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“In Chiaro”: l’osservatorio degli studenti

di Claudia Cervini

orionUn team di studenti per gestire un centro di ricerca sociale sui media. Si chiama In Chiaro la grande iniziativa dell’Università Milamo-Bicocca, il neonato centro di studio del dipartimento di Sociologia e ricerca sociale e la novità del progetto, consiste soprattutto nel ruolo assolutamente attivo che avranno gli studenti all’interno dell’osservatorio.

Il progetto In Chiaro, prevede il monitoraggio dei mezzi di comunicazione; “L’obiettivo”, spiega Elisabetta Ruspini, docente di Sociologia, esperta in rappresentazioni mediatiche delle identità di genere e responsabile del progetto, “è capire se le rappresentazioni offerte dai media , e dalla TV in particolare, rispecchiano adeguatamente i mutamenti in atto nella società spingendo verso il superamento di vecchi modelli di genere, generazione ed etnia”.

Il laboratorio è al momento gestito da un gruppo di lavoro formato da quattro laureande, il cui compito è monitorare nove trasmissioni televisive (Mattina in famiglia, Mezzogiorno in famiglia, La prova del cuoco, Uomini e donne, Grande Fratello, L’Isola dei famosi, TV talk, Tutto benessere e Tatami) e creare un portale che raccolga il materiale più interessante emerso da questa ricerca. In programma ci sono anche un ciclo di seminari per commentare i risultati e la realizzazione di un docu-video.

Al progetto, assolutamente innovativo, poiché va ben oltre i seminari e i laboratori già presenti nei piani di studio degli studenti e supera anche la concezione dell’osservatorio come luogo gestito interamente da esperti e ricercatori, dove gli studenti hanno ruoli  marginali se non inesistenti, collaborano alcune istituzioni: fanno parte del comitato scientifico oltre a Giorgio Grossi, direttore del dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, anche Saveria Capecchi, docente di Sociologia dei processi culturali dell’Università di Bologna e Monia Azzalini dell’Osservatorio di Pavia-Media Research.

Il laboratorio verrà inaugurato  oggi in Bicocca (ore 15.00, aula 24,  edificio u7) dove verrà proiettato il video Habemus tv.

Data: 23 febbraio 2011

Dov’era Celli?

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“Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo”. Comincia così la lettera di Pierluigi Celli, direttore generale Luiss, al figlio e pubblicata da Repubblica. Una missiva, anzi un’invettiva sul Paese che non ha da offrire niente ai giovani di oggi. “È per questo che ti parlo con amarezza”, scrive Celli, ” pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio”. Celli motiva e ampiamente le ragioni del suo consiglio.  Sono le stesse che scriviamo da un po’ dalle colonne di Campus. Viva Celli, dunque?
No. Perché Celli non ha purtroppo i titoli per lanciare questi j’accuse.  Lo ricorda la firma in calce al pezzo e la qualifica sottostante (”già direttore generale della Rai“) che non abilita certo il direttore della Luiss all’utilizzo di questi toni.
Può infatti chi ha speso una vita dentro il sistema e ai più alti livelli, chiamarsene improvvisamente fuori?
Dov’era Celli quando in Italia si costruiva tutto questo? Quante volte ha detto “non ci sto”? Cos’ha fatto, concretamente, per sottrarsi, anche lui, alla costruzione di un’Italia chiusa ai giovani come quella che vediamo, in cui il merito è solo una parola buona a farsi pubblicità e in cui il futuro di tanti è appeso a un filo?

Data: 30 novembre 2009

Borromeo, generazione mille euro

 La Borromeo a Markette di La7

La contessa è in vista della laurea. Beatrice Borromeo, discendente del grande cardinale, cognata di Jaki Elkann e già stellina della santoriana Annozero, l’ha rivelato in un’intervista al settimanale Gioia.

B.B, studentessa di Giurisprudenza in Bocconi, lavora ad  una tesi sui problemi della giustizia in Italia ma l’intervista non chiarisce se Marco Travaglio, suo collega da Santoro e grande esperto della materia, le stia dando una mano.

Nell’intervista, la futura dottoressa rivela anche il suo cachet ai tempi della trasmissione di Raitre: 1mille euro lordi.  Ma non al mese. A puntata. Generazione mille euro, alla sua maniera.

Del resto, nella stessa intervista, la Borromeo spiega come continui a fare la studentessa-lavoratrice, rivelando che collabora con un nuovo periodico inglese, Above, per il quale ha confezionato un’intervista a Roberto Saviano.

“Mi faccio un mazzo così per avere una professionalità che non possa essere messa in discussione”, ha detto.

Vabbeh.

Data: 8 maggio 2009

Francilla. Nuova leva, cognome vecchio

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La chiamano Francilla e anima una trasmissione sulle web celebrity che va in onda la domenica sul digitale terrestre Rai, Rai4.

“Sono anche la conduttrice, o meglio la condottiera in questo viaggio dentro il web”, racconta a Panorama. Guja Visigalli, che firma il pezzo, ricorda che Francilla ha una laurea in antropologia culturale, 27 anni, e che è “da anni dietro le quinte dei programmi tv”.

Francilla è una tosta. Racconta: “Con Carlo Freccero, la prima volta, ci siamo mandati a quel paese, eravamo tutti e due prevenuti, ma alla fine ci siamo amati”.

Ha iniziato a lavorare presto, quindi non proprio una bambocciona, adora scrivere, ha sempre tante idee ma deve “anche superare la diffidenza”. Come mai? “Perché mio padre, Andrea, è un politico”.

Più precisamente, Francesca Romana Ronchi, detta Francilla, è figlia del portavoce di An.

Vabbè.

Data: 17 marzo 2009
Campus
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