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L’invasione delle lauree-tarocche

Tomba

Ci mancava pure San Cirillo a Malta. La notizia della laurea honoris causa in Scienze della comunicazione ad Alberto Tomba, da parte della sin qui sconosciuta università maltese di Sancti Cyrilli, è di quelle che gettano nella costernazione.

Non bastavano le scuole europee fanfarone, che promettono cinque-milioni-cinque (in euro) di borse di studio, né la pletora di bogus universities che, anche da noi, offrono titoli di “doctor” a prezzi stracciati o, ancora, la mitica libera università di Herisau, il cui titolo si “compra” nelle agenzie Cepu, le stesse in cui si va a iscriversi nella telematica (riconosciuta ma discussa) eCampus.

Non erano abbastanza gli odontoiatri laureati in Romania e gli avvocati abilitati a Madrid (anche questi ultimi grazie a Cepu, anche se il Corriere della Sera di ieri, occupandosene, è riuscito a non scriverlo).

Ci mancava San Cirillo (che, buonanima, con Metodio sarebbe anche patrono d’Europa).

La notizia fa pensare a un imminente sbarco dell’ennesima para-università nel ricco mercato delle bufale italiane. Anche perché la cerimonia avverrà in Italia – si dice addirittura alla Camera – e, con Tomba-la bomba,  saranno addottorati anche gli attori Elena Sofia Ricci e Giulio Scarpati. Perché mai,  se no, non li laureano a La Valletta dove, stando al sito internet, offrono corsi (a distanza) di fitoterapia per medici e farmacisti?

Data: 25 giugno 2010

Gelmini: “La laurea triennale va ripensata”

Mariastella Gelmini Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, intervenendo alla Mediolanum Corporate University ieri, ha detto: «La laurea triennale non sta dando grandi risultati [...] occorre ripensarla». Ha poi aggiunto: «In Università abbiamo bisogno di un forte ricambio generazionale. Con la legge 1 del 2009 abbiamo creato 300 nuovi posti da ricercatori. Occorre però pure creare una sinergia virtuosa tra i profili in uscita e il mondo produttivo. Abbiamo un’offerta formativa che a volte è ridondante. Si potrebbero risparmiare dei soldi abolendo corsi di laurea che non garantiscono uno sbocco lavorativo e che spesso tradiscono le attese dei giovani e i sacrifici delle famiglie. È giusto poi che le migliori menti restino all’interno delle Università ma forse sarebbe più utile l’ingresso in azienda visto che le imprese si reggono sul buon capitale umano. Quindi serve un cambio generazionale ma anche un ripensamento dell’offerta formativa».

Data: 19 marzo 2009
Campus
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