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Nel 2010 stop alle assunzioni in 17 atenei?

Secondo uno studio della Flc-Cgil sugli effetti dei tagli previsti dalla legge 133 sulle università italiane l’anno prossimo 17 atenei sarebbero costretti a bloccare assunzioni e reclutamenti.

Le università con una spesa per il personale superiore al 90% del fondo per il finanziamento ordinario statale non potranno bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. Secondo le proiezioni, valutando il trend attuale, andranno oltre Firenze (92,3%), Tor Vergata (91,7%), l’Orientale (91,9%), Pisa (90,8%), L’Aquila (98,1%), Siena (99,7%), Perugia (90,4%), Pavia (92,4%), Trieste (95,1%), Modena (91,6%), Udine (93,3%), Insubria (91,3%), Tuscia (92,8%), Basilicata (93,9%), Cassino (99,3%), Molise (97,3%) e Mediterranea (95,9%). Nel 2011 il numero salirebbe a 36 e alcune università non riuscirebbero a coprire le spese neanche per il personale in organico.

Data: 2 aprile 2009

L’Onda secondo Saviano

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Il movimento studentesco “vive di sogni e tenta di cambiare le cose”, così si è espresso stasera Roberto Saviano, intervendo alla Terza Università di Roma, per una lezione di legalità.

L’autore di Gomorra era stato invitato dall’Onda di Roma3 a parlare di  legalità, emarginazione, razzismo e stereotipi.

E ringraziando propri gli organizzatori, Saviano ha definiti in questi termini del movimento anti-133.

Allo scrittore napoletano, Campus ha dedicato un poster presente nel numero di dicembre, invitando i lettori ad affiggerlo nelle facoltà universitarie in segno di solidarietà

Data: 17 dicembre 2008

Un’Onda ideologica?

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Non sarà che quest’Onda sia stata sopravvalutata? Gli ultimi passi del movimento anti-133 (cui dedichiamo la maggior parte della sezione Politics di Campus che sarà in edicola da martedì 16) lasciano davvero perplessi.

Prendiamo, per esempio, la contestazione del sottosegretario Gianni Letta a Siena. A leggere le email del terminale senese della protesta di lancio della manifestazione, c’era da riflettere. “Letta è la persona con la quale  il rettore dell’università di Siena, Silvano Focardi, ha istituito un canale privilegiato per la gestione della  crisi dell’ateneo”, si è scritto.

Di nuovo, Letta “è colui che ha avallato il vergognoso piano di ‘risanamento’”. Ancora, secondo l’Onda senese  è stato il Governo “nella persona di Gianni Letta, a imporre la  nomina  del nuovo direttore amministrativo della nostra università”, al quale il rettore, Focardi “renda conto  esclusivamente”, piuttosto che “a quelle componenti dell’ateneo toccate  dalla crisi, pur non avendola generata: studenti e precari che da mesi si  stanno battendo per la tutela dei propri diritti”.

Piccolo dettaglio: l’ateneo ha scoperto recentemente un colossale buco di bilancio (250 milioni di contributi previdenziali non versati), che il rettore sta tentando disperatamente di ripianare.

Si addebita a Focardi il voler risanare? Il fatto che, per questo, si raccordi alla presidenza del Consiglio? E, ancora più sorprendente, avrebbe dovuto nominare il nuovo dirittore amministrativo indicendo una bella assemblea? 

Posizioni, queste, che lasciano trasparire un ideologismo agghiacciante. Lo stesso che emerge quando si programmano la autoriduzioni agli spettacoli teatrali, ai concerti ecc. Cose già viste nel lontano 1977. E non finì troppo bene

Data: 12 dicembre 2008

La Levi-Montalcini sta con gli studenti che protestano

Rita Levi-Montalcini (foto di Jollyroger)Il premio nobel e senatore a vita Rita Levi-Montalcini si è schierata a fianco degli studenti che protestano contro la riforma dell’Università a margine di un convegno a Roma.

La scienziata ha dichiarato: «I giovani hanno ragione e diritto a protestare. Con civiltà, ma devono farlo». Poi si è rivolta al ministro Gelmini: «Riconosca che molte cose della sua riforma sono sbagliate, altre meno».

Data: 11 dicembre 2008

L’Onda è spompa?

onda.jpgL’Onda s’è spenta?Lo stanco rituale della protesta all’ inaugurazione della Sapienza – un centinaio di studenti, uno striscione srotolato -, gli sparuti blitz al Torino Film Festival e nei teatri di Roma e Milano, le fiacche manifestazioni milanesi obbligano all’interrogativo.

Che il mare dell’università stia diventando piatto?

Fa riflettere anche l’esito delle elezioni di Roma1: a fare il pieno di voti fra i 14mila votanti (uno studente iscritto su 10) sono state una lista civica di Medicina (da alcuni definita vicina al rettore Frati), Mondo Sapienza di area ciellina e Azione universitaria, lista accademica di Alleanza nazionale. Elezioni a cui l’Onda non ha partecipato.

manifestogrande.jpgGià ma proprio qui sta il punto. Perché l’Onda che ha nella Sapienza una delle sue roccaforti, non ha scelto di partecipare? Perché non rappresentare negli organi collegiali dell’ateneo più grande d’Europa le ragioni della protesta? Perché non portare nel cuore simbolico del mondo accademico le istanze del movimento anti-133?

Secondo alcuni, l’Onda non poteva piegarsi alle anguste logiche elettorale essendo, per sua natura, un movimento spontaneo e irregolare. Candidare qualcuno e farlo eleggere sarebbe stato come scendere a compromesso col sistema che si vuol contestare.

Secondo altri la ritrosia dell’Onda a contarsi, nasconderebbe solo il timore di evidenziare quello che nelle agitazioni dei giorni scorsi era stato facile dissimulare: la relativa esiguità di adesioni al movimento.

Data: 29 novembre 2008

Cortei a Milano

Tre cortei oggi pomeriggio a Milano hanno riportato in piazza la protesta contro la riforma della scuola e dell’università. Studenti e genitori hanno partecipato ai cortei partiti da piazza Lima, Porta Romana e piazzale Baracca e terminati in piazza Duomo. Gli organizzatori hanno parlato di diecimila partecipanti.

Anna AdamoloÈ stato lanciato qualche fumogeno e sui muri è stato disegnato il volto di Anna Adamolo, personaggio virtuale simbolo della protesta.

Data: 29 novembre 2008

Interrotta l’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza

Circa un centinaio di studenti sono entrati nell’aula magna del rettorato della Sapienza durante l’inaugurazione dell’anno accademico interrompendola. I manifestanti urlavano lo slogan «Non c’è nulla da inaugurare» e hanno srotolato degli striscioni.

Il rettore Luigi Frati aveva già concluso il suo intervento. Era in corso la lectio magistralis della professoressa Irene Bossoni.

Data: 28 novembre 2008

I gruppi della protesta su facebook

“Beata ignoranza”Negli anni dei social network, che costituiscono senza dubbio uno dei fenomeni più rilevanti in Rete, la protesta degli studenti universitari, come è già stato evidenziato su questo blog in un precedente post, passa naturalmente anche attraverso questi nuovi strumenti che permettono ai ragazzi di comunicare in tempo reale e che offrono loro sempre maggiori possibilità di aggregazione e organizzazione.

Basta entrare su facebook, il social network di maggior successo che conta ormai qualche milione di utenti in Italia, per rendersi conto della grande quantità di gruppi che i ragazzi stessi hanno creato per discutere della legge 133 e della riforma universitaria. All’interno di questi gli studenti hanno la possibilità di lasciare messaggi pubblici in una bacheca e di inserire interviste, foto e video delle manifestazioni.

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Data: 24 novembre 2008

“Siamo in Onda” alla Sapienza

Stasera alla Sapienza si terrà Siamo in Onda, un concerto gratuito a sostegno del movimento.

Hanno finora dato la loro adesione Roberto Angelini, la Banda Osiris, Enrico Capuano, Marco Conidi, Simone Cristicchi, Filippo Gatti, l’attore Elio Germano con LeBestieRare, Lillo&Greg, Valerio Mastandrea, Rocco Papaleo, Remo Remotti, Andrea Rivera, Daniele Silvestri, Riccardo Sinigallia, i Tre Allegri Ragazzi morti, Dario Vergassola e Peppe Voltarelli.

Alcuni momenti del concerto saranno dedicati al punto sulla situazione attuale degli atenei e sul loro futuro, alla luce dell’approvazione del primo manifesto di autoriforma.

Alla Sapienza rimane occupato permanentemente soltanto l’edificio del dipartimento di Fisica.

Data: 18 novembre 2008

La “controriforma” degli studenti

Progetto per l'autoriforma dell'Università Gli studenti provenienti dagli atenei di tutta Italia che hanno partecipato all’assemblea nazionale degli universitari, che si è svolta alla Sapienza sabato e domenica, hanno redatto un manifesto di autoriforma dell’università.

Dopo avere discusso i temi della riforma durante tre workshop tematici dedicati a ricerca, didattica e welfare, al termine dell’assemblea i ragazzi hanno approvato per acclamazione i punti principali della loro proposta.

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Data: 18 novembre 2008

Due cortei Flc Cgil oggi a Roma

La Flc Cgil ha confermato la manifestazione nazionale di Università, Ricerca ed AFAM contro la legge 133 oggi a Roma. Altri incontri si svolgeranno in alcune città.

Manifestazione nazionale di Università, Ricerca ed AFAM contro la legge 133

A Roma un corteo partirà alle 8:00 da piazza della Repubblica, proseguirà per viale Einaudi, piazza dei Cinquecento, via Cavour, largo Corrado Ricci, via dei Fori Imperiali e terminerà a piazza Madonna di Loreto (piazza Venezia). Un secondo corteo partirà alle 9:00 da piazza Bocca della Verità, percorrerà via Petroselli, via del Teatro Marcello, piazza d’Aracoeli, via d’Aracoeli, via delle Botteghe Oscure, via Florida, largo Arenula, via Torre Argentina, largo Torre Argentina, corso Vittorio, piazza S. Pantaleo, via della Cuccagna e terminerà a piazza Navona.

Ieri alcuni esponenti di Azione Studentesca avevano occupato per pochi minuti l’androne di Cgil Scuola a Roma e si erano verificati dei tafferugli alla Stazione Centrale di Milano quando alcuni manifestanti diretti a Roma hanno cercato di occupare i binari per ottenere un prezzo politico.

AGGIORNAMENTO: a Roma la manifestazione si è svolta pacificamente e ha raggiunto Montecitorio, il Senato e Palazzo Chigi, ritirandosi poi verso i luoghi di partenza.

Secondo gli organizzatori hanno sfilato in centomila, secondo le associazioni studentesche mezzo milione. Le cifre sono state ridimensionate dalla Questura che ha stimato 30 mila presenze.

Al termine della manifestazione più di un migliaio di ragazzi arrivati da tutta Italia si sono accampati nei locali della Sapienza. Parteciperanno all’assemblea nazionale degli universitari di domani e dopodomani.

Data: 14 novembre 2008

Tremonti-Gelmini, mezzo dietrofront

tremonti_giulio.jpg133 addio. O quasi. Con un decreto d’urgenza, approvato oggi in Consiglio dei ministri, il Governo si rimangia in parte la cura “sangue, sudore e lacrime” messa a punto da Giulio Tremonti.

Grazie alla decisiva mediazione di Gianni Letta e alle pressioni di Alleanza nazionale e Lega, poco propense a vederre rinfocolate le proteste negli atenei, Tremonti ha dato l’ok e Gelmini ha scritto il decreto.

Il blocco del turn over si attenua: una nuova assunzione ogni due pensionamenti (contro il rapporto 1 a 5 precendente) e vincolo di spesa, nella misura del 60%, a favore dei giovani ricercatori.

Rivoluzionati anche gli ingenti tagli (65 milioni) al diritto allo studio. Gli stanziamenti segnano ora un più 135 milioni, con i quali si riuscirà a dare la borsa anche ai 40mila aventi diritto in base ai requisiti, ma oggi esclusi.

Dal 2009, circa 500milioni di Fondo di finanziamento ordinario (su circa 8.000) saranno distribuiti agli atenei con la migliore ricerca, in base alle analisi del Consiglio nazionale per la valutazione universitaria. “Un segnale”, ha chiosato Gelmini.

Immutati i tagli, a partire dal 2010 ma la stessa ministro fa capire che c’è un ampio margine di trattativa.

Contemporaneamente, sui concorsi, bocciata la linea dura che ne chiedeva il blocco: cambiano solo le regole di nomina dei commissari. Anziché essere votati fra i docenti del settore disciplinare, sarano estratti a sorte.

Plaude la Conferenza dei rettori, plaude il neorettore della Sapienza, Luigi Frati mentre da Palermo arriva il grido di dolore (o la minaccia?) degli atenei meridionali, che chiedono condizioni per poter competere con quelli del Centro-Nord. Si parla, esplicitamente, di cartello. Una sorta di contro-Aquis, l’associazione degli atenei eccellenti, che raccoglie una dozzina di università, fra cui Padova, Bologna, Politecnico di Milano, Bicocca.

Forse, la prima vittima di questo scontro fra politica e accademia è proprio la Conferenza dei rettori. Che di fatto pare non esserci più.

Data: 7 novembre 2008
Campus
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