In edicola

Il Blog

Una notte per candidarsi (a pagamento)

di Maria Teresa Melodia

DSC_0380Il 20 maggio arriva a Milano, in via Carlo Darwin 20, “Portfolio Night” : sono 38 le capitali mondiali dell’advertising che ospitano l’ottava edizione dell’iniziativa e Milano è una di queste, grazie all’organizzazione di ADCI Art Directors Club Italiano, e al supporto di NABA Nuova Accademia di Belle Arti e PROMOCARD.

Di cosa si tratta? Portfolio Night è un evento in cui i giovani aspiranti copywriter, art director e designer della pubblicità possono incontrarsi con numerosi creative director in una sola serata e ottenere una “revisione e commento” del portfolio, fare networking e magari essere reclutati al volo da una delle più importanti agenzie di comunicazione. Un evento che si rivela essere uno strumento fondamentale nel reclutamento di nuovi talenti.

La serata è stata scherzosamente chiamata “speed–dating per creativi“. L’inizio è previsto per le 17:30 con la registrazione dei partecipanti, per proseguire dalle 18:30 a un ritmo preciso e ben scandito, con colloqui a rotazione di 15 minuti l’uno, in modo che i giovani creativi possano incontrare almeno 3 direttori creativi nel corso della serata.

Tutto troppo bello per essere vero? E infatti per partecipare occorre registrarsi sul sito www.portfolionight.com/8 e acquistare online un “biglietto” da 25 Euro, che a detta dell’organizzazione servirebbe a coprire una piccola parte delle spese che sono sotenute da ADCI, NABA e PROMOCARD. I posti a disposizione sono solo 72 e vale la regola del “chi primo arriva…”. Il biglietto, dà anche l’opportunità a chi è ancora studente di iscriversi all’ADCI, basterà infatti aggiungere altri 15 Euro per arrivare alla quota associativa per gli “Studenti ADCI” che è di 40 Euro.

Data: 17 maggio 2010

Unibo, il rettore contro le veline

fantastiche4.jpg

Le Fantastiche 4 non piacciono neppure al rettore. Pier Ugo Calzolari, agli ultimi mesi di mandato all’Alma Mater di Bologna (dal primo novembre gli succedere il prof. Ivano Dionigi, eletto in giugno), è andato su tutte le furie quando ha visto le foto della campagna dei poli romagnoli del suo ateneo ma, soprattutto, quanto ha letto le polemiche “sul velinismo” suscitate e, con tutto il senato accademico, ha chiesto la rimozione/copertura delle affissioni.

“Sconcertante. Questa promozione, fatta senza che noi sapessimo nulla, è sbagliata e altamente sconveniente, lontano mille miglia dal nostro stile”, ha detto a Repubblica.

I vertici dell’ateneo non erano informati della campagna pubblicitaria, finanziata come ogni anno dagli enti sostenitori: la fondazione Flaminia a Ravenna, le società Serinar a Forlì e Cesena e UniRimini.

A difendere la campagna – costata 40mila euro – proprio il direttore della fondazione ravennate, Antonio Penso: “Non c’entra nulla con il velinismo, volevamo comunicare il nostro muoverci insieme dopo anni di campanilismi”.

Impietoso invece il giudizio del rappresentante studentesco della lista ciellina, Angelo Erbacci: “Se questo è quello che l’università propone siamo alla frutta”.

Data: 13 luglio 2009

Le fantastiche 4 dell’Unibo

fantastici4.jpg

“Delle due l’una. O il progetto grafico è stato affidato a un creativo laureato all’ateneo di Lele Mora, o il Senato Accademico intende suggerire un ampliamento dell’offerta formativa e lascia intravedere – almeno per le studentesse più avvenenti – futuri scenari trasversali  dove le più dotate potrebbero financo aspirare all’ambìto titolo di Miss co.co.co e magari aggiudicarsi un bel contratto di lavoro continuativo”.

Commento al vetriolo quello della blogger Ottavina Reale, pseudonimo che nasconde gli animatori del sito ministero della Verità, su una recente campagna di affissioni dell’Università di Bologna, per i poli distaccati di Rimini, Ravanna, Cesena e Forlì.

Il manifesto riporta quattro giovani e bellocce vestite da supereroine e un claim che rimanda alle famose strisce della Marvel: “Le fantastiche quattro”.

“Requisito fondamentale”, verga il blogger, “una laurea ottenuta presso l’Università di Bologna e una tutina di lycra bianca attillata quanto basta”.

In effetti, la campagna non pare brillare per efficacia. E non solo perché un maturando di oggi sostanzialmente ignori le avventure de L’uomo torcia, la Cosa, Mister Fantastic e la Donna invisibile…

Voi che ne pensate?

Data: 8 luglio 2009

Cepu e pubblicità, cosa c’è dietro?

Cepu e Studenti.it

Dalla fine di agosto, il gruppo del tycoon toscano Francesco Polidori, patron di Cepu, ha cominciato ad investire massicciamente sui principali quotidiani italiani. Botte da una pagina in cronaca nazionale che, anche in tempi di vacche magre pubblicitarie, non possono costare meno di 70mila euro. Che cosa c’è dietro questa  campagna monstre?

Non che in passato, spot e affissioni mancassero. Anzi, la stagione dei Del Piero e dei Di Pietro affissi nelle fiancate degli autobus non è lontana. Stavolta, però, dopo un anno di flessione (il 2007), Cepu torna in grande stile e sceglie quotidiani come Repubblica e Corriere della Sera o siti e magazine specializzati, come Studenti.it e Studenti Magazine.

Un assaggio di questa stagione di forti investimenti c’era stato, nel maggio scorso e aveva riguardato il marchio Grandi Scuole. Un accordo con Studenti MediaGroup, appunto l’editrice di Studenti.it, aveva corollato anni di aspre polemiche fra il portale e Cepu, oggetto di una serie di inchieste e forum piuttosto arrabbiati (inchieste e forum che, fino a poco tempo fa, erano richiamate con un certa evidenza nella pagina ‘università’ e che oggi si fatica davvero a recuperare. Sarà un caso?).

Certo, c’era (e c’è) un nuovo prodotto da collocare: un ateneo online nuovo di pacca: l’Università telematica eCampus di Novedrate, in provincia di Como.

In una grande struttura residenziale appartenuta all’Ibm, Polidori aveva piazzato, due anni orsono, la Bertrand Russell University, stringendo un accordo di accreditamento con un ateneo gallese, progetto rivelatosi poi un flop. Ma il magnate delle ripetizioni non ha dovuto sbaraccare l’edificio perché, nel frattempo, come manna dal cielo, a fine gennaio 2006, è arrivato dal ministero dell’Università il riconoscimento all’ateneo telematico.

Il sogno del re dell’assistenza scolastica e universitaria – quello di possedere un proprio ateneo – si è quindi coronato e il Cepu ha un’università tutta sua, che ha aperto i battenti già in questo anno accademico ma che si appresta a fare scintille, almeno a giudicare dagli investimenti, nel prossimo.

La strategia è chiara: si assiste tutto l’anno con Cepu e si vanno a fare esami a eCampus. Anzi, meglio: maturità con Grandi Scuole, laurea con eCampus ma servoassistita da Cepu.

Unico neo del progetto, la rivolta dei tutor di Grandi Scuole che, partita a giugno da Bologna e patrocinata dalla Cgil, era culminata con il primo, storico, sciopero dei precari Cepu e sembrava dilagare a macchia d’olio.

A settembre, uno dopo l’altro, come tappi di champagne, i tutor rivoltosi sono saltati: la Cesd SpA, società che gestisce il marchio Grandi Scuole, non ha rinnovato loro i contratti annuali.

A quanto risulta a Campus, nella scorsa settimana, un gruppo di ex-tutor ha incontrato, ancora a Bologna, i legali della Cgil per studiare le contromosse, che prevederebbero una richiesta di reintegro davanti al magistrato del lavoro, configurandosi un rapporto professionale, di fatto,  subordinato e, di conseguenza, un vero e proprio licenziamento.

Forse la massiccia campagna di advertising del signor Polidori serviva (anche) a smerigliare l’immagine del gruppo di San Sepolcro (Arezzo),  in previsione di un autunno caldo.

Data: 19 settembre 2008
Campus
© 2012 Campus. Riproduzione riservata