Test gate nel Salento
All’Università del Salento non c’è pace. Dopo il caso tasse, proseguito per mesi e non ancora concluso (leggi qui) l’Unione degli universitari e l’ateneo sono ancora sul piede di guerra. Questa volta il sindacato studentesco – tra i più attivi della penisola – rivendica, in nome del diritto allo studio, un posto a Ingegneria ed Economia, che invece da quest’anno saranno a numero chiuso e potranno ospitare al massimo 150 studenti.
“La decisione”, racconta il sindacato, “è arrivata in seguito alle norme ministeriali che prevedono il calcolo del Fondo di finanziamento ordinario, che ogni anno il ministero eroga alle università, sulla base del numero degli studenti rispetto al numero dei docenti. Ogni corso per essere attivato e reiterato nel tempo, infatti, deve avere un numero minimo di 12 docenti garanti, con un massimo di studenti iscritti di 150 (DM 17/2010). Se il numero di iscritti al corso”, continuano, “supera la quota prevista dalle normative, l’FFO viene decurtato. In corsi di laurea senza il numero programmato possono accedere quindi tutti gli studenti, mentre invece con le normative applicate lo scorso senato accademico il numero di studenti non può superare le 150 unità, prevedendo dei test di ingresso con tanto di pre-iscrizione che permettono l’accesso questi corsi”.
Una decisione presa in Senato accademico lo scorso 9 giugno, dove l’Udu ha dissentito energicamente: “Abbiamo espresso il nostro parere nettamente contrario al numero programmato, frutto di norme ministeriali che vedono l’istruzione come riservata ad un élite di pochi studenti. Tale situazione”, fanno sapere, “se pur approvata nel Senato accademico dell’Università del Salento, è generata da una politica sull’istruzione scellerata. L’inasprimento delle norme ministeriali, che obbligano le università a programmare il numero degli studenti in ingresso per motivi meramente numerici, di fatto va a penalizzare i soli studenti che non potranno più sognare il futuro che vorrebbero“.

È iniziato il conto alla rovescia per gli studenti che, terminata la maturità, si sono rimessi a studiare per i test d’ingresso universitari. Non solo i futuri medici e gli ingegneri, ma anche economisti, letterati, comunicatori, linguisti, psicologi, insomma oggi i test d’ingresso sono disseminati a macchia di leopardo nelle facoltà delle università italiane e regolano l’accesso ai più diversi corsi di studio.

