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Il papa no, il guru sì

Paoletti

“Una trattazione sulla felicità e la modellizzazione dell’eccellenza, per comprendere a fondo concetti direttamente legati al successo, quali: Self-Efficacy, Life-long Learning e Problem Solving”. Così, il 7 giugno scorso, la lezione show di Patrizio Paoletti, guru della formazione che, vivente, si è dedicato una fondazione (www.fondazionepatriziopaoletti.org).

Nel sito dell’istituzione, dove ovviamente al maestro è dedicata un’intera area,  Paoletti si celebra così: “Con più di venticinque anni di impegno in ambito formativo, è tra i massimi esperti di comunicazione relazionale. I metodi e le tecniche da lui messe a punto hanno innovato il panorama della formazione motivazionale”.

Non solo, “imprenditore di successo, ha posto al centro del suo lavoro i processi connessi a sostenibilità, innovazione ed eccellenza. Attento al continuo miglioramento dei potenziali umani, come scrittore ha pubblicato, per diversi editori, testi sui nuovi orizzonti della didattica per il terzo millennio”.

Ecco, alla Sapienza, per illuminare la didattica degli anni 2000, per le sorti magnifiche e progressive della formazione, avevano bisogno di questo mostro sacro della comunicazione: mancavano, evidentemente,  i sociologici, i pedagogisti, i semiologi.

Altri atenei (Padova, Bari, Ancona)  avevano giù concesso aule a Paoletti, almeno a quanto afferma il suo sito, ma mai nessuno aveva osato con quella dove si inaugurano gli anni accademici, ultimo residuato di una tradizione che pure daterebbe intorno al XIV secolo (per Roma, al 1303).

A meno che,  in tempo di tagli, non lo si sia fatto per il vil denaro, per rimpinguare le casse dell’ateneo e allora, davvero, nessuno avrebbe potuto obiettare.

Sta di fatto che, da quando Luigi Frati regna sotto la Minerva, il “maestro” si è guadagnato l’aula un paio di volte: lo scorso anno e lunedì  (addirittura introdotto dal prorettore Francesco Avallone) e le foto delle storiche lezioni troneggiano sui suoi siti

Quella stessa aula che molti docenti della stessa Sapienza (ma non Frati, a onor del vero) considerarono in pericolo per l’arrivo del prof. Joseph Ratzinger, tanto da scrivere profluvi di documenti di protesta.

Forse il romano pontefice non era considerato scientificamente all’altezza di questo  napoletano, classe 1960, con la laurea in Scenografia.

Data: 10 giugno 2010

Terremoto: raccolta di fondi dalla Sapienza per L’Aquila

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La Sapienza ha lanciato una raccolta di fondi a favore dell’Università dell’Aquila d’accordo con il Ministero e in collaborazione con le Poste Italiane.

Il rettore Luigi Frati ha dichiarato: «L’università aquilana deve ripartire immediatamente con tutte le sue attività e gli studenti tornare alle loro: a questo obiettivo mira la sottoscrizione di fondi e non alla ricostruzione. [...] Quel che trovo inaccettabile è ospitare gli studenti dell’università aquilana altrove, in altri atenei. Sono nettamente contrario agli appelli che vanno in questa direzione: non li firmerò».

Locali come quelli della facoltà di Ingegneria e di Economia a L’Aquila sembrerebbero dai primi rilievi idonei allo svolgimento di attività.

È attivo un conto aperto dalla Crui su cui è possibile effettuare donazioni con causale “Università emergenza Terremoto” e codice Iban IT 80 V 03226 03203 000500074995.

Data: 14 aprile 2009

L’Italia dei “figli di”

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La notizia è dei giorni scorsi. Il giudice Andrea Borrelli, del Tribunale civile di Milano, ha condannato l’amministrazione penitenziaria a risarcire la famiglia di un detenuto che si era suicidato in carcere.

Più che per il fatto in sé – lo Stato condannato – la notizia ha fatto clamore perché Andrea è il figlio di Francesco Saverio, iniziatore di Tangentopoli e fiero protagonista di una stagione antiberlusconiana (ricordate il famoso “Resistere, resistere, resistere”?).

Una storia che può essere presa a paradigma di un certo pensiero dominante sull’università. Perché? Perché nessuno ha assolutamente battuto ciglio sul fatto che il figlio dell’ex procuratore generale di Milano fosse anch’egli giudice e per di più nel Tribunale milanese.

Al contrario, quando si parla di un qualsiasi figlio di docente, soprattutto se insegna nell0 stesso ateneo – non dico nella stessa facoltà – si può leggere, e non solo tra le righe, una sottile nota di civico disprezzo, quello con cui si trattano i comportamenti moralmente condannabili.

Insomma, Gian Antonio Stella, scagliando invettive contro l’elezione di Luigi Frati alla Sapienza, aveva ricordato come il magnifico rettore avesse moglie e figli in cattedra, proprio a Medicina. “Una sconfitta per l’università”, aveva detto proprio a Campus.

Ma perché per la consorte o i figli di Frati deve valere questa presunzione di consapevolezza – cioè che siano finiti in cattedra grazie al marito-padre – non sfiora nessuno nel caso di Andrea Borrelli il quale, magistrato stimatissimo, a giudicare dall’età ha vinto il concorso in magistratura mentre il padre era ancora in carica? Anzi, era il magistrato più importante d’Italia.

E, a voler guardar bene, c’è anche un’altra considerazione che suscita il caso Borrelli junior.

Continuiamo ad essere il paese dove i figli dei giudici fanno i giudici, quelli degli avvocati gli avvocati, quelli dei professori, dei giornalisti, degli architetti, dei politici eccetera eccetera, idem.

Continuiamo ad essere una società che dire bloccata è dir poco.

Il tutto mentre ci addentriamo, passo dopo passo, in una crisi economica senza precedenti affrontata con piani di intervento per auto, banche, arredi, agricoltura, ma dove non si parla affatto di cosa fare per chi sta uscendo dall’università.

Tra breve, non saremo in grado di offrire a questi ragazzi neppure gli stage a poche centinaia di euro.

Magari, almeno, smetteremo di chiamarli Bamboccioni.

Data: 13 febbraio 2009

Sapienza, lo studente pro-rettore?

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Secondo alcuni è la “la lista Frati” per il suo forte radicamento nella facoltà di Medicina,  ma,  in ogni caso, Vento di cambiamento – con oltre 3mila voti e due eletti sia nel cda che nel senatoesce vincitrice dalle recenti elezioni universitarie di cui sono stati ufficializzati i risultati. Eccoli:

Consiglio di amministrazione Senato
accademico
Comitato  sviluppo sport universitario Comitato
Adisu
Azione universitaria per la libertà (1.722 voti – 1 seggio) Romano Giuseppe (1.808 voti – 1 seggio) Rodà Giuseppe (1.574 voti – 0 seggi) (1.563 voti –
0 seggi)
Collettivi in movimento- Anomalia Sapienza (1.323 voti – 1 seggio)
Sestili Giorgio
(1.247 voti – 0 seggi) (1.253 voti – 0 seggi) (1.346 voti –
0 seggi)
I Corvi (169 voti – 0 seggi) (170 voti – 0 seggi)    
Mondo Sapienza-
Lista aperta
(2.019 voti – 1 seggio)
Fanelli Matteo
(2.057 voti – 1 seggio)
Piccini Paolo
(1.752 voti – 0 seggi) (1.723 voti –
1 seggio)
Contino Francesco
Sapienza in movimento (1.629 voti – 1 seggio)
Morrone Gianfranco
(1.701 voti – 1 seggio)
Barberio Giovambattista
(1.812 voti – 1 seggio)
Viscido Gianluca
(1.720 voti –
0 seggi)
Studenti democratici (1.133 voti – 0 seggi) (1.133 voti – 0 seggi) (1.147 voti – 0 seggi) (1.127 voti –
0 seggi)
Unione degli Universitari-Sindacato studentesco-Liste di sinistra (1.046 voti – 0 seggi) (1.092 voti – 0 seggi) (1.047 voti – 0 seggi) (1.111 voti –
0 seggi)
Vento di cambiamento (3.081 voti – 2 seggi)
Lucchetti Pietro,
Maniglio Paolo
(2.964 voti – 2 seggi)
Messano Giuseppe Alessio,
Mellace Francesco
(3.096 voti – 1 seggio)
Morosillo Francesco
(3.072 voti –
1 seggio)
Mortati Andrea Cosma

Data: 5 dicembre 2008

L’Onda è spompa?

onda.jpgL’Onda s’è spenta?Lo stanco rituale della protesta all’ inaugurazione della Sapienza – un centinaio di studenti, uno striscione srotolato -, gli sparuti blitz al Torino Film Festival e nei teatri di Roma e Milano, le fiacche manifestazioni milanesi obbligano all’interrogativo.

Che il mare dell’università stia diventando piatto?

Fa riflettere anche l’esito delle elezioni di Roma1: a fare il pieno di voti fra i 14mila votanti (uno studente iscritto su 10) sono state una lista civica di Medicina (da alcuni definita vicina al rettore Frati), Mondo Sapienza di area ciellina e Azione universitaria, lista accademica di Alleanza nazionale. Elezioni a cui l’Onda non ha partecipato.

manifestogrande.jpgGià ma proprio qui sta il punto. Perché l’Onda che ha nella Sapienza una delle sue roccaforti, non ha scelto di partecipare? Perché non rappresentare negli organi collegiali dell’ateneo più grande d’Europa le ragioni della protesta? Perché non portare nel cuore simbolico del mondo accademico le istanze del movimento anti-133?

Secondo alcuni, l’Onda non poteva piegarsi alle anguste logiche elettorale essendo, per sua natura, un movimento spontaneo e irregolare. Candidare qualcuno e farlo eleggere sarebbe stato come scendere a compromesso col sistema che si vuol contestare.

Secondo altri la ritrosia dell’Onda a contarsi, nasconderebbe solo il timore di evidenziare quello che nelle agitazioni dei giorni scorsi era stato facile dissimulare: la relativa esiguità di adesioni al movimento.

Data: 29 novembre 2008

Barone controcorrente

 frati.jpg

Su Luigi Frati, neomagnifico alla Sapienza di Roma, sono state rovesciate colonne di piombo dall’asse Stella-Boeri-Perotti e, quel che non è propriamente elegante, alla vigilia delle decisive tornate elettorali.

Dell’ex-preside di Medicina, si ricordavano ossessivamente le parentele: moglie, figlio e figlia, colleghi di facoltà.

Frati aveva vinto ugualmente, e con un consenso forte, malgrado fosse avversato da una campagna mediatica che probabilmente non aveva eguali nella storia dell’università.

Ora, colui che incarna per alcuni la quintessenza della baronia,  stupisce ancora, presentando la squadra di governo.

Fra i cinque prorettori che lo affiancherenno nella gestione del più grande ateneo d’Europa, c’è infatti Bartolomeo Azzaro, ricercatore di Storia dell’architettura. Si occuperà di  sviluppo della attività formative e di ricerca.

Un ricercatore ai massimi livelli di governo di un ateneo è davvero una rarità in un mondo, quello accademico, dove la suddivisione dei ruoli ricorda talvolta le caste indiane.

Gli altri componenti la squadra di Frati saranno Francesco Avallone, docente di Psicologia del lavoro, prorettore vicario con la responsabilità della riforma dello Statuto, della riorganizzazione e semplificazione organizzativa, delle strategie di comunicazione istituzionale, delle politiche per il personale; Antonello Biagini; professore di storia dell’Europa orientale, prorettore per la cooperazione e i rapporti internazionali; Luciano Caglioti, docente di Chimica organica, prorettore per ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico e rapporti con il mondo produttivo; Giuseppina Capaldo, docente di Diritto privato, prorettore per la pianificazione economica e il controllo finanziario.

Data: 8 novembre 2008

Tremonti-Gelmini, mezzo dietrofront

tremonti_giulio.jpg133 addio. O quasi. Con un decreto d’urgenza, approvato oggi in Consiglio dei ministri, il Governo si rimangia in parte la cura “sangue, sudore e lacrime” messa a punto da Giulio Tremonti.

Grazie alla decisiva mediazione di Gianni Letta e alle pressioni di Alleanza nazionale e Lega, poco propense a vederre rinfocolate le proteste negli atenei, Tremonti ha dato l’ok e Gelmini ha scritto il decreto.

Il blocco del turn over si attenua: una nuova assunzione ogni due pensionamenti (contro il rapporto 1 a 5 precendente) e vincolo di spesa, nella misura del 60%, a favore dei giovani ricercatori.

Rivoluzionati anche gli ingenti tagli (65 milioni) al diritto allo studio. Gli stanziamenti segnano ora un più 135 milioni, con i quali si riuscirà a dare la borsa anche ai 40mila aventi diritto in base ai requisiti, ma oggi esclusi.

Dal 2009, circa 500milioni di Fondo di finanziamento ordinario (su circa 8.000) saranno distribuiti agli atenei con la migliore ricerca, in base alle analisi del Consiglio nazionale per la valutazione universitaria. “Un segnale”, ha chiosato Gelmini.

Immutati i tagli, a partire dal 2010 ma la stessa ministro fa capire che c’è un ampio margine di trattativa.

Contemporaneamente, sui concorsi, bocciata la linea dura che ne chiedeva il blocco: cambiano solo le regole di nomina dei commissari. Anziché essere votati fra i docenti del settore disciplinare, sarano estratti a sorte.

Plaude la Conferenza dei rettori, plaude il neorettore della Sapienza, Luigi Frati mentre da Palermo arriva il grido di dolore (o la minaccia?) degli atenei meridionali, che chiedono condizioni per poter competere con quelli del Centro-Nord. Si parla, esplicitamente, di cartello. Una sorta di contro-Aquis, l’associazione degli atenei eccellenti, che raccoglie una dozzina di università, fra cui Padova, Bologna, Politecnico di Milano, Bicocca.

Forse, la prima vittima di questo scontro fra politica e accademia è proprio la Conferenza dei rettori. Che di fatto pare non esserci più.

Data: 7 novembre 2008

L’Università è truccata?

Roberto Perotti Sta alimentando il dibattito, e non poteva essere altrimenti, il libro del bocconiano Roberto Perotti, L’Università truccata, edito da Einaudi.

Perotti, storico censore della malauniversità e della parentopoli, pubbica da tempo un proprio Bollettino concorsi nel quale, dati alla mano, dimostra che regolarmente non vanno in cattedra i migliori.

Al libro ha tirato la volata un altro castigamatti degli atenei, l’editorialista del Corriere, Gian Antonio Stella e un collega e amico dell’autore, oltre che collega bocconiano, Tito Boeri, animatore con Perotti stesso de LaVoce.info, sito di economisti dell’area riformista.

Perotti o la Einaudi, o tutti e due, hanno poi fatto sfoggio di una tempistaica scientifica per l’uscita del libro che è uscito in concomitanza con il rinnovo rettorale de La Sapienza e di Tor Vergata.

Ai vertici dei due atenei sono andati, secondo le previsioni,  altrettanti docenti spesso discussi per la parantela accademica. Il primo, Luigi Frati, ha una consorte, una figlia e un figlio che insegnano nella sua stessa facoltà, quella di Medicina di cui è preside. Il secondo, Renato Lauro, preside anche’egli a Medicina, ha un figlio-collega.

Alla presentazione di Stella e a un editoriale antiFrati di Boeri su Repubblica, hanno fatto seguito una lunga lettera il prorettore uscente dalla Sapienza, Marietti, che accusa Boeri di ingerenza elettorale,  e un documentato intervento del matematico Figà-Talamanca che obietta proprio sull’uso dei numeri (le statistiche) operato dall’economista.

Su laVoce.info, invece, confuso fra i vari commenti, si può trovare anche un intervento del rettore dell’Università di Trento, Davide Bassi, che  dice: “Non basta combattere il familismo. Dobbiamo aggredire le cause della malattia: le università non sono tutte uguali, così come non lo sono i professori. Bisogna abbandonare i concorsi e gli automatismi di carriera, attivare i contratti di tenure track, ridurre l’età di pensionamento dei docenti e limitare a due mandati le cariche elettive. Perotti propone di liberalizzare il sistema e di affidare al mercato (leggi studenti) il compito di selezionare gli atenei”.

Il rettore poi paventa uno scenario sconfortante: “Io ho molti dubbi sulla bontà della sua ricetta iperliberiste. Chi ci garantisce che gli atenei, per attirare più studenti, non dilapidino risorse in attività di grande impatto mediatico e di scarso contenuto scientifico?”.

E altri interrogativi non mancano.

Perché non abolire i concorsi e aprire ad un sistema “a chiamata”, tale da inchiodare gli atenei alle loro responsabilità? Chi mette le capre in cattedra ne pagherebbe le conseguenze in termini di reputazione, di finanziamento (perché abbasserebbero la qualità della didattica) e di immatricolazioni.

Data: 15 ottobre 2008

Luigi Frati è il nuovo rettore della Sapienza

Università Sapienza
Luigi Frati con 2220 voti (53%) è il nuovo rettore della Sapienza.

Vai all’intervista di Campus.

Data: 3 ottobre 2008
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