne pagherebbe le conseguenze in termini di reputazione, di finanziamento (perché abbasserebbero la qualità della didattica) e di immatricolazioni.

Data: 15 ottobre 2008

Tor Vergata dal medico

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A meno di sorprese dell’ultim’ora, Renato Lauro,  preside di Medicina, uscirà stasera vincitore dalla seconda tornata elettorale di Roma2.

Il ritiro di Nicola Vittorio, battagliero preside di Scienze che aveva superato i 300 voti al primo turno, gli spiana la strada.

Luigi Paganetto, influente docente di Economia, sostenuto anche dal rettore uscente, Finazzi-Agrò, non sembra infatti poter raccogliere il forte consenso elettorale di Vittorio.

Se, come pare, sarà eletto, il preside di Medicina innescherà un’altra piccola salva di polemiche sulla parentopoli del sistema universitario: suo figlio insegna medicina nella stessa facoltà, anche se in un gruppo disciplinare diverso.

AGGIORNAMENTO: Renato Lauro è stato eletto con 727 preferenze contro le 414 andate a Paganetto.

Data: 14 ottobre 2008
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