Giovani: la Toscana stanzia 300 milioni
Quasi 300 milioni verranno stanziati dalla Regione Toscana in tre anni per studenti e giovani precari che non possono permettersi un affitto, che svolgono stage in azienda, che stanno prestando servizio civile, che vogliono aprire un’azienda. Il progetto si chiama Giovani sì e nasce per aiutare quei 70mila giovani toscani disoccupati, quel 30 per cento di trentenni che vivono ancora in casa con i genitori, quei 20mila che svolgono tirocini senza remunerazione.
150 euro per l’affitto ai giovani (studenti e single) che convivono, mentre 200 euro andranno alle coppie con figli, contributi arriveranno anche per l’acquisto della prima casa, grazie ad accordi stipulati con i costruttori.
Agli stagisti spetteranno invece 400 euro mensili (dei quali 250 a carico dell’azienda). Aumentano anche i fondi per il servizio civile, che nel triennio saranno pari a 45 milioni di euro.
Altre agevolazioni sono previste per l’assunzione di laureati, per i lavoratori atipici e per i giovani imprenditori; mentre un meccanismo di prestiti d’onore è stato istituito per permettere a giovani tra i 18 e i 35 anni di frequentare un programma di studio della durata triennale.






I giovani non amano la finanza. Lo dice il rapporto 2010 presentato da PattiChiari che fotografa il livello di cultura finanziaria degli italiani, restituendo una situazione preoccupante per quanto riguarda l’informazione giovanile.
C’è poco da festeggiare (anche) per i laureati d’oltremanica. Infatti, secondo una ricerca, citata dal quotidiano inglese The Guardian, nel 2010 le assunzioni di neolaureati avranno una secca battuta d’arresto. L’88% delle 502 piccole e medie aziende intervistate ha dichiarato di non essere intenzionato a dare lavoro a giovani che hanno appena lasciato le aule universitarie, a causa della recessione economica. E giusto per rincarare la dose, la quasi totalità delle aziende interpellate ha sottolineato di non aver assunto nessun neolaureato nell’ultimo anno.
Siamo un paese in cui i padri divorano i figli. Parola di regista e che regista. L’ italo-americano, Francis Ford Coppola, al Torino Film Festival per presentare l’ultima fatica cinematografica Tetro, ha parlato del nostro paese al quotidiano La Stampa: “Amo l’Italia ma mi rende triste. Non offre opportunità ai giovani. In giro per il mondo, persino in Messico o Guatemala, trovi ragazzi italiani che cercano occasioni di lavoro. Per avere un futuro ci vogliono buoni genitori alle spalle. I padri italiani, invece, sono come quelli dei miei film, vogliono tutto per se stessi, i soldi, le ragazze, il centro dell’attenzione. Sono addirittura capaci di rubare la fidanzata ai figli, come in Tetro” .