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Gran Bratagna: lo studente fa causa

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L’età del malcontento: così titola l’autorevole Times Higher Education-The di ieri, dedicando la copertina a un fenomeno crescente, quello degli studenti che protestano.

Nulla a che fare con la nostra Onda o i movimenti francesi anti-Pécresse, si tratta invece degli studenti che usano le vie amministrative e/o legali contro i propri atenei, per disservizi et similia.

Secondo il giornale britannico, sebbene si tratti di soli 900 casi in Inghilterra e Galles, denotano una tendenza nuova per gli atenei di sua maestà: quella consomeristica. Insomma, scrive THE,  gli studenti, come i clienti di qualsiasi mercato, s’arrabbiano se la cosa acquistata non risponde alle promesse del venditore.

Il punto, continua il settimanale, è che le amministrazioni non sono affatto pronte a questa new wave studentesca.

L’inchiesta, introdotta da un articolo di Francis Furedi, docente di Sociologia all’Università di Kent, ha subito sollevato una serie di commenti sul forum del sito fra cui quello di un altro insegnante, che ha lasciato un post piuttosto polemico.

“La distinzione fra clienti e studenti è cruciale”, ha scritto il professore, ricordando che “i clienti hanno diritti mentre gli studenti, diritti ma anche responsabilità. Gli atenei dovrebbero rispettare i diritti degli studenti ma richiamarli alle loro responsabilità. Una cultura della lamentela che enfatizzi i diritti ma ignori le sottostanti responsabilità infantilizza tutti. E nel lungo periodo”, ha concluso, “provoca agli studenti un grave disservizio”.

Data: 5 giugno 2009

Brunetta dà dei “guerriglieri” agli studenti dell’Onda

Renato BrunettaIl ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha usato toni forti nei confronti degli studenti dell’Onda, protagonisti di scontri durante alcune manifestazioni: «L’Onda non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Ha poi precisato: «Mi sono sbagliato, non hanno la dignità di guerriglieri, che sono una cosa seria: sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni. [...] A Roma ci sono state cariche e scontri perché un gruppo di giovani un po’ estremisti ha infranto delle regole che la città si era data nel definire le manifestazioni. Come si definisce chi infrange le regole, chi fa violenza sulle strade e costringe la polizia a scontri che ha altro da fare? Io sto dalla parte dei poliziotti, dell’ordine pubblico, delle regole, di chi vuole manifestare legalmente e democraticamente, dalla parte dei rappresentanti degli studenti, non di questi signori che per avere una qualche visibilità usano la violenza».

Non si sono fatte attendere le repliche contrariate da parte dell’opposizione e dei rappresentanti del movimento.

Data: 20 marzo 2009

“Surfing day”: il 27 febbraio torna l’Onda

“Surfing day”Venerdì 27 febbraio gli studenti italiani torneranno in piazza per il Surfing day, giornata di mobilitazione nazionale studentesca.

La protesta riguarda i provvedimenti già contestati in autunno e ora in fase di attuazione sulla scuola e sull’università.

Su facebook è presente l’evento ed è possibile annunciare la propria partecipazione.

A Roma il corteo partirà da Piramide alle 9:30, a Torino da piazza Arbarello alle 9:00, a Genova da piazza Caricamento alle 9:00, a Siena da piazza della Posta alle 9:00, a Brindisi da piazza della Stazione alle 9:30, a Napoli ci sarà una lezione all’aperto a piazza Dante alle 9:00, a Cosenza e a Trieste si svolgeranno dei flash mob. Altre iniziative sono in via di definizione.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell’Unione degli Studenti.

Data: 20 febbraio 2009

L’Onda secondo Saviano

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Il movimento studentesco “vive di sogni e tenta di cambiare le cose”, così si è espresso stasera Roberto Saviano, intervendo alla Terza Università di Roma, per una lezione di legalità.

L’autore di Gomorra era stato invitato dall’Onda di Roma3 a parlare di  legalità, emarginazione, razzismo e stereotipi.

E ringraziando propri gli organizzatori, Saviano ha definiti in questi termini del movimento anti-133.

Allo scrittore napoletano, Campus ha dedicato un poster presente nel numero di dicembre, invitando i lettori ad affiggerlo nelle facoltà universitarie in segno di solidarietà

Data: 17 dicembre 2008

Un’Onda ideologica?

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Non sarà che quest’Onda sia stata sopravvalutata? Gli ultimi passi del movimento anti-133 (cui dedichiamo la maggior parte della sezione Politics di Campus che sarà in edicola da martedì 16) lasciano davvero perplessi.

Prendiamo, per esempio, la contestazione del sottosegretario Gianni Letta a Siena. A leggere le email del terminale senese della protesta di lancio della manifestazione, c’era da riflettere. “Letta è la persona con la quale  il rettore dell’università di Siena, Silvano Focardi, ha istituito un canale privilegiato per la gestione della  crisi dell’ateneo”, si è scritto.

Di nuovo, Letta “è colui che ha avallato il vergognoso piano di ‘risanamento’”. Ancora, secondo l’Onda senese  è stato il Governo “nella persona di Gianni Letta, a imporre la  nomina  del nuovo direttore amministrativo della nostra università”, al quale il rettore, Focardi “renda conto  esclusivamente”, piuttosto che “a quelle componenti dell’ateneo toccate  dalla crisi, pur non avendola generata: studenti e precari che da mesi si  stanno battendo per la tutela dei propri diritti”.

Piccolo dettaglio: l’ateneo ha scoperto recentemente un colossale buco di bilancio (250 milioni di contributi previdenziali non versati), che il rettore sta tentando disperatamente di ripianare.

Si addebita a Focardi il voler risanare? Il fatto che, per questo, si raccordi alla presidenza del Consiglio? E, ancora più sorprendente, avrebbe dovuto nominare il nuovo dirittore amministrativo indicendo una bella assemblea? 

Posizioni, queste, che lasciano trasparire un ideologismo agghiacciante. Lo stesso che emerge quando si programmano la autoriduzioni agli spettacoli teatrali, ai concerti ecc. Cose già viste nel lontano 1977. E non finì troppo bene

Data: 12 dicembre 2008

L’Onda è spompa?

onda.jpgL’Onda s’è spenta?Lo stanco rituale della protesta all’ inaugurazione della Sapienza – un centinaio di studenti, uno striscione srotolato -, gli sparuti blitz al Torino Film Festival e nei teatri di Roma e Milano, le fiacche manifestazioni milanesi obbligano all’interrogativo.

Che il mare dell’università stia diventando piatto?

Fa riflettere anche l’esito delle elezioni di Roma1: a fare il pieno di voti fra i 14mila votanti (uno studente iscritto su 10) sono state una lista civica di Medicina (da alcuni definita vicina al rettore Frati), Mondo Sapienza di area ciellina e Azione universitaria, lista accademica di Alleanza nazionale. Elezioni a cui l’Onda non ha partecipato.

manifestogrande.jpgGià ma proprio qui sta il punto. Perché l’Onda che ha nella Sapienza una delle sue roccaforti, non ha scelto di partecipare? Perché non rappresentare negli organi collegiali dell’ateneo più grande d’Europa le ragioni della protesta? Perché non portare nel cuore simbolico del mondo accademico le istanze del movimento anti-133?

Secondo alcuni, l’Onda non poteva piegarsi alle anguste logiche elettorale essendo, per sua natura, un movimento spontaneo e irregolare. Candidare qualcuno e farlo eleggere sarebbe stato come scendere a compromesso col sistema che si vuol contestare.

Secondo altri la ritrosia dell’Onda a contarsi, nasconderebbe solo il timore di evidenziare quello che nelle agitazioni dei giorni scorsi era stato facile dissimulare: la relativa esiguità di adesioni al movimento.

Data: 29 novembre 2008

Interrotta l’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza

Circa un centinaio di studenti sono entrati nell’aula magna del rettorato della Sapienza durante l’inaugurazione dell’anno accademico interrompendola. I manifestanti urlavano lo slogan «Non c’è nulla da inaugurare» e hanno srotolato degli striscioni.

Il rettore Luigi Frati aveva già concluso il suo intervento. Era in corso la lectio magistralis della professoressa Irene Bossoni.

Data: 28 novembre 2008

“Siamo in Onda” alla Sapienza

Stasera alla Sapienza si terrà Siamo in Onda, un concerto gratuito a sostegno del movimento.

Hanno finora dato la loro adesione Roberto Angelini, la Banda Osiris, Enrico Capuano, Marco Conidi, Simone Cristicchi, Filippo Gatti, l’attore Elio Germano con LeBestieRare, Lillo&Greg, Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo, Remo Remotti, Andrea Rivera, Daniele Silvestri, Riccardo Sinigallia, i Tre Allegri Ragazzi morti, Dario Vergassola e Peppe Voltarelli.

Alcuni momenti del concerto saranno dedicati al punto sulla situazione attuale degli atenei e sul loro futuro, alla luce dell’approvazione del primo manifesto di autoriforma.

Alla Sapienza rimane occupato permanentemente soltanto l’edificio del dipartimento di Fisica.

Data: 18 novembre 2008

La “controriforma” degli studenti

Progetto per l'autoriforma dell'Università Gli studenti provenienti dagli atenei di tutta Italia che hanno partecipato all’assemblea nazionale degli universitari, che si è svolta alla Sapienza sabato e domenica, hanno redatto un manifesto di autoriforma dell’università.

Dopo avere discusso i temi della riforma durante tre workshop tematici dedicati a ricerca, didattica e welfare, al termine dell’assemblea i ragazzi hanno approvato per acclamazione i punti principali della loro proposta.

(leggi il resto del post…)

Data: 18 novembre 2008

L’onda dei Vecchioni

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Un’onda di Vecchioni si abbatte sul movimento anti133.  Roberto, classe 1943, il cantautore che abbiamo amato per Velasquez e Stranamore, ha fatto lezione agli studenti mobilitati della Statale di Milano.

Dario Fo, 82 anni, il Nobel che abbiamo ammirato per Mistero Buffo,  lo aveva preceduto. Sabina Guzzanti, 45 anni, la graffiante cabarattista anti-regime, ha tenuto oggi la lezione in piazza agli studenti fiorentini.

Tutti personaggi lontani, ahiloro, dall’età degli studi.

L’Onda rappresenta un movimento, condivisibile o meno, che raccoglie istanze dal basso e che rifugge la rappresentanza confezionata a tavolino, così come il forzoso inserimento negli schemi facili “destra-sinistra”.

L’Onda dei Vecchioni invece è schieratissima e legittima chi, sul versante opposto, insiste sul movimento studentesco come fenomeno eterodiretto (da una precisa parte politica).

Proposta: e se Vecchioni, Guzzanti e Fo stessero a casa? Pazienza, se non riusciranno, come Sartre e la De Beauvoir, ad arringare i rivoltosi del Maggio francese. Glielo perdoneremo

Data: 6 novembre 2008
Campus
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