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Gelmini bacchettata sulle telematiche

Addio alla telematica normalizzata.

La Corte dei Conti, esercitando il controllo di legittimità sugli atti ministeriali, affibbia una sonora bacchettata alla Gelmini, “espungendo” dal Decreto programmazione 2010-2012, il celeberrimo articolo 6, quello che prevedeva appunto la trasformazione in università non statali tradizionali da parte di quegli atenei online che lo desiderassero.
Con un decreto dell’8 aprile scorso, la Sezione centrale presieduta dal giudice Pietro De Francisci ha ammesso al visto di legittimità tutto il provvedimento del Miur, a eccezione dell’articolo in questione.
Sgelmini1econdo la Corte, questo articolo “viola il principio della gerarchia delle fonti del diritto”, in quanto stabilisce criteri che, al contrario, devono essere introdotti da un apposito regolamento, quello previsto proprio dalle legge 286/2006, un milleproroghe, al comma 148.
Il ministero, presente alla precedente adunanza di merito, col suo direttore generale Marco Tomasi, aveva dovuto riconoscere subito la fondatezza del rilievo, manifestando la volontà di cassare l’articolo.
All’epoca dell’uscita del Decreto, l’ateneo principalmente indiziato della trasformazione era stato eCampus, università telematica legata al Cepu e che, pochi mesi prima, aveva inziato un programma residenziale, denominato Formula College. Da Novedrate avevano smentito, indignati. Ma le voci si erano ripetute quando un articolo della riforma universitaria aveva introdotto la possibilità di finanziamento ministeriale anche alle università a distanza, tanto che lo stesso Corriere della Sera aveva parlato “di aiutini agli amici del Cepu”.

Data: 24 aprile 2011

Clamoroso, telematiche ed eCampus fanno notizia

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Non siamo più soli a occuparci di eCampus-Cepu o di telematiche in genere. Come fioriture primaverili sbocciano due articoli, sui siti dei più autorevoli quotidiani nazionali, Corriere e Repubblica.

Su Corriere.it Antonio Crispino firma una pregevole video-inchiesta sui miracoli degli atenei online, dal titolo eloquente: Come laurearsi in otto mesi: tutto (o quasi) regolare.

Il giornalista, con una videocamera nascosta, ha fatto un’incursione in alcuni centri di preparazione universitaria e in alcuni atenei online, documentando anche situazioni di chiara illegalità.

Peccato però che volti e marchi siano del tutto oscurati, rendendo difficile il riconoscimento di persone e luoghi. Perché? Non sia mai che il giornalismo-verità arretra di fronte alla minaccia di querele?

Sempre nella giornata di ieri,  repubblica.it ha reso noto il rapporto del Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario-Cnsvu, dopo la visita novembrina a Novedrate.

Manuel Massimo, autore dell’articolo, percorre in lungo e in largo il rapporto senza però cogliere un aspetto fondamentale. Gli ispettori del Comitato hanno infatti scritto che “il contratto con lo studente va rivisto con la formulazione dell’articolato mancante delle modalità di risoluzione del contratto”. Sembrano bagattelle ma questo elemento potrebbe risultare utile a ex-studenti eCampus, come il pugnace Filippo Tomarchio, un professionista siciliano che, dopo poche settimane di “prova” del sistema novedratese se ne fuggì scandalizzato, rivolgendosi a un legale per riavere indietro i soldi dell’iscrizione  e raccontando la sua storia su un bel sito: www.liberibelli.it.  Per i Tomarchio d’Italia – se ci siano e quanti siano, non è dato sapere ma certo la storia del Gruppo Cepu, Cesd e Scil insegnano, è ricca di contenzioso legale -  per questi eventuali scontenti, che in un rapporto ministeriale sia sottolineata una simile carenza procedurale, potrebbe non essere cosa da poco.

Soprattutto Repubblica.it non documenta,  perché non reso pubblico,il contenuto della lettera con cui il Comitato ha trasmesso al ministro Gelmini il rapporto. Di questo e di altri aspetti relativi al rapporto, si occuperà infatti il prossimo numero di CampusPRO, online all’inizio della prossima settimana (per registrarsi a una prova gratuita cliccare qui).

Gli articoli di Corriere.it e di Repubblica.it

Data: 5 aprile 2011

e Campus: non useremo la “riforma Cepu”

polidoriForse la decisione è stata presa dopo che in una accalorata puntata di Ballarò, Rosi Bindi l’aveva sparata grossa: “Stiamo votando una riforma dell’università che toglie risorse all’università ed equipara il Cepu di Berlusconi all’Università Cattolica”. Sta di fatto che eCampus ha inviato, come accade raramente, una smentita agli organi di stampa.

L’esponente del Pd, che forse ha ancora il dente avvelenato per le “belle laureate non come la Bindi” che il Premier dichiarò di aver incontrato all’eCampus di Novedrate nella sua visita privata di luglio, in effetti ha fatto confusione: nel ddl di riforma in discussione alla Camera (e su cui anche oggi il Governo è andato in minoranza) non c’è traccia di tutto questo. E’ però invece vero che nel suo Docreto di programmazione 2010-2012, come ha scritto ItaliaOggi riprendendo un’anticipazione di CampusPRO (qui, registrandosi, si può scaricarne una copia), l’aveva chiamata la “riforma Cepu”.

Un errore nella forma ma non nella sostanza, visto che il Decreto è un documento politico nel quale il ministro dell’Università chiarisce gli obiettivi di un triennio.

Ma Polidori è notoriamente uomo di sostanza e per lui ce n’era abbastanza per rompere la proverbiale riservatezza.

“Non abbiamo alcuna intenzione di trasformare la nostra università on line in un’università tradizionale”, esordisce  la nota stampa che prosegue: “Ci teniamo a dirlo per rispondere agli articoli e ai servizi che parlano di un articolo a nostro favore contenuto nel decreto di programmazione 2010-2012″.

Da eCampus chiariscono “la volontà che ci ha spinti a istituire un’università on line, anziché un’università tradizionale: la nostra scelta è frutto della convinzione, maturata per esperienza diretta, che il modello organizzativo delle università on line sia vincente per qualità ed efficienza”.

Segue la rivendicazione della bontà del modello telematico: “Le più grandi università del mondo sono on line”, recita il comunicato e, attenzione,  “hanno sedi locali che gli permettono di assicurare l’assistenza amministrativa, logistica e tutoriale necessaria ad ogni studente (corsivo nostro, ndr)“.

È per questo, conclude il comunicato, ” che abbiamo deciso di realizzare questo modello in Italia, istituendo un’Università on line e ottenendo ottimi risultati“.

Oltre alla novità di eCampus che comunica – era successo solo nel pomeriggio della trionfale visita privata di Berlusconi – che annuncia di non volersi avvalere della possibilità di conversione che verrà offerta dal Decreto, è proprio il passaggio sulle sedi locali quello di maggior interesse.

eCampus ha una sede principale e due sedi distaccate a Roma e a Messina (che peraltro non risultano dal sito del ministero ma questa è un’altra storia).  Altre sedi, non esistono. A meno che, non ci si voglia riferire alle 120 sedi Cepu convenzionate, dove viene commercialmente proposta l’iscrizione a eCampus.

Passi per l’assistenza tutoriale; passi pure quella logistica. Ma è l’assistenza amministrativa che dà da pensare:  non sarà che nelle agenzie Cepu si sbrigano pratiche amministrative dell’ateneo eCampus? Sembra difficile, visto che a Novedrate, Polidori ha chiamato un “capitano di lungo corso” dell’amministrazione universitaria, Silvio Colombo,  già dirigente di Liuc e Cattolica: difficilmente un dirigente navigato accetterebbe che si espletassero altrove pratiche di stretta pertinenza accademica.  Che invece non si parli di un modello che si vuol costruire?

P.s. potenza dell’algoritmo di Google e dei grandi investimenti di Mr. Cepu, al secolo Francesco Polidori, può accadere che cliccando su YouTube il video sul passaggio di Bindi a Ballarò, compaia a fianco una bella pubblicità dell’ateneo di Novedrate.

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Data: 25 novembre 2010

E la Gelmini vara la riforma Cepu

gelmini“Arriva la riforma Cepu”, titola stamane ItaliaOggi, pubblicando un’anticipazione di CampusPRO online lunedì prossimo (previa registrazione gratuita).

Ebbene sì: il Decreto di programmazione 2010-2012 – (scaricabile qui), da poco inviato a Crui, Cnsvu e Cnsu per il parere – prevede nientemeno che la possibilità di convertire le telematiche in “Non statali non telematiche”, ovvero tradizionali.

Sul trampolino di lancio, a quanto risulta a CampusPRO, c’è e Campus, protagonista di un intenso lavoro di lobbing nell’ultimo periodo (sarà per questo che il decreto, dato per pronto a fine settembre, è stato inviato il 27 ottobre?).

Ecco svelati i misteri della Formula College, su cui c’eravamo già soffermati: non era teatro dell’assurdo (studenti “telemataci”, a tempo pieno, addirittura a convitto, in un ateneo a distanza) ma prove tecniche di università tradizionale.

Così Mariastella Gelmini, che forse non riuscirà a fare la sua riforma dell’università, rischia di passare alla storia come il ministro che ha fatto la riforma Cepu: convertendo le telematiche in tradizionali. Proprio lei che aveva fatto della proliferazione delle sedi e degli atenei un vero mantra politico.

Come nel 2006, quando eCampus fu istituita da Letizia Moratti contro il parere di Cnsvu e Cun, Francesco Polidori continua a prediligere i fine legislatura: oggi come allora, le camere erano quasi sciolte.

Data: 18 novembre 2010

Se e Campus studia Cepu

polidoriIl convegno è fissato per domani, 17 novembre, nella sede messinese dell’ateneo e Campus, l’università telematica di Mr. Cepu, alias Francesco Polidori.

Fra i relatori, il presidente del locale ordine degli avvocati, quello dei commercialisti e la preside della facoltà di Economia, la professoressa Elisabetta Bertacchini, fresca vincitrice di concorso da ordinario, proprio nell’ateneo di Novedrate.

Titolo del workshop: Perdite di bilancio e tecniche di ripianamento. Un credito formativo agli studenti che partecipano (ma trattandosi di ateneo online, è prevista lo streming?).

In precedenza, nella sede principale di Novedrate, ci si era occupati de Le soluzioni della crisi dell’impresa diverse dal fallimento, anche qui con un confronto fra accademici – anche in quel caso Bertacchini – e ordini professionali.

D’altra parte, nel gruppo Cepu sono esperti della materia, come testimonia la storia, resa nota da Milano Finanza e da CampusPRO, della Scil Srl, già holding operativa in liquidazione dal 2007, e gravata di svariati milioni di debiti con l’Erario e di contenzioso con gli ex-clienti.

Anzi, considerando il collocamento della quota di controllo della nuova holding del gruppo, la Cesd Srl, nella cassaforte lussemburghese della Jmd International Sa, creata all’uopo, chissà che prossimamente, a Novedrate, non si possa proporre anche un seminario su Le fiduciarie nei paradisi fiscali. La case history da studiare sarebbe, anche in tal caso,  il gruppo del fondatore stesso.

Data: 16 novembre 2010

eCampus, Ionesco in cattedra

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Svelato l’arcano della formula college dell’università eCampus di Novedrate, l’ateneo del fondatore di Cepu, Francesco Polidori.

“Vivi l’università come in un college americano”, strilla la nuova versione della gigantesca campagna pubblicitaria, oggi presente, a pagina intera, su Repubblica, di cui riproduciamo un dettaglio.

“Con la guida di un tutor”, vi si spiega, “segui tutti i giorni le lezioni preparate dai professori (grassetto nostro, ndr). Il programma è formulato in modo da agevolare l’apprendimento delle materie universitarie e prevede anche attività extradisciplinari a completamento della tua formazione”.

Dunque, un’università che per legge è a distanza, cioè un ateneo telematico, propone la frequenza a tempo pieno e una didattica frontale affidata ai tutor che spiegano le lezioni preparate da docenti universitari.
Avremo degli studenti telematici che studiano fisicamente tutto l’anno a Novedrate, scaricando slide dai loro pc su cui si prepareranno seguiti da alcuni tutor (dell’ateneo o che arriveranno in convenzione con Cepu?), per poi farsi esaminare, in presenza, da quei professori di cui hanno studiato gli appunti e i testi adottati.

Eugène Ionesco, buonanima, non sarebbe riuscito a fare meglio.

Data: 6 settembre 2010

eCampus, i misteri della Formula College

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Dopo l’exploit politico di inizio agosto – meeting di tre ore con i vertici del Pdl a Palazzo Grazioli a spiegare e a offrire a Berlusconi il  modello di “vicinato politico” – Francesco Polidori torna a parlare  della sua università telematica e lo fa con la pubblicità.

Oggi su La Stampa e sul Corriere della Sera, eCampus è presente con due pagine intere di advertising che contengono alcune notizie.

La prima è che gli studenti di Novedrate sono 7mila. Il dato era stato annunciato proprio a margine della visita del premier all’ateneo ma ora viene scritto nero su bianco.

Solo un anno fa gli iscritti alla telematica di Mr. Cepu era circa 3mila e il Ministero, per l’anno 2009/2010, ne registra 4.100. Dunque il notevole battage su eCampus, soprattutto attraverso le pubblicità di Google, ha fatto raddoppiare in un anno gli studenti.

L’altra notizia riguarda la Formula College. “Gli studenti ‘a tempo pieno’ (??, ndr) possono scegliere anche la formula College – attivata con successo nell’anno 2009-2010 – che permette di vivere la propria vita universitaria nel campus di Novedrate. (…) Gli studenti – seguiti costantemente da un team di tutor – si troveranno quindi nelle condizioni ideali per studiare e laurearsi con successo entro i tempi previsti”.

Il che significa che l’ateneo telematico si sta trasformando, di fatto, in un’università tradizionale, addirittura residenziale, in cui gli studenti sono tutorati. Forse dagli stessi tutor Cepu che, in virtù della convenzione con l’ateneo, preparano gli studenti nelle varie sedi del Centro europeo,  sparse in tutta Italia.

Già, ma perché un’università telematica, per sua natura “a distanza”, contempla la residenzialità degli studenti? Che senso hanno degli universitari che si stabiliscono a Novedrate a scaricare slide di professori che vedranno solo in fase d’esame?

E perché uno studente che sceglie la laurea online, dovrebbe stabilirsi (con elevati costi di soggiorno) a Novedrate per  “laurearsi con successo ed entro i tempi previsti”?

Significa che chi scelga di studiare da casa, magari perché impegnato quotidianamente nel lavoro, avrà difficoltà? Che non riuscirà a laurearsi in tempo?

Data: 17 agosto 2010
Campus
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