L’università la sceglie mamma
Il fenomeno (non solo italiano) dei genitori onnipresenti nella vita e nelle scelte del figlio persiste anche nella scelta del corso di studi.
Questa volta però non si tratta di genitori ingombranti che fanno le file in segreteria al posto del “bimbo”, né di mamme che non si allontanano dal collegio in cui andrà a vivere il pargolo. Si tratta dell’influenza che la figura genitoriale ha nei processi decisionali del figlio.
Dall’indagine, presentata ieri in Bicocca, Come e quando i diplomati scelgono l’università, svolta su un campione di 871 studenti lombardi, è emerso che sei ragazzi su dieci scelgono il corso di studi fidandosi del parere dei genitori. Soltanto il 15 per cento delle future matricole considera gli insegnanti in grado di orientare nella decisione. Inoltre in pochi mettono in discussione la decisione presa, soltanto 4 su 10.
Solo il 45 per cento degli intervistati è disposto a proseguire gli studi e il 49 ha una capacità media di raccogliere informazioni sulla rosa di opzioni. Frequentatissimi gli open day, che ottengono con il 74 per cento la maggioranza assoluta.
I corsi preferiti sono quelli del gruppo medico, (22 per cento) seguiti dal settore economico (12%), e infine letterario (11%) e giuridico (8 per cento). Soltanto il 6 per cento ha scelto ingegneria, mentre il 5 architettura.
Mamma e papà insieme all’università, al posto dei figli. Il Corriere della Sera di oggi riporta un fenomeno inedito: alle giornate di orientamento, in fila alle segreterie di facoltà, all’altro capo del ricevitore per richiesta di informazioni ormai ci sono sempre più genitori. Barbara Rosina, responsabile del Cosp, il centro per l’orientamento della Statale di Milano riferisce che il 50% delle telefonate sono di mamma e papà e in Bicocca 7 iscrizioni su 10 arrivano dai genitori. Le segreterie, come i centri orientamento sono bombardati dalle domande degli adulti: “Scusi, mio nipote vorrebbe iscriversi a Medicina, cosa dobbiamo fare?” oppure “Mio figlio vorrebbe iscriversi a Lettere, noi preferiamo Economia, cosa mi consiglia?”. E pensare che solo pochi anni fa al pensiero di farsi pescare in ateneo con mamma e papà si arrossiva di imbarazzo.