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	<title>Il blog universitario di Campus &#187; Miur</title>
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		<title>News sui test dal ministero</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2011 23:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/testingresso.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3133" title="testingresso" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/testingresso.jpg" alt="testingresso" width="180" height="170" />Arriva il tanto atteso <a href="http://www.alphatest.it/testammissione/decreto2011.pdf">decreto ministeriale</a>, pubblicato il <strong>15 giugno</strong>, che definisce che cosa accadrà ai <strong>test d’ingresso</strong>: comunica nuove modalità e contenuti delle prove, insieme alla smentita di alcune anticipazioni trapelate nei mesi scorsi.</p>
<p>La prima smentita riguarda la <strong>parte di cultura generale</strong> che non sarà eliminata, come si pensava in un primo momento, ma <strong>rimarrà</strong> tra le materie oggetto d’esame. I <strong>quesiti</strong> saranno quindi <strong>80</strong> come negli anni precedenti e non 75 come si pensava in un primo momento (considerando l’eliminazione delle domande di cultura generale), con cinque opzioni di risposta multipla delle quali una sola corretta.</p>
<p>Non si parla inoltre di <strong>test unico </strong>per sette facoltà, ma esclusivamente per le lauree magistrali in <strong>Medicina e chirurgia e in Odontoiatria e protesi dentaria</strong>, dove però verranno tenute <strong>due distinte graduatorie</strong>, fatto che permette agli studenti di candidarsi a entrambi i corsi specificando l’ordine di preferenza.</p>
<p>Importante novità è l’<strong>introduzione di un punteggio minimo</strong> (<strong>20 </strong>punti) che <strong>regola l’ingresso</strong> alle facoltà di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura.</p>
<p>Vi sarà un <strong>test esclusivamente in inglese</strong> per quei <strong>corsi di laurea </strong>tenuti <strong>in lingua</strong> come accade per alcuni corsi di Medicina a Pavia, alla Statale di Milano e alla Sapienza di Roma, per citare i più noti e frequentati.</p>
<p>Infine verrà avviata una procedura sperimentale che vedrà alcune <strong>sedi aggregate in graduatorie comuni</strong> con la possibilità per i primi classificati di scegliere la sede in cui immatricolarsi.</p>
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		<title>Test revolution</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/06/14/test-revolution/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 20:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/test-di-ammissione61.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3135" title="MI150604INT_0001" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/03/test-di-ammissione61.jpg" alt="MI150604INT_0001" width="300" height="200" />Come saranno i nuovi<strong> test d&#8217;ammissione </strong>alle facoltà a numero chiuso che prevedono la prova d&#8217;ingresso? Da <strong>Medicina</strong> a <strong>Farmacia</strong>, da <strong>Architettura</strong> a <strong>Ingegneria</strong>, cosa cambierà? è il momento di chiederselo dato che il <strong>decreto Miur</strong> è alle porte e visto che si conoscono già le principali anticipazioni.</p>
<p>Innanzitutto un<strong> test unico</strong> per accedere a corsi di <strong>Scienze biologiche, Chimica, Biotecnologie mediche e farmaceutiche, Biotecnologie per l’innovazione dei processi e di prodotti, Tecniche erboristiche, Chimica e tecnologia farmaceutica e Farmacia</strong>, a seguito del quale è prevista una <strong>due giorni di orientamento </strong>per chi ha superato la prova e deve decidere a quale facoltà iscriversi.</p>
<p>Altra importante new entry &#8211; come si evince dall&#8217;elenco dei corsi citati &#8211; tra le facoltà che prevederanno un test d&#8217;ammissione ci sarà anche <strong>Chimica con 75 posti disponibili</strong>.</p>
<p>Anche la natura del test cambierà: chi si siederà ad affrontare il test troverà 75 quesiti a risposta multipla <strong>senza più la sessione di cultura generale</strong> &#8211; giudicata superflua dal ministro per un biologo o un medico &#8211; e con una buona dose di <strong>quesiti in inglese</strong> (circa il <strong>10 per cento</strong>).</p>
<p>In ultimo entrare nella facoltà sperata sarà un po&#8217; più difficile perché sono stati ridotti i posti disponibili a Chimica (come si è detto), Biologia e Scienze erboristiche per un totale di <strong>245 posti in meno</strong> e i test saranno <strong>su base regionale</strong>, fatto che permetterà agli studenti di accedere alle graduatorie di tutta la Regione.</p>
<p>Le ragioni di questa mutazione genetica del test risiederebbero in un<strong> abbattimento dei costi </strong>per gli studenti che non dovranno più prepararsi e affrontare più test per accedere alle varie facoltà, con un risparmio in termini economici, ma anche di <strong>stress mentale </strong>e di fatica. Quello dei test d&#8217;ingresso è infatti un vero e proprio business che, come anticipato da un&#8217;inchiesta di CampusPRO 9/2010 (<a href=" http://www.mfiu.it/campuspro/ ">clicca qui</a>) si aggirerebbe intorno a <strong>50milioni di euro</strong> tra università, operatori privati che organizzano le prove, editoria specializzata e realtà locali che offrono assistenza Va da sé che la riforma del test sarebbe anche una <strong>semplificazione </strong>da un<strong> punto di vista organizzativo</strong>.</p>
<p>Bene la semplificazione e l&#8217;abbattimento dei costi. Ma che cosa pensate del <strong>numero chiuso</strong>? Ci sono ancora molte realtà &#8211; come l&#8217;<strong>Associazione universitaria studentesca Link </strong>- che ritengono il numero chiuso una limitazione del diritto allo studio degli studenti e soprattutto credono che il test d&#8217;ammissione non sia la strada migliore per individuare gli studenti che in un futuro svolgeranno al meglio la professione. Perché di questo si tratta: decidere chi può fare il medico oppure no. Eppure il tema se limitare o meno il numero di accessi a un corso di laurea, in un momento di crisi di mercato, disoccupazione e precariato è, più che mai, di attualità.</p>
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		<title>Home sweet home</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/06/09/home-sweet-home/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 20:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gcavallaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/home.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/06/home.jpg" alt="home" title="home" width="150" height="155" class="alignleft size-full wp-image-3526" /> Vivono ancora con i <strong>genitori</strong>, passano più ore sui libri rispetto a 20 anni fa, spesso sono <strong>pendolari</strong> e se devono scegliere un’esperienza di studio all’estero, preferiscono i <strong>paesi anglofoni</strong>. E’ questa la fotografia che scaturisce dalla “<em>Sesta Indagine Eurostudent</em>” sulle condizioni di vita e di studio degli studenti universitari italiani (campione di <strong>4.499</strong> studenti, con riferimento all&#8217;anno accademico <strong>2008-2009</strong>), realizzata dalla <em>Fondazione Rui</em> in collaborazione con il <strong>Miur</strong>.<br />
Tra i primi dati che saltano all’occhio, quello per cui il <strong>73%</strong> degli universitari italiani vive ancora in famiglia. Il restante <strong>24%</strong> è invece fuorisede: il <strong>17</strong> vive in appartamento, spesso condiviso e solo il<strong> 2.4</strong> ha modo di usufruire degli appartamenti messi a disposizione dal’ente regionale per il diritto allo studio. Questo perché, visti i chiari di luna, essere già indipendenti a 20 anni non è prerogativa di tutti, almeno nel <em>Belpaese</em>. Ma i tentativi di farcela da soli non mancano: i ventenni con un lavoro sono il <strong>22%</strong> , tra i 24 e i 27 anni sono impegnati il <strong>48%</strong> e l’<strong>83%</strong> dopo i 27. Ma probabilmente non basta, tanto che il <strong>50,6%</strong> fa la spola da pendolare tra casa e la sede di studio. Un modo per risparmiare, senza gravare sul <strong>portafoglio</strong> di mamma e papà che, solo per le tasse d’ateneo, hanno i loro grattacapi.<br />
 Ma la voglia di impegnarsi nello studio non manca. L’indagine infatti dimostra come, rispetto a 20 anni fa, quando in media si dedicava all’attività universitaria tra lezioni e studio  un totale di<strong> 32 ore</strong> settimanali,  oggi questa forbice si è allargata, arrivando a toccare un monte ore di <strong>41</strong>,sempre a settimana. Insomma studenti sempre più<strong> diligenti</strong>, tanto  da ponderare più di un pensiero alla formazione anche dopo il canonico percorso accademico. E per molti, la meta del futuro è lontana dall’Italia. L’indagine ha rivelato infatti che i Paesi di lingua anglofona sono in testa alle preferenze di chi medita di perfezionarsi: il <strong>33%</strong> preferirebbe il Regno Unito, l’<strong>11%</strong> gli Usa e il <strong>9%</strong> l’Irlanda. </p>
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		<title>Euraxess Italy è online</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/05/24/euraxess-italy-e-online/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 00:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Euraxess.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3470" title="Euraxess" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/Euraxess.jpg" alt="Euraxess" width="159" height="159" />Finalmente esiste sul web uno <strong>spazio europeo della ricerca</strong>. Si chiama <strong>Euraxess Italy</strong> il nuovo portale nazionale per la <strong>mobilità</strong> dei ricercatori, che verrà presentato oggi al <strong>Miur </strong>in occasione di una <strong>giornata dedicata alle politiche europee</strong> per la ricerca e i ricercatori.</p>
<p>Il portale &#8211; promosso dalla<strong> Fondazione Crui</strong> in collaborazione con<strong> Area Science Park</strong> e con <strong>Unicam</strong> &#8211; è utile sia agli stranieri che intendono venire a studiare in Italia, sia ai nostri italiani che progettano un periodo di attività all&#8217;estero; tramite la rete infatti i ricercatori del Belpaese potranno accedere all&#8217;intero spazio <strong>Euraxess Services centres</strong>.</p>
<p><strong>35 siti informativi</strong>, più di<strong> 5mila organizzazioni </strong>di ricerca registrate sul portale per pubblicare le offerte di lavoro e i finanziamenti, accordi con altri portali come <strong>Nature jobs </strong>per condividere gli annunci, <strong>4mila offerte di lavoro </strong>disponibili quotidianamente: questi i numeri del portale. Inoltre è possibile caricare il proprio cv online per avere maggiore visibilità: già <strong>18mila ricercatori</strong> lo hanno fatto.</p>
<p>Tutti i servizi offerti sono completamente free: che la ricerca abbia inizio.</p>
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		<title>Mr. Cepu, più atenei per tutti</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/04/28/mr-cepu-piu-atenei-per-tutti/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 23:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/polidori.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-438" title="polidori" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/polidori.jpg" alt="polidori" width="150" height="113" /><strong>Francesco Polidori</strong>, 65enne, industriale della ripetizione con Cepu e Grandi scuole, fondatore di atenei con la telematica eCampus, è irrefrenabile.</p>
<p>Come scrive stamane<em> ItaliaOggi</em>, si è candidato a sindaco nella sua città natale, Città di Castello, mentre nella vicina Borgo S.Sepolcro (dove ha sede il gruppo Cepu), ha candidato il suo parente e strettissimo collaboratore, <strong>Gianluca Polidori</strong>.</p>
<p>Con loro, in lista figli, nipoti e dirigenti Cepu. Una sorta di opa politica sulla Valle Tiberina, malgrado un anno fa, la nascita del Federalismo democratico umbro-Fdu, rassemblement in salsa leghista (ma contestato dalla Lega), non fosse stata felicissima, tanto che non era riuscito a presentare le liste alle regionali.</p>
<p>Ma la cosa sorprendente è che, leggendo i  programmi elettorali dei Polidori&#8217;s, una delle primissime proposte è aprire una sede universitaria di eCampus, del cui indotto beneficerebbero le economie cittadine.</p>
<p>Chissà che cosa ne pensa il ministro Gelmini o  il neodirettore generale dell&#8217;Università, <strong>Daniele Livon</strong>.</p>
<p>E poi dove apriamo un altro eCampus: a Città di Castello o a Borgo San Sepolcro, che peraltro distano poche decine di chilometri?</p>
<p>Al Cepu non si fanno in genere problemi. Come ha rivelato il rapporto del Cnvsu &#8211; di cui parla diffusamente l&#8217;<a href="http://www.campus.it/campuspro">ultimo</a><em> CampusPRO</em> &#8211; le sedi di Roma e Massina sono state aperte con una semplice comunicazione a cui il Miur s&#8217;è guardato bene dal rispondere.</p>
<p>Leggi <a href="http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&amp;accessMode=FA&amp;id=1713474&amp;codiciTestate=1&amp;sez=giornali&amp;testo=Mr+Cepu&amp;titolo=Mr%20Cepu%20ora%20scende%20in%20politica">qui</a> l&#8217;articolo di <em>Italia Oggi</em></p>
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		<title>Clamoroso, telematiche ed eCampus fanno notizia</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2011/04/05/clamoroso-telematiche-e-ecampus-fanno-notizia/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 16:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/cepunew1.JPG" alt="cepunew]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-694" title="cepunew" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/cepunew1.JPG" alt="cepunew" width="103" height="103" /></p>
<p>Non siamo più soli a occuparci di eCampus-Cepu o di telematiche in genere. Come fioriture primaverili sbocciano due articoli, sui siti dei più autorevoli quotidiani nazionali, <em>Corriere </em>e <em>Repubblica</em>.</p>
<p>Su<a href="http://www.corriere.it/cronache/11_aprile_01/laurea-otto-mesi-saldi-universita-crispino_69fd1df0-5c74-11e0-b06c-b43ad3228bba.shtml"> </a><em>Corriere.it</em> <strong>Antonio Crispino</strong> firma una pregevole video-inchiesta sui miracoli degli atenei online, dal titolo eloquente: <em>Come laurearsi in otto mesi: tutto (o quasi) regolare</em>.</p>
<p>Il giornalista, con una videocamera nascosta, ha fatto un&#8217;incursione in alcuni centri di preparazione universitaria e in alcuni atenei online, documentando anche situazioni di chiara illegalità.</p>
<p>Peccato però che volti e marchi siano del tutto oscurati, rendendo difficile il riconoscimento di persone e luoghi. Perché? Non sia mai che il giornalismo-verità arretra di fronte alla minaccia di querele?</p>
<p>Sempre nella giornata di ieri,  <em><a>repubblica.it</a></em> ha reso noto il rapporto del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario-<strong>Cnsvu</strong>, dopo la visita novembrina a Novedrate.</p>
<p><strong>Manuel Massimo</strong>, autore dell&#8217;articolo, percorre in lungo e in largo il rapporto senza però cogliere un aspetto fondamentale. Gli ispettori del Comitato hanno infatti scritto che &#8220;il contratto con lo studente va rivisto con la formulazione dell’articolato mancante delle modalità di risoluzione del contratto&#8221;. Sembrano bagattelle ma questo elemento potrebbe risultare utile a ex-studenti eCampus, come il pugnace <strong>Filippo Tomarchio</strong>, un professionista siciliano che, dopo poche settimane di &#8220;prova&#8221; del sistema novedratese se ne fuggì scandalizzato, rivolgendosi a un legale per riavere indietro i soldi dell&#8217;iscrizione  e raccontando la sua storia su un bel sito: <strong>www.liberibelli.it</strong>.  Per i Tomarchio d&#8217;Italia &#8211; se ci siano e quanti siano, non è dato sapere ma certo la storia del Gruppo Cepu, Cesd e <a href="http://www.campus.it/blog/2010/09/18/su-mf-la-bad-company-di-mr-cepu/">Scil</a> insegnano, è ricca di contenzioso legale -  per questi eventuali scontenti, che in un rapporto ministeriale sia sottolineata una simile carenza procedurale, potrebbe non essere cosa da poco.</p>
<p>Soprattutto <em>Repubblica.it </em>non documenta,  perché non reso pubblico,il contenuto della lettera con cui il Comitato ha trasmesso al ministro <strong>Gelmini</strong> il rapporto. Di questo e di altri aspetti relativi al rapporto, si occuperà infatti il prossimo numero di <em>CampusPRO</em>, online all&#8217;inizio della prossima settimana (per registrarsi a una prova gratuita cliccare <a href="http://www.mfiu.it/campuspro/">qui</a>).</p>
<p>Gli articoli di <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_aprile_01/laurea-otto-mesi-saldi-universita-crispino_69fd1df0-5c74-11e0-b06c-b43ad3228bba.shtml">Corriere.it</a> e di <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2011/04/04/news/cepu_campus-14489645/?ref=HREC2-9">Repubblica.it</a></p>
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		<title>Processo a Esse3</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2010 10:59:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Cervini</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img class="alignleft size-full wp-image-2053" title="esse3_bolg" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/esse3_bolg.jpg" alt="esse3_bolg" width="125" height="115" />Esse3. Perché non funziona</em></strong>, è l’inchiesta (che troverete nel nuovo numero di <strong>CampusPRO</strong> e nel prossimo di <strong><em>Campus</em></strong>, in edicola da mercoledì a Milano e da giovedì nel resto d&#8217;Italia) sul <strong>software</strong> di gestione dei dati delle <strong>segreterie</strong> universitarie che ha fatto imbufalire gli studenti di mezza Italia.</p>
<p>Voti non registrati, difficoltà a iscriversi agli appelli d’esame e a modificare il piano di studi, assenza di informazioni su lezioni e prove, queste le maggiori inefficienze del prodotto firmato <strong>Kion-Cineca</strong>. Disagi che hanno tormentato gli studenti di quasi <strong>50 università</strong> dal 2006 in avanti.</p>
<p>La recente introduzione del servizio di <strong>verbalizzazione </strong>degli <strong>esami</strong> con firma digitale, ha riaperto il caso e risvegliato le ire degli universitari che, dopo aver sostenuto una prova, non trovano la registrazione e devono sostenerla nuovamente. E pensare che non tutte le università hanno attivato questo servizio, la maggior parte provvederanno entro la fine dell’anno accademico.</p>
<p>Non solo. Una bacchettata per Kion, la società produttrice, e per il Cineca, è arrivata, non solo dagli studenti, ma anche dall’<strong>Autorità garante della concorrenza e del mercato</strong>. Il Garante ha infatti inviato una segnalazione al <strong>Miur</strong> rilevando problemi di natura <strong>concorrenziale </strong>e di <strong>statuto</strong>.</p>
<p>Questo e altro nell’inchiesta di <strong><em>Campus</em></strong>, dove parlerà anche <strong>Alessandro Furlati</strong>, direttore marketing di Kion, che difende il “suo” prodotto e soprattutto parleranno i <strong>dirigenti dei sistemi informativi</strong> degli atenei e gli<strong> studenti</strong> che, anche su <strong>Facebook</strong>, si scagliano contro il software e postano “<em>Esse3 quanto schifo fa</em>”.</p>
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		<title>Ecco perché Gelmini blocca il Cnsu</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 16:36:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1962" title="gelmini" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/gelmini.jpg" alt="gelmini" width="103" height="95" /></p>
<p>Svelato l&#8217;arcano del <a href="http://www.campus.it/blog/2010/09/13/la-gelmini-se-scordata-il-cnsu/">ritardo</a> nella convocazione del Consiglio nazionale degli studenti universitari-<strong>Cnsu</strong>, il parlamentino studentesco, eletto a maggio.</p>
<p>Un retroscena di <em>CampusPRO</em>, il nostro quindicinale di politica universitaria (scaricabile gratuitamente registrandosi <a href="http://www.mfiu.it/campuspro/">qui</a>), svela come il ministro non sia disposta ad accettare che la presidenza finisca a un eletto delle <em>Liste Aperte</em> (vicine a Cl),  preferendo, per i vertici dell&#8217;organismo, un giovane pidiellino napoletano eletto nelle fila degli <em>Studenti per la libertà</em>.</p>
<p>Ma <strong>Pietro Smarrazzo</strong> &#8211; 27enne napoletano, studente della Sum e recordman di preferenze con oltre 10mila voti &#8211; può contare solo sugli otto consiglieri eletti sotto le bandiere pidielline,  a cui si oppongono gli altrattenti delle Liste aperte e i sette consiglieri della Sinistra che, al contrario, potrebbero votare a favore (o astenersi) di una candidature dei cattolici.</p>
<p>Di qui, secondo <em>CampusPRO</em>,  l&#8217;impuntatura della Gelmini che,  a distanza di mesi, evita di convocare il Consiglio, per quanto la Corte dei Conti abbia registrato da tempo il decreto di elezione dei suoi membri.</p>
<p>Una ritardo che ha già fatto protestare i dottorandi dell&#8217;<strong>Adi</strong>, presentare interrogazioni parlamentari da parte del <strong>Pd</strong> (su proposta <strong>Udu</strong>) e segnalare l&#8217;anomalia nel corso dell&#8217;audizione in Commissione cultura, alla Camera, da parte di esponenti del vecchio Consiglio.</p>
<p>Il ministro però, spiega <em>CampusPRO</em>, non potrà tardare troppo: il parere del Cnsu &#8211; che è organo consultivo del suo ministero &#8211; è infatti obbligatorio per il decreto sulla programmazione (<strong>61 milioni</strong> agli atenei), atteso entro i primi di novembre.</p>
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		<title>La Gelmini s&#8217;è scordata il Cnsu</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 11:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-493" title="gelmini" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/gelmini3.jpg" alt="gelmini" width="110" height="102" /></p>
<p>Che ne è del parlamentino studentesco? Eletto ormai quattro mesi, il ministro Gelmini non lo convoca ancora. E l&#8217;organismo consultivo di rappresentanza studensca, da solo, non si può certo convocare.</p>
<p>Se lo chiede, con una lettera aperta inviata ai giornali, <strong>Elena Maisto</strong>, rappresentante eletto e membro dell&#8217;Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani-<strong>Adi</strong>. Eccone il testo:</p>
<div>&#8220;<em>Dopo il clamoroso ritardo con cui è stato emanato il decreto ministeriale di nomina degli eletti, ci ritroviamo nella spiacevole situazione di dover</em></div>
<div><em>constatare come ad oggi ancora non ci siano cenni di convocazione</em></div>
<div><em>della prima riunione.</em></div>
<div><em>La situazione comincia ad essere imbarazzante anche in vista dei</em></div>
<div><em>delicati passaggi parlamentari del Disegno di legge sull&#8217;università,</em></div>
<div><em>sul quale il CNSU potrebbe e dovrebbe esprimere considerazioni e</em></div>
<div><em>proposte. Interventi del genere necessiterebbero di partecipazione e</em></div>
<div><em>condivisione, che proprio luoghi come il CNSU dovrebbero assicurare.</em></div>
<div><em>Anche Lei sostenne questa tesi quando, all&#8217;indomani delle elezioni,</em></div>
<div><em>indicò, incautamente, nell&#8217;esito del voto un segnale positivo per le</em></div>
<div><em>Sue riforme in materia di Università e Ricerca.</em></div>
<div><em>In tale contesto, continuare a procrastinare la convocazione della</em></div>
<div><em>prima riunione del CNSU corrisponderebbe, invece, ad una sua totale</em></div>
<div><em>delegittimazione.</em></div>
<div><em>A ciò vanno aggiunte le esigenze indubbiamente più pratiche, ma</em></div>
<div><em>particolarmente sentite all’inizio di un anno accademico, di una</em></div>
<div><em>pronta calendarizzazione degli incontri annuali del CNSU, così come</em></div>
<div><em>stabilito dall’art. 9 del Regolamento, e di una immediata conoscenza</em></div>
<div><em>della futura composizione del CUN ex art. 17 del Regolamento stesso,</em></div>
<div><em>al fine di un&#8217;efficace organizzazione in vista delle future  scadenze.</em></div>
<div><em>Nella convinzione che questa richiesta troverà al più presto  riscontro, Le porgo distinti saluti</em>&#8220;.</div>
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		<title>Ci ripensi, presidente</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 16:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><img class="alignleft size-full wp-image-1467" title="berlusconi_home" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/berlusconi_home.jpg" alt="berlusconi_home" width="154" height="92" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">La mail è arrivata in queste ore agli oltre tremila iscritti dell&#8217;ateneo telematico eCampus e porta la firma del &#8220;rettore&#8221;, <strong>Lanfranco Rosati</strong>: lunedì 19 luglio mattina, il premier <strong>Silvio Berlusconi</strong> visiterà privatamente il campus di Novedrate  &#8220;e parlerà con studenti e  docenti&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Un evento, scrive Rosati a ogni studente telematico, &#8220;che arricchirà la tua esperienza  formativa&#8221;.  Gli iscritti,  cui è richiesta una conferma via mail o telefonica, sono invitati a indossare &#8220;l&#8217;abbigliamento formale&#8221;.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Dunque Berlusconi, seppur privatamente, visita l&#8217;università del fondatore di Cepu, <a href="http://www.campus.it/blog/2009/08/31/tremonti-san-marino-cepu/">Francesco Polidori</a>. Fatto rilevante, perché arriva contemporaneamente alla prime proteste contro i tagli e contro la riforma Gelmini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Una visita davvero poco opportuna, per diversi motivi, che forse lo stesso premier non conosce. Proviamo a ricordarli.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">1) E&#8217; di poche settimane fa, una severa mozione del Cun che segnala al ministro Gelmini molte incongruenze sul funzionamento delle università telematiche in Italia;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">2) <a href="http://www.campus.it/blog/2010/06/15/ecampus-e-le-domande-senza-risposta/">eCampus</a> è per l&#8217;appunto l&#8217;unica telematica italiana attivata con il parere contrario del Consiglio universitario nazionale-Cun e del Comitato nazionale della valutazione sull&#8217;università-Cnsvu;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">3) entro l&#8217;anno &#8211; anche se non  è stata ancora calendarizzata- è prevista la visita degli esperti Cnsvu a Novedrate, sede di eCampus, per verificare proprio la rispondenza dell&#8217;offerta didittica di quell&#8217;ateneo agli standard di legge;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">4) eCampus, come ha mostrato una lunga e articolata inchiesta di <em>Campus</em> (e scusateci il gioco di parole), è sostanzialmente parte integrante del Gruppo Cepu, leader dell&#8217;assistenza universitaria, il cui intricatissimo assetto societario è oggi riconducibile a una <a href="http://www.campus.it/blog/2009/10/31/cepu-venduta/">fiduciaria lussemburghese</a>, <strong>JMD International Sa</strong>, di cui non è chiara la proprietà;</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">5) nelle agenzie Cepu, dove si propone l&#8217;iscrizione ai corsi di laurea eCampus, che rilasciano titoli con valore legale, si offrono anche  lauree della Libera università di <a href="http://www.campus.it/blog/2010/03/08/ecampus-lateneo-di-mr-cepu/">Herisau</a>, più volte inserita nella lista nera dei titoli falsi dal ministero dell&#8217;Università.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Senza contare che questa vicenda rischia fortemente di imbarazzare <strong>Mariastella Gelmini</strong>: la visita del premier all&#8217;ateneo del Cepu, quando la sua la sua tribolata riforma dell&#8217;università arriva al Senato per un passaggio piuttosto delicato, rischia davvero di scaldare gli animi, oltre quello che sono già.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Insomma, presidente, chi glielo fa fare di andare a Novedrate?</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>ECampus, l&#8217;ateneo di Mr. Cepu</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 09:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-903" title="polidori1" src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/polidori11.jpg" alt="Francesco Polidori, presidente Cepu" width="148" height="183" /></p>
<p><em>Anticipiamo l&#8217;editoriale di <strong>Campus</strong> marzo, in edicola dopodomani</em></p>
<p>La nostra <em>Storia del Cepu</em> arriva, con questo numero, alla quarta puntata.<br />
L’inchiesta era iniziata dopo la scoperta della vendita di <strong>Cesd</strong>, la holding del gruppo, a una sconosciuta società milanese, <strong>Dama2 Srl</strong>, riconducibile a una fiduciaria lussemburghese.<br />
Ci pareva interessante rifare la storia di un grande gruppo (<strong>100 milioni</strong> di fatturato), le cui vicende si sono spesso intrecciate, nell’ultimo ventennio, a quelle dell’università italiana.<br />
Intreccio che raggiunge il suo apice proprio con il capitolo che affrontiamo in questo numero: la nascita dell’università telematica <strong>eCampu</strong>s, a opera della fondazione omonima che fa capo allo stesso fondatore di Cepu, <strong>Francesco Polidori </strong>(nella foto di Stefania Malapelle, <em>ndr</em>). Ateneo autorizzato con decreto nel gennaio 2006 dall’allora ministro <strong>Letizia Moratti</strong>.<br />
Di eCampus raccontiamo le singolarità del debutto: unico caso di università telematica autorizzata con il parere contrario del <strong>Consiglio universitario nazionale-Cun</strong> e del <strong>Comitato nazionale per la valutazione universitaria-Cnvsu</strong>.<br />
Ma la puntata offre anche un primo sguardo sul corpo docente che, dopo quel decreto, si è precipitata a occupare cattedre a <strong>Novedrat</strong>e, sede dell’ateneo, spesso con insegnamenti fuorisede autorizzati dalle facoltà di appartenenza.<br />
Un fatto che segna, di fatto, un tacito armistizio, se non uno sdoganamento del mondo Cepu da parte dell’accademia italiana.<br />
Ostracizzato e demonizzato a lungo (forse perché certificava le carenze del sistema universitario), Polidori si è preso la sua rivincita: in forza di legge può mettere a libro paga la categoria che più lo criticava. Ha vinto lui, per adesso.<br />
Anche se la sua creatura, eCampus, è chiamata a superare passaggi fondamentali: entro breve deve convertire l’offerta formativa ai requisiti minimi introdotti dalla legge<strong> 270/04</strong> ed, entro l’anno, ricevere la visita ufficiale dei valutatori del Cnvsu, a tre anni dall’attivazione dei corsi.<br />
E la quarta puntata della nostra Storia rivela un particolare curioso: nelle sedi Cepu si vendono corsi presso l’ateneo svizzero di <strong>Herisau</strong>: un’università, libera e privata, che «laurea» con estrema facilità, valutando l’esperienza professionale acquisita. È una delle università, per intendersi, che campeggia nella lista nera del <strong>Cimea</strong>, il centro accreditato dal ministero per il riconoscimento dei titoli esteri.<br />
Insomma, Cepu che è legato da una convezione con l’ateneo <strong>eCampus</strong>, oltre al fatto che fa capo alla stessa proprietà, vende lauree tarocche assieme a lauree legali, quelle della telematica di Novedrate.<br />
A Polidori non fa specie. Chissà se sarà così anche al ministero.</p>
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		<title>Petizione online: 50 milioni, chi li ha visti?</title>
		<link>http://www.campus.it/blog/2009/10/26/petizione-online-50-milioni-chi-li-ha-visti/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 12:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/gelmini1.jpg]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/gelmini1.jpg" title="gelmini1.jpg"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/gelmini1.jpg" alt="gelmini1.jpg" width="115" height="106" /></a></p>
<p>Che fine hanno fatto quei <strong>50 milioni</strong>? Se lo chiedono e lo chiedono al ministro <strong>Gelmini</strong>, i <a href="http://www.ricercatoriprecari.it">Ricercatori precari</a>, che hanno lanciato anche una petizione online.</p>
<p>Si tratta del programma &#8220;Il futuro della ricerca&#8221;, annunciato dal Miur il <strong>19 dicembre</strong> scorso, per  &#8220;favorire sia il ricambio generazionale sia il sostegno alle eccellenze scientifiche emergenti e già presenti presso gli atenei e gli enti pubblici di ricerca aderenti al Miur, destinando adeguate risorse al finanziamento di progetti di ricerca fondamentale.&#8221;<br />
Il programma, finanziato nell&#8217;ambito del <em>Fondo per gli investimenti della ricerca di base-Firb</em>, era rivolto a dottori di ricerca di età non superiore ai <strong>32 anni </strong>e giovani docenti o ricercatori fino ai 38.</p>
<p>Dalla scadenza per la presentazione dei progetti, fissata al <strong>27 febbraio</strong> scorso, nessuna nuova. Neppure per sapere i risultati della valutazione dei progetti partecipanti che, da bando, avrebbe dovuto concludersi entro <strong>180 giorni</strong> dalla data di pubblicazione.</p>
<p>&#8220;Oggi, quasi due mesi dopo la scadenza&#8221;, scrivono i Ricercatori precari, &#8220;ancora non si sa nulla degli esiti della valutazione, ed il Miur non si è sentito in dovere neanche di emettere una nota ufficiale per spiegare i motivi di tali ritardi&#8221;.</p>
<p>E per questo, propongo una petizione online, sottoscrivibile <a href="http://www.gopetition.com/online/31562.html">qui</a></p>
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		<title>Test per tutti, accessi limitati</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 17:02:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Corbetta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/testdaccesso.jpg" title="Test"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/testdaccesso.jpg" alt="Test" width="206" height="102" /></a></p>
<p>Continua il conto alla rovescia verso la spartiacque decisivo per molti giovani aspiranti universitari. La mattina dedicata al test d’accesso risulta essere un crocevia per la carriera di ogni studente: corso che farò o corso che avrei voluto fare? Questo è il dilemma, che si risolverà dopo una serie di domande a risposta multipla. In ogni caso le possibilità di riuscita possono essere calcolate con precisione grazie all’accuratezza del <strong>Ministero dell’università e della ricerca</strong>. Con il decreto ministeriale targato 3 luglio (firmato Mariastella Gelmini) è stato diffuso il numero esatto dei posti disponibili per ciascun corso ad accesso programmato.</p>
<p>Così siamo a conoscenza che il prossimo anno accademico avremo 8.518 matricole di medicina e chirurgia, 755 di odontoiatria e protesi dentaria, 1.160 di medicina veterinaria e 10.498 aspiranti architetti. Risultato 20.931 nuovi studenti, ma quanti non saranno ammessi?<br />
Un dato interessante: sul sito <a href="http://www.accessoprogrammato.miur.it" target="_blank">www.accessoprogrammato.miur.it</a>, voce ufficiale del ministero sui corsi a numero chiuso, potrete trovare i dati dei posti disponibili in ogni singola università. Per esempio significa che a Cagliari troveremo 195 matricole in architettura, 97 a Pisa e così via. Il giochetto vale anche per medicina e chirurgia, veterinaria e odontoiatria, ma ricordatevi che l’equazione più posti disponibili uguale maggiori chance di successo non sempre funziona.<br />
Per saperne di più è utile consultare la speciale sezione dedicati ai test d’accesso della <em>Guida dello studente </em>edita da<em> Campus</em>.</p>
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		<title>Test: ecco il calendario</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 16:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Corbetta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/testdaccesso.jpg" title="Test"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2009/07/testdaccesso.jpg" width="134" height="72" /></a></p>
<p>Finalmente le date. Il decreto ministeriale del 18 giugno 2009 è on line, sul sito del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Sono così disponibili in rete orari, programmi e informazioni attese da tutti gli studenti che si cimenteranno con i test dei corsi ad accesso programmato. Oltre a tutto ciò il sito del ministero (<a href="http://www.accessoprogrammato.miur.it">www.accessoprogrammato.miur.it</a>) offre il servizio «Esercitatore prove d’ammissione», dove è possibile sin da ora sostenere delle simulazioni di test d’esame. Basterà? Non crediamo proprio, ma può servire durante la vostra preparazione. Per avere una chiara panoramica sui test d’ammissione basta consultare l’apposita sezione della Guida dello Studente di Campus (leggi: <a href="http://www.campus.it/focus/397660-test-d-ingresso-no-panic-2.html">Test d’ingresso? No panic</a>), disponibile in edicola.<br />
I primi a scendere in campo saranno gli aspiranti studenti di medicina e chirurgia: in aula il 3 settembre, seguiti a ruota da odontoiatria e protesi dentaria (4 settembre) e in medicina veterinaria (7 settembre). Si tratta di prove della durata di due ore, con inizio alle ore 11, che vertono su quesiti a risposta multipla di cultura generale, ragionamento logico, biologia, chimica, fisica e matematica.<br />
L’8 settembre sarà la volta degli architetti, contemporaneamente in aula da Milano a Palermo, dove si scervelleranno tra matematica, storia, fisica, disegno, logica e l’immancabile cultura generale.<br />
Il tour de force tra gli atenei continua con i test per l’accesso alle professioni sanitarie: le prove, predisposte da ciascuna università, si terranno il 9 settembre. Chiude il quadro scienze della formazione primaria: si tenterà l’accesso giovedì 10 settembre, rispondendo a quesiti di cultura linguistica, logica, cultura pedagogico didattica, letteraria, storico-sociale, geografica e anche matematico-scientifica. È opportuno pensarci fin da ora.</p>
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		<title>Tutta colpa dei fuoricorso?</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 17:55:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giampaolo Cerri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/logo.gif" title="logo.gif"><img src="http://www.campus.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/logo.gif" alt="logo.gif" width="117" height="116" /></a></p>
<p>Finalmente individuato il vulnus dell&#8217;università italiana: i <strong>fuoricorso</strong>. La ministro <strong>Gelmini</strong> pare aver capito che scornarsi con la lobby accademica non conviene e quindi, per risanare il sistema, sceglie di bacchettare quanti sono in ritardo sulla durata legale degli studi.</p>
<p>L&#8217;idea è chiara: mungere loro e le loro famiglie, facendo cassa.</p>
<p>Trapelato dai corridoi di <a href="http://www.miur.it"><strong>Piazzale Kennedy</strong></a>,  il progetto sembra di quelli che possono mettere d&#8217;accordo tutti, maggioranza e opposizione, conservatori e innovatori, <strong>Giavazzi</strong> e <strong>Figà Talamanca</strong>.</p>
<p>A noi la cosa non piace.  Certo, lo Stato investe diverse migliaia di euro all&#8217;anno per ogni iscritto e chi studia deve percepire questa responsabilità.</p>
<p>Ma la colpa del ritardo è unicamente attribuibile agli studenti (circa uno su tre, <strong>667mila</strong> nell&#8217;anno 2006/2007)? C&#8217;entreranno qualcosa qualità della didattica, aule sovraffollate, proliferazione degli esami con il 3+2?</p>
<p>Evitiamo, per favore, il vecchio stereotipo dell&#8217;università parcheggio: roba buona per gli anni &#8216;70, quando iscriversi non costava davvero niente e consentiva, ai maschietti, di rinviare il servizio militare. Siamo nell&#8217;Italia della terza settimana e le rette medie non sono poi bassissime.</p>
<p>Non vorremmo che, gli studenti in generale e i fuoricorso in particolare, finiscano per essere vasi di coccio fra i vasi di ferro della polemica: governo e accademia.</p>
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