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Ecampus e le domande senza risposta

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Anticipiamo l’editoriale di Campus giugno, in edicola domani

Cominciata, a novembre del 2009, con la notizia della vendita del Cepu a una società sconosciuta, la nostra storia del più grande gruppo formativo italiano termina, in questo numero, con un aggiornamento di quel percorso societario: adesso il controllo della Cesd Srl, holding operativa, è nella mani di una società anonima lussemburghese. Nel frattempo abbiamo ripercorso le tappe del successo personale di Francesco Polidori, da microimprenditore a Città di Castello (Perugia), che si arrabattava, alla fine degli anni 60, con i corsi per corrispondenza, a capitano di industria da 100 milioni di fatturato.

Una storia non sempre lineare, anzi con qualche incidente di percorso. Una storia con qualche punto oscuro, che ci sarebbe piaciuto chiarire con lui, il Fondatore, che però non ha ritenuto mai di doverci parlare.

Per questo a pagina 25, pubblichiamo, un po’ malinconicamente, le domande che avremmo voluto sottoporre a Polidori. Domande a cui, chi opera sul mercato non dovrebbe sottrarsi, a maggior ragione se si controlla, di fatto, un’università telematica privata come eCampus, l’ateneo che ha iniziato a operare nel 2006, con decreto dell’allora ministro Letizia Moratti, malgrado il parere contrario di Cun e Cnsvu.

Domande cui, indirettamente, pare porsi anche il Consiglio universitario nazionale-Cun che, il 1° di giugno, ha rilasciato un documento sugli atenei telematici piuttosto severo, in cui rilancia una serie di requisiti minimi di cui un’università, ancorché online, dovrebbe essere dotata. Fra questi, leggiamo, disporre di «di personale proprio, in quantità sufficiente a coprire adeguatamente ciascun corso di studio» ma anche «ricercatori a tempo determinato che non eccedano una determinata percentuale dei professori di ruolo» e, ancora, che anche nelle telematiche si faccia ricerca e che la stessa venga valutata.

Domande che forse dovrebbero porsi al ministero dell’Università, dove siede un ministro che parla di serietà degli studi a ogni piè sospinto.

Data: 15 giugno 2010

Istruzione: qualità vs disciplina

di Maria Teresa Melodia

“Preoccupiamoci della qualità della scuola, è più urgente della disciplina”, ammonisce Roger Abravanel in un’intervista pubblicata da Il Messaggero il 9 marzo. L’ autore di “Meritocrazia, quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto” (Garzanti) interviene nella querelle del cinque in condotta. “Querelle che è emblematica del disinteresse per la scuola pubblica italiana, sia da parte della maggioranza che dell’opposizione”, sottolinea, insistendo: “Dovremmo utilizzare i test per misurare la capacità di comprensione dei nostri ragazzi dal momento che le verifiche Ocse-Pisa hanno dimostrato che la nostra scuola va malissimo, soprattutto al Sud”. Osservazioni centrali anche per l’ Università, dove la qualità dell’insegnamento ha una valenza strategica nell’ottica del futuro lavorativo dei giovani laureati.

Perché allora tante resistenze? “Il rendimento degli alunni permette di misurare la qualità degli insegnanti, ecco perché i sindacati si schierano contro, temono i licenziamenti- spiega Abravanel – però sbagliano, valutare i ragazzi, e quindi i loro insegnanti, può servire a formare meglio i docenti”.
Ora c’è da chiedersi: la Gelmini seguirà i passi della meritocrazia o della severità a tutti i costi?

Data: 11 marzo 2010

Dov’era Luca Ricolfi?

Ricolfi

La riforma Gelmini, o almeno la sua architettura perché il disegno di legge dovrà passare sotto le forche caudine del Parlamento, ha sollecitato molti editorialisti a occuparsi di università.
Lo ha fatto, ieri, dalle colonne de La Stampa di cui è firma autorevole, il sociologo Luca Ostilio Ricolfi, ordinario presso la facoltà di Psicologia dell’Università di Torino.

“Il clima è cambiato”, scrive, “è finita un’epoca”. Quale? Quella “in cui le università avevano mano libera nelle promozioni dei candidati locali, spesso pessimo. (…) in cui i clan accademici la facevano da padroni, (…) in cui si sapeva che i bilanci in rosso sarebbero stati ripianati, (…) si potevano moltiplicare impunemente i corsi di laurea (…) in cui i risultati non venivano utilizzati per premiare i migliori” e via stigmatizzando.

La domanda che sorge spontanea è dove stesse, il professor Ricolfi, in quell’epoca e di che cosa si occupasse. Visto che insegna dal 1989, sarebbe interessante vedere a quanti consigli di facoltà ha partecipato e come ha votato in questi anni o, meglio, quante volte ha fatto mettere a verbale,  eventualmente, il suo dissenso.

Da chi usa questi toni da orazione civile, il minimo che ci si possa aspettare è che almeno una volta, una volta sola, si sia incatenato alle porte del rettorato.

A meno che – e questo è possibile – le facoltà di Economia e di Scienze della formazione, poi di Psicologia in cui Ricolfi ha insegnato ed insegna, siano state e siano oasi felici.

Data: 30 ottobre 2009

Se anche Cepu inaugura

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C’era una volta l’inaugurazione dell’anno accademico. Oggi, con le discusse e discutibili università online, si passa alla “presentazione” dell’anno.

Forse, in quanto le open universities de noantri sono aperte tutto l’anno.

O forse per non fare arrabbiare gli altri atenei, soprattutto quelli che hanno secoli di inaugurazioni alle spalle.

Quale che sia il motivo, anche all’ateneo del Cepu,  la pubblicizzatissima università eCampus di Novedrate (Como), hanno scelto di presentare e non inaugurare.

E’ accaduto ieri, nell’ex Ibm di Novedrate, sede anche di altre attività Cepu, come la Bertrand Russel University all’Ateneo Formass, il polo formativo televisivo, una volta ubicato a Cinisello Balsamo.
Il fatto nuovo è che a Novedrate, ad ascoltare l’introduzione del rettore, Lanfranco Rosati, e la lectio magistralis del prof. Giuseppe Benedetto Portale, ordinario di diritto commerciale presso l’Università Cattolica, c’era Valentina Aprea, presidente della VII  commissione “cultura, scienza e istruzione”, e a lungo in predicato di fare il ministro forzista dell’Istruzione prima, e il sottosegretario della Gelmini poi, dovendosi accontentare poi del solo incarico parlamentare.
Se una quasi ministro va ad inaugurare l’anno del Cepu, è segno che le cose per il patron del gruppo, il poliedrico e instancabile Francesco Polidori,  si mettono bene.

Resta da capire se si mettono bene per l’università italiana tout-court.

Data: 26 settembre 2009

Fondi al merito: Firenze pesca il jolly

Dall’inferno al paradiso nel volgere di una settimana. L’Università di Firenze, ancora venerdì scorso, era sotto shock per l’esclusione dalla ripartizione del 7% del fondo di finanziamento ordinario che la ministro Gelmini aveva voluto legare al merito.

L’ateneo fiorentino, come aveva spiegato la Gelmini a caldo, era stato escluso per non avere avuto i conti in ordine. In particolare Firenze (assieme ad altri atenei come Pisa, Siena e Trieste) era stata esclusa per aver destinato agli stipendi – di docenti e non – più del 90% del finanziamento dell’anno precedente.

A nulla erano valse le rimostranze del rettore uscente, Augusto Marinelli. Invano, il rettore aveva richiamato una recente comunicazione del Tesoro che attestava la discesa dell’ateneo sotto la fatidica percentuale e quindi il rientro, a buon diritto, fra le università virtuose.

Dopo nemmeno sette giorni, la Gelmini torna sui suoi passi e dichiara che Firenze è stata “rivalutata” e che quindi può accedere al 7%. Anzi, per effetto delle buone performance nella ricerca e nella didattica, Firenze si piazzerebbe al quarto posto assoluto, dietro Trento e i due politicnici (Torino e Milano), ottenendo il 3% dello stanziamento complessivo, pari a 19 milioni di euro, “tre in più a quanto ricevuto nel 2008″, ha sottolineato il rettore uscente.

Decisivo sarebbe stato un incontro fra lo stesso Marinelli e la ministro, avvenuto mercoledì scorso a Roma. E come ha fatto, il rettore ad incontrare in trafinefatta la responsabile dell’Istruzione che ha notoriamente un agenda piuttosto blinadata?

A favorire il chiarimento è stato un giovane deputato fiorentino del Pdl, Gabriele Toccafondi, che aveva tentato un ruolo di mediatore anche nell’autunno scorso, fra l’approvazione del Dpef e la stesura della Finanziaria 2009.

Già rappresentante degli studenti nel Cda dell’università fiorentina a metà degli anni ‘90, eletto nella lista Ateneo studenti (vicina a Cl), Toccafondi ha rappresentato il jolly pescato dall’università fiorentina.

E proprio la Matta del poker fu il simbolo elettorale scelto dal giovane deputato all’epoca della sua campagna studentesca, come documenta uno dei primi post di questo blog.

Data: 31 luglio 2009

Terremoto: aggiornamenti

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In questo post alcuni aggiornamenti sulla situazione del terremoto e dell’università.

AGGIORNAMENTO delle 20:08 del 7 aprile: Dopodomani il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, presenterà un decreto legge in cinque punti per salvare l’anno accademico e scolastico di migliaia di studenti abruzzesi.

Per quanto riguarda i 27mila iscritti dell’ateneo aquilano, che difficilmente potranno riprendere le lezioni nei prossimi mesi, è allo studio sia un trasferimento nelle altre università della regione, Chieti/Pescara e Teramo, sia la realizzazione di grandi tensostrutture nell’area del capoluogo, per permettere lo svolgimento delle lezioni.

AGGIORNAMENTO delle 13:38: gli iscritti all’Università di Trieste provenienti dalle zone colpite dal sisma saranno sollevati dal pagamento delle tasse universitarie.

AGGIORNAMENTO delle 12:49: è attivo un wiki.

Ieri sera il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini ha dichiarato al TG5 che nessuno studente universitario delle zone coinvolte dal terremoto in Abruzzo perderà l’anno. Molti edifici che sono sedi universitarie risultano inagibili del tutto o in parte. Le università limitrofe si sono già dette disponibili ad accogliere gli studenti. Il rettore de L’Aquila Ferdinando Di Orio, si è mostrato preoccupato e ha detto: «Oggi ho parlato con tanti ragazzi. In parecchi si affrettavano a partire, scappavano dalla città. È una reazione assolutamente comprensibile dopo quello che è accaduto, ma non vorrei che la fuga proseguisse anche oltre l’emergenza. L’università è il motore della città, se si ferma l’università si ferma la città».

A quasi 23 ore dalla scossa è stata estratta viva dalle macerie a L’Aquila la studentessa Marta Valente che era bloccata da tre grosse travi. Altri studenti sono stati estratti ieri dalle macerie della Casa dello studente.

Data: 7 aprile 2009

Gelmini: “La laurea triennale va ripensata”

Mariastella Gelmini Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, intervenendo alla Mediolanum Corporate University ieri, ha detto: «La laurea triennale non sta dando grandi risultati [...] occorre ripensarla». Ha poi aggiunto: «In Università abbiamo bisogno di un forte ricambio generazionale. Con la legge 1 del 2009 abbiamo creato 300 nuovi posti da ricercatori. Occorre però pure creare una sinergia virtuosa tra i profili in uscita e il mondo produttivo. Abbiamo un’offerta formativa che a volte è ridondante. Si potrebbero risparmiare dei soldi abolendo corsi di laurea che non garantiscono uno sbocco lavorativo e che spesso tradiscono le attese dei giovani e i sacrifici delle famiglie. È giusto poi che le migliori menti restino all’interno delle Università ma forse sarebbe più utile l’ingresso in azienda visto che le imprese si reggono sul buon capitale umano. Quindi serve un cambio generazionale ma anche un ripensamento dell’offerta formativa».

Data: 19 marzo 2009

Botta e risposta a distanza Napolitani/Gelmini sui tagli

Giorgio NapolitanoBotta e risposta a distanza ieri tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini.

Napolitano è intervenuto a Perugia durante le celebrazioni per i 700 anni dell’ateneo e ha chiesto valutazioni e interventi pubblici puntuali e la revisioni di alcuni tagli definiti «indiscriminati» per le università italiane.

Gelmini ha affermato che i tagli si inquadrano in un periodo di difficoltà economica e nello sforzo per eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci.

Data: 24 febbraio 2009

La Gelmini speaker nella puntata di fine anno di Radio Gioventù

Mariastella GelminiNella puntata natalizia di Radio Gioventù, la rubrica radiofonica del Ministero della Gioventù condotta da Pierluigi Diaco e da Giorgia Meloni, il ministro Gelmini ha rivolto agli ascoltatori e agli studenti i suoi auguri per il nuovo anno ma si è anche improvvisata speaker presentando Human dei The Killers.

Sembra evidente che ci sia una strategia di comunicazione ben delineata dove Internet è al centro. Visto il “target” studentesco sembra un buon approccio.

Data: 29 dicembre 2008

Mariastella Gelmini su YouTube

Mariastella Gelmini è su YouTube per confrontarsi sulla scuola e sull’università. Nel video caricato ieri il look è informale, lo stile diretto e c’è la determinazione nell’andare avanti con la riforma contro lo status quo.

I commenti fioccano. Che cosa ne pensate?

Data: 4 dicembre 2008

Studentesse nude pro Gelmini

Calendario Sexpolitik 2009Dodici studentesse emiliane (Reggio Emilia, Parma e Modena) hanno posato per un calendario a favore della riforma dell’Università promossa da Mariastella Gelmini. Il fotografo è Corrado Bertozzi. Le ragazze sono state reclutate con volantini all’università.

Data: 27 novembre 2008

Gelmini e l’università sotto casa

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Intervenendo oggi a un convegno del Pdl a Montecatini Terme, Mariastella Gelmini ha rivendicato, com’è giusto,  la parternità del suo recente decreto.

Giusto, perché su un piano squisitamente politico, è riuscità a spaccare il fronte sindacale (la Cisl si è sfilata dallo sciopero del 14) e ha registrato molti segnali di apprezzamento dal mondo accademico.

Rimane, in tutta la sua imbarazzante evidenza,  il problema della sua comunicazione. L’avvocato di Leno (Brescia) rimastica molto liberamente il peggio della pubblicistica più agressiva, quella degli Stella, dei Rizzo, dei Giavazzi e dei Perotti. Il portavoce Massimo Zennaro, che la Gelmini ha nominato in trafinefatta direttore generale, cercando di riverdire la stagione della Moratti che fece lo stesso con il fidato Roberto Pesenti, le confeziona dei discorsi davvero pessimi.

A Montecatini, oltre a riesumare dalle catacombe il “18 politico” – salito alla ribalta e (per fortuna) archiviato fra il ‘68 e il ‘77, quando la ministro, trentacinquenne, era una bambina – Zennaro le ha fatto dire che “il diritto allo studio non è l’università sotto casa”.

A un’avvocatessa che si è laureata a Brescia, in un ateneo nato nel 1982 e che, in qualche modo, fa parte delle tante sedi “proliferate” in eccesso,  un’affermazione simile poteva essere risparmiata.

Data: 15 novembre 2008
Campus
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