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Volontari in Togo Wanted

di Maria Teresa Melodia

togo-fSiete laureandi o neolaureati in scienze agro-alimentari? Avete massimo 29 anni? Siete dinamici, adattabili, dotati di buone capacità comunicative e abilità negoziali? Conoscete bene il francese e ve la cavate con l’inglese? Se avete risposto sì a tutte le domandi precedenti e la fregola di lavorare non vi ha ancora conquistato potreste darvi al volontariato in Togo.

GapYear ONLUS, associazione per la promozione del volontariato internazionale, cerca volontari per un periodo continuativo di 6 mesi nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale nel settore agricolo nella Repubblica del Togo.

Il volontario assisterà il Responsabile supportando il monitoraggio del progetto e curandone la reportistica relativa all’andamento.
La posizione prevede le seguenti attività principali:
- Monitoraggio dell’avanzamento del progetto attraverso l’utilizzo di indicatori e misuratori predisposti
- Compilazione di report descrittivi bimestrali sull’andamento del progetto
- Impostazione e gestione della comunicazione, in loco, del progetto al fine di aumentarne la visibilità

Ai volontari verranno rimborsate le spese di vitto, alloggio, volo aereo e trasporti in loco. A programma completato verrà redatta una relazione finale e conferito un attestato di partecipazione

Gli interessati possono inviare il proprio CV, per posta, fax o e-mail a: Gap YearVia Vittoria Colonna 50 – 20149 Milano. Tel 02.45491504 Fax 02.45491519. Oppure invia una mail con oggetto “Volontari Togo da Scambieuropei” all’indirizzo:
gapyear.intern@gapyear.it

Data: 19 maggio 2010

Brunetta II meglio del primo

ministroBrunettaBrunetta zuzzerellone. Una battuta via l’altra, il ministro s’aggiudica una ribalta non sua, punzecchia Tremonti e lancia una lunghissima campagna elettorale per Venezia.

Sullo sfondo, i giovani. Dopo averli bacchettati domenica scorsa, riesumando l’epiteto bamboccionico di Padoa Schioppa, ora Brunetta propone un assegno per l’autonomia, 500 euro al mese come sostegno a chi lascia la casa paterna. E i soldi? Semplice per Brunetta: li prendiamo dalle pensioni. Cosa che ha fatto gridare leopposizioni allo scandalo della guerra fra poveri.

Lo scandalo vero è procedere per boutade su un terreno di mese in mese più drammatico, con l’ingrossarsi delle schiere dei neolaureati disoccupati.

E se il Brunetta I è davvero irricevibile dai giovani italiani, sul secondo forse una riflessione va fatta. Perché siamo l’Italia delle laute pensioni dei padri (come ha ricordato di recente Boeri) e il vuoto di futuro dei figli, e non solo in senso previdenziale.

L’idea del bonus non è peregrina né del tutto originale: Massimo Livi Bacci, nel suo Avanti giovani alla riscossa, propone una dote statale alla nascita di ogni bambino, da spendere in formazione/autonomia dopo i 20 anni.

Soluzioni che però continuano a dimenticare l’aspetto de lavoro:  se si continua a prospettare a un laureato 2/3 anno di stage non remunerati e poi, dai 30 anni, una infinita gavetta a  1000 euro, non c’è bonus che possa tenere.

E perché nessuno parla più di imprenditoria giovanile? Una no tax area di 3 anni, per le startup di neolaureati potrebbe essere un sostegno intelligente alla creatività e al bisogno di autonomia.

Data: 25 gennaio 2010
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