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Neodott preparati, secondo il 90% delle aziende

di Claudia Cervini

MI150604INT_0001 I neolaureati, una volta abbandonate le aule universitarie, non hanno gli strumenti per affrontare con successo il mercato del lavoro? Sbagliato. La recente indagine di Eurobarometro smentisce la tesi di disallineamento delle competenze dei neodottori del Belpaese. Niente allarme formazione, dunque in Italia dove si trovano “giovani formati ai più alti livelli“.

Non solo, l’89% dei responsabili delle risorse umane (e l’85% degli italiani) intervistati afferma che i laureati assunti nel corso degli ultimi cinque anni possedevano le competenze richieste per svolgere i lavori previsti.

Data: 1 giugno 2011

Campus Tv: lavoro, stage e formazione

Torna l’appuntamento con le dieci opportunità del mese di Campus. Ecco le chances da cogliere al volo per formarsi, lavorare e fare esperienza

Per gli appassionati di giornalismo e comunicazione c’è una borsa di studio a copertura totale per frequentare un tirocinio all‘Harvard medical school di Boston.

Se invece preferite le energie rinnovabili partecipate al concorso green di General Electric per progettare la casa del futuro. In palio ci sono 500mila dollari.

Per i designer è partito invece un concorso tutto italiano, targato Adi (Associazione italiana per l’illuminazione) che vale 3mila euro.

Tanti premi di laurea a partire da quello attribuito alla miglior tesi giuridico-economica (10mila euro) con focus sui rapporti di lavoro nel settore del credito.

32mila euro è la somma destinata alla ricerca del Premio Lauro Ferrarini, alla prima edizione, per giovani studiosi del settore agro-alimentare.

Le offerte più interessanti di stage e lavoro sono invece quelle pubblicate da Geox, PricewaterhouseCoopers, Royal Philips Elecronic. Il rimborso spese parte da un minimo di 750 euro e può superare i mille. Tanti i profili ricercati dai gruppi.

Nuovi bandi di tirocinio sono stati erogati dalla Commissione europea, con destinazione Corte di giustizia e dall’Agenzia spaziale italiana.

Per approfondire cliccate il video e i link che trovate in questo post. Altre news di lavoro e formazione le trovate sul mensile Campus in edicola dalla prossima settimana!

Testata campusx1 tele

Data: 9 marzo 2011

Il 16% dei neodott senza lavoro: lo dice Almalaurea

di Claudia Cervini

studenti1Su laureati, università e lavoro, numeri sempre più negativi. Lo dice l’ultino rapporto AlmaLaurea che fotografa la situazione occupazionale di 400mila neodottori, presentato oggi a Roma presso la sede della Conferenza dei rettori (Crui).

La disoccupazione cresce, così come il lavoro nero, l’incertezza e la precarietà dei contratti. Basti pensare che se nel 2008 i disoccupati a un anno dalla laurea triennale erano l’11 per cento, oggi sono il 16,2 per cento. Peggio i laureati specialistici con una variazione in negativo rispetto a tre anni fa di sette punti percentuali che porta i disoccupati a un anno dal titolo al 17,7. Cinque anni dopo il conseguimento della laurea la crisi pesa ancora:  se nel 2005 (ante riforma) più del 90 per cento dei neodott lavorava, oggi soltanto l’85,6 per cento ha un impiego.

Come sempre non tutte le facoltà si comportano allo stesso modo e se Medicina, Professioni sanitarie, Economia e Ingegneria hanno alte percentuali d’impiego (le prime due toccano il 98 per cento), altre fanno fatica a farsi valere sul mercato. È questo il caso del gruppo geo-biologico (con il 47,1 per cento di occupati), di quello chimico-farmaceutico (48,5 per cento), giuridico (50,2 per cento) e scientifico (62,3 per cento).

Se nello scorso rapporto la maggior preoccupazione riguardava l’incremento dei contratti atipici, oggi è rivolta ai senza contratto. Cresce infatti il lavoro nero: niente contributi né assicurazione per il 7 per cento dei laureati specialistici e per il 6 per cento dei laureati “brevi”.

I “fortunati” che invece un contratto ce l’hanno subiscono una diminuzione di stipendio rispetto agli omologhi che entravano nel mercato del lavoro tre anni fa. Per i dottori magistrali il differenziale è del 10 per cento, mentre per i triennalisti del 5 per cento. Senza contare che i contratti atipici oggi coinvolgono più di quattro laureati su dieci.

Ultimo dato in crescita quello relativo alla fuga dei cervelli. Il 4,5 per cento dei laureati specialistici decide infatti di lavorare all’estero dopo essersi guadagnato il titolo nel Belpaese.

Data: 7 marzo 2011

Tutta la verità sulle aziende (o quasi)

di Maria Teresa Melodia

sopo-it1“La vita è troppo breve per il lavoro sbagliato”. La pensano così un paio di ex studenti Bocconi, ideatori della start up Sopo.it, piattaforma online pensata per classificare le aziende in base ai commenti dei dipendenti, in maniera completamente anonima e attraverso un sistema di rating chiaro e strutturato.

L’obiettivo è quello di offrire a chi cerca un lavoro, neolaureati in primis, uno strumento utile per effettuare una scelta consapevole. Capita infatti spesso che le informazioni date al colloquio non siano sufficienti, ed è qui che scatta l’utilità di Sopo.it che si presenta come un social network finalizzato alla valutazione e recensione della qualità di vita nelle aziende, basata su una logica bottom- up, in pieno stile web 2.0.

Gli utenti possono votare la propria azienda sulla base di 9 parametri che vanno dalla voce stipendio e benefit all’opportunità di carriera, fino a caratteristiche intangibili quali la capacità del management, rispetto per la persona, trasparenza, work/life balance, stabilità del posto di lavoro, ambiente di lavoro, etica e professionalità. A questi indicatori si può aggiungere un commento testuale che spiega il voto complessivo che si aggiunge alle classifiche elaborate da Sopo.it sulla base dei punteggi e utili per comparare le aziende e valutare i punti di forza e debolezza.

500 sono le aziende recensite finora, e le visite totali sono circa 50.000. E se alcuni dubbi nascono inevitabilmente di fronte a un servizio che si basa su utenti anonimi, potenziali screditori o frustrati, si nota anche che su Sopo.it le informazioni sulla reputazione delle aziende sono tante e possono rivelarsi interessanti. Un servizio utile non solo per chi cerca lavoro, ma anche uno strumento di monitoraggio per chi assume.

Data: 4 agosto 2010

Volontari in Togo Wanted

di Maria Teresa Melodia

togo-fSiete laureandi o neolaureati in scienze agro-alimentari? Avete massimo 29 anni? Siete dinamici, adattabili, dotati di buone capacità comunicative e abilità negoziali? Conoscete bene il francese e ve la cavate con l’inglese? Se avete risposto sì a tutte le domandi precedenti e la fregola di lavorare non vi ha ancora conquistato potreste darvi al volontariato in Togo.

GapYear ONLUS, associazione per la promozione del volontariato internazionale, cerca volontari per un periodo continuativo di 6 mesi nell’ambito di un progetto di cooperazione internazionale nel settore agricolo nella Repubblica del Togo.

Il volontario assisterà il Responsabile supportando il monitoraggio del progetto e curandone la reportistica relativa all’andamento.
La posizione prevede le seguenti attività principali:
- Monitoraggio dell’avanzamento del progetto attraverso l’utilizzo di indicatori e misuratori predisposti
- Compilazione di report descrittivi bimestrali sull’andamento del progetto
- Impostazione e gestione della comunicazione, in loco, del progetto al fine di aumentarne la visibilità

Ai volontari verranno rimborsate le spese di vitto, alloggio, volo aereo e trasporti in loco. A programma completato verrà redatta una relazione finale e conferito un attestato di partecipazione

Gli interessati possono inviare il proprio CV, per posta, fax o e-mail a: Gap YearVia Vittoria Colonna 50 – 20149 Milano. Tel 02.45491504 Fax 02.45491519. Oppure invia una mail con oggetto “Volontari Togo da Scambieuropei” all’indirizzo:
gapyear.intern@gapyear.it

Data: 19 maggio 2010

Brunetta II meglio del primo

ministroBrunettaBrunetta zuzzerellone. Una battuta via l’altra, il ministro s’aggiudica una ribalta non sua, punzecchia Tremonti e lancia una lunghissima campagna elettorale per Venezia.

Sullo sfondo, i giovani. Dopo averli bacchettati domenica scorsa, riesumando l’epiteto bamboccionico di Padoa Schioppa, ora Brunetta propone un assegno per l’autonomia, 500 euro al mese come sostegno a chi lascia la casa paterna. E i soldi? Semplice per Brunetta: li prendiamo dalle pensioni. Cosa che ha fatto gridare leopposizioni allo scandalo della guerra fra poveri.

Lo scandalo vero è procedere per boutade su un terreno di mese in mese più drammatico, con l’ingrossarsi delle schiere dei neolaureati disoccupati.

E se il Brunetta I è davvero irricevibile dai giovani italiani, sul secondo forse una riflessione va fatta. Perché siamo l’Italia delle laute pensioni dei padri (come ha ricordato di recente Boeri) e il vuoto di futuro dei figli, e non solo in senso previdenziale.

L’idea del bonus non è peregrina né del tutto originale: Massimo Livi Bacci, nel suo Avanti giovani alla riscossa, propone una dote statale alla nascita di ogni bambino, da spendere in formazione/autonomia dopo i 20 anni.

Soluzioni che però continuano a dimenticare l’aspetto de lavoro:  se si continua a prospettare a un laureato 2/3 anno di stage non remunerati e poi, dai 30 anni, una infinita gavetta a  1000 euro, non c’è bonus che possa tenere.

E perché nessuno parla più di imprenditoria giovanile? Una no tax area di 3 anni, per le startup di neolaureati potrebbe essere un sostegno intelligente alla creatività e al bisogno di autonomia.

Data: 25 gennaio 2010
Campus
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