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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; phd</title>
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		<title>Phd squillo? Non in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 10:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campus]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-575" title="Brook" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/Brook.jpg" alt="Brook" width="125" height="83" /></p>
<p>Ha fatto scalpore, in Gran Bretagna, la storia di <strong>Brooke Magnanti</strong>, un bella, bionda trentaquattrenne di lontane ma chiare origini italiane.</p>
<p>La Magnanti ha raccontato di essersi a lungo prostituita per pagare il suo dottorato in Oncologia pediatrica.</p>
<p>&#8221;Sono andata letto con un numero di uomini che va dalle dozzine alle centinaia&#8221;. La storia era finita in un libro, <em>Belle de jour</em>, autobiografico ma che doveva rimanere sotto pseudonimo. L&#8217;identita&#8217;, al contrario, e&#8217; venuta fuori e Brooke ha fatto outing col <em>Sunday Times</em>.</p>
<p>Dunque, oltre Manica ci si prostituisce per un phd.</p>
<p>Il solito autolesionismo italiano noterebbe subito che, da noi &#8211; dal mitico professore docente di diritto della navigazione a <strong>Camerino</strong> fino ai recenti casi di un ateneo lucano &#8211; c&#8217;è chi si è venduto anche per passare un esame.</p>
<p>In realtà, a voler esser cinici oppure sanamente provocatori,  la storia di Brooke segnala altro: in Gran Bretagna il dottorato conta qualcosa mentre in Italia e&#8217; un titolo praticamente misconosciuto.</p>
<p>Da oltre un anno il ministro <strong>Gelmini</strong> ne ha annunciato la riforma sollecitando il coordinamento delle scuole di dottorato a fornire alcuni spunti. Cosa che è stata fatta da tempo.</p>
<p>Nel frattempo, oltre a inserire il phd in un documento <em>Italia 2020</em>, firmato a quattro mani con il ministro del Welfare, <strong>Sacconi</strong>, la Gelmini s&#8217;è dimenticata il dottorato. Non s&#8217;è capito, per esempio, perché non l&#8217;abbia contemplato nel ddl di riforma, visto che parla di reclutamento e di giovani ricercatori.</p>
<p>Eppure, ogni anno, formiamo migliaia di giovani alla ricerca per poi consegnarli a un mercato del lavoro per il quale quel titolo non ha nessun valore aggiunto rispetto alle lauree e ai master.  Senza dimenticare i dottori di ricerca che prendono le vie del precariato, negli atenei, nei centri di ricerca e nelle scuole. Un gigantesco spreco di talento e di risorse.</p>
<p>E questo mentre le nostre imprese, per la maggior parte piccole, ignorano cosa sia la ricerca e lo sviluppo, perdendo terreno giorno per giorno sui mercati.</p>
<p>Basterebbe davvero un piccolo sforzo per incentivare il dottorato per le imprese: aziende che si consorziano per avere alcuni dottorandi a fare ricerca.</p>
<p>Al contrario, il phd rimane una grande macina delle risorse umane migliori di questo Paese, un parcheggio, una perdita di tempo.</p>
<p>Fatte salve le convinzioni morali di ognuno, ultimamente niente per cui valga la pena prostituirsi.</p>
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