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Sulla triennale non si discute

di gcavallaro

IMG_9680Prima pareva di no (ne abbiamo scritto qui) e poi invece c’è stato il via libera (come avevamo anticipato qui). Si è finalmente svolta, nella cornice di Piazza San Marco, la prima edizione del “Giorno della laurea”, la cerimonia di consegna dei diplomi di laurea triennali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
In effetti, la cornice è stata inconsueta: non la solita aula d’ateneo, ma per i 500 neo dottori cafoscarini che hanno festeggiato tutti assieme lanciando in aria il tocco, lo sfondo era quello del suggestivo Campanile. «Festeggiare il proprio diploma di laurea nella piazza più bella del mondo è un evento unico. L’istruzione e la formazione sono un investimento nel proprio futuro e il giorno della laurea il primo importante passaggio in questo senso che merita pertanto di avere il giusto riconoscimento», ha esordito il rettore Carlo Carraro nel discorso d’apertura. All’introduzione del rettore è seguito poi il saluto del sindaco della città Giorgio Orsoni e l’intervento di uno studente in rappresentanza dei 500 laureati.
Si tratta di Matteo Sostero che ha conseguito la laurea in Economics and Management . «Durante la nostra permanenza a Ca’ Foscari siamo stati partecipi di un’università in continua evoluzione. Oggi, però, possiamo anche riflettere sull’università che noi studenti vorremmo per il futuro . Un’università ancora più aperta all’Europa e al mondo, che promuova e accolga con più convinzione gli scambi internazionali; che sappia trarre beneficio dalla diversità come occasione di crescita; che sappia dialogare alla pari con le università straniere. Un’università che consideri le opinioni e le richieste degli studenti, che valorizzi i loro contributi accademici, coinvolgendoli sempre più concretamente nella vita del loro ateneo», le sue parole.
Insomma l’happy end si è palesato. Ma tra quelle università che vogliono abolire la discussione della triennale e quelle che la portano avanti, sostenendone l’importanza, qualche confusione è nata. Se volete raccontarci la vostra storia, potete farlo tramite Facebook e la pagina “Sulla triennale non si discute”.

Data: 6 luglio 2011

Laurea di piazza

di gcavallaro

imagesCà Foscari ha deciso. Mentre sembrava in un primo momento che la sessione tradizionale della laurea triennale fosse stata abolita (ne avevamo già parlato qui), ora pare proprio che piazza San Marco a Venezia ospiterà il giorno della laurea per numerosi studenti dell’università cittadina. L’evento è in programma il giorno 1 luglio e laureandi e parenti avranno la possibilità di condividere questo momento anche con la presenza del rettore e del sindaco . La cornice di Piazza San Marco è stata scelta, con il benestare del Comune, per ospitare così “Il Giorno della Laurea”, primo evento di questo tipo, fortemente voluto dal professor Carlo Carraro, rettore dell’ateneo veneziano. “E’ una cerimonia unica pensata per far godere agli studenti il loro giorno più importante e per celebrare insieme alle persone più care la consegna del diploma di laurea” fanno sapere da Cà Foscari.
E come detto, anche l’autorità cittadina sarà presente. Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni interverrà all’evento, cui , si prevede, parteciperanno circa 2500 persone e che avrà una durata indicativa di due ore. Nella piazza in una zona transennata, sarà sistemato un palco e ci saranno posti a sedere. Ai laureati verrà consegnato, oltre al diploma di laurea, un tocco, tipico cappello delle cerimonie di laurea, e una foto. L’evento avrà inoltre un prestigioso ospite d’onore, al momento ancora top secret. Una vera e propria festa di piazza, insomma.

Data: 13 maggio 2011

Lauree online? Un bluff all’italiana

di Maria Teresa Melodia

2227Dopo averlo scritto nero su bianco noi di Campus, anche Repubblica.it affronta la questione del business delle lauree online, che in tempi record (un anno di studi come sconto garantito, 24 mesi contro i 36 necessari), e dietro ingenti somme ( circa 12 mila euro in tre anni) snocciolano lauree a persone, spesso alla ricerca di un avanzamento di carriera, più che di un titolo di studio frutto di impegno e competenze.

“Sono decine i concorsi indetti ma in realtà i docenti idonei non vengono assunti quasi mai a favore di personale a contratto. Dagli imprenditori alle banche la proprietà passa spesso di mano” riporta il quotidiano nazionale, che sottolinea come a sette anni dalla loro nascita, istituita con il decreto ministeriale del 17 aprile 2003 firmato dal ministro dell’Istruzione Letizia Moratti e dal ministro dell’Innovazione Tecnologica Lucio Stanca, gli atenei telematici italiani sono diventati a tutti gli effetti un – sistema parallelo- per scorciatoie a pagamento.

Un business da oltre 100 milioni di euro l’anno, senza contare i proventi di master e specializzazioni. Un’anomalia tutta italiana dal momento che nel nostro Paese le università telematiche sono 11, il numero più alto di tutta Europa, dove in ogni nazione ne esistono una o due soltanto. Tra gli atenei sui generis, in prima fila, spicca E-campus, filiazione universitaria del ricco e potente Cepu, famoso “centro di assistenza agli esami”.

Insomma, quello che doveva essere l’e-learning italiano si è rivelato il classico pasticcio all’italiana, un po’ come è successo con i tanto decantati contratti flessibili creati sulla base del modello americano. Ma questa è un’altra storia…

Di Cepu & co. abbiamo già scritto, oltre che su carta, qui e qui.

Data: 9 aprile 2010

Gelmini: “La laurea triennale va ripensata”

Mariastella Gelmini Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, intervenendo alla Mediolanum Corporate University ieri, ha detto: «La laurea triennale non sta dando grandi risultati [...] occorre ripensarla». Ha poi aggiunto: «In Università abbiamo bisogno di un forte ricambio generazionale. Con la legge 1 del 2009 abbiamo creato 300 nuovi posti da ricercatori. Occorre però pure creare una sinergia virtuosa tra i profili in uscita e il mondo produttivo. Abbiamo un’offerta formativa che a volte è ridondante. Si potrebbero risparmiare dei soldi abolendo corsi di laurea che non garantiscono uno sbocco lavorativo e che spesso tradiscono le attese dei giovani e i sacrifici delle famiglie. È giusto poi che le migliori menti restino all’interno delle Università ma forse sarebbe più utile l’ingresso in azienda visto che le imprese si reggono sul buon capitale umano. Quindi serve un cambio generazionale ma anche un ripensamento dell’offerta formativa».

Data: 19 marzo 2009
Campus
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