Campania: università tutte… d’accordo
Al tavolo dei lavori il ministro Mariastella Gelmini ed il presidente della regione Campania Stefano Caldoro. Obiettivo la firma per l’accordo di programma con le sette università campane (Napoli “Federico II”, Seconda Università degli studi di Napoli, “L’Orientale”, Napoli “Parthenope”, università degli studi di Salerno, università degli studi del Sannio, università degli studi Suor Orsola Benincasa) per favorire il coordinamento tra gli atenei della regione, razionalizzare l’offerta formativa e offrire maggiori e più efficienti servizi agli studenti.
Tradotto in soldoni, il piano, che sarà operativo dall’anno accademico 2011/2012 e avrà una durata di cinque anni
prevede il contenimento del numero dei corsi di studio per evitare inutili sovrapposizioni; la promozione di corsi di studio che prevedono l’interazione di più atenei, da attivare presso l’università con maggiore vocazione scientifica e didattica nel settore di riferimento; la riduzione degli ambiti disciplinari in eccesso per favorire una specializzazione dell’offerta formativa di ciascuna sede ed il riordino dei dottorati di ricerca anche attraverso l’unione di più scuole di dottorato e la confluenza dei corsi presso un unico ateneo al fine di realizzare una maggiore competitività dell’offerta anche a livello internazionale. Gli studenti, invece usufruiranno di una tessera regionale dello studente che consentirà l’accesso ai laboratori, alle biblioteche degli atenei, il pagamento del pasto nelle mense universitarie; di un sistema informativo unico dell’offerta formativa regionale secondo criteri di accessibilità e completezza, del coordinamento tra le sedi per l’erogazione di servizi di biblioteca digitale; dell’accesso per tutti gli studenti ai laboratori scientifici ed informatici (5.000 postazioni) del sistema universitario e della riorganizzazione dei servizi di collegamento tra l’università e il mondo del lavoro. Per raggiungere gli obiettivi dell’accordo sarà costituito un comitato, cui sarà chiamato a partecipare anche la Gelmini, composto dai rettori di ciascuna facoltà, dall’assessore all’università e alla ricerca della regione e da un rappresentante degli studenti.
Studenti di Scienze della Comunicazione al centro della polemica. Il ministro Gelmini, ospite nella trasmissione di RaiTre “Ballarò” ha detto: “Riteniamo che piuttosto di tanti corsi di laurea inutili in Scienze della comunicazione o in altre amenità, servano profili tecnici competenti che incontrino l’interesse del mercato del lavoro.” Al di là dei modi, forse il concetto serve davvero ad aprire una questione. I laureati in questo settore o comunque quelli che provengono dai corsi di laurea umanistici, hanno fatto una buona scelta? L’interrogativo è apertissimo a molteplici risposte. 


È stato lanciato qualche fumogeno e sui muri è stato disegnato il volto di Anna Adamolo, personaggio virtuale simbolo della protesta.