Mr. Cepu, più atenei per tutti
Francesco Polidori, 65enne, industriale della ripetizione con Cepu e Grandi scuole, fondatore di atenei con la telematica eCampus, è irrefrenabile.
Come scrive stamane ItaliaOggi, si è candidato a sindaco nella sua città natale, Città di Castello, mentre nella vicina Borgo S.Sepolcro (dove ha sede il gruppo Cepu), ha candidato il suo parente e strettissimo collaboratore, Gianluca Polidori.
Con loro, in lista figli, nipoti e dirigenti Cepu. Una sorta di opa politica sulla Valle Tiberina, malgrado un anno fa, la nascita del Federalismo democratico umbro-Fdu, rassemblement in salsa leghista (ma contestato dalla Lega), non fosse stata felicissima, tanto che non era riuscito a presentare le liste alle regionali.
Ma la cosa sorprendente è che, leggendo i programmi elettorali dei Polidori’s, una delle primissime proposte è aprire una sede universitaria di eCampus, del cui indotto beneficerebbero le economie cittadine.
Chissà che cosa ne pensa il ministro Gelmini o il neodirettore generale dell’Università, Daniele Livon.
E poi dove apriamo un altro eCampus: a Città di Castello o a Borgo San Sepolcro, che peraltro distano poche decine di chilometri?
Al Cepu non si fanno in genere problemi. Come ha rivelato il rapporto del Cnvsu – di cui parla diffusamente l’ultimo CampusPRO – le sedi di Roma e Massina sono state aperte con una semplice comunicazione a cui il Miur s’è guardato bene dal rispondere.
Leggi qui l’articolo di Italia Oggi
“Arriva la riforma Cepu”, titola stamane ItaliaOggi, pubblicando un’anticipazione di 
“E’ la Kore di Enna il migliore Ateneo della Sicilia secondo la classifica annuale redatta dalla Guida dell’Universita’ 2010 di Campus”. L’anteprima del Rating di Campus, proposta oggi dai nostri colleghi di ItaliaOggi, complice forse il caldo, ha dato alla testa a qualcuno. L’università voluta in maniera bipartisan dalla politica locale – il pds-pd Mirello Crisafulli insieme all’ex-socialista , Salvo Andò, che ne è l’attuale rettore - risulta la migliore dell’Isola, non è chiaro se per autoproclamazione o per distrazione di qualche collega giornalista o per entrambe le cause.
