Il fuorisede? Voti dove studia
Sta crescendo di giorno in giorno la petizione online e il gruppo Facebook che rilanciano la proposta di tre giovani, studenti universitari o da poco laurati: consentire a chi è fuorisede di poter votare laddove vive molti mesi all’anno.
Spesso, malgrado le riduzioni sul biglietto ferroviario (60%), che permette di tornare a casa a costo contenuto, c’è chi rinuncia a un diritto importante: quello di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, in questo caso (6-7 giugno) quello europeo.
Stefano La Barbera e Benedetto Tagliavia, studenti a Torino, e Andrea Aloisi, che invece fa l’università in Francia, hanno cercato di far sentire le ragioni di quei 250.535 gli universitari italiani, iscritti in atenei di regioni diverse dalla loro. Si tratta dell’81% dei ragazzi lucani, del 71% dei valdostani, del 58% dei molisani, del 46% dei trentini e altoatesini, del 33% dei pugliesi e dei calabresi.
“In totale”, scrivono i tre sulla petizione, “il 19,52% di tutti gli studenti universitari studia fuori dalla propria regione”.
I tre spiegano che “per ragioni economiche” hanno già rinunciato a votare alle politiche del 2008 e ricordano come, in molti Paesi europei, esistano già, per queste categorie di elettori, “il voto per delega o per corrispondenza”.
Consapevoli che ormai, già a ridosso della prossima consultazione europea, nulla cambierà, chiedono però di sostenere la petizione online od iscriversi al gruppo di Facebook (che è già a quota 1.758 iscritti).
Un gesto intelligente, per cambiare le cose dal basso, che va nel senso di una partecipazione autentica.
Firmiamo la petizione e aderiamo al gruppo.
