In edicola

Il Blog

Lauree on the road, protesta a Padova

Furbetti della laureaProclamare i laureati in piazza. Secondo l’antica tradizione ma nella pubblica via. E’ la protesta che venerdì prossimo insceneranno i docenti e i ricercatori della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali dell’Università di Padova, la seconda più antica d’Italia.

Per protestare contro i tagli alla formazione universitaria,  quelli del corso di  Informatica laureeranno 30 neodottori della prossima sessione in mezzo di strada (che è pur sempre l’antica Piazza dei Signori).

Garantita la formula di rito, con tanto di chiamata ad alta voce del nome del laureato.

La cerimonia “on the road” sarà preceduta, avverte una nota del Bo, il rettorato patavino, “da un breve discorso del residente della commissione di laurea,  professor Gilberto Filè, che illustrerà a studenti e famiglie le motivazioni di questo gesto così inusuale”.

Data: 22 settembre 2010

Dall’Udu a Facebook: il no al numero chiuso

di Claudia Cervini

facebuduSe digitate su Facebook la frase “No al numero chiuso” appariranno una decina di gruppi studenteschi: No al numero chiuso! Sì al diritto allo studio, Il diritto allo studio è sacro, no al numero chiuso, No ai corsi ad accesso programmato e altri che recitano più o meno allo stesso modo. I primi due gruppi contano rispettivamente 1.500 e 700 membri, tanto per far capire le dimensioni della protesta.

Ieri, a Catania, il sindacato studentesco Udu (Unione degli universitari) ha organizzato un sit-in contro l’accesso programmato, segnalato sempre su Facebook tra gli eventi.

Proprio l’Udu quest’anno ha anche redatto l’opuscolo “test sicuro” per tutelare gli studenti dalle irregolarità riscontrate durante la prova d’ammissione e indicare le modalità per fare ricorso, come riporta La Repubblica del 1° settembre. Il testo, una sorta di vademecum, è stato distribuito davanti alle aule.

Innanzitutto le situazioni sospette durante lo svolgimento della prova devono essere segnalate, si legge sull’opuscolo, se nessuno interviene lo studente potrà rivolgersi alle forze dell’ordine. In caso di mancato superamento del test si può far ricorso al Tar del Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie. L’Udu inoltre, come riporta la testata di Ezio Mauro, da diversi anni promuove ricorsi collettivi per studenti che non sono stati ammessi ai corsi, per dare loro la possibilità di entrare in “sovrannumero”. Questo perché l’Udu ritiene il sistema lesivo del diritto allo studio , oltre che privo di efficacia. “È una selezione che ha fallito sotto tutti i punti di vista. Ci sono molti modi per superarlo, ma per farlo dobbiamo guardare all’interesse collettivo e staccarci dagli interessi particolari degli ordini professionali, gli unici che hanno tratto vantaggio dal numero chiuso”.

Data: 2 settembre 2010

UniCa, protesta soft

di Giulia Cimpanelli

unicaLa legge 133, il disegno di legge 1905 e i tagli al finanziamento dell’università e della ricerca oscurano il futuro dei giovani e della cultura. Oscuriamo il sito per 15 secondi ad ogni contatto in segno di protesta”, così la facoltà di Economia dell’Università di Cagliari conduce la sua battaglia privata al nuovo disegno di legge.
E la facoltà di Scienze politiche del medesimo ateneo si mobilita per conto suo: “Spegnere l’Università pubblica per far tacere il valore della conoscenza. “Spegniamo” il sito per esprimere lo stato di mobilitazione della Facoltà e il profondo dissenso contro le scelte del governo che condizionano il futuro dell’Università”, si legge una volta che si clicca sul link dal sito centrale dell’ateneo.
E lo stesso fa Architettura che, oltre alla motivazione del blocco di qualche minuto, esprime su sfondo nero: “Senza università, nessun futuro!”.
E Lettere e filosofia, che sceglie una protesta più “blanda”. Oscuramento per 10 secondo invece di 15: “La legge 133, il disegno di legge 1905 e i tagli al finanziamento dell’università e della ricerca oscurano il futuro dei giovani e della cultura. Oscuriamo il sito per 10 secondi in segno di protesta
In una rosa di facoltà “umanistico-economiche” spicca Scienze MM FF, che si associa pubblicando la stessa frase dei colleghi di lettere.
Si dissociano invece Farmacia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lingue e letterature straniere, Medicina e chirurgia, Scienze della formazione e lo stesso sito principale d’ateneo. Come se i tagli riguardassero solamente determinati settori. O meglio, come se all’interno dell’ateneo crescessero posizioni discordanti in tema.
O forse idee discordanti in fatto di metodi di protesta. C’è chi manifesta, chi organizza esami notturni, chi occupa le aule, chi sospende la ricerca.
Ora c’è anche chi oscura i siti. Una protesta più che pacifista. Ma il ministro se ne sarà accorto?

Data: 6 agosto 2010

I gruppi della protesta su facebook

“Beata ignoranza”Negli anni dei social network, che costituiscono senza dubbio uno dei fenomeni più rilevanti in Rete, la protesta degli studenti universitari, come è già stato evidenziato su questo blog in un precedente post, passa naturalmente anche attraverso questi nuovi strumenti che permettono ai ragazzi di comunicare in tempo reale e che offrono loro sempre maggiori possibilità di aggregazione e organizzazione.

Basta entrare su facebook, il social network di maggior successo che conta ormai qualche milione di utenti in Italia, per rendersi conto della grande quantità di gruppi che i ragazzi stessi hanno creato per discutere della legge 133 e della riforma universitaria. All’interno di questi gli studenti hanno la possibilità di lasciare messaggi pubblici in una bacheca e di inserire interviste, foto e video delle manifestazioni.

(leggi il resto del post…)

Data: 24 novembre 2008
Campus
© 2012 Campus. Riproduzione riservata