Da studenti ad alumni
L’obiettivo è quello di non disperdere l’esperienza dei laureati ma di favorire la condivisione della stessa permettendo la collaborazione su progetti, eventi e lavoro e moltiplicando le opportunità di crescita, di reciproca utilità e di collaborazione professionale. Ecco perché è nata una community sul web che, dopo la laurea, permetterà ai cosiddetti “alumni” di mantenere i contatti anche dopo aver discusso la tesi. Succede al Politecnico di Milano grazie a cui, all’indirizzo http://www.alumni.polimi.it/ è online un nuovo network ufficiale . In pratica uno spazio virtuale dove gli ex allievi vicini e lontani per età e geografia possono ritrovarsi, rafforzare il proprio legame con l’ateneo e valorizzare la propria professionalità.
Non solo pura goliardia,quindi. Il progetto darà modo di sviluppare una speciale funzione che permette di integrare i profili attivi su Linkedin, Twitter, Facebook, blog o siti personali, con un semplice click. Direttamente dal portale, poi, si può rispondere agli oltre 800 annunci di lavoro per profili con esperienza e agli oltre 5.000 per figure junior, pubblicati ogni anno sul sito del career service del PoliMi. Con una ulteriore particolarità: il network, attraverso la sezione “cambi di poltrona” permetterà agli alumni di segnalare il loro aggiornamento di carriera. A pochi giorni dalla sua apertura gli iscritti sono oltre di 700, la prospettiva è quella di raggiungere i 10.000 iscritti entro fine anno. Per non perdersi di vista e concedersi, senza perdere mai l’abitudine, nuove possibilità.
Torna l’appuntamento con le dieci opportunità del mese di Campus. Ecco le chances da cogliere al volo per formarsi, lavorare e fare esperienza.
3mila possibilità di lavorare a Disneyland Paris. Il gruppo ha infatti aperto una maxi campagna di recruiting ed è alla ricerca di diverse figure che spaziano dall’assistenza nelle aree marketing e comunicazione a quella giuridica, dalle risorse umane al commerciale. Naturalmente altri profili ricercati sono quelli legati all’accoglienza, alla vendita, al settore ristorazione e animazione.

Studenti di Scienze della Comunicazione al centro della polemica. Il ministro Gelmini, ospite nella trasmissione di RaiTre “Ballarò” ha detto: “Riteniamo che piuttosto di tanti corsi di laurea inutili in Scienze della comunicazione o in altre amenità, servano profili tecnici competenti che incontrino l’interesse del mercato del lavoro.” Al di là dei modi, forse il concetto serve davvero ad aprire una questione. I laureati in questo settore o comunque quelli che provengono dai corsi di laurea umanistici, hanno fatto una buona scelta? L’interrogativo è apertissimo a molteplici risposte. 

Può suonare strano ma è così. Le proteste di questi giorni contro il ddl Gelmini – che sarà discusso in Senato dopo il 14 dicembre – partirebbero dalla preoccupazione degli studenti per il loro futuro. Secondo un sondaggio svolto da Demos in collaborazione con Coop, il 38% dei giovani intervistati ritiene che il problema principale dell’università italiana sia lo scarso collegamento con il mondo del lavoro. Non solo: la maggioranza degli intervistati (circa il 60%) ritiene che la situazione di scuola e università italiana sia peggiorata negli ultimi dieci anni, e che le misure previste nel decreto legge non faranno altro che peggiorare le cose (lo pensa più o meno il 50% di chi ha espresso la sua opinione). I tagli previsti dal ddl, andando a peggiorare una situazione già critica, sarebbero dunque “la goccia che ha fatto traboccare il vaso“, in un clima di malcontento e di forte incertezza sul domani. I risultati della ricerca di Demos sono visibili sul sito
Provate a esprimere cinque proposte per cambiare il Paese e a discuterne con migliaia di giovani, associazioni studentesche, sportive, giovanili di partito, ecc. Vi sembra troppo ambizioso?
