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Social matricole

di gcavallaro

libri Dedicato alle future matricole, che bazzicano su Facebook e non sanno che il social network può essere anche fonte di informazioni pratiche per la sopravvivenza, specie iniziale, nelle aule d’ateneo. L’idea nasce dal portale Liveunict.com che raccoglie sul web tutte le curiosità e le notizie che gravitano intorno all’universo dell’ateneo siciliano. Ebbene sul social network più popolato del web,ecco che arriva la pagina “Numero chiuso e Test d’Ammissione”. Creata con l’intento di fornire le dritte necessarie sui test di ammissione e sul numero programmato . Quindi si potranno trovare informazioni su ciò che riguarda l’accesso ai corsi a numero programmato per quanto riguarda l’anno accademico 2011/12. Sulla bacheca gli utenti potranno “intrufolarsi” in web discussioni circa le prove di ammissione, gli esiti delle stesse e di tutto quello che riguarda il test di ammissione. Il tutto gestito da studenti universitari, che già hanno maturato esperienza nel settore, per le giovani leve piene di dubbi da risolvere. Un’iniziativa lodevole che dovrebbe impedire di arrivare impreparati. Non solo agli esami.

Data: 29 giugno 2011

Caro Ministro, ha notato quella pubblicità?

gelminiUn tempo le pubblicità di Mr. Cepu, riferite alla sua università privata di Novedrate, usavano un claim piuttosto aggressivo: “Iscrizioni aperte tutto l’anno”. Oppure esaltavano l’assenza di test di ingresso.
Da quest’anno i creativi di Borgo San Sepolcro (Arezzo), sede centrale del Gruppo Cepu, hanno deciso di non esaltare troppo questa elasticità amministrativa e, zitti zitti, han preso a far pubblicità, un giorno sì e l’altro pure, sui principali giornali italiani, col pretenzioso slogan: “L’università del futuro è online”.
Ovviamente, se loro vedono così lontano, se hanno una vision di questa portata sono liberissimi di usarla nella comunicazione pubblicitaria.
Peccato che il martellamento sia partito dalla fine di luglio e continui tutt’ora (oggi, su Il Giornale): vale a dire nel periodo in cui molte migliaia delle future 300mila matricole decidono dove iscriversi.
Una comunicazione in cui eCampus, università riconosciuta come “a distanza”, presenta anche un programma full-time, addirittura residenziale.
E’ corretto tutto ciò? Quante famiglie e studenti si iscriveranno a Novedrate, così come si iscriverebbero alla Bocconi, alla Sapienza o alla Statale di Milano e pensando di ricevere la stessa didattica – e non semplicemente come qualità di contenuti ma, più banalmente, come tipologia di insegnamento?
Al ministro Gelmini pare una situazione normale? Glielo abbiamo chiesto, con una lettera aperta che pubblichiamo nel numero di Campus da poco in edicola.

Data: 24 settembre 2010

Numero chiuso: precedenza ai lombardi

di Claudia Cervini

testingresso5Considerare la residenza e non il voto di maturità per l’accesso ai corsi a numero chiuso. Questo quello che chiede la Lega con due emendamenti presentati dal Carroccio e approvati dalla settima  commissione regionale Cultura e formazione professionale.

Stabilire quindi una corsia preferenziale per gli studenti lombardi (o residenti in regione da almeno cinque anni) e dedicare il 20% del programma ad argomenti legati al territorio.

“Oggi gli studenti lombardi partono svantaggiati” spiega il consigliere regionale leghista Massimiliano Orsetti a Repubblica “perché nei test di ammissione alle università a numero chiuso si tiene conto anche del voto preso all’esame di maturità, che in alcune regioni del Sud è notoriamente dato con generosità.”

Inoltre la Lega chiede di sostenere in via prioritaria gli studenti lombardi anche in tema di diritto allo studio: residenze universitarie, borse di studio ecc.

Come ricorda il consigliere regionale Pd Fabio Pizzul “potenzialmente saranno penalizzati anche gli studenti novaresi o piacentini, che abitano appena al di là dei confini della regione” e che, con riferimento a certi settori, non trovano alternative nelle loro città. Il rischio come ricorda Pizzul è di escludere studenti meritevoli privandoli della possibilità di frequentare il corso prescelto. Insomma, nuova lesione del diritto allo studio.

Data: 23 settembre 2010

Proteste in Cattolica: 250 studenti esclusi

di Claudia Cervini

images-1A proposito di boom di iscrizioni, test d’ingresso e numero chiuso. Ci siamo occupati sul nostro portale della cor sa alle immatricolazioni che ha aperto quest’anno accademico e delle polemiche che hanno accompagnato corsi a numero chiuso e test d’ingresso. Frutto della crisi, incertezza del futuro? Probabile, visto che il fenomeno non è solo italiano ma tutto europeo.

Anche a Milano, in Università Cattolica si riempiono le aule e scatta la protesta degli esclusi.

Il Corriere della Sera Milano riporta infatti la polemica dei 250 studenti esclusi dalla laurea magistrale in management dell’ateneo di Largo Gemelli. 550 persone per 300 posti: “avremmo dovuto avere un canale preferenziale visto che abbiamo frequentato questa triennale. Ci faremo sentire”. Cartelli di protesta sono già appesi nel chiostro della Cattolica. Chi polemizza lo fa perché “hanno fatto entrare anche chi aveva una media inferiore”, ma l’ateneo risponde che è impossibile, visto che vige il metodo meritocratico. La Cattolica si “difende” dicendo che negli altri atenei “le immatricolazioni sono poco più di un terzo, e che la situazione è risolvibile: ci sono anche altri corsi”. Ma agli studenti non basta, “noi volevano studiare management”.

Data: 21 settembre 2010

Dall’Udu a Facebook: il no al numero chiuso

di Claudia Cervini

facebuduSe digitate su Facebook la frase “No al numero chiuso” appariranno una decina di gruppi studenteschi: No al numero chiuso! Sì al diritto allo studio, Il diritto allo studio è sacro, no al numero chiuso, No ai corsi ad accesso programmato e altri che recitano più o meno allo stesso modo. I primi due gruppi contano rispettivamente 1.500 e 700 membri, tanto per far capire le dimensioni della protesta.

Ieri, a Catania, il sindacato studentesco Udu (Unione degli universitari) ha organizzato un sit-in contro l’accesso programmato, segnalato sempre su Facebook tra gli eventi.

Proprio l’Udu quest’anno ha anche redatto l’opuscolo “test sicuro” per tutelare gli studenti dalle irregolarità riscontrate durante la prova d’ammissione e indicare le modalità per fare ricorso, come riporta La Repubblica del 1° settembre. Il testo, una sorta di vademecum, è stato distribuito davanti alle aule.

Innanzitutto le situazioni sospette durante lo svolgimento della prova devono essere segnalate, si legge sull’opuscolo, se nessuno interviene lo studente potrà rivolgersi alle forze dell’ordine. In caso di mancato superamento del test si può far ricorso al Tar del Lazio entro 60 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie. L’Udu inoltre, come riporta la testata di Ezio Mauro, da diversi anni promuove ricorsi collettivi per studenti che non sono stati ammessi ai corsi, per dare loro la possibilità di entrare in “sovrannumero”. Questo perché l’Udu ritiene il sistema lesivo del diritto allo studio , oltre che privo di efficacia. “È una selezione che ha fallito sotto tutti i punti di vista. Ci sono molti modi per superarlo, ma per farlo dobbiamo guardare all’interesse collettivo e staccarci dagli interessi particolari degli ordini professionali, gli unici che hanno tratto vantaggio dal numero chiuso”.

Data: 2 settembre 2010

Numero chiuso? Per i medici affaristi

medicoSordi

Mentre tutti celebrano il boom di iscrizione ai test di Medicina, previsti nei prossimi giorni (giovedì 2 settembre), arriva la vicenda tragicomica di Messina: tragica perché una donna e il suo bambino rischiano la vita, comica perché un assegnista di ricerca e un ricercatore si sono azzuffati in sala parto contendendosi la paziente, che sarebbe stata anche cliente privata di uno dei due.
La Gelmini dovrebbe rivedere d’urgenza le prove di Medicina, richiamando i test che il Cineca dovrebbe aver ormai preparato, ed aggiungere una bella sezione con la quale sondare le motivazioni degli aspiranti dottori.
Poche domandine facili facili per far emerge e possibilmente escludere i biechi affaristi. Per i quali il numero dovrebbe auspicabilmente restringersi ancor di più: la loro schiera è già nutrita (per fortuna fra tanti medici seri e scrupolosi).

Data: 30 agosto 2010

Test d’ingresso: costi bollenti ma iscrizioni in crescita

di Claudia Cervini

testingressoÈ iniziato il conto alla rovescia per gli studenti che, terminata la maturità, si sono rimessi a studiare per i test d’ingresso universitari. Non solo i futuri medici e gli ingegneri, ma anche economisti, letterati, comunicatori, linguisti, psicologi, insomma oggi i test d’ingresso sono disseminati a macchia di leopardo nelle facoltà delle università italiane e regolano l’accesso ai più diversi corsi di studio.

Ci siamo già occupati su CampusPRO (http://www.mfiu.it/campuspro/ basta registrarsi gratuitamente per sfogliarlo) del fenomeno dilagante dei test selettivi e valutativi che da settembre piovono sui banchi universitari, un business che vale circa 50 milioni che finiscono nelle casse degli atenei e in quelle di società specializzate per la preparazione dei test, nei libri di testo, nella creazione dei servizi agli studenti.

Anche se di dubbia utilità (c’è chi sostiene la necessità di tali prove per ragioni di razionalizzazione e c’è chi le ritiene una lesione al diritto allo studio) e rigorosamente a pagamento, le iscrizioni alle prove continuano ad aumentare, come riporta oggi il Corriere della Sera.

Ci sono già i primi numeri: 10.194 gli iscritti ai test d’ingresso della Statale di Milano, ben 2mila in più rispetto al 2009. La prova bollente è quella del San Raffaele, 150 euro il costo della tassa d’iscrizione alla prova di medicina. Di seguito troviamo la Bocconi con 100 euro, la Cattolica con 60 e infine Politecnico e Statale con 50 euro.

Oltre alla tassa gli studenti devono mettere in conto altre spese, come quella dei libri di testo (che arriva a superare i 100 euro) e la trasferta per gli studenti “fuori-sede” (pernottamenti, pasti ecc.) Senza contare che c’è chi, nel dubbio, ne prova più di uno e tutto ciò senza garanzie di successo, perché dopo tanto studio, sudore e soldi si può essere esclusi. Allora rimangono due possibilità: iscriversi a un’altra facoltà che non prevede il numero chiuso o apettare l’anno successivo.

Ottime dunque le idee del Politecnico che da quest’anno ha deciso di alleggerire studenti e genitori caricando on-line 10mila copie di libri di testo con gli esercizi preparatori e di consentire a chi ha le idee chiare di effettuare le prove già al termine del quarto anno di liceo. Il vantaggio? Non rimettersi a studiare subito dopo la maturità e avere la certezza di entrare.

Data: 23 agosto 2010

L’Italia dei test di Medicina

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“Sono un medico, madre di una partecipante al quiz d’ammissione svoltosi il 3 settembre”: inizia così l’accorata missiva ai giornali di un genitore. A tema, ancora una volta, i test di Medicina. La mamma-medico rivela che “almeno una delle risposte del quiz è indiscutibilmente sbagliata”. Si tratterebbe del quesito numero 54. Citando trattati medici, la signora documenta il clamoroso errore degli esperti del ministero.
E poi apre il cuore: “Tenete presente”, scrive, “che per l’alto numero di partecipanti e la difficoltà dei test, anche una sola domanda considerata errata fa perdere la possibilità di essere ammessi. Ci sono migliaia di ragazzi che forse non entreranno a medicina per l’incompetenza e la superficialità di chi ha compilato questi test”.
La lettera, aldilà del merito della protesta, apre uno squarcio sull’Italia inchiodata, dove ormai tutti fanno il mestiere dei padri (e delle madri), perché non ci sono altre chance.
E siamo pieni di medici e dentisti che fanno pazzie e che si indignano, s’inalberano, protestano, affinché il bambino superi il maledetto test e il radioso futuro gli si apra, garantendogli lavoro, danaro, status sociale. Probabilmente anche spendendo, a questo scopo, il loro capitale di conoscenze e relazioni professionali. Se non, come ha fatto qualcuno in passato (ma anche a questo giro una banda è stata sgominata), pagando migliaia di euro per avere le soluzioni in anticipo.
L’anno scorso, in un paio di sedi, medici di mezza età si erano iscritti ai test, confidando di poter dare una mano al figlio cui, per effetto del medesimo cognome, sarebbero finiti vicini durante la prova.
Alla Cattolica di Roma non avevano mangiato la foglia e avevano messo in quarantena un plotoncino di senatori, a fare il test in solitaria, lontano dai pupi.
Se l’Italia non rimette nell’agenda politica la mobilità sociale e la necessità di creare, per i giovani, un accesso autentico al mondo delle professioni e del lavoro, questo Paese declinerà sempre di più, zavorrato dalle corporazioni.

Data: 11 settembre 2009

Se col test gli atenei fanno Bingo

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Test, test ancora test. Oltre quelli nazionali – Medicina, Odontoiatria, Architettura, Scienze della formazione primaria – spuntano come funghi, localmente, in ogni ateneo. Sempre più obbligatori, anche se non selettivi. Si dice che servano ad orientare lo studente, a evidenziarne i gap nella preparazione, specialmente in Matematica e nelle Lingue, consentendo agli interessati di avere informazioni utili su come attrezzarsi per riparare e all’ateneo di sapere se, per esempio, sia il caso di organizzare pre-corsi o lezioni di recupero.

Sorge il dubbio, però che il ricorso forsennato al test d’ingresso non celi anche il desiderio di fare cassetta di qualche università. Sì perché la prova richiede sempre una tassa. Le amministrazioni  dicono, genericamente, che le spese sono ingenti ma, con questi numeri, i ricavi volano.
Al Politecnico di Milano, si affacciano alle prove qualcosa come 13.649, con un incremento del 13% rispetto al 2008 (+ 19 % del 2007).

“Un Jackpot vincente per l’Ateneo, che sarà però incassato dalle future matricole in cerca di un posto di lavoro sicuro e soddisfacente”, aveva commento, trionfante, una nota stampa dell’università, nei giorni del tormentone del Superenalotto.

Ma forse il jackpot il rettore Ballio l’ha vinto davvero: a 50 euro cadauna (sarebbero stati 30, se svolti online fra marzo e luglio, ma non per i numeri chiusi nazionali come Archittura), le migliaia di aspiranti matricole hanno versato nelle casse della sua amministrazione migliaia di euro: 682.450 euro, se tutti avranno sostenuto le prove, in presenza o online a settembre, un po’ meno se qualche studente più diligente ha voluto portarsi anticipare fra primavera e luglio scorso.

Comunque una cifra iperbolica, superiore a qualsiasi ipotesi di copertura costi.

Quanti saranno realmente i danari in sovrappiù e come verranno utilizzati?

C’è da augurarsi a favore degli studenti magari, perché no, per offrire corsi di preparazione al numero chiuso, in genere affidati alle associazioni studente più diligenti.

Data: 3 settembre 2009

L’estate? tempo di precorsi

TestDopo la calma vacanziera d’agosto, le forze rigenerate di molti giovani si riverseranno nei test d’accesso ai corsi di laurea programmata, di cui si è già avuta notizia nei precedenti post di questo blog. Questo è il momento in cui università, associazioni studentesche e aspiranti matricole, oltre a godersi un meritato riposo, si preparano per il grande appuntamento d’inizio settembre.

Fioriscono dunque decine di precorsi, con l’obiettivo preciso di «allenare» gli studenti in vista dell’esame d’ammissione o di prepararli per un più comodo inizio della carriera universitaria. In primis i corsi svolgono una sorta di risintonizzazione mentale: in parole povere un ripasso delle nozioni apprese, utile anche per chi non s’iscriverà a corsi di laurea ad accesso libero (è importante non partire con un handicap all’inizio delle lezioni). In secondo luogo i precorsi sono un utile strumento per familiarizzare con l’ambiente universitario, con i docenti e con il futuro corso di laurea. La partecipazione è gratuita e l’accesso è libero. Naturalmente i precorsi organizzati per le lauree ad accesso libero prenderanno il via da settembre. La priorità spetta a chi si prepara per i test, previsti nella prima settimana di settembre.
A Bologna gli studenti sono nelle mani di Student Office, che in collaborazione con la Facoltà di Medicina veterinaria organizza gli attesi precorsi, previsti dal 24 al 28 agosto (info su: www.vet.unibo.it). Per Medicina e chirurgia si cambiano date: dal 17 al 21 agosto: mattinata di lezioni e pomeriggio di test guidati con il supporto di studenti che hanno sostenuto il test in passato.
A Firenze si fa un passo avanti: dal 20 agosto al 1 settembre sono organizzati i precorsi per Medicina, con una particolarità. Si tratta di «Precorso online», lezioni in live streaming, ulteriore ausilio per la prova d’ammissione, utile a chi non può essere fisicamente presente (www.med.unifi.it).
La facoltà di economia di Roma organizza precorsi sia per le lauree triennali che per le magistrali, con l’intento di garantire l’acquisizione di conoscenze su argomenti fondamentali per il futuro corso di laurea: di scena dal 14 al 26 settembre, articolati in 9 ore settimanali.
Milano che fa? La Cattolica non si tira indietro e dal 14 settembre si parlerà di matematica generale, percorso che proseguirà anche in concomitanza del primo semestre accademico. Sul sito www.pretest.it, troverete una grossa mano: aspiranti ingegneri e architetti milanesi è il posto per voi. Dal 25 al 28 agosto, per entrambe le facoltà del PoliMi, si svolgeranno tre giorni di lezioni con i docenti, che si chiuderanno il quarto giorno con la simulazione del test e relativa correzione, il tutto organizzato dagli studenti di Lista Aperta.

Tornare un paio di giorni prima dalle vacanze potrebbe rivelarsi fruttuoso come non mai.

Data: 5 agosto 2009

Matematica impossibile, manda l’amica

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La storia sembra pescare nei più reconditi cassetti del leggendario accademico e, al contrario, pare sia verissima.

A quanto riferito ieri da Repubblica in cronaca di Milano, una studentessa della Statale sarebbe stata denunciata: dopo una serie di bocciature allo scritto di Matematica, si è fatta sostituire da un’amica secchiona, finendo però smascherata allo scritto dal docente che aveva confrontato la grafia con quella degli elaborati precedenti.

Il fatto riapre una annosa questione: l’insegnamento delle materie scientifiche nelle scuole superiori è davvero disastroso. Sempre più matricole devono sobbarcarsi pre-corsi (quando ci sono) organizzati dalle facoltà o dalle associazioni. Lo scorso anno si è mossa la Conferenza dei presidi di Scienze-ConScienze, promuovendo attività di sostegno in molti atenei.

Molte delle future matricole che, in questi giorni, preparano i test di accesso ai corsi a numero chiuso, sacramentano proprio sulle domande Matematica, Fisica e più in generale di logica.

La storia pone però anche un’altra questione: quella, lasciatemi dire, etica.

Se a vent’anni si sguazza già nella furbizia, che cosa saremo a 50?

Oppure, sgamare un esame tosto è legittimo anche se illegale?

Data: 17 luglio 2009

Test per tutti, accessi limitati

Test

Continua il conto alla rovescia verso la spartiacque decisivo per molti giovani aspiranti universitari. La mattina dedicata al test d’accesso risulta essere un crocevia per la carriera di ogni studente: corso che farò o corso che avrei voluto fare? Questo è il dilemma, che si risolverà dopo una serie di domande a risposta multipla. In ogni caso le possibilità di riuscita possono essere calcolate con precisione grazie all’accuratezza del Ministero dell’università e della ricerca. Con il decreto ministeriale targato 3 luglio (firmato Mariastella Gelmini) è stato diffuso il numero esatto dei posti disponibili per ciascun corso ad accesso programmato.

Così siamo a conoscenza che il prossimo anno accademico avremo 8.518 matricole di medicina e chirurgia, 755 di odontoiatria e protesi dentaria, 1.160 di medicina veterinaria e 10.498 aspiranti architetti. Risultato 20.931 nuovi studenti, ma quanti non saranno ammessi?
Un dato interessante: sul sito www.accessoprogrammato.miur.it, voce ufficiale del ministero sui corsi a numero chiuso, potrete trovare i dati dei posti disponibili in ogni singola università. Per esempio significa che a Cagliari troveremo 195 matricole in architettura, 97 a Pisa e così via. Il giochetto vale anche per medicina e chirurgia, veterinaria e odontoiatria, ma ricordatevi che l’equazione più posti disponibili uguale maggiori chance di successo non sempre funziona.
Per saperne di più è utile consultare la speciale sezione dedicati ai test d’accesso della Guida dello studente edita da Campus.

Data: 14 luglio 2009
Campus
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