Cepu: tutor arrabbiati su Lo Spacco
Si chiama Lo Spacco e si presenta come “foglio di info/utility a poliuscita rete & carta sulle condizioni di lavoro precario&sfruttato nel gruppo Cesd”.
Sei pagine formato A4 spillate, con un’icona nera su cui si stagliano, seduti di spalle come la pubblicità della Robe di Kappa, un angelo e un diavoletto.
Lo Spacco, arrivato per posta, in busta anonima, anche alla redazione di Campus, è di fatto una rassegna stampa cartacea e online di articoli (fra cui anche la nostra inchiesta), post di blog (fra cui questo) e di forum.
Il leitmotiv della pubblicazione sembrerebbero essere le dure condizioni dei tutor Cepu e spesso si polemizza con i vari gradi di responsabilità del gruppo: governatori, responsabili e referenti.
Non manca neppure una vignetta, sullo stile di B.C. (Before Christ) la striscia che appare su Linus, in cui due cavernicoli (un gestore didattico e un tutor leader) dialogano sulle economie da farsi. “Oggi che fai?”, chiede il primo al secondo. “Risparmio sui tutor”, risponde l’altro. “Non lo stavi, facendo anche ieri?”, fa l’altro di rimando e il primo conclude: “Non avevo finito”.
La poesia Tutor da San Precario (Arezzo) – chiaro riferimento a San Sepolcro, quartier generale Cepu – è invece una pasquinata contro la catena di comando del Gruppo, rea di vessare il popolo dei tutor.
Un pamphlet di cui non si conosce il numero di copie diffuse, né la destinazione delle stesse ma che testimonia, evidentemente, forti tensioni interne alla conglomerata della ripetizione e dell’assitenza universitaria, di cui aveva dato conto anche Campus nelle prime puntate dell’inchiesta.
Potrebbe trattarsi di una ripresa di conflittualità interna come quella che, nel giugno del 2008, portò a una improvvisa sindacalizzazione dei tutor in alcune sedi italiana, in primis Bologna. Vicenda che appariva rientrata con la concilizione di un indennizzo da 140mila euro da parte di una decina di collaboratori bolognesi, protagonisti della protesta, e ai quali il gruppo non aveva rinnovato i contratti.
Brunetta zuzzerellone. Una battuta via l’altra, il ministro s’aggiudica una ribalta non sua, punzecchia Tremonti e lancia una lunghissima campagna elettorale per Venezia.
C’è urgenza di riforme a detta dei politici italiani. Si parta allora dalla riforma del mercato del lavoro, come suggerisce l’economista Tito Boeri in un articolo pubblicato su La Voce.info. In un’analisi spietata Boeri denuncia che non riformare il mercato del lavoro costa e anche tanto, soprattutto ai giovani che in futuro dovranno fare i conti con il sistema contributivo. E c’è anche bisogno di maggiore informazione , dal momento che la maggioranza non ha coscienza del problema: “l’Inps, suggerisce Boeri, dovrebbe mandare a tutti i contribuenti proiezioni sull’ammontare delle prestazioni che potrebbero ricevere a seconda di quando andranno in pensione e di come andrà l’economia. Servirebbe anche a incoraggiare investimenti in previdenza integrativa e la scelta di lavorare più a lungo”.
“Torneremmo, ma via i dinosauri“. E’ questo l’incipit della missiva inviata al capo dello Stato da 16 professionisti italiani, tra i 28 e i 40 anni, emigrati all’estero per lavoro. Una lettera pubblicata da Repubblica in risposta alla provocazione di papà Celli, all’interno del dibattito scaturito in questi giorni. 





