Matematica, chiacchiere e amnesie
Il grande ritorno dei numeri. Stamane il Corriere della Sera celebra il +70% degli iscritti a Matematica, rispetto al 2004-2005 e il piccolo boom delle facoltà scientifiche.
Lo fa dedicando ai primi dati sulle immatricolazioni l’apertura dell’inserto culturale e un richiamo in prima pagina.
Perché dunque gli studenti riscoprono i numeri? Si chiedono a Via Solferino.
Obbligo morale interrogare sul punto l’onnipresente Piergiorgio Odifreddi che, anche da (pre)pensionato dell’università, presidia il fronte culturale e organizza il Festival della Matematica (ma non l’avevano licenziato un anno fa?).
Il matematico impertinente regala al lettore una risposta veramente scientifica su questo ritorno ai numeri: “La matematica oggi attrae perché risponde a una domanda di verità”, spiega. “Perché nel Medioevo la chiave di interpretazione del mondo era la teologia e oggi la teologia non risponde più a quelle domande”.
Fortunatamente, il Corriere si ricorda che esiste, da qualche anno, un Progetto lauree scientifiche, intervistandone il coordinatore, professor Nicola Vittorio, astrofisico e già preside di Scienze a Tor Vergata.
Vittorio ha raccontano cosa si è fatto, in questi anni, in molte scuole superiori e cioè orientato gli studenti, facendo loro capire che oggi le possibilità occupazionali di un laureato in Matematica (ma anche in Fisica o in Scienze dei materiali) sono maggiori che nel passato, e aggiornato il modo di insegnare dei docenti, privilegiando il laboratorio ecc ecc.
Insomma, non con le chiacchiere (in libertà) ma con il lavoro si producono risultati.
Peccato che il giornale dimentichi di ricordare chi volle e finanziò il Progetto: Letizia Moratti.

