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Che borsa spaziale !

di gcavallaro

spazio Quattordici mila e quattrocento euro all’anno, per due anni. E’ spaziale già di per sé l’entità delle borse che l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha deciso di conferire a tre laureati, in possesso di laurea specialistica in Biotecnologie, Medicina o Biologia.
Le borse di studio sono conferite nell’ambito dell’area tematica generale “Progetti di Microgravità”, sui seguenti argomenti specifici: “Studi di fattibilità per applicazioni in Telemedicina – Monitoraggio della circolazione sanguigna” e “Variazioni morfologiche e biochimiche correlate alla microgravità”.
Ogni borsa verrà fruita presso le strutture dell’ ASI di Roma nella Direzione Tecnica / Unità di Microgravità. Possono partecipare alla selezione i cittadini italiani o dei paesi dell’Unione Europea che dimostrino, oltre al titolo accademico conseguito da non più di tre anni, un’ottima conoscenza dei principali software applicativi (MS-Dos, Windows in particolare) e un’ ottima conoscenza della lingua inglese. La domanda di partecipazione deve essere presentata all’Agenzia Spaziale Italiana – Viale Liegi, 26 – 00198 Roma, entro il 1 agosto con allegati i documenti richiesti dal bando di concorso che si può consultare andando sul sito http://www.asi.it/

Data: 27 luglio 2011

Usa: test di comunicazione per futuri medici

di Claudia Cervini

101029_postimedicinaI futuri medici a stelle e strisce dovranno essere soprattutto dei buoni comunicatori. “Vogliamo precludere l’accesso a medicina a quegli studenti che magari fanno bene l’esasme, ma non sanno comunicare”, ha detto Stephen Workman, rettore della Tech Carillion University (Virginia).

Infatti per essere un buon medico non basta avere delle buone basi di anatomia oppure sapere operare a regola d’arte, ma bisogna anche avere un buon approccio psicologico al paziente, saperlo ascoltare, capire le sue esigenze, parlargli con tatto.  E bisogna anche essere in grado di relazionarsi coi colleghi di altre discipline, con gli infermieri, con medici di altri ospedali. Per questo in Virginia si sono inventati il test di comunicazione, corredato da lunghe interviste  che portano a inquadrare la personalità del candidato prima delle sue conoscenze teoriche.

Un approccio che in Italia, nonostante le ripetute litanìe che invitano, giustamente, a una maggiore formazione “psicologica” dei medici, è ancora lontano da venire.

Data: 14 luglio 2011

Università brevi

di Claudia Cervini

gelmini1L’università si accorcia. Non per tutti, ma per quei corsi di laurea che, anche dopo il conseguimento del titolo, hanno un percorso di accesso molto lungo alla professione; in primis Medicina e Giurisprudenza.

Come ha dichiarato a Il Giornale, il ministro Mariastella Gelmini ha  ”aperto un tavolo con il ministro della Salute Ferruccio Fazio, proprio allo scopo di valutare una abbreviazione degli anni di studio della facoltà di Medicina. Ora sono sei anni per la laurea, poi quattro o cinque di specializzazione, poi il dottorato. Non si finisce mai. L’obiettivo sarebbe quello di accorciare almeno di un anno”. Lo stesso vale per Giurisprudenza, dove il primo anno di praticantato potrebbe essere anticipato all’ultimo anno “prima della laurea in modo che dopo il diploma occorra soltanto un anno di pratica”, ha aggiunto il ministro.

In effetti in Europa i nostri studenti sono quelli che studiano più a lungo e non solo durante il percorso universitario, ma anche durante il liceo. La questione vera sarà trovare la modalità giusta per riformare i piani di studio che saranno spalmati su quattro anni anziché cinque e su cinque anni anziché sei (per Medicina).

Il ministro torna anche a parlare di abolizione del valore legale dei titolo di studio, idea che il ministro ha intenzione di trasformare in realtà. Chissà se questi proclami diverranno infine operativi.

Data: 12 luglio 2011

Il 16% dei neodott senza lavoro: lo dice Almalaurea

di Claudia Cervini

studenti1Su laureati, università e lavoro, numeri sempre più negativi. Lo dice l’ultino rapporto AlmaLaurea che fotografa la situazione occupazionale di 400mila neodottori, presentato oggi a Roma presso la sede della Conferenza dei rettori (Crui).

La disoccupazione cresce, così come il lavoro nero, l’incertezza e la precarietà dei contratti. Basti pensare che se nel 2008 i disoccupati a un anno dalla laurea triennale erano l’11 per cento, oggi sono il 16,2 per cento. Peggio i laureati specialistici con una variazione in negativo rispetto a tre anni fa di sette punti percentuali che porta i disoccupati a un anno dal titolo al 17,7. Cinque anni dopo il conseguimento della laurea la crisi pesa ancora:  se nel 2005 (ante riforma) più del 90 per cento dei neodott lavorava, oggi soltanto l’85,6 per cento ha un impiego.

Come sempre non tutte le facoltà si comportano allo stesso modo e se Medicina, Professioni sanitarie, Economia e Ingegneria hanno alte percentuali d’impiego (le prime due toccano il 98 per cento), altre fanno fatica a farsi valere sul mercato. È questo il caso del gruppo geo-biologico (con il 47,1 per cento di occupati), di quello chimico-farmaceutico (48,5 per cento), giuridico (50,2 per cento) e scientifico (62,3 per cento).

Se nello scorso rapporto la maggior preoccupazione riguardava l’incremento dei contratti atipici, oggi è rivolta ai senza contratto. Cresce infatti il lavoro nero: niente contributi né assicurazione per il 7 per cento dei laureati specialistici e per il 6 per cento dei laureati “brevi”.

I “fortunati” che invece un contratto ce l’hanno subiscono una diminuzione di stipendio rispetto agli omologhi che entravano nel mercato del lavoro tre anni fa. Per i dottori magistrali il differenziale è del 10 per cento, mentre per i triennalisti del 5 per cento. Senza contare che i contratti atipici oggi coinvolgono più di quattro laureati su dieci.

Ultimo dato in crescita quello relativo alla fuga dei cervelli. Il 4,5 per cento dei laureati specialistici decide infatti di lavorare all’estero dopo essersi guadagnato il titolo nel Belpaese.

Data: 7 marzo 2011

Test: l’Udu vince il maxi ricorso

di Claudia Cervini

testingresso5Esclusi dalle prove d’ammissione, riammessi dopo il ricorso. È quanto è successo a Firenze, ai numerosi aspiranti medici che non sono rientrati nelle graduatorie della Facoltà di Medicina dell’ateneo fiorentino. Una parte degli studenti che hanno partecipato al maxi ricorso collettivo verrà ora riammessa con riserva.

Lo ha dichiarato a Repubblica Michele Bonetti, legale dell’Udu, Unione degli universitari (intervistato da CampusPRO a proposito delle polemiche sui ricorsi ai test d’ingresso apparse sullo scorso numero).

Prova falsata a causa della presenza delle tavole periodiche degli elementi, che indisturbate erano appese ai muri di due aule, teatro della prova di ammissione. Fatto discriminante, in quanto alcuni quesiti potevano trovare risposta dalla semplice osservazione delle tavole.

I legali dell’Udu si dicono soddisfatti perché, benché la sentenza riguardi soltanto 10 candidati, rappresenterà un precedente per quelle successive. 1 a 0 per il sindacato studentesco.

Data: 21 ottobre 2010

Numero chiuso? Per i medici affaristi

medicoSordi

Mentre tutti celebrano il boom di iscrizione ai test di Medicina, previsti nei prossimi giorni (giovedì 2 settembre), arriva la vicenda tragicomica di Messina: tragica perché una donna e il suo bambino rischiano la vita, comica perché un assegnista di ricerca e un ricercatore si sono azzuffati in sala parto contendendosi la paziente, che sarebbe stata anche cliente privata di uno dei due.
La Gelmini dovrebbe rivedere d’urgenza le prove di Medicina, richiamando i test che il Cineca dovrebbe aver ormai preparato, ed aggiungere una bella sezione con la quale sondare le motivazioni degli aspiranti dottori.
Poche domandine facili facili per far emerge e possibilmente escludere i biechi affaristi. Per i quali il numero dovrebbe auspicabilmente restringersi ancor di più: la loro schiera è già nutrita (per fortuna fra tanti medici seri e scrupolosi).

Data: 30 agosto 2010

Con mamma in ateneo

di Claudia Cervini

genitoriMamma e papà insieme all’università, al posto dei figli. Il Corriere della Sera di oggi riporta un fenomeno inedito: alle giornate di orientamento, in fila alle segreterie di facoltà, all’altro capo del ricevitore per richiesta di informazioni ormai ci sono sempre più genitori. Barbara Rosina, responsabile del Cosp, il centro per l’orientamento della Statale di Milano riferisce che il 50% delle telefonate sono di mamma e papà e in Bicocca 7 iscrizioni su 10 arrivano dai genitori. Le segreterie, come i centri orientamento sono bombardati dalle domande degli adulti: “Scusi, mio nipote vorrebbe iscriversi a Medicina, cosa dobbiamo fare?” oppure “Mio figlio vorrebbe iscriversi a Lettere, noi preferiamo Economia, cosa mi consiglia?”. E pensare che solo pochi anni fa al pensiero di farsi pescare in ateneo con mamma e papà si arrossiva di imbarazzo.

Alcune università sono corse al riparo riporta il quotidiano: la Bocconi ha organizzato un incontro a inizio anno solo per genitori, con il monito di rivedersi soltanto alla laurea e ha abolito il libretto dei voti rendendoli visibili on-line soltanto con l’inserimento della password segreta. Lo stesso accade al Politecnico di Milano e il rettore Giulio Ballio alle mamme che chiamano per avere informazioni sui figli risponde che non può accontentarle per motivi di privacy.

Alcuni chiamano semplicemente per assicurarsi che i figli siano arrivati a destinazione. Chissà se si presenteranno anche ai test d’ingresso per accertare la presenza dei ragazzi.

Data: 24 agosto 2010

Test d’ingresso: costi bollenti ma iscrizioni in crescita

di Claudia Cervini

testingressoÈ iniziato il conto alla rovescia per gli studenti che, terminata la maturità, si sono rimessi a studiare per i test d’ingresso universitari. Non solo i futuri medici e gli ingegneri, ma anche economisti, letterati, comunicatori, linguisti, psicologi, insomma oggi i test d’ingresso sono disseminati a macchia di leopardo nelle facoltà delle università italiane e regolano l’accesso ai più diversi corsi di studio.

Ci siamo già occupati su CampusPRO (http://www.mfiu.it/campuspro/ basta registrarsi gratuitamente per sfogliarlo) del fenomeno dilagante dei test selettivi e valutativi che da settembre piovono sui banchi universitari, un business che vale circa 50 milioni che finiscono nelle casse degli atenei e in quelle di società specializzate per la preparazione dei test, nei libri di testo, nella creazione dei servizi agli studenti.

Anche se di dubbia utilità (c’è chi sostiene la necessità di tali prove per ragioni di razionalizzazione e c’è chi le ritiene una lesione al diritto allo studio) e rigorosamente a pagamento, le iscrizioni alle prove continuano ad aumentare, come riporta oggi il Corriere della Sera.

Ci sono già i primi numeri: 10.194 gli iscritti ai test d’ingresso della Statale di Milano, ben 2mila in più rispetto al 2009. La prova bollente è quella del San Raffaele, 150 euro il costo della tassa d’iscrizione alla prova di medicina. Di seguito troviamo la Bocconi con 100 euro, la Cattolica con 60 e infine Politecnico e Statale con 50 euro.

Oltre alla tassa gli studenti devono mettere in conto altre spese, come quella dei libri di testo (che arriva a superare i 100 euro) e la trasferta per gli studenti “fuori-sede” (pernottamenti, pasti ecc.) Senza contare che c’è chi, nel dubbio, ne prova più di uno e tutto ciò senza garanzie di successo, perché dopo tanto studio, sudore e soldi si può essere esclusi. Allora rimangono due possibilità: iscriversi a un’altra facoltà che non prevede il numero chiuso o apettare l’anno successivo.

Ottime dunque le idee del Politecnico che da quest’anno ha deciso di alleggerire studenti e genitori caricando on-line 10mila copie di libri di testo con gli esercizi preparatori e di consentire a chi ha le idee chiare di effettuare le prove già al termine del quarto anno di liceo. Il vantaggio? Non rimettersi a studiare subito dopo la maturità e avere la certezza di entrare.

Data: 23 agosto 2010

L’Italia dei test di Medicina

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“Sono un medico, madre di una partecipante al quiz d’ammissione svoltosi il 3 settembre”: inizia così l’accorata missiva ai giornali di un genitore. A tema, ancora una volta, i test di Medicina. La mamma-medico rivela che “almeno una delle risposte del quiz è indiscutibilmente sbagliata”. Si tratterebbe del quesito numero 54. Citando trattati medici, la signora documenta il clamoroso errore degli esperti del ministero.
E poi apre il cuore: “Tenete presente”, scrive, “che per l’alto numero di partecipanti e la difficoltà dei test, anche una sola domanda considerata errata fa perdere la possibilità di essere ammessi. Ci sono migliaia di ragazzi che forse non entreranno a medicina per l’incompetenza e la superficialità di chi ha compilato questi test”.
La lettera, aldilà del merito della protesta, apre uno squarcio sull’Italia inchiodata, dove ormai tutti fanno il mestiere dei padri (e delle madri), perché non ci sono altre chance.
E siamo pieni di medici e dentisti che fanno pazzie e che si indignano, s’inalberano, protestano, affinché il bambino superi il maledetto test e il radioso futuro gli si apra, garantendogli lavoro, danaro, status sociale. Probabilmente anche spendendo, a questo scopo, il loro capitale di conoscenze e relazioni professionali. Se non, come ha fatto qualcuno in passato (ma anche a questo giro una banda è stata sgominata), pagando migliaia di euro per avere le soluzioni in anticipo.
L’anno scorso, in un paio di sedi, medici di mezza età si erano iscritti ai test, confidando di poter dare una mano al figlio cui, per effetto del medesimo cognome, sarebbero finiti vicini durante la prova.
Alla Cattolica di Roma non avevano mangiato la foglia e avevano messo in quarantena un plotoncino di senatori, a fare il test in solitaria, lontano dai pupi.
Se l’Italia non rimette nell’agenda politica la mobilità sociale e la necessità di creare, per i giovani, un accesso autentico al mondo delle professioni e del lavoro, questo Paese declinerà sempre di più, zavorrato dalle corporazioni.

Data: 11 settembre 2009

Se col test gli atenei fanno Bingo

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Test, test ancora test. Oltre quelli nazionali – Medicina, Odontoiatria, Architettura, Scienze della formazione primaria – spuntano come funghi, localmente, in ogni ateneo. Sempre più obbligatori, anche se non selettivi. Si dice che servano ad orientare lo studente, a evidenziarne i gap nella preparazione, specialmente in Matematica e nelle Lingue, consentendo agli interessati di avere informazioni utili su come attrezzarsi per riparare e all’ateneo di sapere se, per esempio, sia il caso di organizzare pre-corsi o lezioni di recupero.

Sorge il dubbio, però che il ricorso forsennato al test d’ingresso non celi anche il desiderio di fare cassetta di qualche università. Sì perché la prova richiede sempre una tassa. Le amministrazioni  dicono, genericamente, che le spese sono ingenti ma, con questi numeri, i ricavi volano.
Al Politecnico di Milano, si affacciano alle prove qualcosa come 13.649, con un incremento del 13% rispetto al 2008 (+ 19 % del 2007).

“Un Jackpot vincente per l’Ateneo, che sarà però incassato dalle future matricole in cerca di un posto di lavoro sicuro e soddisfacente”, aveva commento, trionfante, una nota stampa dell’università, nei giorni del tormentone del Superenalotto.

Ma forse il jackpot il rettore Ballio l’ha vinto davvero: a 50 euro cadauna (sarebbero stati 30, se svolti online fra marzo e luglio, ma non per i numeri chiusi nazionali come Archittura), le migliaia di aspiranti matricole hanno versato nelle casse della sua amministrazione migliaia di euro: 682.450 euro, se tutti avranno sostenuto le prove, in presenza o online a settembre, un po’ meno se qualche studente più diligente ha voluto portarsi anticipare fra primavera e luglio scorso.

Comunque una cifra iperbolica, superiore a qualsiasi ipotesi di copertura costi.

Quanti saranno realmente i danari in sovrappiù e come verranno utilizzati?

C’è da augurarsi a favore degli studenti magari, perché no, per offrire corsi di preparazione al numero chiuso, in genere affidati alle associazioni studente più diligenti.

Data: 3 settembre 2009

Test per tutti, accessi limitati

Test

Continua il conto alla rovescia verso la spartiacque decisivo per molti giovani aspiranti universitari. La mattina dedicata al test d’accesso risulta essere un crocevia per la carriera di ogni studente: corso che farò o corso che avrei voluto fare? Questo è il dilemma, che si risolverà dopo una serie di domande a risposta multipla. In ogni caso le possibilità di riuscita possono essere calcolate con precisione grazie all’accuratezza del Ministero dell’università e della ricerca. Con il decreto ministeriale targato 3 luglio (firmato Mariastella Gelmini) è stato diffuso il numero esatto dei posti disponibili per ciascun corso ad accesso programmato.

Così siamo a conoscenza che il prossimo anno accademico avremo 8.518 matricole di medicina e chirurgia, 755 di odontoiatria e protesi dentaria, 1.160 di medicina veterinaria e 10.498 aspiranti architetti. Risultato 20.931 nuovi studenti, ma quanti non saranno ammessi?
Un dato interessante: sul sito www.accessoprogrammato.miur.it, voce ufficiale del ministero sui corsi a numero chiuso, potrete trovare i dati dei posti disponibili in ogni singola università. Per esempio significa che a Cagliari troveremo 195 matricole in architettura, 97 a Pisa e così via. Il giochetto vale anche per medicina e chirurgia, veterinaria e odontoiatria, ma ricordatevi che l’equazione più posti disponibili uguale maggiori chance di successo non sempre funziona.
Per saperne di più è utile consultare la speciale sezione dedicati ai test d’accesso della Guida dello studente edita da Campus.

Data: 14 luglio 2009

Sapienza, lo studente pro-rettore?

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Secondo alcuni è la “la lista Frati” per il suo forte radicamento nella facoltà di Medicina,  ma,  in ogni caso, Vento di cambiamento – con oltre 3mila voti e due eletti sia nel cda che nel senatoesce vincitrice dalle recenti elezioni universitarie di cui sono stati ufficializzati i risultati. Eccoli:

Consiglio di amministrazione Senato
accademico
Comitato  sviluppo sport universitario Comitato
Adisu
Azione universitaria per la libertà (1.722 voti – 1 seggio) Romano Giuseppe (1.808 voti – 1 seggio) Rodà Giuseppe (1.574 voti – 0 seggi) (1.563 voti –
0 seggi)
Collettivi in movimento- Anomalia Sapienza (1.323 voti – 1 seggio)
Sestili Giorgio
(1.247 voti – 0 seggi) (1.253 voti – 0 seggi) (1.346 voti –
0 seggi)
I Corvi (169 voti – 0 seggi) (170 voti – 0 seggi)    
Mondo Sapienza-
Lista aperta
(2.019 voti – 1 seggio)
Fanelli Matteo
(2.057 voti – 1 seggio)
Piccini Paolo
(1.752 voti – 0 seggi) (1.723 voti –
1 seggio)
Contino Francesco
Sapienza in movimento (1.629 voti – 1 seggio)
Morrone Gianfranco
(1.701 voti – 1 seggio)
Barberio Giovambattista
(1.812 voti – 1 seggio)
Viscido Gianluca
(1.720 voti –
0 seggi)
Studenti democratici (1.133 voti – 0 seggi) (1.133 voti – 0 seggi) (1.147 voti – 0 seggi) (1.127 voti –
0 seggi)
Unione degli Universitari-Sindacato studentesco-Liste di sinistra (1.046 voti – 0 seggi) (1.092 voti – 0 seggi) (1.047 voti – 0 seggi) (1.111 voti –
0 seggi)
Vento di cambiamento (3.081 voti – 2 seggi)
Lucchetti Pietro,
Maniglio Paolo
(2.964 voti – 2 seggi)
Messano Giuseppe Alessio,
Mellace Francesco
(3.096 voti – 1 seggio)
Morosillo Francesco
(3.072 voti –
1 seggio)
Mortati Andrea Cosma

Data: 5 dicembre 2008
Campus
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