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Navetta, per tutti!

di gcavallaro

busL’ottimizzazione del sistema di mobilità cittadina è un punto cardine del tema del welfare studentesco. Lo sarebbe ovunque, ma un’importante sede universitaria sente, particolarmente, di dover dare una svolta in quest’ambito. Si tratta del Politecnico di Bari i cui studenti segnalano “l’assenza di un adeguato collegamento tra la sede centrale del Politecnico di Bari, situato in via Orabona con il DIMEG (Dipartimento Ingegneria Meccanica e Gestionale) situato in viale Japigia”.
Il che costituisce un serio problema per gli studenti iscritti ai corsi di laurea triennale e specialistica di Ingegneria Meccanica, Gestionale ed Elettrica. Sono in particolare gli studenti di 6 corsi di laurea quelli costretti a raggiungere quotidianamente il dipartimento sia per sessioni d’esame che per orari di ricevimento, laboratori sia di tirocinio che di tesi. Come risolvere il problema? Semplice: con una navetta. Per questo con un passaparola che su facebook ha già coinvolto 273 studenti, è partita la richiesta degli universitari del Politecnico pugliese. “Stiamo raccogliendo le firme per chiedere l’attivazione di questo servizio” si legge sulla pagina creata ad hoc per sensibilizzare sull’argomento . “Troppo spesso, sopratutto gli studenti del CUC Industriale, sono costretti a raggiungere il dipartimento di Meccanica e Gestionale situato al quartiere Japigia. Chiediamo quindi l’attivazione di un servizio che porti gli studenti in dipartimento senza le difficoltà attuali”. Insomma un servizio che faciliti l’accesso alle strutture accademiche, nient’altro. Dopo aver mobilitato gli utenti della rete, il prossimo step sarà dunque quello della raccolta firme in ateneo, con l’obiettivo di “dare una svolta significativa ai servizi offerti dal Politecnico”.

Data: 19 maggio 2011

Bari: la protesta non si arresta

di cgalleani

bari“La protesta non si arresta”: questo il motto che accompagna tutte le iniziative degli studenti baresi (nella foto alcuni manifestanti della facoltà di Agraria). L’ultima in ordine di tempo? Un sit-in in piazza Umberto, iniziato circa un’ora fa. Gli universitari del capoluogo pugliese si fanno sentire anche dalla loro pagina di Facebook: “quest’anno non vogliamo regali. Vogliamo riprenderci ciò che è nostro, ciò che ci stanno rubando: il futuro, il nostro futuro!”. Ieri sera, sempre in piazza Umberto, i giovani si erano incatenati per dimostrare a Governo e istituzioni che “le idee non si arrestano”. Gli studenti avevano poi dato vita a un corteo pacifico per le vie del centro.

Data: 23 dicembre 2010

A Milano tra pentole e vuvuzelas

di Claudia Cervini

uni stataleA Milano il corteo di protesta anti-riforma è già cominciato: il ritrovo era previsto per le 9 davanti alla sede della Statale in Festa del perdono.

Il programma della giornata di proteste milanese è sul blog del collettivo Città studi, ma le tappe del corteo non sono esplicitate: anche a Milano si sfrutta l’effetto sorpresa.

Tra l’occorrente da portare con sé si legge: pentole, fischietti, bidoni, strumenti musicali, tamburi, vuvuzelas… per fare ritmo e rumore. “Si prega di venire in bici“, si legge anche, “perché alle 12.30 partirà una critical mass“.

I collettivi hanno reddato un documento (il volantone , lo chiamano), dove spiegano le ragioni della protesta: quattro pagine intitolate Out of time: cosa succede in università, dove gli studenti esprimono valutazioni e rivendicazioni.

La pagina si chiude con questo slogan: “siamo in cerca del nostro futuro e ce ne stiamo occupando!”.

Data: 22 dicembre 2010

Università: all’estero mobilitazione anti riforma

di cgalleani

erasmus9dicFinora hanno manifestato la loro solitarietà agli studenti che protestano nel nostro Paese con iniziative simboliche ma abbastanza slegate. Ora però alcuni studenti italiani che vivono all’estero hanno deciso di coordinarsi per dar vita a una mobilitazione unitaria. Prevista per domenica 12 dicembre, la manifestazione dovrebbe coinvolgere numerose città, sparse in ben sedici Paesi. Per questa data sono previsti presidi nei luoghi più significativi delle città e un’opera di volantinaggio che spieghi ai cittadini locali il significato della manifestazione. Questi  giovani universitari che stanno trascorrendo un periodo di studio fuori dall’Italia intendono dare, in questo modo, il loro appoggio a chi protesta contro il ddl Gelmini e, più in generale, contro il degrado dell’università italiana.

Data: 10 dicembre 2010

La protesta parte dal futuro

di cgalleani

protesta6dicPuò suonare strano ma è così. Le proteste di questi giorni contro il ddl Gelmini – che sarà discusso in Senato dopo il 14 dicembre – partirebbero dalla preoccupazione degli studenti per il loro futuro. Secondo un sondaggio svolto da Demos in collaborazione con Coop, il 38% dei giovani intervistati ritiene che il problema principale dell’università italiana sia lo scarso collegamento con il mondo del lavoro. Non solo: la maggioranza degli intervistati (circa il 60%) ritiene che la situazione di scuola e università italiana sia peggiorata negli ultimi dieci anni, e che le misure previste nel decreto legge non faranno altro che peggiorare le cose (lo pensa più o meno il 50% di chi ha espresso la sua opinione). I tagli previsti dal ddl, andando a peggiorare una situazione già critica, sarebbero dunque “la goccia che ha fatto traboccare il vaso“, in un clima di malcontento e di forte incertezza sul domani. I risultati della ricerca di Demos sono visibili sul sito www.demos.it/a00528.php.

Data: 7 dicembre 2010

In 400mila in tutta Italia, ma non bastano…

di Claudia Cervini

napoli0In 400mila hanno manifestato ieri in tutta Italia (stando alle fonti degli organizzatori). Ma non è bastato. La riforma è passata con 307 voti a favore e approderà in Senato per il confronto definitivo.

Da Napoli in Piazza del Plebiscito a Milano in Piazza Duomo, alla stazione di Rogoredo, Porta Garibaldi, Cadorna, Greco passando per le vie di Roma e i binari della stazione Termini. A Torino e Pisa occupano le tangenziali, a Bologna le autostrade, in Veneto, a Parma, a Lecce ancora i binari

Manifestazioni pacifiche in alcune città e scontri con la polizia nella capitale, tensione a Milano, Bologna e Brescia. Bottiglie, sassi, lacrimogeni, cariche: lo scontro peggiore avviene in via della Vite, un vicolo laterale che sbuca su via del Corso, nel centro della capitale. Le forze dell’ordine caricano dopo che un gruppo di ragazzi cerca di ribaltare un blindato: sbucano dal nulla colgono gli studenti impreparati e si scatena il panico tra la folla.

Gli studenti si sentono sconfitti, ma non mollano: “torneremo in piazza il 14 dicembre (giorno dell’approvazione in Senato) per far valere i nostri diritti”.

Data: 1 dicembre 2010

Chi scende dal tetto… e chi sale

di cgalleani

AnconaSe a Torino i manifestanti hanno organizzato una serata “giù dai tetti” di Palazzo Nuovo, ad Ancona gli studenti di Ingegneria sono saliti nuovamente sulla sommità dell’edificio che è sede di facoltà per continuare a protestare contro il ddl Gelmini. Alla Sapienza di Roma sono previsti per questo pomeriggio lezioni e convegni sul tetto del dipartimento di Fisica e della facoltà di Architettura. A Parma non mostrano segni di cedimento gli studenti che da giorni manifestano sui tetti dell’università; in serata, anzi, dovrebbero essere raggiunti dal direttore de Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro.

Data: 29 novembre 2010

La protesta in Europa

di cgalleani

protesta-erasmusLa preoccupazione per il futuro dell’università italiana sta raggiungendo anche gli  studenti e i ricercatori che hanno scelto di trascorrere un periodo di studio all’estero. Già da alcuni giorni gli studenti Erasmus fanno sentire la loro voce dalle principali città europee, temendo che al loro rientro in Italia il ddl Gelmini sia divenuto legge. Questa mattina, poi, la protesta ha raggiunto il Cern di Ginevra, dove si trova un buon numero di dottorandi e ricercatori italiani. Questi ultimi sono saliti sul tetto del più grande laboratorio di fisica al mondo per esprimere la loro solidarietà a chi manifesta nel nostro Paese e per chiedere che non vengano inflitti ulteriori tagli ai fondi per la ricerca.

Data: 29 novembre 2010

La protesta non si arresta

di cgalleani

protesta-cataniaLa protesta degli studenti contro il ddl Gelmini, in discussione in questi giorni alla Camera, sembra non arrestarsi più: se a Catania gli studenti hanno preso possesso della facoltà di Scienze Politiche, a Teramo i ricercatori hanno occupato la radio d’Ateneo, Radio Frequenza, provocando l’interruzione delle normali trasmissioni. Hanno poi dato vita a un dibattito tra ricercatori favorevoli e contrari alla riforma, cercando di coinvolgere anche le persone all’ascolto. Intanto si è saputo che il rettore dell’Università Federico II di Napoli, il professor Marelli, ha firmato insieme a studenti e ricercatori un documento in cui si chiede di sospendere la discussione del ddl in Parlamento.

Data: 26 novembre 2010

Protesta: a Lecce fanno network

di Claudia Cervini

gruppo-facebookI gruppi creati sui social network contro il Ddl università, contro il ministro Gelmini e contro la riforma dell’università non si contano. Ma quello sorto oggi ad opera degli studenti di Lecce è qualcosa di diverso. Una pagina nata appositamente per coordinare la protesta universitaria cittadina che titola Ateneo salentino occupato.

Gruppo che più esattamente serve a coordinare gli occupanti dell’Università di Lecce, che prima si sono appropriati del rettorato e poi dell’intera università. Sulla pagina si legge che per introdursi nell’ateneo bisogna munirsi di libretto universitario oltre alle sollecitazioni a tenersi pronti per partecipare alla seconda assemblea plenaria dell’occupazione.

Un’organizzazione degna della generazione digitale. Forse questa mobilitazione nazionale cambierà le modalità e la concezione stessa di protesta. Un fenomeno da studiare nelle aule di comunicazione.

Data: 26 novembre 2010

Siena si mobilita

di cgalleani

protesta_sienaContinua l’occupazione dei luoghi del sapere da parte degli universitari senesi: dopo la facoltà di Lettere, quella di Medicina, il polo Mattioli e  l’Università per Stranieri si mobilita anche la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Al termine di un’affollatissima assemblea generale studenti, ricercatori e professori hanno deciso di occupare gli spazi della facoltà. Obiettivo, come si legge sul comunicato stampa divulgato da coloro che partecipano alla protesta (http://www.facebook.com/#!/notes/link-siena/comunicato-stampa-smfn-occupata/469242289521),  è quello di “liberare un luogo di confronto e dibattito, in netta contrapposizione con il criminale omicidio dell’Università pubblica che si sta perpetrando in questi giorni attraverso il ddl Gelmini”. Gli studenti promettono un fine settimana di lotta ed elaborazione, in preparazione di un lunedì 29 di mobilitazione generalizzata”. Per lunedì è prevista infatti l’assemblea generale della facoltà di Economia, al termine della quale gli studenti pensano di confluire in uno spazio condiviso di lotta.

Data: 26 novembre 2010

Cagliari: la protesta continua

di cgalleani

protesta_cagliariSono saliti ieri sul tetto del Palazzo delle Scienze per gridare il loro NO alla riforma Gelmini, e da lì i giovani universitari cagliaritani continuano a far sentire la loro voce. Su Facebook le foto e i video della protesta e la promessa degli studenti di non abbandonare il loro presidio fino a quando non sarà terminata alla Camera la discussione del ddl Gelmini.

Data: 26 novembre 2010
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